David Gates.
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Preston Falls.
Parte 1.
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Titolo originale: Preston Falls.
Traduzione di: BRUNO OSIMO.
2001. Giangiacomo Feltrinelli Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Un matrimonio in caduta libera sotto il peso delle speranze, delle abitudini e degli obblighi. Lo smarrimento, il pericolo
e un'enigmatica fuga in una storia avvincente e ricca di humour.
Doug Willis, spumeggiante PR-man, marito di Jean e padre di due regolamentari bambini americani, ha deciso di prendersi due mesi di aspettativa e di ritirarsi nella casa di campagna, a Preston Falls, a suonare la chitarra, a fare bricolage e a pensare ai fatti suoi. Da qualche tempo non va pi tanto d'accordo con Jean e il lavoro gli pesa. La famiglia verr a trovarlo nei fine settimana. In realt, gi al primo weekend le cose si complicano: Willis, in preda a una violentissima
aggressivit, litiga con un ranger e si fa mettere al fresco; Jean lo tira fuori dai guai, ma poi decide di lasciarlo cuocere nel suo brodo in attesa di vedere come butta.
Willis, dopo aver tentato senza successo di applicarsi ai suoi lavoretti, si aggrega a un gruppetto di musicisti, capeggiato dall'avvocato hippy che lo ha difeso al processo. Ma, pi che a suonare, sembra invece che la band sia dedita al traffico e al consumo di cocaina.
Passano i due mesi e Willis non torna n in famiglia n alla civilt e al lavoro. Anzi, scompare del tutto.
Jean prende in mano le redini della storia e si arrangia come pu per ritrovare il marito in fuga, lavorare e badare ai figli.
Un ritmo incalzante, un'impressionante profondit psicologica, stile e dialoghi perfetti che dipingono quella fase della vita in cui una crisi pu tramutarsi, con lo stesso grado di probabilit, in una vita diversa e forse migliore o in una inesorabile catastrofe.
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L'AUTORE.
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David Gates scrive di libri e musica per Newsweek.
Vive alternativamente a New York e in una piccola citt di provincia.
Il suo primo romanzo, Jernigan (1991, pubblicato in Italia da Leonardo Mondadori), ha vinto il premio Pulitzer;  anche autore di una raccolta di racconti, The Wonders of the Invisible World (1999).
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AVVERTENZA.
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La traduzione di questo romanzo  stata realizzata grazie a un'intensa collaborazione tra autore e traduttore. Nei sette mesi di lavoro abbiamo avuto una fitta corrispondenza.
Il testo  caratterizzato da una variet di registri particolari e da complicati giochi di parole elaborati da personaggi assai nevrotici.
Nel corso di questo lavoro l'autore si  reso conto di quanto fosse difficile illustrare alcuni passi a un lettore che non conoscesse certi aspetti della cultura statunitense contemporanea: espressioni colloquiali, slang, metafore, detti, allusioni sono difficili da spiegare in standard English e spesso assenti dai dizionari. D'altra parte, la loro esplicitazione avrebbe stravolto il senso del testo, giocato spesso sull'ironia.
In molti casi si  giunti alla soluzione insieme, per tentativi, proposte, aggiustamenti.
Quando i giochi di parole sono stati considerati intraducibili, il traduttore ne ha inventati di simili, consultando l'autore, che in altri casi ha consigliato semplicemente di omettere allusioni o giochi non essenziali che avrebbero potuto creare disorientamento.
Il lavoro  piaciuto a entrambi. Ci auguriamo che il lettore italiano possa godere almeno una parte del ricco gusto dell'originale.
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David Gates. Bruno Osimo.
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Preston Falls.
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Cos ho visto in sogno che l'uomo cominciava a correre. Non era corso lontano dalla sua porta, ma sua moglie e i bambini che se ne accorsero cominciarono a urlargli dietro di tornare; ma l'uomo si mise le dita nelle orecchie e continu a correre, urlando: Vita! Vita! Vita eterna!.
John Bunyan. The Pilgrim's Progress.
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PRIMA PARTE.
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Capitolo 1.
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Partono per Preston Falls nel tardo pomeriggio di venerd: Jean e i bambini sul Cherokee, Willis sul furgone con il cane
Rathbone sul sedile di fianco. Quando Willis ha invitato Roger con lui per fare un'imbarcata di soli maschi, Roger ha detto:
Non ne ho voglia. L'unico ragazzino americano a vergognarsi di farsi vedere su un furgone. O il problema era un altro?
Parlando coi colleghi (parola a cui fa precedere un'esitazione di mezza battuta, per alludere a delle virgolette), Willis lascia cadere spesso la bizzarra allusione al furgone, perch non si dimentichino che lui  un teppista attaccarogne. E al parcheggio dei pendolari alla stazione di Chesterton cinque mattine alla settimana quel furgone  il suo vaffanculo alle Volvo. Un Dodge v-8 del '77, vernice giallo-senape scrostata che scopre il verde scuro originale, chiazze di stucco grigio da carrozziere sui parafanghi e sotto le portiere e - questo  il massimo - la portiera del conducente nera, che dev'essere di un modello del tutto diverso, perch la cromatura non combacia. Ha visto l'inserzione un weekend su Want Ad Digest: 4 ruote motrici, un po' di ruggine, funziona bene. Il tipo ne voleva otto, Willis l'ha fatto scendere a sette, poi ce n'ha messi altri sette e cinquanta, pi altri cinque per uno stereo estraibile buono e delle casse decenti; cos per millecinquecento verdoni s' preso il top dei carcassoni da buzzurro, con tanto di odore di furgone vecchio, ma di fatto quasi affidabile.
Willis  direttore delle PR alla Dandineau Beverages, quella che commercializza Sportif: la prima imitazione alla caffeina del Gatorade, pi la linea di t ghiacciati aromatizzati senza tutti i minerali e balle varie.
Jean esce dal vialetto col Cherokee in retromarcia, poi mette il freno a mano e fa alcuni passi verso il furgone. Stai davanti tu? dice. Altrimenti per tutto il viaggio le toccherebbe vedere i suoi fari nello specchietto.
Ah dice lui. Il cane alpha col suo cane. Una delle sue battute, o quello che sono. Fa il saluto militare, toccandosi la visiera del berretto degli Oakland Raiders; lei alza lo sguardo sul berretto, su cui  ricamato un pirata, con tanto di coltellaccio e di occhio bendato. Sar decisamente un weekend lungo. In tutti i sensi. Domani arriva il fratello di Willis, probabilmente con la sua ragazza, e a volte lo show di Champ e Willis  davvero uno sfinimento.
In coda dietro di lui al semaforo d'angolo con la Route 9, Jean lo vede allungarsi per carezzare il muso di Rathbone e dire
qualcosa. Probabilmente bambino mio. Melanie, che ha vinto a testa o croce per chi sta davanti, si lamenta che prendere due
macchine  uno spreco. Jean la aiuta a superare il problema: pap rimane a Preston Falls mentre loro luned sera devono tornare a Chesterton, perch marted  il primo giorno di scuola e in pi  anche una giornata lavorativa, e poi perch marted sera arriva zia Carol. Mel dice: Beh, ma quello lo so anch'io. Sono mica stupida, mamma. Roger  dietro da solo, continua a fare Vum, pum. Ha trovato nel portaoggetti il suo vecchio omino pieghevole Shredder e gli sta muovendo le braccia in modo che si prenda a pugni in faccia.
Lei segue il furgone di Willis fino a subito prima del ponte Tappan Zee dove c' un McDonald's, loro tradizionale punto di
sosta il venerd sera i primi tempi che avevano la casa a Preston Falls. Quando accosta al casello automatico, Jean lo vede parlare dall'alto del suo finestrino, poi fare di nuovo cerimoniosamente il saluto militare; il furgone balza avanti allo sportello del drive-in.
Lei sente che ha la musica accesa, ma non riesce a capire cos'.
Ordina un fajita di pollo, l'unica cosa vagamente sana. Roger ordina tutto quello che  previsto in un Happy Meal, ma senza
chiamarlo Happy Meal, e lei pensa, bene, buon per te, almeno questa non te la bevi. (Volendo dare l'interpretazione pi ottimistica.)
Melanie da McDonald's non mangia nulla. Si  portata dei tortini di riso in un sacchetto di plastica e insiste per mangiarli
cos, senza berci niente.
Willis ha finito il Big Mac e le patatine fritte prima ancora che salgano sul Tappan Zee, e Rathbone ha ingurgitato il suo burger in tre scossoni della testa. Venerd prima del Labor Day, ore diciotto: avrebbero potuto programmare una partenza meno
intelligente? Il traffico sul ponte procede a singhiozzo, Willis suda come una fontana con quel caldo nel bagliore dorato, cercando di non guardare troppo spesso la spia della temperatura dell'acqua, preoccupato per la frizione. Spegne il registratore; a zero miglia all'ora, Steve Earle  solo un motivo in pi per incazzarsi.
Il povero Rathbone ha il muso fuori dal finestrino, sbanfante, il torace che si gonfia e si sgonfia, la lingua grondante saliva.
Willis si slaccia la cintura di sicurezza e distoglie lo sguardo dalla strada quel tanto che basta per chinarsi e agitare un dito nella ciotola posata per terra, sperando che quel rumore faccia scattare qualcosa nella mente di Rathbone. Rathbone si gira, e Willis dice: S, acqua. Hai presente l'acqua? Lap lap lap?. Si rigira verso il traffico appena in tempo per vedere una Lexus superarlo e stringere davanti a lui. Gli grida dietro che  un pompinaro figlio di puttana, ma tanto la Lexus ha i finestrini azzurrati chiusi.
Dietro, sul Cherokee, Jean ha l'aria condizionata accesa, ma se il traffico non si d una mossa, dovr spegnerla e aprire i finestrini, perch la lancetta continua a salire verso il rosso. Forse, una cassetta che piaccia a tutti e tre, ma lei non ha la forza di metterli d'accordo. Magari, quando arriver sua sorella, Mel e Roger si comporteranno meglio. Carol ha detto che rimarr a Chesterton tutto settembre, e forse anche un po' di ottobre.
Perch le manca l'autunno nel nordest. Jean pensa che  proprio questione di gusti.
Com' che pap ha cos tante vacanze e tu no? dice Mel.
Le sue non sono vacanze nel vero senso dice Jean.  pi un'aspettativa.
Ah, beh. Allora chiedo scusa. Mel apre il vano del cruscotto, tira fuori una cassetta - Jean non riesce a vedere quale - poi la ricaccia dentro, facendo sbattere la plastica.
Per rispondere alla tua domanda, dice Jean, lavoro l da meno tempo di pap. E comunque non posso permettermi di prendermi due mesi come niente fosse. Jean fa l'arredatrice per The Paley Group, un'azienda di consulenze per gli investimenti.
Quando  stata assunta, Willis si  messo a fare un po' di menate da falso proletario, su come l'intero mercato azionario non sia altro che una cospirazione per succhiare il sangue alla gente che lavora.
E pap invece se lo pu permettere? dice Mel.
Cos dice. Ha fatto i conti al computer, e pensa che ce la potremmo addirittura cavare un po' meglio per via delle tasse.
Willis  un bel po' avanti; lei si  lasciata intrufolare tre macchine davanti. Jean vede il palmo della mano di lui colpire a ritmo il tetto del furgone.
Questa non l'ho capita dice Mel.
Ho ancora fame dice Roger.
Hai appena mangiato dice Jean. Poi, a Mel: Se guadagni meno, le tasse sono pi basse.
Lo so, dice Roger, ma ho fame lo stesso.
Bisogner che aspetti dice Jean. Su a casa ci dovrebbe essere qualcosa.
Ma magari poi mi viene sonno.
E perch invece non dormi adesso, Roger? dice Mel.
Allora, mamma? Pap rimane l per tutto il tempo a lavorare alla casa?
Non so quanto riuscir davvero a fare. Credo che in realt abbia solo bisogno di stare un po' via.
S, esatto dice Mel. Via da noi.
Non  vero dice Jean. Tutti hanno bisogno di ricaricarsi, ogni tanto.
Vero dice Mel.
 che non viene gi con noi per il primo giorno di scuola che ti dispiace?
E perch mai? dice Mel. Voglio dire, ne ho avuti un bel po' di primi giorni di scuola in vita mia.
E tu, Rog? dice Jean. Ti dispiace che pap non ci sia?  una danza sulla linea di demarcazione tra incoraggiarli a dare
voce ai propri sentimenti e aizzarli contro il padre.
Non me ne frega dice Roger. Mamma. Ho fame davvero, non scherzo. Ma quanto manca?
Un bel po' dice Jean. Con questo traffico, poi.
Ma pi o meno quanto?
Non so. Forse un quattro ore. Per, che messaggio orribile. Tre e mezza?
Roger butta per terra Shredder e dice: Merda.
Adesso ti fai un bel time-out dice Jean. Quando sono in auto, time-out vuol dire che deve stare nove minuti senza parlare.
Un minuto per ogni anno di vita. Allo specchietto vede Roger alzare le spalle e muovere la bocca articolando merda, merda,
merda.
Dopo Newburgh finalmente il traffico prende velocit, e Willis estrae la cassetta di Steve Earle e infila la mano nel sacchetto per prenderne un'altra. Senza bambini e senza Jean, pu mettere su quello che vuole al volume che vuole. Sembra che
Rathbone non abbia mai nulla da ridire, forse perch assordato da anni di viaggi con Willis. Mette su Straight Outta Compton, d una bella girata al volume, ed ecco i Niggars With Attitude attaccare You are now about to witness the strenth of Street knowledge, e poi quello slego di batteria, e lui vorrebbe tanto avere un paio di quelle enormi casse foderate per rendere giustizia a quel figlio di puttana. Proprio un matto fuori di melone questo Willis.
Da cinque anni tutti i venerd sera si fa questa guidata, sempre pi spesso da solo. Mel ormai alla sua et  pi facile che si organizzi con le amiche; e dato che la vita  anche sua - su questo Willis e Jean sono d'accordo - qualcuno deve pur rimanere a Chesterton, per non c' motivo che restino tutti e due. Jean, poi, dice che il viaggio la sfinisce. S' parlato di fare dei weekend per soli maschi, le femmine a casa. Ma l'unica volta che ci hanno provato, Roger non ha fatto che lamentarsi. A un certo punto ha calpestato apposta una cassetta di Raffi, e Willis (per quanto sapesse quanto doveva essere stato bello, sentire la plastica in frantumi sotto i piedi) si  sentito in dovere di dargli un time-out.
Alla fine, disperato, ha portato Roger fino al parco dei divertimenti The Great Escape sul lago George. Ma Roger ha dormito
quasi tutto il viaggio, s' svegliato incavolato e s' rifiutato di andare su qualsiasi stronzata, cos hanno girato il furgone e sono tornati a Preston Falls, mentre Willis pensava This is my life ticking away.
Innanzitutto Jean non  mai andata fuori di testa per Preston Falls, e lui la pu quasi capire. Quando fa freddo (cio sei mesi all'anno) lei non pu usare il proprio studio, che pomposamente chiama atelier, perch non  riscaldato n isolato e quei termosifoni elettrici a olio comprati da Ames non servono a un cazzo.
Cos finiva per giocare a monopoli coi bambini sul tavolo di cucina mentre lui cercava di lavorare alla casa. E magari tirar fuori mezz'ora per suonare la chitarra, dato che Preston Falls  l'unico posto in cui pu dare una grattata al suo Twin Fender. A Mel parlando con le amiche piace lasciar cadere qualche allusione alla loro casa di campagna, ma l'unica volta che ha portato con s Comesichiama - quella grassa - per un weekend, Pudgette s' lamentata che non c'era niente da fare e che la casa puzzava. Ed  vero: di buon vecchio fumo di legna. Nei weekend invernali, quando la famiglia non c', a volte Willis toglie le batterie agli allarmi antifumo e apre gli sportelli delle due stufe proprio per mantenere quell'odore intenso; lo sa che  come Marie Antoinette vestita da pastorella. Per, cazzo. E ora l'inverno  di nuovo alle porte. Le giornate si accorciano (depressione): un mese fa alle otto e mezza c'era ancora luce.
John Coltrane stride e starnazza ed Elvin Jones picchia e batte mentre Willis esce dalla 22A e s'immette sulla Quaker Bridge Road. Quaccheri tremolanti, perch tremavano al cospetto di Dio, evidentemente. Questo  il pezzo vicino a casa: la Quaker Bridge Road, poi la County Road 39, poi la Goodwin Hill Road e la Ragged Hill Road, ed  fatta. Tutta in salita, e d'inverno c' da morire di paura; eppure  meglio che andare fino al centro di Preston Falls e poi oltre, come facevano i primi due anni, finch Willis s' comprato una cartina della contea.
Scala la marcia -  una stronzata, ma gli piace pensare che qui la frizione funzioni meglio - e comincia ad arrampicarsi. Sente l'aria rinfrescarsi sul braccio, tira un po' su il finestrino e abbassa un po' la musica, per non svegliare di soprassalto i contadini e le contadine.
Poco dopo l'una arrivano ballonzolando in giardino. Quando i fari illuminano la legnaia, Willis vede che Calvin Castleman
finalmente  venuto a consegnare i dieci metri cubi di legna che gli ha promesso un mese fa, e che ha scaricato tutto quel carico del cazzo contro la porta che collega la legnaia alla cucina. Willis esce dal furgone e Rathbone lo supera urtandolo, corre avanti e alza la zampa contro l'angolo della legnaia. Zoppicando un po' - di sera si nota di pi che zoppica - Willis si avvicina al Cherokee, facendo gesti circolari col pugno per dire a Jean di abbassare il finestrino.
Se ti dico quel cazzo che  successo non ci credi dice.
Usando intensit a denti stretti anzich volume, per far vedere che  bell'e scazzato. Jean gli spara lo stesso un'occhiata della serie come-cazzo-parli-ci-sono-i-bambini.
Okay, s, d'accordo dice. Per almeno sta' a vedere.
Ruota tre volte la mano e poi - ta da! - protende il palmo per indicare la legna ammassata. Secondo te come dovrei reagire?
Che stupido figlio di puttana.
Vuoi controllarti, per favore?
S, scusa, ma  davvero incredibile. Voglio dire, quel tipo non ha mai visto una porta? L'entrata di una casa? Per Dio.
Mel, sul sedile del passeggero, si strofina gli occhi; Roger, dietro, sbadiglia e guarda il nero dal finestrino. Questa  ostilit di classe bella e buona.
Senti, entriamo dice lei.  tardi, il viaggio  stato uno sfinimento, abbiamo proprio bisogno di andare a letto.
Giusto, cos ci riposiamo per prepararci a una meravigliosa giornata di trasporto di dieci metri cubi di legna.
Beh, tuo fratello a che ora dovrebbe arrivare? Non pu darti una mano lui?
Certo, nel weekend lui non aspira ad altro.
Jean chiude gli occhi e dice: Visto che dobbiamo entrare, ti spiace se entriamo?.
Willis porta dentro la roba, mentre Jean mette a letto i bambini.
Lui porta di sopra le loro borse nere di tela e quella gialla di Jean, poi si mette a scaricare la sua roba. Qui lui tiene dei vestiti, perci la sua borsa a tracolla contiene solo libri, cassette e CD. E si  portato dietro le chitarre che mancavano: la Rick, la J-200 e la D-18, che porta per ultima e lascia in cucina. Entra in dispensa e tira fuori lo stereo portatile nascosto dietro i vasi da conserva, comprati il primo anno e mai usati. Tira fuori i CD dai cassetti della cucina e li rimette nei vecchi portabottiglie di legno per la Coca-Cola che ci sono sul bancone.
Quando Jean scende con la camicia da notte lunga lui  seduto in cucina e suona insieme a Merle Haggard che canta Wake Up.
Wake up, don't just lay there. Like cold granite storie.
La canzone calza a pennello in modo cos brutalmente ovvio, che lui pu solo far finta di niente.
Le finestre di sopra erano aperte dice lei.
S. Le ho lasciate aperte io dice girando la chitarra corde in gi e posandosela sulle cosce. Altrimenti l'aria diventa troppo viziata per dormire. Cosa che potresti sapere. Si sporge e preme lo Stop.
E se piove? dice lei. Comunque non stare l a spegnere. Sto andando a letto.
Se piove si bagnano i vetri. Penso che sia preferibile piuttosto che arrivare qui e trovarsi dentro a un forno. O non sei d'accordo?
Ho solo paura che si rovini qualcosa.
Allora propongo che tu ne parli alla signora Danvers dice lui. Falla venire qui ad arieggiare le stanze un'ora prima che
arriviamo.
Scusami tanto se ho detto qualcosa dice lei. Fa' quel che vuoi. Prosegue verso il lavandino.
Ma figurati dice lui.
Lei prende il coso dell'Advil dal davanzale sopra il lavandino e una scatola di Tampax dalla borsa e va in bagno. Okay, okay, il concetto  chiaro. Quando esce, tira gi dal mobile la bottiglia di Dewar's. Lui sta facendo una scala di re senza corde a vuoto, poi sale di un semitono. Una scala di mi bemolle. Una scala di mi.
Una scala di fa. Tutte con la stessa diteggiatura, cosa vuole dimostrare?
Scusa, ne volevi un po'?
Lui alza lo sguardo: lei ha gi messo il tappo alla bottiglia, e tiene il palmo della mano sul bicchiere, a chiuderlo. Se Freud non fosse superato, che cosa vorrebbe dire tutto questo?
Cosa c' di buffo? dice lei. Lui vede che s' versata un bel ditozzo di whisky. In fondo  sempre una brava ragazza anche
quando prova a fare la cattiva.
Lui scuote la testa. Dopo una giornata di lavoro e aver guidato fino all'una di notte mi sento sfatto. Si alza e mette la chitarra nella custodia.  una cosa di me che ti puoi ricordare.
Lascia la cosa in sospeso intanto che chiude il coperchio e fa scattare le fibbie, poi aggiunge: Casomai dovessi avere un infarto mentre sposto dieci metri cubi di legna.
Avevi intenzione di accatastarla comunque, no?
Ah dice lui. Tu riesci sempre a trovare il lato buono delle cose.
Vado a letto.
Sar su in un attimo dice, ma lei gli  gi schizzata oltre. La guarda entrare in salotto a piedi nudi. Il tessuto della camicia da notte aderisce alle chiappe, di cui i talloni nudi, arrotondati, sembrano una caricatura. Una volta, sposati da poco, lui su tutta la pianta di quei piedi ci era venuto. Oh, oh aveva detto lei. Il Dr. Scholl's non approverebbe. Vero, era stata un'idea sua. Ma lei si era dimostrata estremamente interessata.
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Capitolo 2.
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Jean si sveglia alla prima fievole luce grigia che non  ancora
alba, e non riesce a riaddormentarsi. Willis  l supino, scoperto,
ronfa a ritmo, la mascella rilasciata, mostrando una fetta bianca
d'occhio e una lunga protuberanza sui boxer. Una volta, anni fa,
quella vista l'aveva tentata al punto che glielo aveva furtivamente
succhiato nel sonno, anche se alla fine non aveva osato, insomma,
andare fino in fondo. Lui allora non s'era svegliato, lei allora non gli aveva detto niente.
Sguscia fuori dal letto, lo copre col lenzuolo, apre piano la
lampo della borsa e trova il cambio di biancheria, calze, t-shirt,
jeans e il suo libro; ancora in camicia da notte, sbuca fuori in corridoio.
Si ferma davanti alla porta di Mel, poi davanti a quella di
Roger, sente il loro respiro, poi tenta di sgattaiolare gi dalle
scale senza farle scricchiolare (buona fortuna) per andare a cambiarsi
in bagno. Ma Rathbone l'ha sentita: la aspetta ai piedi delle scale, scodinzolando.
Apre la porta della cucina per lasciarlo uscire e resta a piedi
nudi sulla soglia fredda. Al di l del prato non tagliato,  ancora
buio sotto gli alberi. Cos vuoto di suoni questo mattino; deprimente
quass ora che non ci sono gli uccelli.  l'estate peggiore
che ricordi: troppo calda, troppo tropicale. Probabilmente per
via di quello che stanno facendo al pianeta. A Chesterton le
erbacce hanno soffocato il basilico e il finocchio e l'aneto che lei
ha piantato nell'orto, anche se aveva cercato di dedicarci almeno
un paio di minuti al giorno. (Altra cosa che era colpa sua ma non
per colpa sua.) In pi l'epidemia di rabbia, soprattutto tra i procioni
ma anche tra i pipistrelli e le volpi e le moffette. Ha anche
paura di lasciare Mel e Roger con Rathbone: anche se gli ha fatto
fare le punture, non si sa mai che poi litighi con un animale rabbioso
e che la saliva... eccetera eccetera.
Anche se proprio non vuole ammetterlo, Preston Falls probabilmente
non era peggio della Westchester County. Proprio a
Ossining, una donna  stata morsicata da una volpe mentre lavorava
in giardino. Un'altra donna, a Larchmont, mentre metteva
fuori la spazzatura  stata assalita da un procione. Jean ha raccomandato
a Mel e Roger: Non avvicinatevi ad animali strani per
nessun motivo. E pensare a com'era cominciata l'epidemia.
L'aveva saputo dal veterinario da cui portavano Rathbone. Un
gruppo di cacciatori di procioni del North Carolina non aveva
pi procioni da uccidere, allora ne avevano portati una camionata
dalla Florida. Un terzo erano risultati rabbiosi, e la rabbia si
era estesa via via sempre pi a nord. Solo ai maschi possono venire trovate simili.
Ma il vero spavento se l' preso a Preston Falls. Il weekend
del Quattro luglio un procione s' infilato in giardino in pieno
giorno, alle undici di mattina. Rathbone - che grazie a Dio era a
casa - s' messo ad abbaiare come un ossesso ma il procione non
ha fatto una piega. Willis  corso di sopra ed  tornato gi con
quest'arma, per l'amor di Dio, Jean non aveva nemmeno idea che
ne avesse una. Questo fucile, con tanto di cannocchiale. Avrebbe
fatto invidia a Lee Oswald. In casa. Sposta di un paio di centimetri
la zanzariera della finestra della cucina, si appoggia su un
ginocchio e posa il fucile sul davanzale. Lo sparo ha echeggiato
per la casa, poi sulle colline, ma Jean poteva giurare di avere
anche sentito il rumore sordo del proiettile che arrivava a segno.
Il procione  rimasto fermo un istante, ha avuto un fremito, poi
si  rovesciato, le zampe hanno preso a contorcersi, e Willis gli ha
sparato ancora mentre Mel entrava correndo, gridando: Ma
cosa succede?. Jean ha detto: Dio mio, dov' Roger? e Roger
Sono esattamente dietro di te, mamma, dando a quel mamma
una sfumatura di disprezzo. Era sulla soglia del tinello, e stava
assistendo a tutta la scena. Willis ha sparato all'animale una terza
volta, e Jean ha detto: Ma non ti basta?.
Lui s' girato e l'ha guardata dal basso in alto: Vuoi occupartene tu?.
Impugnando il fucile,  uscito in cortile mentre Jean e Mel e
Roger si pressavano sulla porta. Proprio una scena da film. Willis
si  avvicinato lentamente all'animale, il fucile puntato. Quello
non si muoveva. Gli  andato proprio sopra e gli ha sparato altri due colpi.
 tornato in cucina e ha chiesto se c'erano guanti di gomma.
Cosa vuoi farci? ha detto Jean.
Scavare una fossa, sbattercelo dentro, dargli fuoco e ricoprirlo
ha detto Willis. Era sicuramente rabbioso.
Voglio guardare ha detto Roger.
Non  il caso di chiamare l'ufficio d'igiene o qualcosa di simile? ha detto Jean.
Non credo che gliene importi molto del diecimilaottocento 
cinquantasettesimo procione rabbioso. Ce li abbiamo dei guanti o no?
Fammi guardare ha detto lei. Ma cos'ha fatto, ha sanguinato?
No. Era un nuovo modello di procione, antimacchia. Poi
ha detto in fretta: Per la verit, ha sanguinato meno di quanto ci si potesse aspettare.
Ma si pu diffondere anche con il sangue, no? ha detto lei.
E se un animale ci va dentro? O se Rathbone... capisci cosa voglio dire.
Va bene, se sei preoccupata, versaci sopra della benzina
che bruciamo anche quello. Sar il tuo contributo alla salute pubblica.
Willis  andato a prendere la tanica di benzina e la vanga, e lei
ha trovato un paio di guanti gialli sotto il lavandino; lui, per infilarseli,
si  appoggiato la vanga alla spalla. Poi  andato a prendere
il procione, Roger non lo mollava di un passo. (Mel era tornata
di sopra in lacrime.) Jean ha sparso benzina sull'erba dove vedeva
sangue - aveva ragione Willis: era meno del previsto - poi ha
portato lontano la tanica di benzina. Ha appallottolato la pagina
economica del New York Times, ha accostato un fiammifero,
l'ha buttata sulla chiazza e svuuusccc la fiamma  divampata come
un muro. Una volta spento il fuoco, ha passato la suola della scarpa
sulla terra bruciata: rispuntavano minuscole fiammelle pallide.
Alla fine  tornata in casa. Dalla finestra vedeva Willis fuori
sul prato, di guardia al proprio fuoco, la vanga sotto l'ascella, il
berretto da baseball in testa, da quella distanza sembrava proprio uno del posto. Il suo grande sogno.
L'unica cosa buona  che perlomeno nessuno di loro s' preso
la rabbia. A parte il Memorial Day e il Quattro luglio, lei e i bambini
hanno finito per non passare pi molto tempo a Preston
Falls. Lei aveva gi consumato quasi tutte le ferie per i giorni in
cui Mel e Roger erano stati a casa da scuola. E dopo avere lavorato
tutta la settimana e preso il treno per tornare a casa, il venerd
sera era sfinita e non se la sentiva di affrontare quelle quattro ore
di guida. E poi le altre quattro del ritorno la domenica pomeriggio.
Perci di venerd sera Willis si fermava lo stretto necessario
per cenare e aiutare a mettere a letto i bambini, poi caricava
qualcosa nel furgone e via. Ce la faremo, aveva commentato
tempo addietro, la prima volta che lei gli aveva detto di essere
incinta, riconoscendo che il momento non era proprio il massimo.
Era la risposta che voleva lei. (Il tono era proprio quello di
Willis quando era Willis.) Era stato quello, ha poi pensato Jean, il
loro vero giorno di nozze. Anche se naturalmente non l'ha mai
detto, per paura di farlo incavolare. Ce la faremo. E adesso chi  che ce la sta facendo?
Per poco che lei ci venisse, aveva certo il diritto di dire qualcosa,
di questo fucile saltato fuori dal nulla. Ma gi al Quattro
luglio, con due mesi d'estate ancora davanti, era sfinita. Cos ha
detto solo: Voglio sperare che quel coso lo tenga chiuso a chiave.
Lui ha fatto il suo solito sospiro da martire. Checch se ne pensi di me, non sono del tutto cretino.
Ma il giorno dopo, tornata da commissioni in citt, rovistando
nel furgone di lui alla ricerca della mappa della contea ha trovato
sotto il sedile un sacchetto della Trae Value con dentro un
lucchetto da bicicletta. Tutte le bici erano a Chesterton. E il lucchetto ce l'avevano gi.
La soglia  troppo fredda per restarci ancora a piedi nudi.
Rientra, lasciando Rathbone a correre; Willis dice che il cane sa
tenersi lontano dalla strada. Si porta i vestiti in bagno, si toglie
la camicia da notte, fa pip, si cambia l'assorbente, si lava le mani
e la faccia e i denti. Il cesso ha bisogno di una bella ripassata,
soprattutto oggi che arrivano ospiti: tanto vale farlo e basta, piuttosto
che stare a dirlo cinquanta volte a Willis. Per quanto, pulire
i cessi alle cinque e mezzo del mattino, in effetti, sia un po' eccessivo.
Prende il flacone di Wcnet sotto il lavabo, d una bella
spruzzata intorno e chiude il coperchio tra sibili e sfrigoli.
Si fa una caffettiera, tira gi il tazzone bianco con scritto JOE,
lo rimette a posto e prende quello nero con l'immagine di Alan
Jackson, regalo di Carol, che lo chiamava bambino. Il tazzone
JOE era il regalo per il settantaseiesimo e ultimo compleanno del
padre di Jean. L'aveva notato Mel su un espositore girevole del
Kmart; aveva cinque anni, ed era molto fiera di saper gi leggere.
Lui l'aveva ringraziata e le aveva fatto pat pat sulla testa, ma Joe
era secondo solo a Willis nel considerare tutto una cagata. Mentre
il nonno faceva a Mel quel risolino derisorio che Jean aveva visto
milioni di volte, a Jean veniva voglia di dargli uno schiaffo: a suo
padre, pur sapendo che non gli restava molto da vivere. Il tazzone
era finito in una scatola di roba che Carol aveva messo via per
quando Jean fosse passata dalla casa di Sarasota dopo la morte
della madre. Jean, a sua volta, l'ha sbattuto in uno scatolone di
roba per Preston Falls, e qui Willis s' messo a usarlo. Questa s
che  bella. Perch a Willis suo padre non piaceva (e a chi piaceva?),
ed  come bere dal cranio del nemico. O perch gli piace
l'espressione tazza di joe. O perch pensa che Joe sia un nome di
fantasia. Willis ha sempre quattro o cinque ragioni per fare qualcosa.
Sono ancora solo le sei meno un quarto. Prende il caff in
salotto (Alan Jackson  proprio un bambino) e si sistema sul
divano con Ragione e sentimento. E il punto in cui Willoughby
umilia pubblicamente Marianne, e in cuor suo Jean lo incoraggia.
Il che la preoccupa. Una dovrebbe identificarsi con Elinor e stare
in pena per Marianne, invece Jean detesta Marianne con tutte le
sue forze e desidera che il suo stupido muso ci venga strofinato, in quell'umiliazione. Talmente forte  la rabbia.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Willis sta sognando una tiv, un vecchio modello a mobiletto
dove lo schermo  dietro le antine, e lui le apre e vede un film in
cui una puttana si sta togliendo la maglia, poi via anche il reggiseno;
si vede, sotto i boxer, che Willis ce l'ha duro. Incredibile:
danno questa roba alla tele, quando potrebbero esserci dei bambini?
Willis evita di farsi coinvolgere dalla puttana, consapevole
di essere a letto a sognare e che c' il problema di pulire. Esce
invece sul marciapiede, si accorge di non avere niente addosso e
si sveglia.  solo nel letto alla luce del giorno a Preston Falls.
L'Innominabile fa un male cane: s'infila una mano nei boxer e si
stringe l'uccello con la cappella che gli esce dal pugno. Proprio
un ragazzino col cazzo in mano. No. Meglio alzarsi, scendere e pisciare.
Dalla finestra aperta, un pigliamosche modula due note, come
qualcuno che chiami dolcemente. Per il resto, silenzio. Si mette
i jeans e la t-shirt di ieri (l'innominabile sta gi mollando il
colpo). Rathbone lo sente da gi in salotto; le sue unghie salgono
le scale ticchettando ed eccolo qui, ansimante e scodinzolante.
Willis gli accarezza la testa e canta Oh doggie, doggie, it's a wild
world-dudi-dudi-dudi-dudi-dam, poi scende con Rathbone che lo
supera veloce fino alla porta della cucina, si volta a guardare, scodinzola
pi forte. Willis lo fa uscire, poi vede, sporgente dallo
sportello del frigorifero, una busta con un appunto scritto sul retro:
Sono coi bimbi in citt a comprare il pollo ecc. il caff  sulla cucina.
J.
Tira gi il tazzone JOE, ci versa il latte, poi lo riempie di caff
freddo. Il muffin Thomas  pretagliato, ma lui se ne frega e lo
apre col pelapatate - che andassero a fare in culo - infila le due
met in brandelli, piene di crateri, nel tostapane e tira fuori il
burro. Sarebbe una figata piegare la carta in modo che le ginocchia
olivastre della ragazza indiana sembrassero le tette:  ancora
la cosa pi fottutamente divertente del mondo. Solo che poi Jean
potrebbe accorgersi delle pieghe sul cartone. A meno di buttare
la confezione nella pattumiera. No. Idea del cazzo. E un'idea del
cazzo anche cominciare la giornata - i due mesi - con una chilata
di burro, se l'idea  quella di sentirsi leggeri e liberi. Dio mio, aiutami,
prega, ed  allibito di ritrovarsi davvero a rimettere a posto
il burro, come se gli guidasse la mano una potenza superiore.
Wow, che scagazzo.
Si mangia il muffin cos, mandandolo gi con acqua gassata 
mme la bouteille. Gi che i figli sono fuori, sarebbe il momento
buono per fare un pacchetto con quei preservativi, se solo si
ricordasse dove li ha messi.  uno scherzo per Champ e Tina, il
prologo comico al loro vero regalo: un weekend a Mohonk
Mountain House, dove gi una volta hanno passato una notte
con i cinquecento dollari che Tina aveva vinto alla lotteria. Ah,
ecco sono ancora fuori nel furgone, dietro il sedile. E in dispensa
sullo scaffale di sopra ci dev'essere della carta da regalo rimasta
qui dal Natale di tre anni fa. (Non la tenevano in vista perch era
la carta dei regali di Babbo Natale; tre anni prima Roger ci credeva
ancora.) Willis trascina una sedia in dispensa e trova i rotoli
polverosi ancora l: fiocchi di neve, agrifoglio e merda, le palle di
Natale, Babbi Natale modello Falstaff, un rotolo solo con la scritta
AUGURI AUGURI AUGURI. Beh, gi che ci sono, tanto vale usare
quella con le palle. Con un coltello da carne taglia via un pezzo
che gli sembra pi o meno giusto - pensando Did you ever see
such a sight in your life? - e poi gli ci vogliono dieci minuti di
sbattimenti di cassetti e sportelli prima di trovare il fottutissimo nastro adesivo.
Mette fuori un piede, ancora scalzo, sulla soglia scaldata dal
sole, e annusa l'aria. Sa di argilla, d'erba, una sfumatura di pino:
per Dio, sta roba si potrebbe imbottigliare. In cima all'acero
alcune foglie si sono fatte rosse. Rathbone, che deve aver sentito
scattare la porta con la zanzariera, arriva sfrecciando dalla parte
della legnaia con un bastone in bocca. Cos Willis fa alcuni passi
nell'erba bagnata, inzuppandosi i piedi e l'orlo dei jeans. Ma questo
lo stufa subito. Simula un affondo verso il bastone mentre
Rathbone danza via, poi rientra, pensando Du wuschest mir die
Fsse. A un certo punto della sua vita (per l'esattezza, quando
Jean era incinta di Mel)  andato a vedere il Parsifal cinematografico
di Hans Jrgen Syberberg dodici volte in dodici giorni.
Che ore sono, comunque? Le dieci? Meglio andare a pagare
Calvin Castleman prima di ritrovarselo in giardino a strombazzare.
Un mattino, l'autunno scorso, Willis  tornato di sopra (ancora
mezzo addormentato) dopo aver pagato Calvin per un carico
di legna, si  ritolto i pantaloni, s' rimesso a letto spiegando a
Jean che in campagna si usa cos, per non essere invadenti e non
venire fino alla porta a picchiare. Oh, per favore ha detto lei.
Le persone beneducate telefonano, a un'ora civile, per chiedere se non disturbano.
Willis si mette la camicia verde da lavoro Dickies, in modo da
avere una tasca per il libretto degli assegni, pi che altro, non
certo per far pensare a Calvin Castleman di essere qualcosa di
diverso da un qualsiasi minchione da weekend che arriva dalla
Westchester County. Ma tanto, cosa ti puoi mettere a Preston
Falls che non faccia parlare la gente? Stamattina sembra che non
valga gi pi la pena di menarserla su dove Calvin ha scaricato la
legna. Tanto andava accatastata comunque, cazzo.
Tira fuori il furgone, per in realt, se avesse davvero intenzione
di rimettersi in forma, quei cinquecento metri o quel che
sono dovrebbe farseli a piedi. Ma a Preston Falls sarebbe un
passo falso. All'ingresso del proprio vialetto, Calvin ha un'insegna
che dice FUCILI SEGHE LEGNA DA ARDERE, oltre a un affare
che potrebbe passare per una scultura di metallo: un fusto da
petrolio tagliato con una fiamma ossidrica per il lungo in modo
da formare una specie di caldaia, saldata a un profilato angolare
di ferro. NOLEGGIO SPIEDI PER PORCELLINI AL ROSTRO. Calvin poi
fa il gommista e traffica in automobili usate, di domenica vende
vodka e whisky canadese con cinque dollari di sovrapprezzo e
ripara i tetti d'ardesia. Una volta si  offerto di installare gratis un
nuovo tetto di metallo in cambio delle lastre di pietra del tetto di
Willis. Willis ha rifiutato, ma poi gli  venuto il dubbio che un
campagnolo vero al suo posto avrebbe fatto saltoni. Un tempo
nel vialetto di Calvin, a tarda sera, c'era anche un gran viavai di
BMW e Lincoln Town, ma sembra che questa attivit l'abbia ridimensionata
dall'anno scorso, quando l'hanno pizzicato e l'avvocato
 riuscito a tirarlo fuori con un cavillo tecnico. Da quando ci
va Willis, la vetrinetta dei fucili contiene sempre gli stessi tre
modelli, con etichette manila penzolanti dalla sicura: un calibro
20 colpo unico (prezzo richiesto $ 55); un calibro 12 a doppia
canna ($ 175 prezzo definitivo) e uno a pompa calibro 12
($ 125).  qui che Willis ha comprato il suo calibro 22, un
Marlin con mirino telescopico e una bestia non meglio identificata
(testa di marmotta, coda di ratto) intagliata sul calcio. I fucili
veri Calvin li tiene nascosti nell'abitazione, in un compartimento
dietro uno scaffale di soprammobili con elefanti di vetro soffiato e olandesine di porcellana.
Calvin Castleman  davanti al negozio, chino sul motore di
una Cadillac in decomposizione con tettuccio in vinile scorticato;
sul parafango ha steso un coso di plastica rosso unto con tracce indecifrabili di una scritta bianca.
Ho dice Willis. In prestonfallese vuol dire Hello.  tua la carretta, Calvin?
Calvin si tira su, pulendosi le mani annerite sui pantaloni da
lavoro anneriti. Al momento dice. La sua barba-pelo-di-pube
da un lato ha una striscia bianca larga due dita, chiss cosa si sar
fatto. Rughe profonde, sporche sulla faccia rossa, anche se  sotto i quaranta.
Dove l'hai cuccata? dice Willis. Forse una domanda un po'
indiscreta per quanto Calvin a lui ne facesse di ben pi personali.
La prima volta che Calvin  andato a presentarsi - Willis stava
scaricando una U-Haul piena di roba che veniva da Chesterton
- gli ha subito chiesto quanto avevano pagato la casa. Willis ha
pensato che era stupidamente orso non dirglielo; eppoi era
orgoglioso che gli fosse venuta via per cos poco. Calvin ha stretto
le labbra come per invidia, s' girato dall'altra e ha scosso la
testa; poi s' girato di nuovo e ha detto che su quel bosco gli
occhi ce li aveva messi, ma che di un'altra casa non sapeva cosa
farsene. Willis presume che Calvin non si sia scordato di quella
fregatura, n di aver lasciato trapelare quell'attimo d'invidia.
Presume anche che Calvin presuma che non se ne sia scordato neanche lui.
Presa dentro in cambio dice Calvin.
Che ci devi fare?
Bah, quattro cose. Se non altro il motore  a posto e quella cazzo di testata non  spezzata.
Te la tieni o la sistemi per venderla? Willis fa progressi ogni giorno.
Se viene un tipo e mi sfinisce per averla, mi sa che gliela
mollo. Cazzo, vuoi mettere la vernice nuova? Poca manodopera?
Treno di gomme fiammanti al posto di quei rotoli di merda che monta adesso?
Willis annuisce per far vedere che si rende conto. Senti, ti
stacco un assegno per quella legna.
A esser sincero preferisco aspettare i contanti. Pi tengo
fuori i miei affari dai loro computer del cazzo, pi sono contento.
Ti capisco dice Willis. Certo. Posso andare gi allo sportello automatico.
Perch sai,  tutt'un computer unico. Alla fine va cos. Dopo
quelle stronzate dell'anno scorso, li ho fatti venire a portarsi via
il loro telefono del cazzo. Gli faccio, dico, non voglio che entri in
casa mia nemmeno il vostro fottutissimo cavo. Ascoltavano tutto
da quel cazzo di telefono. L'ha scoperto il mio avvocato.
Gi, mi ricordo che me lo dicevi dice Willis.
Meno male che c'era lui, senn a quest'ora ero dentro in
mezzo ai negri. Ed  l che vanno le nostre tasse, che Dio li strafulmini.
Non dimenticare lo stipendio di Bill Clinton. Il disprezzo
per Bill Clinton  il loro terreno politico comune.  vero che
Willis lo critica da sinistra mentre Calvin da destra, ma comunque...
Willis a volte pensa che le stronzate di Calvin sui negri e
sui progressisti possano essere solo una sorta di test che propina
agli altri per vedere se sono degni di lui. Allora senti, se voglio
fare un salto allo sportello automatico  meglio che mi dia una
mossa. Dopo c' mio fratello che viene a trovarci.
Se questo weekend hai compagnia, guarda che non ho nessuna
fretta dice Calvin. Va benone la prossima volta che vieni su.
Ma io ci sono, su dice Willis. Ci resto due mesi.
Cazzo succede, t'han licenziato?
Magari. Che  una stronzata da dire a uno che si arrabatta
come pu quass. O Calvin  solo un uomo libero che fa esattamente
quello che vuole? Solo un permesso non pagato. Willis
vuole mettere in chiaro il non pagato. Vedo se riesco a far
fare qualche lavoro alla casa.
Beh, cazzo, allora ti vengo a scovare io. Io lo so dove stai.
Sarebbe una battuta, ma sorride solo Willis.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Ha appena passato la parte di Dombey e figlio in cui Mrs.
Skewton ha il primo colpo, che Rathbone si mette fuori ad
abbaiare. Willis si alza e va alla porta della cucina, e in giardino
entra questa decappottabile con un gran culone, una Montecarlo
o qualcosa di simile, la fascia sotto le portiere del tutto
arruginita. Sono Champ e Tina, tutti e due con occhiali da sole e
t-shirt bianche. Rathbone  impennato sulle zampe di dietro,
appoggiato alla porta del guidatore. Champ esce, scompiglia le
orecchie di Rathbone, poi si stira, e la maglietta si tende. Willis si
compiace vedendo che comincia a mettere su pancia anche lui.
Tina si catapulta verso il sedile di dietro, sventolando il culo fasciato da pantaloni da ciclista.
Alla faccia del macchinone dice Willis. Non una Montecarlo,
ma una LTD. Rathbone, basta. Cuccia. Deve fare uno
sforzo per non guardare il culo a Tina. Cos'abbiamo di bello,
una settantasette? Sparando l'anno pi inverosimile.
Settantadue, fratello, puoi metterci le palle dice Champ.
Tettuccio rifatto l'anno scorso. Centosessantottomila miglia, e
questa figlia di puttana fa ancora le fusa.
 un amore, lei. Willis spera che Tina si sbrighi a trovare quello che cerca.
Champ abbassa la voce imitando il baritono di uno speaker
della radio. Io e Madge apprezziamo la protezione integrata che
solo un'automobile americana pu offrire.
Beh, allora, benvenuti dice Willis. Ci avete proprio messo
poco, ragazzi. Dovete esservi alzati con le fottutissime allodole.
Tu mi conosci, a letto presto dice Champ. Fottutissima
Tina, ho dovuto trascinarla fuori per i fottutissimi capelli e riempirla di caff.
Contaballe dice Tina.
Allora, com' andato il viaggio?
Beh, a me  piaciuto da matti. Ma mi sa che alla buona vecchia
Tina le varie Radio Maria cominciavano a stare sul cazzo.
Ah, te ne sei accorto dice lei.
Quass, quanto a Radio Maria, ci sono proprio le fottutamente
migliori. Tranne forse in Alabama. Sai, sto tizio, che dava
le interpretazioni e tutte queste cose qui? Tutti 'sti calcoli completamente
flippati. Seisessantasei. Tutta sta roba. A lui cominciava
a prendergli veramente bene.
Piuttosto ascolterei perfino Howard Stern (personaggio volgare e misogino di uno show radiofonico) dice lei.
Ehi,  tua la carretta? accennando al furgone di Willis.  uno sballo.
L'hai gi visto dice Willis.
No caro. L'ultima volta avevi ancora quel cesso di Honda.
Tina si districa, sbatte la porta (quel gran ca-zone delle macchine
americane) e gira intorno al cofano avvicinandosi con una
borsa a tracolla con Bert ed Ernie.
Vi aiuto a portare qualcosa? dice Willis.
Se vuoi, porta il regalo per la padrona di casa. Champ gira intorno alla macchina e gira la chiave del baule. Qui, qui dietro.
Ma Tina sta abbracciando Willis (lui sente le sue tette liquidose, l'odore dei capelli sporchi) e gli dice: Ooh, che bello vederti.
Ecco. Champ tiene per la plastica due confezioni di lattine maxi di Budweiser. Toh, reintegra un po' i minerali essenziali.
Prende sempre per il culo Willis per via della Sportif; a leggerla in modo buono, Champ pensa che fare da servizio stampa per la Dandineau Beverages sia al di sotto delle sue possibilit. Champ, intanto, fa il commesso al Counter Spy Shop.
Ehi, e tu reintegra questo dice Willis, mostrandogli il medio.
Ma Champ non sta guardando. Allora, Tiin, dice posando per terra le confezioni da sei, glielo faccio il test?
Tina inclina la testa.
Hai presente... vieni qui. Tina si avvicina, lui sussurra, lei si
stringe nelle spalle. La mia bestiolina, dice a Willis, il test l'ha cannato in pieno.
Tu sei un maschio, per Dio dice Tina. Se portassi la gonna o qualcosa di simile...
Adescio prava a indovinare loi, dice Champ digrignando i denti, per favore non orlare.
Tina si rivolge a Willis. L'ha fatto all'area di servizio. Ero mortificata. Con tutte quelle famigliole e balle varie, hai presente?
Champ si arrampica sul sedile di dietro passando sopra la portiera chiusa, si siede e dice: Okay, pronto? Ora guarda e dimmi chi . Si tira in piedi, si gira e sale sul sedile e passa nel bagagliaio a quattro zampe.
I ratti che abbandonano una nave che sta affondando dice Willis.
Beh, fuochino.
Vediamo: io che prendo un permesso non retribuito.
Cazzone dice Champ. Mica  tutto su di te.
Strano, e io che credevo... dice Willis. Okay, non lo so. La
perdita che viene dopo una vincita? L'orgoglio che viene prima della rovina?
Acqua, acquissima. Merda, devo avere incasinato qualcosa.
Perch non lo fai felice, dice Tina, e gli dici che cedi?
Mi farebbe felice, quello? Sapere che mio fratello  un povero ignorante?
Okay dice Willis. Mi arrendo.
Jackie Kennedy!
Willis si colpisce la fronte col palmo della mano.
Surreale. Champ si spazza le ginocchia dei jeans neri, poi si pulisce le mani sulle cosce. Pensavo che almeno una persona
dell'et tua ci arrivasse. Non  stato quello che vi ha incasinato?
Alza una mano per chiedere silenzio e dice: Okay: Jackie, per trecento. Come si  stirata la schiena Jackie? Anzi, come si  lussata la schiena?.
Tina emette un sospiro profondo. Non dovevi fare pip, tesoruccio?
Vi arrendete? Era girata indietro, o si stava piegando all'indietro, cercando di toccare i coglionassis. Capito? Di toccarsi i coglionassis? Non l'ho raccontata molto bene.
Dicevo sul serio dice Tina.
Per Dio, devo pisciare. Champ corre dietro l'angolo della legnaia.
Dev'essere l'aria di campagna dice Tina. Allora, la famiglia dov'?
Jean  andata a far su un po' di provviste dice Willis.  la
recherche du tre per due. Questa l'aveva pensata di ritorno da
Calvin;  Tina la fortunata a sentirla per prima. E credo che i
bambini siano andati con lei in cerca di una botta di mondo civilizzato. In citt c' un negozio coi videogame.
Wow, con tutti 'sti boschi uno penserebbe di vederseli correre intorno.
Uno penserebbe dice, mentre Champ esce da dietro la legnaia armeggiando con la patta.
Tina si copre gli occhi con le mani: occhio non vede. Cazzo,
Champ, gi che ci sei perch non te lo vieni anche a scrollare?
Ehi, ma  mio fratello dice Champ. Allora, la famiglia dov'?
Jean porta Mel e Roger a far colazione da Winner's e si ferma
al bancone a bere caff e a leggere il New York Times mentre
loro giocano coi videogiochi. Poi li lascia per sbrigare commissioni
stupide: la posta, lo sportello automatico, la Grand Union, il
Rite Aid per prendere l'Autan e il Polaramin, quel nuovo negozietto
hippie a comprare del pane decente. Ma non pu restare in citt per sempre.
Quando entra nel vialetto, deve andare con le ruote sull'erba
per superare questo enorme, stravecchio carcassone di decappottabile,
il genere di macchina che guida la gente del posto, a parte
il fatto che loro non conoscono nessuno del posto tranne quella
creatura da cui Willis compra la legna. Il signor Al Rostro. (Lei ci
ha messo un sacco a capire che era un errore di ortografia e non
una specie di sperone da usare come spiedo.) Questa dunque
dev'essere del fratello di Willis, che naturalmente  un altro
appassionato di carcasse arrugginite a otto cilindri. Il padre ha
fatto proprio un buon lavoro su quei due. Scende dal Cherokee e
li vede tutti e tre - Willis, fratello e fidanzata - seduti sulle sedie
in resina di plastica Adirondack comprate da Ames a sei dollari e
novantanove, ognuno con una lattina maxi di birra. Champ e la
fidanzata, con le t-shirt bianche e gli occhiali da sole uguali, sembrano
una pubblicit del Decathlon. Si vestono uguale apposta?
Non se ne stupirebbe pi di tanto. Willis ha portato fuori lo stereo,
attaccato alla prolunga arancione. Quando lei esce a scaricare
le borse della spesa, Champ si alza e solleva la lattona di birra.
(Mel e Roger sono ancora in macchina a litigare.) Finalmente la
ragazza si d una mossa e comincia a farsi strada sul prato per
andarle incontro a piedi nudi e darle un paio di baci aerei vicino
alle guance. Tina: ecco come si chiama. Evidentemente a questo
punto Willis si vergogna troppo e si alza anche lui per andarle
incontro. Jean sente della deprimente musica country anni cinquanta,
non Hank Williams, non dovrebbe essere lui. Quello di solito lo riconosce.
Ciao dice a Tina. Dovete averci messo poco. Guarda
Willis, che se ne sta l con le mani in mano. Mi aiuti con le borse, per favore?
Melanie, questa t-shirt  grandiosa dice Tina, toccando con
un dito il labbro rosso gonfiato di Courtney Love. Mel si stringe nelle spalle.
Champ finalmente s' smosso ed  venuto. Ciao ganza
dice a Mel. E tu, Killer dice a Roger. Sei diventato grandissimo.
Giochi da middle linebacker? (Ruolo nel football). Eccomi, posso portare qualcosa?
Seduti, tutti e due dice Willis. Ci penso io.
E questo qui sarebbe Roger? dice Tina fingendosi sconcertata.
Roger, non ti avrei neanche riconosciuto. Ovvio, vorrebbe
dire Jean; lo avr visto, quanto, una volta? My guit-tar stays a
little better in tune, canta il cantante. The sun shines bright and there's honey on the moon.
Roger dice a Willis: Mamma dice che non possiamo andare a fare il bagno.
Roger dice Willis. Quando abbiamo ospiti, non sarebbe il
caso di salutarli? Vale anche per te, Mel. Lui afferra due sacchetti
di plastica con la destra e un terzo con la sinistra.
Ma com' che non possiamo? dice Roger. Willis guarda
Jean e alza le sopracciglia: insistere o lasciar perdere?
Abbiamo incontrato Arthur Bjork e figli che uscivano da
Winner's dice Jean a Willis. Hanno invitato Mel e Roger a fare
il bagno nel loro laghetto, ma ho detto che avevamo ospiti.
Di certo v'inviteranno di nuovo dice Willis. E poi, state
certi che viene a piovere. Ve lo dico io. Intanto che aiuto la
mamma con la roba, perch non fate vedere allo zio e alla sua
amica la loro camera? Ossia la camera di Roger, che ha accettato
di cedere a patto di poter dormire in tenda.
Perch non lo fai tu? dice Roger.
Mmmh dice Willis, rimettendo i sacchi per terra. Grossi
figli di puttana. Stai marcando malissimo.
Roger, dice Jean, ti ho gi detto che non devi rispondere in quel modo.
Stai mandando in vacca tutto, Roger dice Mel.
Melanie dice Willis. Ti spiace lasciare che sia tua madre a occuparsene?
Va bene dice Jean. S, lasciate che me ne occupi io. Roger,
tu sei in time-out. Vai a fartelo in camera di tua sorella. Lei
prende un sacchetto di plastica per mano e si avvia verso casa.
Willis riprende i suoi sacchetti. Aspetta, ti apro la porta. Jean continua a camminare.
Mamma? dice Mel. Posso fare la doccia?
Va bene dice Jean. Mette gi un sacchetto, apre la porta
della cucina e se la lascia sbattere dietro.
Willis mette i sacchetti sul tavolo di cucina e va di sopra a
controllare che Roger sia in time-out. Quando ridiscende, Jean 
al banco a tagliare la cipolla impuzzando l'atmosfera come in uno
schifosissimo appartamento d'affitto. Ora salcazzo dove mettere tutta sta roba dice lui.
Lei si gira, le guance rigate di lacrime. Ci penso io. Ha la
voce normale, perci  la cipolla. Preferisco che tu accenda il fuoco.
Lui fa il saluto militare e dice: Ogni tuo desiderio. Decide
che aggiungere  un ordine sarebbe troppo pesante. La carbonella te la sei ricordata, vero?
S dice lei.
La trova in uno dei sacchetti, sotto il sedano e roba del genere.
Ah, Kingsford: che ficata. Penso che ci sia rimasto da qualche
parte un po' di liquido per accendere.
Ne ho comprato un coso nuovo dice lei. Dev'essere l da qualche parte.
Porta carbonella e liquido fuori dove c' il barbecue, su una
roccia piatta. Toglie le griglie incrostate di nero e scarica la cenere
vecchia tra l'erba e le erbacce alte al di l del muretto di pietra.
Ci sbatte dentro un mucchio di carbonella e ci spruzza sopra
quella che dev'essere un'overdose di liquido. Sollevando lo
sguardo dalle fiamme alte, puzzolenti, vede un nuvolone scuro a
est. Si succhia l'indice e lo tiene per aria, ma sente fresco uguale
da tutte le parti del dito, perci checcazzo ne so. Porta le griglie in cucina.
Quando hai finito di pulirle, dice Jean, puoi metterci sopra
dell'olio d'oliva o roba simile? Magari stavolta non ci si appiccica tutto.
S, quando ho finito.
Si mette al lavello a grattare grasso bruciato dalle griglie con
una spatola da stucco, scansandosi agilmente quando di tanto in
tanto Jean si avvicina per lavare una verdura sotto l'acqua corrente.
Spruzza del Vim su un pezzo di paglietta, gratta e sciacqua,
poi imbeve l'angolo di un fazzoletto di carta di olio d'oliva e
lo sfrega sulle griglie. Non che serva a qualcosa, secondo lui.
Tanto non si brucia subito e morta l?
Porta le griglie fuori e le mette sul fuoco; infatti, l'olio si
mette a sfrigolare. Merda, quel cielo ha un'aria schifosa. Si lava le
mani al lavello della cucina con Lemon Joy e va in salotto. Roger
 di ritorno dal time-out e ha le scarpe sul divano: a Chesterton
un tab assoluto, ma questo divano  pieno di peli e puzza di
cane. Tina e Mel coi capelli bagnati sono sedute a gambe incrociate
per terra, Mel parla, Tina annuisce.
Champ  appollaiato come un gorilla su una sedia di legno
stampato, seduto sui talloni. Senti un po', pap dice. Questi
ragazzi dicono di non essere mai stati in una decappottabile.
Abbiamo tempo per un giretto prima di sbafare, no?
Possiamo? dice Roger.
S, uno corto direi dice Willis. Dieci minuti? Ho appena
acceso il fuoco. Ma non sei stufo di guidare?
Ehi, non con il potente incrociatore delle autostrade.
Champ salta gi dalla sedia, si alza e si stira. Per bisogna scegliere
la musica. Per cosa strippate, Metallica?
S! dice Roger.
Oddio dice Mel.
Oh, oh, gap di genere dice Champ. E che razza di gap.
Okay, dacci un'occhiata, abbiamo Alanis Comecazzosichiama,
abbiamo i Green Day, o Green Bay, come cavolo . La mia bestiolina
mi tiene aggiornato su tutte queste stronzate.
Gi, se lo lasciavo fare, ascoltava certa robaccia. Tina, reggendo
un microfono immaginario, canta: Sometoms it's hord, tuh be a wum-mun.
Balle dice Champ.
Possiamo sentire Alanis? dice Mel.
Roger fa il verso di vomitare. E s'intruppano tutti prima in
salotto, poi in cucina e poi fuori dalla porta, come una famiglia felice.
Willis ritorna in cucina, e Jean alza lo sguardo dalle verdure
sminuzzate. Suppongo che sulla lucidit di Champ garantisca tu.
Perch, basta che uno sia di buonumore che non pu mettersi al volante?
Ha bevuto dice lei. Oltre a tutto il resto che si fa lui.
Toglie il picciolo a un peperone verde. Suono di clacson.
Per Dio, se fatto una birra. Willis guarda dalla finestra e fa
ciao con la mano. Bene. Cosa posso fare?
Se mettessi il pollo e le verdure sugli spiedini sarebbe una
cosa utile. Col coltello, spinge pezzi di peperone verso il mucchio di verdure sul tagliere.
Ah. Dal che deduco che c' shish kebab.
Il pollo  in una terrina in frigo dice lei. Non rovesciare la marinata, per favore.
La usi per innaffiare gli spiedini? Ma allora vedi che lui lo sa?
S dice lei.
Tira fuori la terrina di coccio con gli anelli azzurri. Jean sta
facendo marinare il pollo nella sua solita brodaglia rosa: Danone
Light al lampone e qualcos'altro. Allora, dove sono finiti gli spiedini?
Sono sul banco dice lei.
Ah dice lui. Ma tu pensa. Ancora un po' e c'inciampavo contro.
Tira gi il piatto ovale bianco, poi si rilava le mani al lavello
(altro Lemon Joy) per fare vedere che lui, oh, ma guarda quanto
sta attento all'igiene! Sullo sfondo dello scroscio dell'acqua intona,
con voce da NWA, Mah ahdentity bah itself causes vahlence.
Poi guarda con la coda dell'occhio. Lei non avrebbe potuto sentirlo
comunque;  in sala da pranzo, sta piegando a triangolo i tovaglioli di carta.
Prende uno spiedino con la destra e col pollice e l'indice sinistro
tira su il primo pezzo di pollo traslucido dalla broda. Carne
trasparente alla luce: fottutamente colpito e affondato. Degno
emblema dell'Uomo! Perch, non siamo forse tutti carne trasparente
alla luce? E di chi  la colpa, se diventiamo polpa? Lo tiene
su e infila lo spiedino dritto attraverso quel figlio di puttana, zau, beccati questo, stronzo.
Si volta e c' Jean, che stringe tre bicchieri da acqua per mano.
Li porta in sala da pranzo; lui infilza un quadrato di peperone
verde, poi un pezzo di chiss che cosa.
Un tuono: un forte crac che si allarga e sprofonda in un cabm che fa tremare le finestre.
Rathbone arriva difilato in cucina, la coda tra le gambe, e
Willis gli accarezza il muso; trema, il povero bastardo. Poi viene
Jean. Oh, mio Dio dice. Sono fuori in macchina col tetto aperto.
Presumo che Curtis quando c' un temporale abbia il buonsenso
di tirare su la capotte. Comunque, la macchina  il posto pi sicuro.
S. Grazie. Lo so anch'io.
Bene, d'accordo. Vado a cercare di mettere quel cazzo di barbecue al coperto.
Apre la porta della cucina e guarda il cielo: scuro ora gi gi
fino all'orizzonte. C' questo strano silenzio, poi un altro tuono
rimbombante. Va fuori al barbecue - le fiamme si sono spente e
le bricchette ai bordi sono bianche - prende la griglia per le
maniglie di legno e si dirige verso la porta aperta della legnaia.
S'alza una brezza, turbinano le foglie e la pioggia battente colpisce
la carbonella con un sibilo e una stria di fumo. Riesce ad
arrivare sotto il tetto della legnaia appena in tempo perch si
aprano i cieli e scrosci gi la pioggia. Pi rapidamente di quanto
ritenesse possibile, dove c' la grondaia rotta comincia un plinchi plonchi.
Tuono.
Guarda la pioggia fuori, che viene gi talmente forte da sollevare
una nebbia sopra il terreno, e vede lo stereo fuori vicino alle
sedie di plastica. Dovrebbe almeno staccare la spina arancione in
cucina prima che un fulmine colpisca lo stereo, vada su su per il
cavo e metta fuori uso tutto quello che c' in casa. O  un'idea
idiota? Si volta e guarda quella fottuta montagna di legna che
blocca la porta che d in casa. Si sta caricando per fare una corsa
verso casa, quando arriva la decappottabile - a capote aperta -
avvicinandosi alla porta della cucina, luci accese, tergicristalli
impazziti. Mel e Roger saltano gi dai lati mentre Tina apre la
porta; sfrecciano tutti e tre in casa, mentre Champ se ne sta al
volante. Guarda nello specchietto, si manda indietro i capelli fradici
con tutt'e due le mani, poi apre la portiera e cammina sotto
la pioggia fino alla legnaia. Quella bastarda di capote l'avr
aperta e chiusa una cinquantina di volte dice. Dev'essersi
bagnato l'interruttore o qualcosa di simile.
Non saliva? dice Willis.
Champ mette l'indice alla tempia e dice a manetta: La somma
della radice quadrata di un triangolo isoscele  pari all'ipotenusa
degli altri due lati (come in una una scena del film Il mago di Oz). Si tira di nuovo indietro i capelli. Senti,
cosa ne dici di spostare un po' di questa roba da parte cos posso mettere sto coso al coperto?
Puoi provarci dice Willis. E ben grande. Se non altro,
forse puoi metterne dentro solo un pezzo.
Ma guarda, proprio quello che mi dice sempre mia moglie, hi, hi, hi.
Quando arrivano in cucina, Jean sta pulendo il pavimento
dove sono passati Tina e i bambini. La tua capote  un disastro
dice a Champ. Quando esce Tina puoi farti una doccia calda.
Devi solo aspettare qualche minuto che si scaldi l'acqua. Qui  un po' tutto primitivo.
Champ s'irrigidisce e alza il palmo di una mano. Io essere
come primitivo. Tu non preoccupare. Heia heia heia heia.
Jean si rivolge a Willis. Hai messo il grill al coperto?
Lui le fa il saluto militare.
Champ indica il piatto ovale pieno di shish kebab. Noi mangiare
tanto buono mucchio. Si strofina lo stomaco. Io andare controllare squaw.
Come va la carbonella? dice Jean.
Ci siamo quasi dice Willis.
Lei sospira. Ci vuole molto perch sia pronta?
Probabilmente per quando  pronta la roba da cuocere.
Ma  gi, pronta dice lei.
Beh, come trattenersi? Ma che bello dice lui. Poi aggiunge:
Credo che possiamo cominciare a portarla fuori.
Da cavaliere le tiene un sacco vuoto della spazzatura sopra la
testa mentre lei porta il piatto alla legnaia, poi lo stende su un
blocco di cemento. Lei ci posa il piatto; lui prende uno spiedino e lo mette sul grill.
Lascia che lo faccia io dice lei. Tu puoi portare dentro il piatto e lavarlo.
E come pensi di riportare in casa tutta sta roba?
Lei lo guarda. Tu dopo riporti il piatto qui dice lei. Dopo che l'hai lavato.
Ah dice lui. Che stupido. Poi resta l.
Mai sentito parlare della salmonella? O sono tutte cose che ignori?
Capito. Le fa di nuovo il saluto militare. Non avevo capito
perch si dovesse lavare il piatto. Ora ho capito. Prende il piatto e si precipita fuori sotto la pioggia.
In cucina, apre un'altra lattona, fa tre sorsate mostruose e
aspetta lo sballo. Lo sballo: col cavolo. Al massimo, pensa, si
sente leggermente pi distaccato da quello che lo circonda.
Quando ha lavato il piatto - non solo sciacquato, come avrebbe
potuto fare senza intorno nessuno a controllarlo, ma lavato, con
Lemon Joy - non riesce a trovare gli stramaledetti strofinacci. Si
fionda in sala da pranzo come il principe degli oppressi di tutto il
mondo per vedere se per qualche motivo sono qui dentro, poi d
un'occhiata in salotto: Champ e Tina sono stravaccati sul divano,
il piede nudo di lei sul cavallo dei jeans di lui, la gamba di lui
sotto il prendisole senza maniche di lei fino al ginocchio.
Champ alza lo sguardo e vede Willis che guarda. Ehi dice.
Allora, quando arriva la pappa? Guarda fuori dalla finestra
- per sviare lo sguardo di Willis? - e disincaglia il piede nudo dal mezzo delle cosce di Tina.
Willis consulta un immaginario orologio da polso, fa la faccia
scura e blatera: Dieci minuti, Mr. Whiteside.
Possiamo fare qualcosa? dice Tina. Sta strofinando la pianta
del piede lungo la patta di Champ: cinque centimetri su, cinque centimetri gi.
Fate in modo di venire a tavola con le mani pulite dice
Willis. A noi piace che tutto sia sterile.
Mi prende bene dice lei.
Willis fa fuori il resto della lattona, ne apre una terza e ne
manda gi una met. E mentre riporta il piatto nella legnaia,
morire se non sente un principio di sballo. Quell'attimo fuggente
- il temporale di tarda estate che lentamente arretra, il triste
canto di un uccello sotto la pioggia, l'aria muschiosa della campagna - non torner mai pi. Perci 'fanculo.
A gambe incrociate sul pavimento sporco della legnaia, Jean
alza uno spiedino e inclina la testa per guardare sotto.  sempre
preoccupata che le verdure si brucino prima che il pollo sia
cotto, anche se poi viene sempre bene. A parte il fatto che le verdure
si bruciano sempre un pochino. Beh, d'accordo: lei non 
mica Martha Stewart che dispensa consigli su cucina, decorazioni per la casa e giardinaggio. E francamente non c' nessuno che muova un dito per aiutarla. Anche se, a esser giusti, Willis una
mano la sta dando, eccolo qui col piatto. Per di quel saluto militare ne ha piene le palle.
Quando finalmente lei posa gli shish kebab sul tavolo da
pranzo, vede Champ e Tina sul divano del salotto. Ehi, ehi, ehi dice lui.
 pronto dice lei. E un classico: quest'uomo che fa Ehi, ehi,
ehi intanto che lei si d da fare come una sguattera. E la ragazza,
che problemi ha? Deve rimettersi in sesto dalla doccia? Se ne
sarebbe fatta volentieri una anche Jean. Entra in anticamera e
sente se stessa che urla con voce da pescivendola i nomi dei ragazzi.
Willis mette dentro la testa dalla cucina. Allora ci vogliono altre due sedie, giusto?
Se tutti hanno intenzione di sedersi, s.
Le prendiamo noi, le prendiamo noi dice Champ, tirando
Tina in piedi e portandola per mano verso la cucina.
Willis va al lavello e si lava le mani con Lemon Joy un'altra
volta ancora, tanto per fare del sarcasmo, poi se le asciuga sui
jeans e porta quel che resta della sua birra in sala da pranzo.
Sente i ragazzi che scendono pesantemente le scale e Mel che
dice: Vuoi farla finita, Roger?.
Champ e Tina, portando una sedia a testa, avanzano dalla
porta. Ora la processione di automobili sta compiendo una
curva a sinistra sulla Elm dice Champ. Vediamo il Presidente che saluta...
Ma la vuoi piantare? dice Tina.
Non si pu dire che il Texas non le voglia bene, Signor Presidente.
Ma perch non ha la fissa della Guerra di secessione? dice
Tina. Ognuno dove vuole dice Jean. Si siedono tutti. Roger apposta
vicino a Champ, Mel apposta lontano da Roger. Rathbone si
sdraia nel suo angolino, con l'aria solitaria e sconfitta.
Bravo cane dice Willis. Almeno una cosa l'ho fatta giusta:
non dar da mangiare al cane a tavola.
Qualcuno gradisce della limonata? dice Jean. Willis si
domanda quando abbia trovato il tempo per fare la limonata.
Io sono a posto dice Champ.
A me va bene cos, grazie dice Tina. Sono tutti e due alle prese con le lattone di birra.
Willis non dice nulla. Meglio cos piuttosto che rimenarla.
Io dice Roger.
Volevi dire s, grazie? dice Jean.
S dice Roger.
S, grazie dice Mel.
S, graazie dice Roger per sfotterla.
Ehi, ehi, ehi, cosa succede? dice Champ sfregandosi le mani.
Roger? dice Jean. Fanne ancora una e ti metto in time-out.
Pollastra droit du seigneur dice Willis. Questa battuta gli  venuta sul momento.
Oh, l l dice Champ.
Ma non avevi detto di dire s grazie? dice Roger.
Time-out dice Jean. Vai su in camera di tua sorella.
Roger si stringe nelle spalle e si alza. Mel guarda nel piatto.
Quando si  trascinato in salotto, diretto alle scale, Jean punta
indice e pollice contro la porta e fa Pum. Mi spiace che oggi si
comporti cos dice. Willis aspetta che lei dica che non  sempre
cos, di modo che lui possa dire qualcosa di acido. Ma lei si ferma l.
Non ci far caso dice Tina. A quell'et io ero una peste.
Jean, questa roba ha un'aria cos eccellente!
Champ lancia a Tina uno sguardo della serie cuciti-la-bocca.
Tina si acciglia perplessa.
Ahem dice Willis a Champ. Avresti dovuto chiedermi Ma
come mai la chiami pollastra droit du seigneur?
Per una risata sarei disposto a tutto dice Champ. Okay, come mai?
Perch il primo pezzo di pollastra me lo faccio io. Willis
afferra uno spiedino, se lo mette nel piatto e passa il pollo a Tina.
Champ si limita a guardarlo. La battuta  finita?
Per favore, servitevi dice Jean. Almeno c' qualcuno che
l'ha capita. Poi alza lo sguardo su Mel, che davvero  incazzata
come una iena con Willis. Ha fatto apposta a fare una battuta
che i ragazzi non potessero capire. E Mel non lo caga comunque.
Sta guardando Roger, che sbuca da dietro la porta mostrandole il medio.
Hai visto, mamma? dice Mel.
Per come si sente Willis -  fatto, non c' dubbio - possono
veramente andare tutti quanti affanculo. Non avr mai fine.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Quando il cielo si apre, nel tardo pomeriggio, Willis porta
Champ e Tina a fare una passeggiata in cima alla collina. Jean
dice di avere da fare in casa; Mel, amica della foresta pluviale, se
ne sta in casa a coltivare la noia; Roger si sta facendo un altro
time-out, questa volta per avere dato della troia a Mel.
Sul sentiero, i raggi del sole s'inclinano con falsa allegria attraverso
gli alberi sgocciolanti. Alla fine, con un respiro pesante, si
fermano sull'erba bagnata in cima alla collina e guardano le altre
colline. Merda, ma quass  gi autunno dice Champ.
Ehi, guarda che qui siamo su al nord dice Willis, intendendo
che  abbastanza grande da accettare l'idea. In realt cerca di
non fare caso alle poche foglie rosse.
Di ritorno a casa, Champ e Tina vanno di sopra e Willis
comincia ad accatastare la legna. Quando scendono, un'ora dopo,
Champ traffica un po' con la capote, lascia perdere e insiste per
portarli fuori a cena, per festeggiare la, tra virgolette, liberazione di Willis.
Jean non  entusiasta, ma non  entusiasta nemmeno alla prospettiva
di mettere insieme una cena per questa gente per la
quale ha appena fatto un gran pranzo. Chiama i Bjork per chiedere
se quell'invito a fare il bagno vale ancora e se si pu estendere
fino alla cena. Jean non  mai cos invadente, ma i Bjork una
gliela debbono: l'estate scorsa i Willis hanno tenuto i ragazzi dei
Bjork a dormire di modo che Arthur e Katherine potessero andare
sul lago Champlain per una ventiquattrore di full immersion coniugale.
I Bjork abitano sull'82a tra Central Park e la Columbus; sa
Dio perch abbiano scelto Preston Falls per la seconda casa.
Per la loro  davvero bella: una grande federale a due piani e
mezzo sulla Watson Road. Perlinatura bianca, persiane verde
scuro, fienile rosso, laghetto con molo e spiaggia sabbiosa,
insomma la tipica casa di campagna da 750.000 dollari, che probabilmente
hanno comprato a centosettantacinque perch  a
Preston Falls. Lui ha una posizione di un certo tipo all'ABC e lei
Jean si  dimenticata cosa fa. Avvocato? Hanno sopportato i
Willis perch altrimenti avrebbero dovuto adattarsi agli indigeni,
che Katherine chiama un attimino tagliati con l'accetta. Jean
capisce cosa intende. Una volta, a un'asta, Mel ha fatto amicizia
con una ragazzina carina, sporca, che ha chiamato il padre faccia
di scoreggia e s' beccata un cazzotto sui denti dalla madre
(centocinquanta chili) che aveva braccia bisunte dello stesso diametro
della vita della ragazzina. Spiacente, ma per gente cos Jean ha rispetto zero.
Willis fa salire tutto il branco sul Cherokee: Jean di fianco a
lui, Mel dietro tra Champ e Tina. Roger si rifiuta di stare in braccio
alla madre sotto la stessa cintura di sicurezza e scavalca tutti
per andare nel bagagliaio, dove naturalmente comincia a lamentarsi
che gli viene la nausea. (Le strade sterrate sono piene di
buche, perch il comune non ha i soldi per spianarle.) Dai Bjork,
i ragazzi scompaiono e gli adulti danno il via alle danze. Vi fermate
per un drink? Oh, ci piacerebbe davvero tanto, ma  proprio
impossibile. Willis nota che Arthur Bjork ha su il suo cazzo
di berretto: una P dentro una stella, una vecchia squadra di neri
di serie A. (La riconosce perch una volta aveva chiesto il prezzo
di quei berretti.) Potrebbe esserci gusto a vedere lui e Champ insieme, ma solo retrospettivamente.
Potrei andare io dietro con Tina, Jean dice a Champ, che
hai pi posto per le gambe.
No, no, no, no, no dice Champ. Di spazio ne ho a badilate.
Qua dietro  un cazzo di Taj Mahal.
Taj Mahal? dice Tina.
Davvero, vai davanti dice Jean. Non mi capita mai di stare dietro.
Beh, se  il tuo sogno.
S,  il mio sogno.
Per le due ore successive girano per il Vermont e il New
York, cercando un posto che a Champ dia le giuste vibrazioni:
niente ceppi, niente che sappia di steakhouse, niente cose troppo
anni settanta (col che a quanto pare intende grandi finestre con
le piante) e niente che si chiami Inn. E niente messicani. Dice a
Willis di un documento secondo cui un certo George Bush della
CIA ha informato l'FBI di qualcosa il giorno dopo l'assassinio di
Kennedy; la CIA dice che si tratta di un altro George Bush, ma le
indagini sono arrivate a quest'altro George Bush che dice che
non c'entra. Willis afferra frammenti di quello che, dietro, Jean
dice a Tina: cagate sui ragazzi e la scuola, che fortuna che sua
sorella vada a trovarla mentre Willis  via. Ma lui sa che Jean
dev'essere sul punto di dare in escandescenze; andare in giro
senza scopo  una cosa che la fa imbestialire.
Alla fine a Willis viene in mente questo posto, l'Old Tuscany,
sulla strada che porta ai grandi campi da sci dall'altra parte di
Manchester. Una volta ci ha mangiato con Jean ed era okay.
Pretenzioso quel tanto che basta da risultare ridicolo: forse  per
quello che gli prende bene. Accosta su un margine sabbioso
- Jean dice Cosa stiamo facendo? - e fa un'inversione a U.
Champ cerca una Radio Maria, ma Willis la cambia e si sintonizza
su Hot Country, che Jean, per quanto non le piaccia, di solito tollera.
Hanno mica cambiato la tettoia? dice Willis, quando finalmente
arrivano all'entrata. Tela bianca e un merletto dorato e un leone rampante.
Non saprei dice Jean.
Champ si mette a cantare: It's a neeeew awning. Dudl-a-dudl-a. Neeeetv awning...
Champ non ha seguito la sua vocazione dice Tina. Non prosegue per dire quale sarebbe stata.
Champ e Tina, uno cercando di infilare un dito nel culo all'altra,
seguono Jean fino al vialetto di palladiana mentre Willis consegna
le chiavi a un ragazzo con testa rasata e camicia bianca,
papillon nero, pantaloni neri bucati col coltello e scarpe da corsa
che in teoria uno non dovrebbe notare. Un alcolizzato dalla faccia
rossa in uniforme da guardia svizzera (sembra che l'idea sia
Toscana = Italia = Vaticano) apre il portone pesante carico di
borchie, grosso come l'elenco telefonico di Manhattan, e nel
foyer buio la signora che accoglie i clienti aspetta presso un
rostro la cui lampada di bronzo illumina il librone. Hanno riservato?
Oh, certo, siamo persone molto riservate dice Willis, fingendo
di essere terrorizzato al cospetto di una cotta d'arme
all'ingresso. Lei gli fa il sorriso che lui le ha estorto.
Un tizio in nero li porta a un tavolo e distribuisce menu
imbottiti, e qualcun altro viene a girare i bicchieri dell'acqua
all'ins e a versare acqua ghiacciata da una caraffa sudata. Poi
arriva un altro tizio ancora e chiede se sono interessati a un
drink. Oh, certo dice Willis. Ho moltissimi interessi, io.
Quando arrivano i drink - martini, martini, martini, Pellegrino -
Willis dice: Ora che siamo qui riuniti. Si tasta la tasca. Non  granch, per: che cos'?
Ma di checcazzo stai parlando? dice Champ.
Willis si stringe nelle spalle. Non so. Anniversario? Due anni
fa, Labor Day, ricordo che eri qui da noi e hai detto che avevi
appena conosciuto questa persona straordinaria. Lo sapevo che
non l'avresti mandata in vacca, almeno per il momento.
Testa di cazzo dice Champ. Cosa vuoi, farmi sentire in colpa?
Allora, a chi l'onore?
Merda, ora mi toccher pagare quel cazzo di conto. Champ
indica Tina col pollice. Meglio lasciare che lo apra la mia bestiolina.
Tutto quello che sono adesso lo devo a lei.
Certo, d pure la colpa a me dice Tina.
Fino a quando Tina non infila un'unghia sotto la carta da
pacco Willis non si rende conto di quanto sia stata una pessima idea.
E questo cosa sarebbe? dice Champ quando Tina si ritrova
in mano una scatola di Ultrasottili. Willis non osa guardare Jean ma sente un sospiro profondo.
Beh, sai dice Willis. Pensavo solo che prima o poi la follia
dovesse avere fine, ti pare? Allude alla sovrappopolazione; persino Champ ha l'aria perplessa.
Potete scusarmi un momento? dice Jean. Si alza e va verso la toilette.
Willis a questo punto ritiene che il meglio che possa fare sia
di essere spiritoso a oltranza. C' mica qualcos'altro l dentro? dice. Magari una busta?
Ma Jean sta bene? dice Tina.
Beh dice lui. Quando ci devi andare, ci devi andare.
E questo cosa sarebbe? dice Champ. Che l'ha gi detto.
Prende il coltello del burro e apre la busta.
Willis aspetta, poi dice:  una prenotazione per il secondo
weekend di ottobre, che dovrebbe essere molto vicino al momento
in cui le foglie sono pi rossicce. Se avevate progetti per allora,
 meglio che cominciate a inventarvi delle scuse.
Guardando Willis, Champ passa il biglietto a Tina. Mi stai prendendo per il culo?
Oh, mio Dio dice Tina. Quanto c' piaciuto questo posto,
 il pi favoloso. Champ si  tanto rilassato.
Io? Stronzate! All'improvviso le chiacchiere e il rumore
dell'argenteria intorno tacciono. Ops dice Champ.
E poi l per cena bisogna mettersi in tiro dice Tina.  una
specie di cosa che fanno l. E in giacca e cravatta era cos carino, lui.
Sembravo un presentatore tiv del cazzo.
Vado solo a controllare che Jean stia bene. Tina si alza, fa il
giro del tavolo e bacia Willis sullo zigomo. Sei cos dolce, dice, non riesco a crederti.
Continua cos dice Willis e si impone di non guardarle il culo mentre si allontana.
Senti, fratello dice Champ. Sei sicuro di farcela?
Ehi dice Willis. Se la MasterCard dice che ce la faccio, chi sono io per dubitare di lei?
Per l'appunto dice Champ. Il fatto  che a Jean non piace che prima della minestra arrivino i goldoni.
Willis si stringe nelle spalle. Che vadano a farsi fottere se non sanno apprezzare uno scherzo.
Quel che dico sempre anch'io.
Le signore. Insieme non ci si pu stare, ma senza puntini puntini.
Com' vero dice Champ. Senti, allora, questo potrebbe
essere il momento buono perch a incipriarci il naso ci andassimo
noi maschietti. Si tasta la tasca della camicia. Diamo un
taglio al contegno? Una rottura all'andatura?
Che, siamo tornati agli anni ottanta? dice Willis. Faccio gi fatica a tenermi quasi insieme cos.
Per quello che ti serve una botta di vita dice Champ.
Lively up yourse canta, don't be no dra-hag.
Willis scuote la testa. Pessima idea.
Beh, puoi giurarci che io me la spasso.
Che Dio ci aiuti. Willis prende il martini. Senti, sii discreto, ti spiace?
Okay. Me ne rester nel pisciatoio del cazzo impugnandomi l'uccello...
Parli molto forte dice Willis.
Ops. Champ alza le mani e sussurra: Riuscirai mai a perdonarmi?.
Willis se ne sta solo a tavola. E adesso cosa cazzo... Tira gi
un sorso di martini. Ottimo. Peccato che ci abbiano messo troppo
di chiss quale vermut di merda. Sarebbe dovuto andare con
Champ; Jean non l'aveva mai visto da strafatto e non avrebbe
avuto indizi. Diavolo, potrebbe andarci ora. Per. Fa altre due
sorsate e chiama il cameriere intanto che svuota il bicchiere.
Perfetto: quando Jean torna a tavola lui ha davanti un altro bicchiere
intatto che chiunque prenderebbe per il primo.
Mel e Roger stanno bene dice lei sedendosi. Sempre che ti interessi.
 gi abbastanza stonato da lasciar correre. Oh, hai telefonato?
dice, da autentico bevitore di martini spensierato, blas,
come il collage dell'Uomo postmoderno sui poster del Tanqueray. Il signor Comesichiama.
S, ho telefonato.
Lui ignora anche il suo tono. Altezzoso, si bagna ancora le labbra.
Vogliono fermarsi a dormire.
E tu cos'hai detto? dice lui.
Ho detto che va bene. Ho pensato che date le circostanze era anche meglio.
Le circostanze? Oh, bella, cosa pu intendere questa donna?
Ma smettila dice lei. Smettila e basta. Senti un po', non ci
sei pi con la testa?  stato talmente cafone. Una scatola di preservativi, per Dio.
Ehi, ma io cafone lo sono proprio.  la mia grande aspirazione. Essere un fottutissimo cafone.
Beh, ti riesce benissimo dice lei.
Beh, bene, ottimo dice lui. Sai chi voglio essere? Quello
stronzo di John Madden. (Famoso giocatore di football).  l'esempio che viene subito in mente.
Perdona,  troppo profondo per me dice lei. Gradirei se appena mangiato menassimo le tolle da qui al pi presto.
Ma non abbiamo nemmeno ordinato, per Dio.
Grazie mille, questo lo so. Poi alza lo sguardo e dice, senza muovere le labbra: Oh, bene.
Tina si siede. Oh, mi sento cos meglio. Cos' successo alla mia dolce met?
 al cesso dice Willis.
Questo locale  cos coinvolgente. Tina sta guardando
un'altra cotta d'arme, in una nicchia del muro. Pensate che siano veramente veri?
No, a meno che le abbiano fatte per dei nani dice Willis. Jean  scomparsa dietro il menu.
Ma una volta gli uomini non erano pi bassi? dice Tina.
Io s dice Willis. Avresti dovuto vedermi nel 1954!
Tina gli fa un gesto come se stesse per fargli tot sul culetto.
No, voglio dire, Napoleone era mica uno e cinquanta o gi di l?
Wow dice Champ sedendosi e strofinandosi il naso. Wow wow wow wow.
Champ, Napoleone era mica tipo uno e cinquanta? dice Tina.
Possibile dice Champ. Napoleone? Possibilissimo. Infatti
so che gliel'hanno imbalsamato e l'hanno esposto allo Smithsonian.
Oh, oh dice Tina. Ho delle brutte vibrazioni. Non avrai mica fatto il bambino cattivo l dentro?
Incredibile dice Champ. Uno si fa un'innocente pisciatina. Vuoi perquisirmi nell'intimo?
Potrebbe essere eccitante. Tina restringe gli occhi. Mmmh. Non capisco cosa ti frulla per la testa.
Credo che dovremmo ordinare dice Jean.
Ah, s, io prendo il, comesichiama, cazzo imbalsamato?
dice Champ. In salsa leggera.
Ca-aro dice Tina.
Ops.
Agnello al miele?
Ass, io prendo il, comesichiama, agnello al miele.
Mentre gli altri mangiano, Champ pettina artisticamente la
pasta con la forchetta e spiega che Maurice Bishop era stato visto
con Oswald prima dell'omicidio, e che se si guarda l'identikit di
Maurice Bishop e poi la fotografia di David Atlee Phillips ( Nota: Secondo alcune testimonianze, l'agente della CIA David Atlee Phillips, con il nome in codice Maurice Bishop, avrebbe avuto contatti con Lee Harvey Oswald a Dallas non
molto prima dell'omicidio di Kennedy e sarebbe uno dei principali sospetti. Fine nota), non
ci si pu sbagliare, anche se quello che li ha visti insieme ha fatto dietrofront sull'identificazione ufficiale perch aveva lo scagazzo della CIA.
Quindi  tutto nato a Langley dice Willis. Niente di nuovo mi pare.
A Langley? dice Champ. Non crederai davvero che la sede sia in una cazzo di Langley eh? Langley  la cazzo di copertura.
Okay, allora il posto vero dov'?
Orlando. C'hanno questa specie di citt sotterranea sotto
Disney World, okay? Cinquantamila milioni di persone con bambini
e balle varie che camminano a testa in gi, grassi, scemi e
felici. Tira fuori uno spaghetto, lo arrotola intorno a un broccoletto.
Bah, merda, cavolo faccio a saperlo? Non ho voglia di 
saperlo manco per il cazzo. Sarebbe davvero pericoloso un casino,
sapere una roba simile. Fischietta le quattro note di Ai confini della realt.
Tu che ci vivi insieme dice Willis a Tina. Ma ci crede davvero alle stronzate che dice?
Ehi, parla di me come se non ci fossi dice Champ.
Quello che so di sicuro,  che lo prende un casino dice lei.
Willis dopo i suoi tre (ufficialmente due) martini e il vino
bevuto al pasto  imballato duro, perci al ritorno lascia che sia
Jean a guidare e lui le siede accanto e fa il deejay. Hot Country 
davvero inascoltabile, perci si sintonizza sulla musica classica: 
quella merda di Hovhaness che piace a tutti perch diventano
sempre pi vecchi e di destra (Nota: Alan Hovhaness, compositore statunitense contemporaneo di brani melodici, tonali e tradizionalisti: perci Willis ritiene che sia di destra. Il brano in questione  intitolato La montagna misteriosa. Fine nota). La montagna magica, o qualcosa di simile. Willis  fatto quel tanto che basta da trovarlo un sacco
bello. Mentre entrano in giardino, lui vede le stelle nel cielo nero
sopra la sua collina, e sembra quasi che sia proprio fottutamente
perfetto. Esce dal Cherokee e si mette l a guardare con una reverenza da sfatto.
Champ e Tina danno la buonanotte. S, s, buonanotte.
Jean gli tocca il braccio.  uscita dal nulla. Vado a letto.
Bene dice lui. Va bene. E ora c' anche Rathbone, lo scodinzolante.
Rathbone! Manco si ricordava che esistesse! Rathbone
corre via e alza la gamba contro la betulla, spaventosamente bianca.
Non sar il momento migliore dice Jean. Ma non potresti
darmi un indizio su quello che sta succedendo?
In che senso? dice lui.
Lei si sgonfia di tutta l'aria dei polmoni come se qualcuno glieli strizzasse.
Willis capisce che gli conviene cercare un secondo di lucidit.
Senti dice lui. Ne abbiamo parlato e riparlato.  come se
avessi vissuto la vita sbagliata.
Beh, ma hai la minima idea di quale sia quella giusta? Sei
sicuro che sia proprio quass, voglio dire, proprio a guidare un furgone?
 quello che spero di scoprire dice lui. In questi due memorabili
mesi. Ma guarda, Rathbone  tornato! Willis si inginocchia,
strapazza il collo di Rathbone e gli dice Bambino mio.
Altra cosa che ti potrebbe venir voglia di scoprire dice
Jean. In questa tua vita giusta, cosa c'entrano i tuoi figli, ammesso
che c'entrino? Per non parlare di tua moglie. Ci hai mai pensato?
Mi vergogno a dirlo: no dice lui.
Della tua vergogna non m'importa dice lei. So benissimo
che la trovi affascinante, tu.
Ehi, la signora vince un gettone di latta dice lui. Il premio
Colpo Basso. Accarezza il fianco setoso di Rathbone e si rialza.
Un po' reelin' and a-rockin', ma fondamentalmente okay.
Oh, non ho dubbi che te la sarai presa molto a cuore dice
lei. Hai messo gi il tutto come se nessuno nemmeno esistesse
nel tuo universo privato. Non so, vedi,  che sono proprio preoccupata.
Fa' conto che io sia una che ti conosce.
Mi conosci molto bene.
Ma per favore dice lei. E torna dentro.
Lui si siede sulla soglia; Rathbone si avvicina, gli va intorno,
poi si sdraia ai piedi di Willis ad annusare l'aria della notte. Ecco
la buona vecchia orsa maggiore, l'unica costellazione che Willis
conosce. O di cui gli freghi qualcosa. La luce che viene dalla finestra
di sopra forma sull'erba bagnata un parallelogramma da
campo di baseball notturno. Bisogna tagliare il prato. Domani, senz'altro.
Jean prende la camicia da notte dall'armadio, spostando vecchie
camicie che Willis ha messo sulle grucce anche se sono sporche.
Le metter per lavorare, ci suder dentro e poi le riappender.
Incredibile. Poi non c' da stupirsi che qui dentro ci sia
puzza. Fa spazio ai due lati al suo vestito di cotone a fiori ciliegia,
l'unica roba quasi decente che tiene a Preston Falls. Willis
gliel'ha comprato tre compleanni fa da - dove se no? - Laura
Ashley, e in effetti non  orrendo, anche se ha dovuto cambiare la
quarantadue che aveva preso lui con una quarantaquattro.  cos
evidente che avrebbe dovuto sposare Laura Ashley, la principessa
hippie dai capelli di miele e dal corpo di salice, taglia quarantadue
con un lieve, incantevole accento inglese e un pallore
pre-raffaelita e due tette che, non appena si toglie il suo casto vestito
di Laura Ashley, come per magia diventano gigantesche. Jean
mette la sua biancheria intima nella sacca della roba da lavare,
prende la camicia da notte e scende in bagno. Dalla porta della
cucina vede Willis seduto sulla soglia: le d la schiena. Si sente
solo e incompreso. O percepisce la propria insignificanza nella
vastit cosmica. O sta escogitando un modo per scaricare la
moglie. O  incerto se comprare una moto o un'altra chitarra.
Ma sul serio, a questo punto, come si potrebbe capirlo?
Fa pip, si cambia il Tampax, si lava, si pulisce i denti e manda
gi due Advil. I crampi sono quasi passati, ma l'Advil forse l'aiuter
a dormire. Oltre a tutto il resto,  preoccupata per i bambini.
Anche se  stupido sospettare che Arthur Bjork sia pedofilo
solo perch  sovrappeso e perch ha problemi matrimoniali con
Katherine. Perch, lei e Willis di problemi matrimoniali non ne hanno? Non  questo il concetto?
Quando si spegne la luce di sopra, Willis si tira in piedi e va
dentro, tenendo la porta per Rathbone, che ticchetta dentro,
lasciando impronte bagnate sul pavimento della cucina. Le
impronte inducono Willis a pensare di avere anche lui il culo
bagnato, ma morire se riesce a sentirlo. Si tocca con la mano: eh,
gi. Tira gi quella bottiglia di Dewar's e se ne versa un po'.
Anzi, se ne versa un bel po'. Porta il bicchiere in salotto, si stende
sul divano - Rathbone gli si sdraia per terra di fianco - e
comincia a sfogliare Dombey e figlio cercando qualche scena con
Old Joe Bagstock, il vecchio Joseph, Joey B., Sir. Divertente da
morire. Quando ha svuotato tutto il bicchiere si posa il libro
aperto sul petto e chiude gli occhi. Poi la stanza si mette a girare.
Oh, merda. Merda merda merda. Cerca di fingere che sia davvero
gradevole, di riuscire a decollare allegramente nella sognante
terra dei sogni (Nota: Riferimento a un canto popolare statunitense di un secolo fa, Meet Me Tonight in
Dreamland. Fine nota.). Un disastro. Apre gli occhi, si mette a sedere e
cerca di leggere, ma ora  quello un disastro. Si rimette gi, e la
stanza gira talmente da matti che si domanda se, oltre a essere
ubriaco, non gli stia venendo anche un coccolone. Si tira in piedi
e come sospeso nello spazio raggiunge il bagno, si tira dietro la
porta, cade in ginocchio e tira su il coperchio del cesso. Ci mancava
solo che vedesse un pelo di pube sul bordo: spinge fuori la
lingua e gi che viene, vanit dopo vanit, la storia stupida di
tutta questa serata. Si pulisce la bocca con la carta igienica e si
sdraia sudato per terra, pensando Quanto meno  finita. Sapendo maledettamente bene che non  affatto cos.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Si sveglia sul divano, la bocca schifosa, la testa che gli martella.
Ancora vestito. Gira la testa, e questa stronza martella anche peggio.
In salotto, luce giallastra. Rathbone si tira su dal pavimento, si
stira e annusa la faccia di Willis. Willis gli carezza il muso e gli
dice Bravo cane, poi si alza a pisciare e a prendere dell'Advil. La
casa  silenziosa. Prima di entrare in bagno d a Rathbone acqua
fresca e si accerta che abbia mangiato, sperando di placare chiunque
stia osservando e giudicando tutta sta roba di lass.
Sta mettendo su l'acqua per il caff, quando sente qualcuno
scendere. Jean? No, per favore. La coda di Rathbone parte. Ma grazie a Dio  Champ.
Ehi, la padrona di casa pi migliore del mondo dice
Champ. Non pensavo che fossi in piedi proprio tu. Si accuccia
e scompiglia le orecchie di Rathbone. S, sei un tipo in gamba.
Willis mette il caff nella carta da filtro. Poi si gira e vede la
t-shirt di Champ e dice: Per Ges, nonch per Cristo!.
Cosa, questa? Champ si pizzica tra pollice e indice un pezzo
di tessuto e lo tira in fuori. Me l'ha fatta un tizio. Lui ha l'immagine su file, se ne vuoi una.
Ci rinuncio dice Willis. Senti. L'hai messa su solo per farmela vedere, giusto?
No, non... ah. Capisco quello che vuoi dire. Troppo punk per Preston Falls.
Beh, non  solo quello.
Ah. Afferrato. Okay, va bene. Ne ho un'altra da mettermi.
 proprio una foto dell'autopsia? dice Willis.
S. Beh, s e no. Il morto  lui, ma la CIA ha cazzeggiato un
po' con la foto. E credo anche col corpo. Come qui, vedi? Piega
il collo per guardarsi il petto, poi mette un dito proprio sopra e dietro
l'orecchio di JFK. Hai presente il film di Abraham Zapruder?
Questa zona dovrebbe essere andata completamente a puttane.
Perci c' qualcosa di fottutamente strano. Non so. Cazzo, mi
piace un sacco portarla, sai? Comunque Tina ha la stessa reazione che hai tu.
Ho superato il punto in cui avevo reazioni dice Willis. Ora
voglio solo vivere tranquillo. Champ gli suona un violino invisibile
mentre lui tira gi la tazza JOE e quella con la riga verde sull'orlo.
Ma cos' che ti ha fatto venire la scimmia per sta storia?
Avrai avuto s e no tre anni.
Non so. Ho visto il film e mi sono messo a leggere tutto quello che ho trovato.
S, ma voglio dire, perch proprio questa storia?
Champ si mette il palmo della mano sul gomito e il pugno
sulla fronte. Il Pensatore sta pensando dice. Si mette l'indice
alla tempia. La somma dell'ipotenusa ha un angolo uguale alla
radice quadrata della somma degli altri tre lati.
E s che ormai dovrei conoscerti dice Willis.
Hai paura che faccia la fine del vecchio. E che perda la
te-e-esta. Champ tira fuori tutta la lingua e fa perno con gli indici
sulle orecchie. A proposito, sai niente della mamma?
Le ho parlato un paio di settimane fa. Probabilmente intanto
che sono in permesso prima o poi vado a trovarla.
Sei un eroe dice Champ.
L'acqua bolle; Willis va a spegnere la piastra. Ora per te la
cambi, vero? Jean potrebbe scendere da un momento all'altro.
Non c' problema, capo. Un paio d'anni fa Champ avrebbe
continuato a parlare con accento australiano per tutto il giorno.
Senti, ricordi quella volta che mi hai accompagnato a trovare il
vecchio? Che avr avuto una decina d'anni? Che ti sei fatto questa
menata che io e lui dovevamo passare del tempo insieme e balle varie?
S, ricordo che era l'interruzione delle lezioni prima della
sessione primaverile. Avevo quella Ford Fairlane nera.
Giusto. Quella s che me la ricordo dice Champ.
Mi sa che abbiamo scelto male la giornata.
Cosa intendi per abbiamo, Kemosabe? (Riferimento al personaggio di un western televisivo, un ranger, che ha un aiutante
nativo americano, Tonto, che chiama Kemosabe.). Ricordo che ha passato tutto il tempo a mettere su quel disco di Dave Brubeck...
Time Further Out dice Willis.
Giusto, e noi dovevamo contare le misure di ogni battuta o
stronzate simili? Che era un codice segreto che si collegava al numero di codice fiscale?
Qualcosa del genere.
Sai, ripensandoci, dice Champ,  strano che la mamma abbia lasciato che tu mi portassi con te.
S, beh,  stato strano tutto.
Beh, e guarda come ci siamo ridotti. Okay, senti. Torno subito.
Willis lo sente pestare sulle scale. Non ritorna.
Quando Jean scende, Willis  sdraiato sul divano a bere caff
e a cercare altri punti di Dombey e figlio con Joe Bagstock.
Giorno dice lui.
Buongiorno.
Il caff  pronto dice, roteando i piedi gi dal divano e
alzandosi. Questo gli fa martellare la testa, ma tiene gli occhi
apposta aperti perch la fitta risulti meno evidente. Te ne do un po'?
No, grazie. Lei va in cucina.
Le fa il saluto militare da dietro e si risiede. Poi si sdraia. La
sente andare in bagno. Poco dopo scroscia lo sciacquone. Poi
cassetti che si aprono e chiudono in cucina, rumore metallico di utensili. Chiude gli occhi.
La prima cosa di cui  cosciente  Champ che dice Ehi, fratello
e l'odore di pancetta. Ti sei perso un breakfast memorabile,
caro mio. Jean ha detto di lasciarti dormire.
Willis si tira su a sedere. Arriva musica classica dalla cucina,
roba che sembra Mozart anzi potrebbe addirittura essere davvero
Mozart. Quindi qualche anima pia ha portato dentro lo stereo,
e la pioggia non l'ha fottuto, perlomeno non la radio. Che ora ? dice.
Non so, le dieci e mezza o gi di l dice Champ. Senti, caro, noi partiamo.
Un momento. Cosa?  domenica, no? Credevo che partiste
domani. Willis vede Tina, occhi di sonno, l'aria di avere appena
scopato, seduta in poltrona, una gamba sopra il bracciolo. Di nuovo con quei calzoncini da ciclista.
Beh, vedi, ne abbiamo pi o meno parlato di sopra, dice
Champ, e avevamo voglia... non so se te l'ho detto, ma da un
po' la domenica sera facciamo questa cosa che badiamo al bimbo
della sorella di Tina. Sai, cos lei pu andare alla sua riunione.
Sta migliorando un casino dice Tina.
 bulimica dice Champ.  una cosa tipo gli alcolisti anonimi, solo che o sono ciccioni o vomitano.
Carino.
S, caro.
L'ha davvero aiutata un casino dice Tina.
Diavolo, vomiterei anch'io se avessi quello stronzetto di figlio a cui badare.
Parla il padre ideale. Tina addita Champ.
Comunque, pensavamo che forse  meglio se ci andiamo. E
metti che l'Onnipotente nel weekend  fuori servizio? Magari lei
 l che ingurgita cioccolatini alla crema di gianduia e il dito si
avvicina sempre di pi! Di pi! Muove un indice tremante verso la bocca.
Smettila dice Tina.  proprio crudele.
Eppoi, devo portare il potente incrociatore delle autostrade
a Rayco o roba simile, per vedere cazzo  successo a quella capote.
Nel weekend del Labor Day?
Beh, sai, poi Tina c'ha da fare. E abbiamo pensato, sai, tra la
capote e il resto, meglio tornare prima che rinfreschi, visto che non abbiamo giacche o roba simile.
Le giacche le abbiamo noi dice Willis.
E poi se aspettiamo domani non troviamo parcheggio.
Merda, stiamo pensando di trasferirci nel New Jersey per avere
un vialetto dove infilare la macchina.
Mica vero dice Tina.
Lei non vuole.
Sono troppo giovane per morire dice Tina.
Hey, il Jersey  una figata dice Champ. Hanno citt fatte
di queste case enormi, e i bianchi se ne vanno e le danno via per
niente. Checcazzo, ti procuri una pistola e un allarmino da quattro
soldi. In negozio abbiamo roba simile, sai, la sicurezza viaggia
sul filo del rasoio. Voglio un enorme fottutissimo palazzo da
poco, dieci camere da letto, hai presente? E materassi sul pavimento. E grandi altoparlanti.
Sotto sotto quello che vuole Champ  una comune dove si pratica l'amore libero dice Tina.
Emb? Si pu ancora fare. Basta fare l'esame del sangue una volta la settimana.
 tanto caro dice Tina.
Tina non ha ideali. Perci senti, fratello, meglio che ci diamo
una mossa. Dov' che  finita Jean?
La trovano dietro casa nel punto in cui in primavera passa un
ruscello. Rathbone va su e gi con un bastone in bocca. Lei si
alza, le ginocchia dei jeans infangate, e porge a Tina un sacchetto
di plastica con dentro qualcosa di verde.
 quella menta che dicevamo dice lei. Champ batte le mani e Rathbone gli si avvicina col bastone.
Oh. Grazie. E chiaro che Tina s' dimenticata quello che si sono dette sulla menta.
Champ afferra il bastone e Rathbone s'allontana.
Ehi, fratello dice Willis. Posso mostrarti una cosa un secondo?
Porta Champ verso la legnaia. Lo stramaledetto tubo penzola
fuori dalla grondaia; in questo posto di merda c' urgente bisogno
di fare qualcosa dappertutto. Senti, mi spiace per tutta questa tensione.
Ah, roba che capita. Ho solo pensato che fosse pi facile senza noi tra i piedi.
Per voi di sicuro dice Willis.
A me non frega un cazzo. Forse Tina  un po' sconvolta che
voi due... ma cazzo,  giovane, capisci? Non ha ancora quel tipo di distacco zen. Tu le piaci.
Beh, e a me piace lei dice Willis. Credo che con lei tu abbia proprio fatto centro.
Certo che ho fatto centro, eccome. Hi, hi, hi.
Testa di cazzo. Senti, vedrai che ce la caviamo.
Giusto, lo so dice Champ. E sai che mi puoi telefonare quando vuoi.
Questo s che  un pegno di fede.
Beh dice Champ. Meglio che andiamo.
Willis porta Rathbone in casa - lo stereo suona ancora lo stesso
diddle diddle, o qualcosa di simile - e lui e Jean escono in
strada a salutarli. Quando la decappottabile scompare dietro l'angolo, Jean dice: Credo che me ne andr anch'io.
Prego?
Se vuoi stare un po' con Mel e Roger, dice lei, puoi andarli a prendere intanto che faccio le valigie.
Cosa intendi: partite oggi? Willis cerca di dare l'intonazione giusta perch suoni deluso.
Non vedo cosa ci sia di buono per nessuno di noi. Tanto vale
che ti tenga la casa, che evidentemente  quello che desideri.
Ma anche tu sei in vacanza.
Certo. E ho lavorato davvero un bel po' per guadagnarmela, perci bisogna proprio che mi riposi. O posso osare dire che mi diverta? E ancora concepibile?
Ma i bambini, e il resto del weekend? dice Willis. Dicendo a se stesso Taci taci taci.
Oh, mi rallegro che ti preoccupi tanto dice lei. Penso che li porter a passare la notte in campeggio. Dove siamo stati quella volta. Che ti faceva schifo. Un parco pubblico, se ricordo bene. E se tu avessi troppo da fare per venire con noi, lo gradirei davvero tanto.
Campeggio per un giorno solo? Anzi, per mezza giornata?
 il tempo che abbiamo.
Cosa pensi di fare una volta l?
Il bagno dice lei. Giocare a pallone. Cucinare Wrstel.
Quelle cose normali, sai. Lo so che sono tutte cose che ti fanno schifo, perci tanto per cambiare puoi fare quello che vuoi tu, e non occuparti di noi. Spero che mi rilasser quel tanto da riuscire magari ad affrontare il viaggio di ritorno. E poi a prepararli per la scuola marted. E poi... insomma, il resto.
Dormire in una stramaledetta tenda con due bambini  rilassante, per te?
Gi. Ma vedi, dice lei, il fatto  che per me, stare con loro,  proprio un piacere.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Mentre Willis sta andando a prendere i bambini, Jean cerca
nell'armadio della camera da letto i sacchi a pelo imbottiti, regalo
di nozze di Carol. Ora sembrano un maleficio contro il loro
matrimonio: Che possiate sempre dormire separati. I sacchi a pelo
dei bimbi sono a Chesterton; li far dormire in questi, e per s user due lenzuola.
Carica sacchi a pelo, lenzuola e tre cuscini nel baule del
Cherokee, poi va in legnaia a cercare la tenda - caso mai fossero
tutti occupati i bungalow - e la ghiacciaia, una Igloo bianca e
rossa, che puzza di cadavere. O cos direbbe se parlasse con
qualcuno; in realt puzza di ghiacciaia che non viene usata da
tutta un'estate. La porta in cucina e la pulisce con Pine Sol.
Vorrebbe tanto smetterla di dire cose tutte diverse da quelle che intende.
In realt, portare i bambini al campeggio  quasi l'ultima cosa
che ha voglia di fare. Ma restare a ciondolare qui, beh, non che
non lo possa fare, perch la sua vita cos'altro ? Eppure, se
potessero avere anche solo un momento, un'immagine di estate e
di famiglia da portarsi dietro, un pochino d'odore di fal e di
pini... Patetico. E il suo discorsino sui Wrstel: cos'avrebbe voluto
ottenere, che Willis le si prostrasse ai piedi? Beh, i Wrstel li
cucineranno davvero (porter della verdura da grigliare per Mel)
e da qualche parte un pallone non ancora rovinato da Rathbone deve pur esserci.
Stupida. Si sarebbe dovuta accorgere che stava per succedere.
Come il periodo da Principe Amleto che lui aveva avuto quando
era incinta di Mel; anzi, prima ancora. Fin dall'inizio. Ma: gli
asciugamani. Deve ricordarsi gli asciugamani. E qualcosa su cui
sedersi in spiaggia: un altro lenzuolo? E il suo costume da bagno,
che  dove? (I costumi loro se li sono portati dietro dai Bjork.)
Torcia. Qualcosa per gli insetti. Crema protettiva. Se fosse lui a
farle fare una cosa simile, potrebbe ucciderlo. Peccato che invece
l'idea sia venuta a lei. Macchina fotografica: per inscenare la finzione
che sia qualcosa che avranno voglia di riguardare. Comunque,
dovrebbe andare bene, no? Cucinare Wrstel e fare il bagno.
Anzi, a loro probabilmente se pap ci fosse sembrerebbe perfino strano.
Willis trova tutti quanti gi al laghetto. I figli dei Bjork
- Nelson, Frida e la piccola Amina, quella adottata - sono fuori
sul canotto gonfiabile, urlano. Mel prende il sole sul molo, il
bikini slacciato. Roger  all'estremo opposto del laghetto, a stanare
le rane sulla riva che i Bjork hanno lasciato fangosa su consiglio
di un consulente in laghetti. La scena da vibrazioni della
serie l'estate-sta-finendo-ma-facciamo-finta-di-no. Willis pronuncia
un sonoro buongiorno generale. I bambini dei Bjork si voltano,
poi si rimettono a urlare; Mel alza e abbassa una mano
moscia, gesto che si dovrebbe prendere per un ciao; Roger non
alza neanche lo sguardo. Willis intuisce che i suoi figli sono rimasti pi di quanto fossero desiderati.
Arthur e Katherine Bjork sono seduti su delle sedie di legno
Adirondack autentiche com' vero Dio, sul bordo della loro
spiaggia autotrasportata, con un fascicolo dell'edizione domenicale
del New York Times per uno; le sezioni che non stanno
leggendo sono tenute ferme da un mattone d'antiquariato con
una stella intagliata. Sul bracciolo largo e piatto della sedia di
Arthur, una tovaglietta e le due met di un panino rotondo con
sopra una montagna di formaggino allo scalogno. Arthur Bjork 
uno di quegli uomini-tricheco grassi, con la faccia rossa, i capelli
biondi e gli occhiali montati in oro; ammesso che ne abbiano
ancora voglia, a Katherine, tutta pelle iperabbronzata e ossa, toccher stare sopra lei: ma senti chi parla, Willis.
Allora com' andata? dice.
Oh, una meraviglia. Katherine Bjork sembra sempre esasperata a livello borderline, e ne ha ottimi motivi, a quanto Willis ne sa. E per quanto gliene fotta.
Nessun problema?
Beh, nessuno di cui valga la pena di parlare dice Arthur.
'Sto povero figlio di puttana sembra che si stia tenendo aggrappato
con le unghie fino al momento di ritornare in ufficio marted mattina.
Bene, bene dice Willis. Contenti loro. Iuhu, Melanie e
Roger! chiama. E ora di andare, ragazzi.
Porc... dice Mel. Roger va avanti imperterrito a fare quello che stava facendo.
Vostra madre ha una sorpresa per voi dice Willis.
Che genere di sorpresa?
Sta' ferma, succhiacazzi d'una rana! urla Roger.
Roger! Vieni subito qui! urla Willis. Mi scuso per mio
figlio dice rivolto allo spazio tra i Bjork.
Roger si avvicina trascinando i piedi. Non avevo intenzione
di farle del male dice.
Non si usano parole di quel genere dice Willis, fissandolo
col dito puntato. Sali sul furgone. Immediatamente.
Devo prendere la mia roba.
Ho detto sul furgone, signorino. Uh, uh, il padre autoritario.
E signorino, poi. Roger, testa bassa, comincia a farsi strada
verso il vialetto. Melanie dice Willis. Lei si sta colpevolmente
agganciando il pezzo sopra del costume dietro la schiena, scarni
gomiti in fuori come ali di pollo. Mettiti addosso i vestiti, prendi
la roba di tuo fratello e sali sul furgone.
Non basta che metta una maglietta sopra il costume? dice lei.
Non m'importa cosa ti metti. Voglio che entro due minuti sia su quel furgone.
Dato che i Bjork sono proprio l, mentre Melanie si gira e si
dirige verso casa lui si arrischia a far roteare gli occhi.
Roge-er? chiama Willis. Roger non sta esattamente muovendo
il culo, e appena sente il proprio nome si ferma del tutto.
Muoviti. Riprende il passo di lumaca verso il furgone.
A quanto pare  una giornata cos dice Willis ai Bjork.
Beh, capitano a tutti. Arthur non si degna nemmeno di posare la sezione Viaggi.
Tranne a te, vero? dice Willis. Fottuto ciccione.
Adesso s che sto figlio di puttana  servito: il giornale scende,
coprendo come una gonna le cosce-salsiccioni, mentre la
bocca di Katherine si apre come una O. (Billie Burke non avrebbe
saputo fare di meglio.) Mel si ferma ma non si volta.
Credo che sia meglio che lei se ne vada dice Arthur, anche se non si alza.
Ah, non c' proprio nessun dubbio. Che mattacchione superfigo
questo Willis. I Bjork si limitano a scambiarsi un'occhiata.
Willis se lo immagina: Arthur pensa che sua moglie si aspetti
che lui gliela faccia vedere, a questo tizio, e lei pensa che, se il
suo vecchio si mette a prendere qualcuno a pugni,  la volta
buona che gli viene l'atteso infarto. Fuori sul laghetto i bambini
dei Bjork fanno ruotare il canotto come in un vortice, spruzzandosi
con i remi, picchiandosi e gridando. Willis si gira per
seguire i suoi figli sul sentiero, e solo adesso il suo cuore si
mette a martellare. Cristo, l'infarto magari verr a lui. Prende lo
slancio e d un calcio al secchio del latte che i Bjork hanno
messo all'inizio del sentiero per rafforzare quel senso di fascino
agreste, poi si volta a guardare il laghetto. I Bjork guardano decisi verso l'acqua.
Mentre il furgone parte rombando e macinando la ghiaia
bianca del vialetto, Mel si guarda i piedi. Pap, non riesco a credere che gliel'abbia detto.
Cos' che ha detto?
Niente, Roger dice Mel.
Puoi dirglielo dice Willis. Dato che si tratta di una citazione
diretta, non sei passibile di punizioni.
Mel, continuando a guardarsi i piedi, arrossisce.
Ma cosa? urla Roger.
Beh, per motivi che non capisco del tutto nemmeno io, dice Willis, ho chiamato il signor Bjork maiale ciccione.
Non  esattamente quello che hai detto, pap dice Mel.
Cos'ha detto? dice Roger.
Mel prende fiato e guarda fuori dal finestrino. Ha chiamato il signor Bjork f-o-t-t-u-t-o ciccione.
Okay dice Willis. Melanie ci ha fatto lo spelling di fottuto.
La parola la conoscevamo gi, no?
Mel e Roger non dicono niente. Mentre scala la marcia per
immettersi nella strada 39 della contea, il cambio gratta; non riesce
a capire se  il cambio che sta davvero partendo o se  lui che
non spinge abbastanza la frizione e lo fa grattare perch pensa che il cambio stia partendo.
Dunque dice. Nessuno  curioso della sorpresa?
Quale sorpresa? dice Roger.
Volete che ve la dica? dice Willis.
S dice Roger.
Mel non dice nulla.
Okay, oggi pomeriggio partite per il campeggio con la mamma.
Dobbiamo proprio? dice Roger.
Sapevo che sareste stati entusiasti all'...
Pap, guarda dove vai dice Mel. Willis sterza bruscamente
a destra per evitare un trattore con la barra portalame abbassata
che sta falciando all'altro lato della strada. Vieni anche tu? dice lei.
No. Io resto e vedo se riesco a fare un po' di lavori. Mi terr compagnia Rathbone.
Io non voglio dice Roger.
Tu dice Willis. Con te non abbiamo ancora fatto i conti,
signorino. Cosa ti salta in testa di usare quel linguaggio davanti a tutti?
E allora? Guarda quello che hai detto tu.
Vero dice Willis. Ma la differenza ... Giusto. Qual  la
differenza? Senti. Questo  il genere di cose in cui, giusto o no,
se sei un bambino, alla gente sembra peggio che se sei un grande.
Fantastico: ha appena detto a Roger come fare per mettersi
al centro dell'attenzione. Quando ti sentono usare parolacce,
pensano, ma guarda, che persona cattiva; non voglio essere suo amico.
E allora? Se non vogliono essere miei amici, non devono esserlo.
Cosa? Willis ha avuto un momento di vuoto. Di che cazzo stanno parlando?
Non m'importa se non vogliono essere miei amici dice
Roger. Devono essere degli idioti come questa qui che per dire
una parola fanno sempre lo spelling.
Sta' attento, Roger dice Mel.
Sta' attento, Roger" dice Roger.
Non sto scherzando dice Mel.
Non sto scherzando dice Roger.
Basta dice Willis.
Beh, ma  lei che ha cominciato.
Non  affatto vero.
Che Dio vi aiuti tutti e due dice Willis.
Scala di nuovo la marcia, facendo la doppietta ma grattando
lo stesso, e gira in Goodwin Hill Road. Dando un altro pessimo esempio perch non si  fermato allo stop.
Allora dice. Tiene il furgone in seconda per questo primo
tratto ripido; sembra che stia fottendo il motore, facendogli fare
tutto questo casino a una velocit ridicola, ma in terza batterebbe
in testa. Credo che vostra madre abbia finito di fare le valigie.
Non una parola da nessuno dei due. Ma cosa dovrebbero
dire? Lui ha davvero qualcosa che non va; non ci si comporta
cos coi figli. Quello che dovrebbe fare  accostare, prostrarsi ai
loro piedi con baci appiccicosi, accasciarsi alle loro ginocchia,
bagnare i loro piedi nudi delle sue lacrime e asciugarglieli coi capelli. Per fortuna  abbastanza in s da continuare a guidare.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Willis  in mezzo alla strada, con una mano tiene Rathbone
per il collare e con l'altra fa ciao al Cherokee che parte. Mentre
svoltano alla curva, il braccio di Jean esce dal finestrino: la mano
oscilla e sono gi lontani. Willis lascia andare Rathbone, che
guarda la strada e poi alza lo sguardo verso di lui. L'estate sta finendo.  l'una.
Okay. Al lavoro, al lavoro.
Okay, prima cosa deve tirare gi il soffitto del salotto, dove
qualche testadicazzo ha dato sopra l'intonaco tappezzato una
mano di malta con vortici modernistici. Probabilmente lo stesso
testadicazzo che ha inchiodato del truciolare sopra le tavole di
legno da trenta centimetri del pavimento, per una moquette che
poi non ha mai messo. Beh, testadicazzo: forse  un po' troppo.
In realt solo uno che ha fatto del suo meglio per rendere meno
deprimente dal suo punto di vista una vecchia casa. Perci Willis
vuole tirare fuori le travi, che spera siano piallate a mano, poi
andarci intorno con una cornicetta di legno e tagliare la tappezzeria
in modo che ci stia giusta in mezzo. Per, questa severit
affettata  fondamentalmente una cagata. Ma cosa, se no? Lui lo
ha chiesto a Jean, che  andata a studiare alla fottutissima Pratt,
per Dio, e ora passa il tempo a dare consigli a quegli altri squali
proprio su questo genere di stronzate. Di che colore dipingeresti
le pareti nella stramaledetta vasca degli squali? Lei gli ha detto: Fa' quello che vuoi.
Prende dalla legnaia la scala e la cintura per gli attrezzi, poi si
mette a spostare la roba fuori dal salotto. Porta l'armadio in sala
da pranzo; insieme al tavolo in quercia che non gli piace ma che
era di nonna Willis, e la lampada che c' sopra. I libri, Cristo.
Finisce per metterli fuori in corridoio, in alte pile instabili come
le illustrazioni del Dr. Seuss (Famoso autore e illustratore di libri per bambini), e impila l fuori anche i mattoni e
le assi. Le assi che ricicler quando si metter a fare le librerie a
muro. E la cassettiera con le lenzuola che usano da tavolino per il
caff? Si potrebbe metterla di sopra in camera da letto, ai piedi del letto. Dopotutto,  la cassettiera delle lenzuola.
Rimane il divano. Magari buttarci solo un po' di plastica
sopra e lavorarci intorno, stramaledetto. Ma quando una stanza 
quasi vuota, gi che ci sei tanto vale svuotarla del tutto, cos decide
di spostare quel cazzo di coso in corridoio.  cos largo che
deve smontare i piedini e togliere la porta tra corridoio e salotto,
e cos com' sto figlio di puttana occupa quasi tutto lo spazio. Lo
mette in diagonale, ostruendo la porta principale, ma almeno
cos si riesce a strisciarci di fianco per andare di sopra. Bene.
Porta dentro la lampada a stelo e la solleva nello spazio triangolare
dietro il divano. Proprio un bell'angolino appartato.
Allora, cosa pensi, fratello? dice a Rathbone. Vieni qui.
Rathbone si avvicina, le unghie che ticchettano sulle assi del pavimento.
Il nostro nuovo quartiere generale, okay amico? D
una pacca su un cuscino del divano; Rathbone ci si arrampica, si
sistema e sospira, mento sul cuscino ma occhi aperti. Willis ritorna
in salotto: vuoto completo. Okay. Pronti per il rock and roll.
Si mette la cintura degli attrezzi, prende il martello e, in piedi
in mezzo alla stanza vuota, assesta un colpo a due mani contro il
soffitto come quel bastardo di Thor, la testa pesante del martello
che dalla parte piatta s'infila sotto l'intonaco.
Solo che non d soddisfazione. E c' solo un buchino striminzito
di trenta centimetri largo come la testa del martello. Infila lo
scacciachiodi nel buco e fa leva, il che dovrebbe staccare e far
crollare rimbombando una vasta porzione di soffitto; viene via
solo un pezzetto grande come un piattino. Merda, cos non funziona.
Afferra la scala e si arrampica per strappare via intonaco
intorno al buco direttamente con le mani: solo qualche altro merdoso
pezzettino. Scende dalla scala e cerca ancora il martello.
Forse se riesce a fare un buco in linea retta, a perforare quel
figlio di puttana, poi pu tirare gi uno stramaledetto pezzo pi
grosso. Comunque, non sa proprio come fare. E intanto gli sta
cadendo in faccia tutto lo sporco e la merda di topo del soffitto e
tossisce come uno sporco minatore: e se morisse per un virus
contenuto nella merda secca di topo?
Allora va a cercare quelle cazzo di mascherine antipolvere che
ha comprato l'anno scorso. Ne ha usata una e ha messo le altre
da qualche parte, ma quelle stronze non riesce a trovarle. Si rinfila
il martello nell'anello della cintura, si precipita di sopra, rovista
nella borsa della roba da lavare e trova una maglietta sporca,
e la porta gi in salotto. Se la avvolge intorno al naso e alla bocca
cos da sembrare una fottuta ragazza di harem, si lega quel cazzo
di straccio intorno al collo per le cazzo di maniche, col che naturalmente
gli si appannano gli stramaledetti occhiali dal momento
che sta sudando come un maiale:  maledettamente fuori forma.
Si strappa la maglietta dalla faccia, tira fuori il martello dalla
cintura e lo scaglia contro la finestra, facendo cadere sul prato la
zanzariera col telaio e tutto.
Poi prende la scala e la scaglia contro la merdosissima finestra:
arriva prima la parte superiore, che manda in frantumi il
vetro, sfasciando il telaio. Passa fracassando al ralenti, come un'onda giapponese.
Il rumore in salotto attira Rathbone, che si mette a scodinzolare
per placare Willis, il quale si precipita prima in cucina e
poi fuori dalla porta, temendo di prendersela col cane. Si butta
gi e si mette a strappare l'erba e la terra con le mani - pregando
Dio che Rathbone non salti dalla finestra in frantumi pensando
che sia un gioco - strofinandosi la faccia per terra, mordendo
l'erba e la terra. Sentire la terra granulosa in bocca lo fa
finalmente fermare; o  quello, o comunque c' qualcosa che ha
fatto il suo corso. Se ne sta l sdraiato sulla pancia, sfinito, ansimante,
il cuore lo sente come qualcosa che lo prende a pugni dal di dentro.
Quando si rimette in piedi, gli fa male il labbro inferiore e
sopra l'occhio destro ha una fitta di malditesta che lo trafigge in
un solo punto delle dimensioni di un foro di una calibro 22: il
classico sintomo di un colpo apoplettico, no? Questa potrebbe
essere la volta buona. Si ritrascina dentro, s'inginocchia sul pavimento
della cucina e chiama Rathbone, che va via sfrecciando,
anche se continua a scodinzolare. Questo fa venire le lacrime agli
occhi a Willis, che si accascia su un fianco. Il che sembra rassicurare
Rathbone, che gli si fa incontro ticchettando, lo annusa e
lascia che Willis si tiri su e gli faccia pat pat sul muso. Willis
cerca di abbracciarlo, ma il cane si divincola, e Willis si mette a
farsi un sacco di menate, e quanto gli dispiace, e non gli ha mai
fatto del male, e via piagnucolando. Pensando Ehi, questa volta
sei proprio maledettamente andato. Congratulazioni.
Si alza e va a guardarsi allo specchio del bagno. S, proprio un
buon lavoro. Si  scorticato ben bene il mento e il labbro inferiore,
ha della terra in mezzo ai denti. Anzi,  stato fortunato a non
rompersi un cazzo di dente. Si lava la faccia con cautela e si
asciuga tamponandosi con una salvietta. Si lava i denti e torna in
salotto. Bello, davvero bello. Il massimo dell'incazzatura  che
quello era il telaio originale, con il vetro vecchio difettoso che
deformava la realt esterna. Ridotto assolutamente in frantumi.
Ripensa al momento in cui l'ha fatto e si domanda se, contrariamente
alla norma, non ci sia modo di tornare indietro e di cambiare.
Non  uno di quegli eventi nel tempo dai quali dipendono
concatenazioni interminabili;  stato solo pochi minuti fa, e non
c' nemmeno nessuno che se ne sia accorto. Non c' davvero
motivo che non si possa riavvolgere e poi far ripartire il nastro.
Fuori trova il martello sul prato, se lo rinfila nella cintura e
riporta la scala (intatta) nella legnaia. Il martello di cui avr bisogno.
Fuori, accanto alla baracca, c' una pila di legna di scarto
che ha tolto da casa; uno di quei vecchi pezzi di truciolare
dovrebbe andare bene. Solo che in questo preciso momento non
si fida a usare la sega circolare. E allora checcazzo: perch non
metterci semplicemente della plastica? Il vero look da profondo
nord. Stende due sacchi neri della spazzatura, li unisce con del
nastro adesivo, prende la sparapunti - non c' che dire,  maledettamente
ben equipaggiato - e inchioda la plastica all'esterno
del telaio della finestra. Poi inchioda dei pezzi da tre centimetri
per cinque sopra i punti che ha sparato dentro di modo che quell'affare
non si strappi alla prima raffica di vento. Fa un passo indietro: un lavoro niente male.
Tira via dalla finestra i pezzi di telaio rotto e li mette da parte
come legnetti per accendere il camino. Mette i vetri rotti che riesce
a trovare dentro giornali piegati dentro altri giornali piegati e
li butta nella spazzatura, insieme ai pochi frammenti di intonaco
tappezzato che ha staccato; poi scopa via lo sporco e la merda di
topo. Rathbone  sdraiato sul pavimento della cucina e lo guarda.
Deve piacergli il linoleum fresco sulla pancia. Willis fischia, e lui alza la testa.
Su, bello. Facciamo una passeggiata?
Prendono il sentiero che scende nel bosco. Una strada che
portava ai pascoli bassi, quando era una fattoria. Rathbone trova
un bastone, fa la finta a Willis e salta subito indietro.Willis fa un
paio di affondi. Se non mette il cuore nemmeno in questo, che
se ne fa di una famiglia? Rathbone fa di nuovo una finta col
bastone. Mi spiace, bello dice Willis.  che mi sento cos di merda.
Oltre a tutto il resto, comincia a preoccuparsi di quello che
potrebbe succedere al campeggio. Prima non vedeva l'ora di
liberarsi di loro, ora s'immagina serial killer e galeotti evasi in
vena di sodomizzare e tagliar gole. (S, s, s, lo sa che le paure
sono desideri inconsci. Ma cosa cazzo c', che non sa.) E li ha
lasciati andare. Anzi, no, non li ha lasciati andare, li ha decisamente
mandati via. Beh, non proprio. Ma quasi. La cosa migliore
 far salire Rathbone sul furgone e cercare di arrivare l prima
che sia buio. Che  una roba da matti. Ma se uno ignora queste
premonizioni e poi succede qualcosa? Ah, quindi questa stronzata sarebbe gi diventata una premonizione.
Tornato a casa, nasconde le chitarre: la Rick e la Tele dietro la
roba della legnaia, la J-200 sotto il letto, la D-18 in cantina. I CD
nei cassetti, lo stereo di nuovo dietro i vasi da conserva. Rathbone,
pensando che stiano tornando a Chesterton, dove  costretto a
starsene tutto il giorno in gabbia, quando Willis va a prenderlo cerca di sottrarsi.
Sta rovesciando qualche barattolo di Eukanuba in un sacchetto
di plastica quando gli viene in mente che forse dovrebbe portarsi
dietro il calibro 22 perch non si sa mai. Quella menata sui
serial killer  davvero un po' esagerata, ma nei campeggi non 
forse pieno di procioni? Va di sopra, si sdraia supino e apre il
lucchetto da bicicletta che tiene il fucile legato sotto il letto. Dal
cassetto dei calzini prende il paio di calzini arrotolati che contiene la cartuccera.
Il fucile sta giusto giusto nella borsa di tela grande, il che 
ottimo perch pu dormire tenendoselo di fianco senza che Jean
e i ragazzi si accorgano di un cazzo; lo mette dietro il sedile del
furgone. Fatto. Tutto sistemato. Ma non si pu mai dire: proprio
mentre sta uscendo dal vialetto, un testadicazzo sfreccia via e d
un'occhiata di sfuggita. Potrebbe benissimo avere anche un fottutissimo
altoparlante che annuncia che Willis del Westchester e
il suo fedele cane da guardia stanno lasciando vuota la loro seconda
casa e che tutti i tossici della contea sono invitati ad andare a
fottergli tutta la roba di valore. Sta probabilmente diventando un
po' iperreattivo. E un furgone Lumina, che a Willis fa sempre
venire in mente Sendero Luminoso, ma che in realt  una macchina per gente perbene.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Quando arrivano a Lake Edwards, Jean avrebbe voluto che il
viaggio fosse durato di pi. Era una sensazione cos piacevole
allontanarsi sempre pi da Preston Falls; non potevano semplicemente
continuare a viaggiare, tutti e tre, per sempre? I ragazzi
sono stati dei tesori. Si sono fermati al Grand Union per la roba
per il picnic e Roger non si  nemmeno lamentato quando lei gli
ha detto che non poteva comprare un video con Schwarzenegger
che lui aveva gi scelto e messo nel carrello. (Gli ha concesso
per, una bottiglia di Sportif; per una volta, la caffeina non l'avrebbe
ucciso.) Si sono fermati da Stewart per comprare il gelato,
e Mel si  fidata sulla parola che i prodotti Stewart non contengono
ormoni bovini (in realt Jean non ne ha idea) e ha mangiato
un piattino di yogurt surgelato alla pesca.
E la sua fortuna non l'abbandona: trovano l'ultimo bungalow
disponibile. Il ranger indica il posto sulla mappa grande e gliene
d una piccola, su cui traccia l'itinerario in evidenziatore giallo,
contrassegnando il loro bungalow, l'Abete, con una stella. Il
pomeriggio si  mantenuto caldo e i bambini non vedono l'ora di
entrare in acqua, perci probabilmente mangeranno bene, poi
dormiranno bene. E il tempo dovrebbe mantenersi bello, perci
possono restare fino a domani nel tardo pomeriggio e togliersi la
voglia di nuotare; lei si preoccuper di affrontare il traffico del
rientro quando sar ora di preoccuparsene. (Il Tappan Zee sar
un incubo.) Forse riesce addirittura a fargli fare una passeggiata.
E se evita che si addormentino nel viaggio di ritorno - giochi con
le automobili? rock and roll a tutto volume? - subito dopo cena
saranno pronti per andare a letto e saranno riposati per il primo
giorno di scuola. Per il quale lei non riesce davvero a credere che
Willis non desideri essere a casa. Ma lasciamo perdere.
Parcheggia nello spazio accanto al bungalow e lascia tutto
chiuso nel Cherokee; per quanto sia fantastico tornare e trovare
tutto gi in ordine, i furti ci sono anche nei posti cos. D a Roger
la mappa e lascia che sia lui a trovare il sentiero che porta al lago;
ci vuol davvero cos poco a farlo sentire orgoglioso. Mentre
Roger le guida per tortuosi sentieri di sabbia tra i pini, lei prende
in considerazione di dirgli che oggi l'uomo di casa  lui, ma
sarebbe mettergliela gi troppo dura. Lasciamo che si senta
bene, senza fargli pensare perch si sente come si sente e cos via,
quello che un tempo Willis chiamava morbo di Willis. E forse lo
chiama cos ancora, quando parla con qualcuno.
Roger posa la coperta sulla sabbia bianca caldissima e Jean
aspetta che lui abbia voltato la schiena prima di stirare le pieghe
e stenderla. Mel dice che si va a cambiare: la prima frase che pronuncia,
ora che Jean ci pensa, da quando sono stati da Stewart.
Quindi, qualcosa ce l'ha.  comodo e facile dire a se stessi che ce
l'hanno col padre perch non c', ma il fatto resta.
Com' che devi andare a cambiarti? Roger tira il colletto
della t-shirt di Mel; lei gli spinge via la mano e si allontana girando
su se stessa. Il costume ce l'hai sotto, stupida dice lui.
Perch non ti togli i pantaloni e basta?  cos stupido.
Roger dice Jean.
Non sono affari tuoi, Roger dice Mel, arrossendo.
"Non sono affari...
Basta dice Jean. Tua sorella ha diritto di cambiarsi dove vuole cambiarsi, senza che tu...
Ma non deve cambiarsi dice Roger. Deve solo...
Ancora una parola... dice Jean. Capito? Ve lo chiedo per
favore, non lasciamo che questa bella giornata venga sciupata da
niente, va bene? Abbiamo solo oggi e domani, poi per quest'estate
 finita. Voi tornate a scuola, io torno al lavoro... Il che implica,
in effetti, che nonostante tutto il bombardamento a cui li
espone, scuola e lavoro sono una menata e un peso.
Ma mamma dice Roger. L'estate non dura fino al ventidue
settembre? Dettaglio oligofrenico, che lui pensa di far abilmente passare per elemento informativo.
 quello che si dice. Ma mi dirai come la pensi marted mattina.
Jean osserva Mel avviarsi verso le cabine; si  talmente sfilata
che perfino con quei pantaloncini di cotone cos abbondanti si
vede lo spazio tra le cosce. Mel sar anche stupida, ma Jean si
comporta allo stesso modo: quando uno  in spiaggia in costume
 in spiaggia in costume, ma togliersi i calzoncini in pubblico per
svelare il costume da bagno che c' sotto le sembra indecente.
Beh, meglio che Mel sia cos piuttosto che il contrario. Roger,
intanto, si  tolto la t-shirt ed  alle prese con scarpe e ramini
Ah, gi, dimenticavo di chiedere dice lei. Com' andata
dai Bjork? Con Roger bisogna fare domande aperte; se lei chiede
Ti sei divertito?, lui risponde solo s.
Okay dice lui.
Che Dio le conceda pazienza. Cos'avete fatto?
Non so. Abbiamo visto questo film, I predatori dell'arca perduta.
Oh, davvero? Mmmh. Beh, probabilmente non poi cos
male. A quanto ricorda. Una ragazzina della classe di Roger ha
organizzato una festa barbosa in cui hanno guardato Il silenzio
degli innocenti; anche a Chesterton  stato considerato un po'
eccessivo. E com' stato?
Roger si stringe nelle spalle.  stato okay. C'erano i nazisti.
Ah, gi, quella parte l'avevo dimenticata dice lei. Cercavano
anche loro l'arca, no? I nazisti: adorabile. Ricordo pi
che altro i serpenti dice lei. E la grande roccia. Sai, quella che gli cade addosso.
Ora posso entrare?
Certo dice lei. Basta che non ti bagni.
Mam-mma! Sembra irritato sul serio, e lei non sa dargli colpa.
Lui va fino a dove la sabbia  dura sul bagnasciuga, poi si
sdraia e si mette a fare le flessioni; una donna vicino a lui, che
tiene per mano una bimba piccola, lo osserva e lo schiva. Aha.
Jean l'ha pensato che braccia e spalle gli si stessero irrobustendo;
da quant' che va avanti a farle? Deve aver cominciato alla colonia
estiva, forse l'ha copiato dai pi grandi. Questo dev'essere il
suo modo di annunciarglielo. Stando cos le cose, glielo deve far
rimarcare o no? Lui si alza, si pulisce i palmi delle mani sul
costume e procede a lunghi passi nell'acqua.
Mah,  un concorrente cos debole.  talmente teso e contorto.
 la cosa pi importante che non potr mai perdonare a
Willis. Una volta, quando Roger aveva sei anni, il suo amico
Adam  venuto a giocare da loro e lei e Willis li hanno portati da
Waldbaum a comprare qualcosa per il pranzo. Quando sono
arrivati allo scaffale delle patatine e delle bibite, Roger  andato
di corsa verso le bottiglie di Sportif gridando: Le fa mio padre!
E Willis ha detto: Non  che le faccia. Lavoro per l'azienda che
le produce. Come ti ho gi detto varie volte. Roger sembrava
letteralmente ridimensionarsi; il piccolo Adam (uno che non si
lascia impressionare) ha guardato Willis come se fosse una mosca
bianca. Quando i bambini sono andati avanti, Jean gli ha detto:
Quello che fa il bambino sei tu. E Willis ha detto: Bene. In
quel caso l'adulta la puoi fare tu. Ha tirato fuori le chiavi della
macchina e gliele ha sventolate davanti finch lei non ha capito di
essere tenuta a protendere la mano. Poi lui  andato alla stazione
a piedi, ha preso il treno per New York, ha passato il pomeriggio
in ufficio - cos ha detto - e non ha telefonato fin verso le sette:
era spaventato di quello che aveva fatto, doveva essere pi stressato
di quanto non si rendesse conto, poteva perdonarlo? E lei l'ha perdonato. Quella volta.
Aspetta che Mel torni a dare un'occhiata a Roger, poi va a
mettersi il costume. Non esattamente una cabina extralusso. Ma i
posti come questo fanno parte di quello che dovrebbe essere l'estate
di un bambino: pavimento di cemento, panchine di legno
dipinte di grigio, cabine con tende di canapa fino al ginocchio. E
anche quell'odore, di escrementi umani. E contenta di essere
in grado di dargli almeno questo. Anche se solo Dio sa se a loro
rester qualcosa, in realt. Come se tutti i ragazzi che d'estate
sentono l'odore dei pini e della merda umana poi non si drogassero
pi. Trova una cabina vuota, tira la tenda (restano tre centimetri
per parte) e si spoglia. Le sue povere gambe sono cos
bianche. E quella riga lungo l'interno coscia  il segno della cucitura
dei jeans: quello s che  bello. E naturalmente si  dimenticata
di farsi la ceretta, e detesta quei ricciolini che spuntano
fuori. Oh, beh. In realt, non  in assoluto il corpo pi brutto del
mondo. Per una quarantenne con due figli. A parte che potrebbe
pesare centotrenta chili. Anzi, una roba del genere potrebbe perfino
migliorare le cose: Willis forse penserebbe che fare l'amore
con lei sarebbe alternativo un casino.
Quando ritorna fuori, il riflesso del sole sull'acqua le ferisce
gli occhi. Dov' Roger? Ah, s: Mel  in acqua con lui, dentro
fino al ginocchio; si stanno spruzzando come se la cosa del costume
da bagno non fosse mai successa. Carol direbbe che l'acqua
ha propriet terapeutiche; Jean suppone che stiano giocando tra
di loro perch qui non conoscono nessuno.
Deve entrare? Il sole sta calando e quell'acqua azzurra, risplendente
ha un aspetto cos freddo. Ma Mel e Roger sembra che stiano
da sballo, e lei ha fatto tutto quel casino per mettersi il costume.
E domani chiss come sar il tempo. Posa i vestiti sulla
coperta, controlla che le chiavi della macchina siano al sicuro
nella tasca dei jeans e che i jeans coprano la macchina fotografica.
Poi attraversa la sabbia rovente fino al bagnasciuga; arriva
una brezza fresca dal lago e lei si stringe le braccia intorno al
petto. Mmmh, pensiamoci un secondo. E cos tipico di lei: fare
finta di dover ancora decidere qualcosa che ha gi deciso.
Willis accosta verso l'entrata con Fuck tha Police a palla; finch
non vede il casotto l davanti non gli passa nemmeno per la
testa che quel genere di musica non sia esattamente la vibrazione
giusta per il Lake Edwards. Eppure spegnerlo sarebbe da codardi.
Si sposta tutto a destra, poi spara le ruote completamente a
sinistra per fare un'inversione a U. Il povero vecchio furgone ha
problemi anche a fare una curva cos ampia, e le ruote del lato
del passeggero triturano la ghiaia della banchina opposta. Si
riimmette sulla statale e percorre un altro miglio in attesa che
finisca Fuck tha Police cos che possa tirare fuori Straight Outta
Compton e mettere su Back to the Barrooms; accosta, aspetta che
passi il traffico, poi fa un'altra inversione a U e ritorna verso il
parco. Ma poi gli viene in mente che, mentre, presi separatamente,
Merle Haggard (Cantante country, chitarrista, cantautore nella cui musica confluiscono le tradizioni
folk, pop, jazz e blues. Ha vinto moltissimi premi) e un furgone potrebbero quasi sembrare
plausibili, le due cose insieme sono davvero troppo. Allora accosta
di nuovo, tira fuori Merle e mette dentro Who's Gonna Fill
Their Shoes, per quanto, George Jones non  un clich ancora
peggio? Tutte queste stronzate il tizio che c' al casotto non pensi
che Willis  proprio quel cazzo che . Sta poi a vedere che finir
per essere l'unico ranger nero di tutti i parchi del Vermont.
Al casotto - eh no,  proprio un vecchio maschio bianco -
lascia su ancora tre secondi di George, poi spegne la musica e si
sporge dal finestrino. Salve, come va? Mia moglie e i miei figli
dovrebbero essere venuti qui tipo un'oretta fa. Con un Cherokee.
Il ranger alza lo sguardo su di lui.  vecchio, grasso, coi peli
che gli escono dalle orecchie. Ha idea di quante macchine sono
passate di qui oggi? Poi guarda Rathbone.
Quando viene a campeggiare, la gente non deve registrarsi? dice Willis.
Ah, quindi sono venuti a campeggiare dice il ranger. Mica me l'aveva detto.
Il nome sarebbe Willis. Vuol fare lo stronzo? Eccolo servito.
Accosti l. Il ranger indica dove, poi entra nella sua casetta.
Casotto. Quel che . Che gli si dica di fare questo o quello
per Willis non  il massimo, ma parcheggia sull'erba, alza due
terzi del finestrino perch Rathbone non possa saltare gi e
torna al casotto. Sul lato opposto del parcheggio vede l'acqua
azzurra oltre ai pini; uno tipo easy rider in giacca denim senza
maniche cammina sul sentiero verso la spiaggia con una bibita in mano.
Sono all'Abete dice il ranger. Willis pensa per mezzo secondo
che si tratti di un rimprovero bizzarro, qualcosa per dire che
la gente del Westchester dovrebbe andare a sciare con Jack
Nicholson.  questo bungalow proprio qui. Il ranger glielo sta
indicando su una mappa coperta di plexiglas fissata al fianco del
casotto. Lei sale da quella strada. Fino in cima alla collina. E dove c' un bivio si tiene a sinistra.
Abete dice Willis.
Sono in ordine Abete Betulla Ciliegio Dracena dice il ranger.
Ecco, poi il suo cane resta sul posto. Lei scende al lago, e lascia su il cane, capito?
Ma lei ha dei problemi? dice Willis.
Cosa? Il ranger mette la mano all'orecchio.
Ho chiesto se ci sono problemi dice Willis. Seccato per
avere arretrato anche solo di tanto cos.
Io di problemi non ne ho, signore. Se non me ne procura lei.
Benone dice Willis. Allora quanto le devo?
Ha gi pagato sua moglie dice il ranger. Piccola nota di
disappunto per l'uomo che lascia che a pagare sia la moglie?
Cazzo c'entra se sua moglie  arrivata un'ora fa e quindi doveva
pagare lei per forza. Le metto fuori solo il secondo veicolo dice il ranger. Fanno tre dollari.
Willis tira fuori tre pezzi mosci da uno dal portafogli e li
porge quel poco che basta perch quel ciccione figlio di puttana
per prenderli debba protendersi. Willis gongola per averlo fatto
in modo tanto sottile che quel povero stupido bastardo ora sia
pi furibondo che mai senza nemmeno capire perch.  proprio
questione di classe: Willis del Westchester viene qui a rilassarsi,
mentre questo triste vecchio bastardo deve passare l'ultimo
glorioso weekend estivo in uniforme pesante. Ma d'altronde, chi 
Willis per sfuggire alla Provvidenza?
Il ranger estrae una tessera con un grosso buco in alto e uno
stitico sacchettino di plastica con un pino verde stilizzato. In
coda al casotto ci sono ormai quattro macchine, il motore acceso.
Appenda questo al retrovisore. Porge la tessera a Willis.
Questo  per la spazzatura. Il sacchetto. Tutto quello che
porta nel parco, lo riporta fuori, capito? Se per le undici di mattina
non  fuori dal campeggio, paga un altro giorno indipendentemente.
Ricevuto dice Willis con insolenza. Indipendentemente: questa s che gli piace.
Deve portare il veicolo direttamente alla piazzola di campeggio.
Una delle macchine in coda suona.
Il ranger si gira a guardare e gli lancia quello che nelle intenzioni
dovrebbe essere uno sguardo di pietra alla Clint Eastwood
- sto povero bastardo ha una pancia che gli arriva fin qui - e
mentre ha la testa girata, Willis gli mostra il medio, spingendolo in su una, due, tre volte.
Allora siamo a posto? dice Willis.
Il ranger rivolge lo sguardo su di lui. Non si dimentichi che
il cane resta sempre alla piazzola di campeggio.
S, se non sbaglio ne avevamo gi accennato prima dice
Willis. Ma il ranger si sta gi spostando verso la prima macchina in coda.
La piazzola di campeggio  mezzo miglio in cima a una tortuosa
strada asfaltata; Willis vede il Cherokee parcheggiato accanto
all'ultimo bungalow, che  identico a tutti gli altri, Betulla e
Ciliegio e Dracena e salcazzo cosa potrebbe essere quello con la
E. Euterpe edulis! Deprimente oltremisura. Il trip dev'essere
questo: siccome siamo in uno stramaledetto bosco, le pareti sono
in compensato verde bosco. I bungalow sono allineati su una cresta
che d sul lago. Ci sarebbe una vista migliore se solo avessero
sfoltito qualcuno di questi pini o quelcazzo che scientificamente
sono - F dev'essere Frassino - ma Dio non voglia. Parcheggia
accanto al Cherokee; Rathbone sta gi ballando su e gi per il
sedile. Chi c', bello? Va' a prenderli. Lasciando andare in
avanscoperta Rathbone si prepara a quello che verr dopo.
Rathbone! Ma eh ecc... e un secondo dopo capiscono. E le piccole facce s'illuminano.
Apre la portiera e Rathbone gli salta sulle gambe e si mette ad
annusare per terra come un matto. Dove sono i tuoi amici?
dice Willis, uscendo dal furgone. Va' a raggiungere i tuoi
amici. Il bungalow  vuoto tranne per una bottiglia di Sportif
che l'ecopolizia deve avere trascurato. Strano effetto vedere quel
logo. Okay, quindi dev'essere successo che sono scesi al lago e
hanno lasciato la roba chiusa a chiave in macchina. La milionesima
ragione per non andare in campeggio: doversi preoccupare di
continuo che ti freghino la roba. E non ha dubbi che avr occasione
di puntualizzarlo, dato che non sembra capace di tenere chiusa la sua stramaledetta bocca.
Musone dice Willis. Dove sono andati? Rathbone scodinzola
pi forte. Lassie! Va' a cercare Timmy! Sta sfottendo il cane in quanto cane.
Tra Abete e Betulla, un sentiero sassoso, polveroso scende
ripido. Da astuto abitante delle foreste, Willis ragiona che se si
continua a scendere prima o poi si arriva al lago, e infatti dopo
un paio di tornanti vede l'acqua azzurra, che scintilla tra gli alberi.
E adesso gli viene in mente: niente cani. Merda. Si ferma,
fischia ancora, si volta e riprende a salire. Rathbone lo guarda e
mette la testa di traverso. Ah, s? dice Willis. Beh, 'fanculo
anche tu. Poi dice: Mi spiace, caro. Vieni qui. Si accovaccia, e
Rathbone si avvicina; Willis gli arruffa le orecchie con tutt'e due
le mani e strofina il mento sulla testa del cane. Mentre si riavvicinano
al bungalow, Rathbone in uno stato d'animo della serie
comunque-sia--giusto, saltando e annusando tra gli aghi di pino,
a Willis viene in mente che E dev'essere Eucalipto. Non lo
stramaledetto Euterpe edulis. Neanche con tutte le cassette di
George Jones del mondo, riuscirebbe a farsi passare per uno qualunque.
Per ha un problema. Pu (a) starsene seduto con un pollice
nel culo ad aspettare Dio sa quanto che tornino; oppure (b) scendere
in spiaggia e lasciare Rathbone legato quass, dove abbaier
e mugoler e ululer per tutto il tempo e probabilmente finir
per farli cacciare da quel buco merdoso. Non gli resta che mettere
Rathbone nello stramaledetto furgone, ridiscendere al parcheggio
accanto alla spiaggia, andare in cerca di Jean lasciando il
cane nel furgone, poi correre di nuovo quass prima che qualcuno gli rompa i coglioni.
Prende Rathbone al guinzaglio con un trucco di bassa lega -
gli offre un bastone, poi lo afferra per il collare - lo trascina sul
furgone e ridiscende per la strada dalla quale  venuto. Quando 
di nuovo in vista del casotto, si infila nel parcheggio e prende un
posto pi possibile vicino alla spiaggia. Tira su i finestrini, lasciando
la solita fessura, e dice: Resta qui. Torno subito, okay?.
Mentre Willis si allontana, Rathbone mugola e guaisce.
Prima che arrivi all'inizio del sentiero sente qualcuno che urla
Ehi, lei! Che ignora perch non  possibile che succeda.
Lei! Ehi! Torni subito qui!
E ora checcazzo? Willis si volta e osserva. Ma certo,  quel
rotto in culo del ranger che gli va incontro con quell'andatura
zoppicante che  in parte un trotto sportivo e in parte una camminata,
la pancia che sballonzola di qua e di la'. Willis aspetta
che il tipo si avvicini - non degnandosi di alzare la voce - di
modo da potergli dire Sta parlando con me? Non stile De Niro;
un po' pi sul tono davvero-spiacente-vecchio-ma-non-credo-
che-abbiamo-avuto-il-piacere. A parte il fatto che suonerebbe un
po' studiato, perch  chiaro che quel figlio di puttana sta urlando a lui.
Le ho detto di non portare quel cane nella zona del lago! Il
ranger sta sudando e sbanfando. Che cazzo di idiota.
Il cane dice Willis  sul furgone. Il cane, dice, non pu uscire dal furgone.
Beh, e io cosa le ho detto? Le ho detto che doveva procedere
col cane fino alla piazzola di campeggio. Non le ho detto questo?
Lo legge quel cartello l? Il ranger punta un dito sul cartello
NIENTE ANIMALI all'inizio del sentiero. Il tizio deve aver fatto il
militare. Stramaledetta guerra di Corea.
S, so leggere, grazie. Ora scendo in spiaggia, dice, per far
sapere ai miei che sono arrivato. Poi torno. Okay? Okay. Si gira e imbocca il sentiero.
Torni qui, signore. Mi sente che parlo con lei?
Willis si ferma, si volta ancora e osserva questo uomo da cartoni
animati con enormi chiazze di sudore che si scuriscono sull'uniforme
sotto le ascelle. Un povero schiavo che stacca biglietti.
Willis non  un forse padrone, dal momento che il suo biglietto da
tre dollari serve a pagare lo stipendio a quel tizio? E non sta forse
rispettando lo spirito del cartello NIENTE ANIMALI, ossia non farli
cagare su erba & spiaggia? E di fatto, se il cane  sul furgone, la
regola NIENTE ANIMALI non  rispettata alla stramaledetta lettera?
Sai una cosa? dice Willis. Perch non vai a fare in culo?
Fuori di qui, amico. La faccia del ranger  rosso aneurisma.
Deve andarsene immediatamente dal parco. E non ci rimetta
pi piede, capito? Se invece non se ne va immediatamente, chiamo
il vicesceriffo che ci penser lui a farla uscire. Crede che stia scherzando?
S, dai, perch non lo chiami? Mi piacerebbe vedere che
stracazzo andrai a spiegare a un cazzo di vicesceriffo perch non
posso tenere un cazzo di cane in un merdoso furgone mentre faccio
trenta merdosi metri fino a quella spiaggia di merda.
Te la sei voluta, mister dice il ranger. Con te ho finito di
scherzare. Quando te lo dir lui, te ne andrai. Non  uno che
scherza. E quel figlio di puttana si mette a zoppicare verso il
casotto. Willis si gira e s'incammina sul sentiero di ghiaia bianca,
costeggiato da queste stupide travi alte trenta centimetri dipinte
di marrone ridondante. Spera che quel figlio di puttana chiami
per davvero un poliziotto. A questi stronzi qualcuno una regolata gliela deve pur dare.
Supera barbecue e tavoli da picnic, grassi padri ridenti col cappellino
da baseball e ragazze orrende che afferrano l'aria invece di
un frisbee mal lanciato. Uno spastico in una carrozzina a motore, e
a quel punto Willis si vergogna. Odore di fumo di legna, pini,
wrstel arrostiti. Una radio da qualche parte (infrazione al regolamento!)
canta Jimmy Mack di Martha and the Vandellas. Un
mack, ora lo sappiamo,  un magnaccia. Sugli aceri, altre sfumature
di un rosso minaccioso. Bagnanti che affollano la spiaggia: un
vecchietto pelle e ossa col pizzetto bianco, un bullette adolescente
con la testa rasata e gli occhiali a specchio, una mamma col culo
grosso e le cosce di farina d'avena tiene per mano la bambina piccola,
ed ecco Jean, di spalle, che si asciuga, i capelli bagnati che le
cadono sulla schiena. Osserva i riflessi dell'acqua, e le si vede l'interno
delle cosce, carino, in alto sporgono leggermente e poi rientrano.
Ancora cos snella dopo due bambini. I suoi bambini. Ci
dev'essere proprio qualcosa che non va, in lui.
'Mbeh, checcazzo  sta roba, un momento di lucidit?
La chiama per nome. Willis odia chiamare da lontano, ma
avvicinarsi e mettersi subito a parlare con un tono normale le
farebbe venire un colpo, e s'incazzerebbe. Non che non abbia
buone probabilit di essere incazzata comunque. Quando ormai
lui ha urlato quel nome un numero sufficiente di volte perch
tutta la stramaledetta spiaggia sappia che  arrivato il marito di
Gi-iin, lei si volta. Potrebbe giurare di avere visto un bagliore di
sorriso di gioia prima che lei si ricordasse come stanno le cose.
Ma cosa ci fai qui? dice lei. Poi avvicina la mano alla bocca.
Oh, Dio mio. Toglie la mano.  successo qualcosa?
No. No, no, no, niente.  solo che ho insomma cambiato idea.
Ah dice lei. Beh, buon per te. Credo. Si mette l'asciugamano intorno alle spalle.
Mi siete mancati. Non esattamente vero, ma sarebbe insultante,
da un punto di vista femminista, dire che d'un tratto 
stato in pensiero per loro. O forse  proprio la verit, ma la sua
testa  talmente bacata che il sentimento di nostalgia per loro
pu manifestarsi solo sotto forma di fantasie in cui i suoi familiari
vengono sodomizzati e assassinati. Insomma, Willis porta la mente a fare il solito giretto.
Ti siamo mancati, dice lei, e cos ci hai seguiti qui. Ora cosa intendi fare?
Beh, forse avevo sperato di rimanere a campeggiare con
voi. A questo punto sembra proprio necessaria una scenetta-
cappello-in-mano. Pensavo insomma che dovremmo cercare di
lasciare le cose su una nota pi gradevole, capisci? Dove sono i bambini?
Laggi dice lei, senza indicare. E il cane? L'hai lasciato a casa?
Naturalmente no dice lui. E sul furgone, anzi, devo tornare
da lui. Volevo solo farvi sapere che sono arrivato.
E dove pensavi di dormire? Ti sei portato le lenzuola?
Merda dice lui. Lo sapevo che c'era qualcosa. Silenzio.
Beh dice lei. Credo che potrai usare questa. Con la testa
indica la vecchia coperta distesa sulla spiaggia. Ti sei ricordato
di portare da mangiare per il cane? Traduzione: Mio caro, sono
cos contenta che tu sia venuto. Per quanto lui ritenga di doverla
ammirare per non avere fatto una scenata. Cos hanno fatto
riconciliazione + ripresa delle ostilit al prezzo di uno.
Mel si avvicina furtiva, con quello che lui giurerebbe  un
costume diverso da quello di stamattina. Mass, non stava prendendo
il sole in topless? Questo  un costume intero blu metallico
con un boomerang dorato. Allora lui non  uno di quei padri
assenti che hanno sempre la testa nel culo.
Mamma, gliel'ho detto a Roger, ma non viene lo stesso. Ciao pap. Sapevo che saresti venuto.
Davvero? dice lui. Allora ne sapevi pi di me.
Lei si stringe nelle spalle. E il suo modo di manifestare la propria superiorit in campo escatologico.
Ci penso io dice Jean a Mel. Voglio che ti asciughi e ti
cambi, okay? Mel prende un asciugamano e comincia a strofinarsi
i capelli; Willis scorge quelli che potrebbero essere inizi di
mammelle che tremolano ritmicamente. Distoglie lo sguardo, e
vede un uomo in uniforme grigia e cappello da Smokey che si fa
strada verso di loro tra i costumi da bagno. Fucile nel fodero.
Per Dio,  arrivato qui all'istante dice. Bene, meglio cos.
Chi? Jean si gira, vede il poliziotto, guarda Willis. E questa storia cos'?
Di fatto niente, in realt dice lui. Il tipo all'entrata ha fatto
lo stronzo. Penso che sia venuto ad appianare le cose.
Ti dispiace stare attento al linguaggio, per favore? dice Jean
e guarda Mel, che si sta facendo un turbante con l'asciugamano.
Hai ragione dice Willis. Mel non aveva mai sentito la parola appianare.
Melanie arrossisce fino alla clavicola.
Jean dice: A volte il tuo umorismo....
Chiedo scusa, gente dice il poliziotto. Sceriffo, vice, quel
che . Un tipo con l'aria da marine pi o meno dell'et di Willis,
uno di quei poliziotti senza-un-filo-di-ciccia. E lei il signore che possiede il cane?
S dice Willis. Proprio io. Dice a Jean:  meglio che
vada. Volete che ci rivediamo al campeggio? Oppure fra qualche
minuto vi posso portare tutti su io in auto.
Mi spiace, signore dice il poliziotto. L'etichetta ricamata
sulla spalla dice SHERIFFS DEPT: senza apostrofo, senza punto.
Mi  stato chiesto di scortarla fuori dal parco.
Sia Jean che Mel guardano Willis.
Ellall, aspetti un attimo. Lasci che le spieghi cos' successo.
Fa una pausa prima di lanciarsi.
Pu spiegarmelo mentre andiamo verso il suo veicolo, signore.
La sua famiglia la pu raggiungere fuori dalla porta principale.
Ma lei deve uscire immediatamente, signore. Fa un passo
verso Willis e accenna al sentiero.
Ma  surreale dice Willis. Caccia via anche loro? Per cosa? Ma se loro non c'erano nemmeno.
Mi spiegate cosa succede, per favore? dice Jean.
Mi spiace, signora. Il poliziotto le lancia un'occhiata, poi
rivolge gli occhi di nuovo a Willis. C' stato un alterco con un
membro del personale del parco nel corso del quale questo signore
ha usato un linguaggio oltraggioso.
Ma sei proprio un figlio di puttana dice Willis.
Il poliziotto non si muove, ma chiaramente  passato a uno
stato di allerta superiore: gli occhi gli si muovono di qua e di l,
caso mai questo figuro avesse dei compari.  necessario che se
ne vada immediatamente dal parco.
Davvero incredibile dice Willis. Non ho il diritto di spiegare
perch diavolo  scoppiato questo cosiddetto alterco? Ho lasciato il cane nel...
Deve andarsene, signore. Il poliziotto si avvicina di mezzo
passo. Non vogliamo problemi, vero?
Ehi, sto tipo  davvero un provocatore dice Willis a Jean.
Vedi come continua a rimenarla? Ora siamo alle minacce velate.
Tesoro, dice Jean a Mel, vai a rivestirti subito, per favore.
Quando Mel si china per raccogliere i vestiti dalla coperta, gli
occhi del poliziotto vanno a lei, poi subito di nuovo a Willis.
Fino a questo momento, signore, dice il poliziotto, lei non  in arresto.
Doug dice Jean. Per favore, non tirarla in lungo.
Dio, ed ecco Roger, che fissa il fucile del poliziotto. Sa Dio da quanto tempo  l a godersi la scena.
Senta dice Willis al poliziotto. Mia moglie e i ragazzi non
c'entrano niente, okay? Sono tutti sistemati al campeggio e tutto
quanto. Voglio dire, okay, se lei ha intenzione di mandare via me,
d'accordo, insomma. Ma potrebbe lasciare che loro si godano la loro vacanza?
Questo dipende da loro. Potete parlarne fuori dal cancello, signore. Ora andiamo.
Willis capisce che deve lasciare che lo mandino via di qui in
disgrazia, che  questa la cosa sensata, altrimenti chiss in
checcazzo di casino s'impegola. Si guarda intorno.
Tutti sulla spiaggia stanno osservando la scena;
palloni e frisbee hanno smesso di volare e il sole si
riflette d'un bianco assoluto nell'acqua blu.
Nel silenzio che  caduto, si sente il grido di una ghiandaia azzurra.
Willis ricambia lo sguardo del poliziotto, che si  avvicinato abbastanza da mettergli le mani addosso.
Devo proprio confessarti una cosa dice Willis. Non mi piace affatto il tuo tono di merda.
Jean dice: Oh, Dio mio.
Il poliziotto annuisce. Lei  in arresto, signore. L'accusa 
oltraggio a pubblico ufficiale. Lei ha il diritto di non parlare, di
essere difeso da un avvocato, e qualsiasi cosa pu essere usata
come prova contro di lei. Dunque. Se a questo punto non mi
segue tranquillo, sar necessario metterle le manette. Col che sar
accusato anche di resistenza all'arresto.
Willis d'un tratto si sente esausto. Merda, fa' quello che devi
fare dice. La cosa mi sta sfuggendo di mano.
Vede gli occhi del poliziotto restringersi. Questo qui  matto,
sar meglio prendere il fucile? Willis potrebbe quasi fargli un
sorriso di commiserazione.  quel sentimento di cui si sente sempre
parlare: la lucidit che si raggiunge con la sottomissione. 
tutto il giorno che la combatte, ed  proprio ci di cui aveva bisogno.
Signore? Le sto chiedendo molto educatamente di seguirmi.
Riusciamo a semplificare la cosa? Il poliziotto non ha capito; 
ancora immerso nella scena precedente. Non credo che lei
voglia fare un gesto folle in presenza della sua famiglia dice. E sicuramente non vogliamo che nessuno si faccia del male.
Willis vede le rughe intorno agli occhi dell'uomo e i punti in cui si  dimenticato di radersi: anche il vicesceriffo  sfinito.
Jean dice: Signor ufficiale, non c' modo in cui lei potrebbe... non farlo?.
A questo punto no, signora. Mi spiace.
Oh, Dio dice lei. Quass non conosciamo neanche un avvocato. Dove lo porta?
Carcere di contea. Seminterrato del tribunale.
Senti, Calvin Castleman conosce un avvocato dice Willis a Jean. Se riesci a contattare Calvin.
Ottimo. Lui s che deve essere un...
Ma aspetta. Il fatto  che Calvin s' fatto togliere il telefono.
Beh, quindi non posso telefonargli, giusto?
Andiamo dice il tipo dello sceriffo. In carcere le  consentito fare una telefonata. Pu sistemare tutto l.
Posso solo darle le chiavi? dice Willis. Il mio cane ...
Non si allunghi verso la tasca, signore dice il poliziotto.
Tenga le mani bene in vista. E, finalmente, tocca da dietro il braccio di Willis.
Oh, cazzo dice Willis. Senti, dove sarai dopo?
A prendermi cura dei miei figli dice lei.
Giusto dice lui. Okay. Ricevuto. Libera il braccio dalla mano del poliziotto. Su, su. Se dobbiamo farla, facciamo sta cazzo di cosa. Si volta, lentamente, e lentamente cammina verso la sedia del bagnino. Conta: undici passi. Se gli sparano alla schiena prima di arrivarci, tanto meglio. Mette le mani su un profilato bianco gesso. Allarga le gambe, china la testa.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Come ha potuto chiederle una cosa simile? Rifarsi tutta la
guidata fino a Preston Falls, avere a che fare con l'uomo della
legna, a cui non ha mai detto due parole in fila, e poi girare la
macchina e fare la tirata infinita fino a Chesterton? Ma lei cos'avrebbe
dovuto fare? Piantarlo l in prigione? In realt avrebbe
proprio dovuto farlo. Se i bambini non fossero stati con lei, l'avrebbe
fatto senz'altro. O cos le piace pensare. Quindi, mentre
Mel e Roger aspettano con Rathbone nel Cherokee, lei si ritrova
a bussare alla porta di questa roulotte e a chiedere a quest'uomo
osceno il nome e il numero dell'avvocato che lo aveva tenuto fuori di prigione.
La tiv gli strombazza dietro, al buio, e lui non le chiede nemmeno
di entrare. Non che lei ne sarebbe proprio entusiasta. Se
ne sta l sulla soglia di cemento mentre lui va a vedere. Finalmente
torna con un biglietto da visita sorprendentemente bianco
che lei  riluttante a prendere da quella mano lurida. Philip Reed, Avvocato. Se lo immagina proprio.
Beh, gi che c', perch non andare fino a casa a telefonare?
E intanto potrebbe far uscire Rathbone a sgranchirsi le zampe e
pisciare; dovrebbe anche dargli un po' d'acqua. Quando accostano,
Roger dice che deve andare in bagno, e poi Mel esce anche
lei e si siede sul cofano del Cherokee, con le gambe a fiore di
loto. Jean va in cucina (Willis non ha chiuso a chiave), fa il numero,
sente una segreteria e farfuglia un messaggio, lasciando il
numero di Chesterton e poi anche quello di l, caso mai richiamasse
entro un paio di minuti. Anche se in realt, dato che ci
sono, forse ha pi senso dare da mangiare ai ragazzi ora, anzich
fermarsi in qualche posto orrendo per strada. In ghiacciaia c'
cibo che va semplicemente sprecato, pi gli avanzi di ieri in frigo.
(Era ieri? Incredibile.) Fra un'ora potrebbero essere in viaggio.
Col che riuscirebbero ad arrivare a casa forse a mezzanotte, o poco dopo.
Va verso il Cherokee, comunica a Mel l'idea (risposta zero) e
porta dentro la ghiacciaia. Sente Roger tirare l'acqua, ma dopo
nessun rubinetto aprirsi. Quando apre la porta del bagno, lei gli
chiede se si  lavato le mani. S dice lui.
Comincia a tirare fuori la roba dalla ghiacciaia. Roger gira per
la sala da pranzo, probabilmente diretto di sopra, poi lo sente
gridare: Ehi, mamma, cos' successo qui dentro?.
Cosa? dice lei. Lui non risponde.
Entra e trova la sala da pranzo piena di mobili del salotto, e il
salotto del tutto vuoto. Su una delle finestre del salotto c' della
plastica e un buco irregolare in una parte di quel vecchio, brutto
soffitto. Willis sta togliendo le finestre? Per dipingerle? La porta
che d sull'anticamera  appoggiata al muro, il divano  incastrato
di traverso e ci sono libri impilati dappertutto. Credo che tuo
padre abbia cominciato a lavorare dice lei.
Se uno  forte abbastanza, riesce a rompere le manette? dice Roger.
Bisogna essere ben forti. Tipo Superman, direi.
Intendo uno vero.
No dice lei. Bisogna che qualcuno le apra.
Fanno male?
Non saprei. Non credo che siano molto comode. Ti ha infastidito vedere che capitava a pap?
No dice lui.
Beh, a me s. E mi ha fatto arrabbiare.
Roger non dice nulla.
Ero arrabbiata col poliziotto che non ascoltava pap dice lei. E in pi ero arrabbiata con pap perch non si era tenuto alla larga dai guai.
Niente da fare. Nulla.
A cosa pensi? dice lei.
A una rana.
Cosa? A una rana cosa?
Ti fanno impazzire quando non riesci a prenderle dice lui.
Jean cerca di ricostruire il nesso. Forse l'idea di impazzire.
Alla faccia, se sei impenetrabile dice lei. Fa bene a dirglielo?
Beh, con ogni probabilit Roger non sa cosa significa. Ma a
volte, quando succede qualcosa di sconvolgente,  meglio lasciarsi sconvolgere, sai?
Posso accendere il computer di pap? dice lui.
Per fare cosa?
Giocare a Mortal Kombat.
Beh, forse sar il suo modo di elaborare quello che lei gli ha
detto. Certo, vai dice lei. Tra dieci minuti mangiamo.
Jean torna in cucina e guarda dalla finestra: sono comparse le
prime stelle. Si ritrova a dire Stella stellina, la notte s'avvicina
(deve proprio essere disperata) ma onestamente stasera non riesce
a decidere qual  la prima stella che vede. Mel  ancora fuori
seduta sopra il cofano del Cherokee. Deve star rinfrescando. Ma
forse ha sotto il motore caldo. Mel ha gi detto come la pensa:
pensa che il poliziotto sia un porco. Ed  furibonda che Jean
abbia ipotizzato che anche Willis potrebbe avere parte della
colpa. Jean tira fuori due spiedini - uno per gli hot dog, uno per
la verdura di Mel - e il bollitore a vapore per gli avanzi di pollo e
varie. Mel chieder perch deve mangiare del cuscus che  stato
nello stesso recipiente del pollo. Facile, questa: non deve affatto.
Suona il telefono proprio quando la pelle degli hot dog sta
per spaccarsi; Jean li gira con la forchetta, spegne il fornello e tira
su la cornetta a met del terzo squillo, prima che scatti la segreteria.
 l'avvocato, Philip Reed, che per la verit al telefono ha un
tono civile. Chiama dalla California, arriver a Burlington domani
notte. Sar lieto di interessarsene - stando a quanto lei gli racconta,
 una faccenda del tutto iniqua - e marted mattina per
prima cosa andr da Willis. No, sfortunatamente, a causa della
vacanza, sarebbe comunque l'intervento pi tempestivo possibile.
Ma quello che far di certo, appena mette gi il telefono, 
mandare a Willis un fax in cui si presenta e gli fa sapere che l'aiuto
 in arrivo. Certo che hanno un fax in gattabuia, tutti i
comfort moderni. Vuole il numero di fax? Ha una penna sottomano?
E come sta, piuttosto, lei? Non c' da preoccuparsi, andr tutto bene.
E i ragazzi la sorprendono di nuovo. Roger viene gi la prima
volta che lo chiama; Mel dice che le verdure saut sono gnam
gnam squisite - non  vero, perci si vede che sta cercando di
recuperare per il malumore di prima - e mangia il cuscus senza
battere ciglio. E poi ringrazia anche Jean per avere preparato la
cena. Roger dice: S, grazie, mamma e finge di vomitare. Che
bravi bambini. Basta saper leggere Roger tra le righe.
Ha voglia di lasciare i piatti da lavare a Willis - prima o poi ci
torner - ma non vuole essere cos piccina. Anche se decide di
lasciarli asciugare nello scolapiatti, di modo che li veda e sappia
che li ha lavati lei. Prende il biglietto da visita di Philip Reed, su
cui ha preso nota del numero di fax, e sale nello studio di Willis,
che un tempo era l'armadio a muro del corridoio. Si siede al
computer (Roger s' dimenticato di spegnerlo), esce da Mortal Kombat ed entra in Word: Willis,
l'avvocato del tuo amico dice che sar l marted mattina per
sistemare tutto. (Dice che ti manda un fax, perci forse hai gi
avuto sue notizie. Comunque si chiama Philip Reed.) A quanto
pare fino a marted non si pu fare nulla (cauzione ecc.) per via
delle vacanze. Stasera (domenica) io, i bambini e il cane ripartiamo
per Chesterton. Non so proprio cosa dire, tranne che non avrei mai
immaginato che tu lasciassi succedere una cosa simile. Quando finisce,
gradirei che non ti presentassi subito a Chesterton, se quella
fosse la tua idea. Al momento con te non voglio nessun contatto,
anche se un giorno dovremo parlare.
Jean
Stampa e inserisce il foglio nel fax. Il foglio sta gi passando
quando lei si rende conto che quest'ultima parte  davvero un
po' personale da mandare a leggere a tutti quelli della prigione.
Ma sai una cosa: pazienza. Ora a essere umiliato sar lui, anche
se non era questa la sua intenzione effettiva.
Perlomeno, quando arriva Carol, Jean non dovr fronteggiare
tutto da sola. Non che non ne sia capace. Non che non lo faccia
gi. Vediamo:  domenica. Carol pensava di arrivare marted,
perci dev'essere nel Midwest. Forse nell'Iowa. Nebraska. Jean
se l'immagina arrivare in suo soccorso sul suo furgoncino sportivo
rosso, a tutta birra lungo una strada asfaltata a doppia corsia
tra file verdi di mais alto. Anche se intorno a Preston Falls il mais
 gi stato raccolto. E messo via nei silos. Coi trattori. Campagna
qui e campagna l: Jean  cos stufa.
Quando scende, Rathbone  sdraiato sul divano in anticamera.
Mel  seduta, nella posizione del loto, in mezzo al salotto
vuoto. Roger  al tavolo della cucina e guarda il vecchio Weekly
World News che Willis considerava cos comico, con questa
immagine di Hitler ritoccata grossolanamente e un sacco di
rughe; sembra che all'et di cento e passa anni, sia nascosto in
Argentina ad aiutare Saddam Hussein. L'opinione di Willis in
proposito  che si tratta di una figata pazzesca, perch l'articolo 
scritto in modo assolutamente plausibile, come un pezzo del
New York Times. Dio, finalmente una pausa dagli entusiasmi
di Willis: c' di che essere riconoscenti. Facciamo quelli che
vanno, dice ai bambini, poi fischia per chiamare Rathbone e gli
mette il guinzaglio. Spegne le luci, fa scattare la serratura della
porta della cucina e se la chiude alle spalle.
Mentre scendono sballonzolando per Ragged Hill Road, lei
pensa: E se fosse l'ultima volta? Possibilissimo, tutto considerato.
Okay, ecchisenefrega, se anche fosse. Prima ancora che arrivi allo
stop, ha gi passato in rassegna tutto: divorzio; l'accordo in base
al quale a lei restano i figli e la casa di Chesterton e a lui quella
di Preston Falls; Willis che molla il lavoro e si trasferisce quass e
va in pezzi come suo padre e non riesce a pagarle gli alimenti; lei
e i bambini che finiscono in un appartamento in affitto, anche se
magari sempre a Chesterton cos almeno non devono cambiare
scuola. Sopra uno dei negozi vuoti di Main Street, magari.  abbastanza deprimente?
...
.
...
SECONDA PARTE.
...
.
...
Capitolo 1.
...
.
...
Nel sogno di Willis, hanno allargato il Tappan Zee - una decina
di corsie verso ovest - ma lui non riesce comunque a procedere
per via del traffico. Poi trova una rampa speciale d'uscita che
sembra nessuno conosca, e di colpo si trova su una strada sterrata
che passa accanto a fattorie ingrigite dalle intemperie con polli
grigio sporco che ruspano nei cortili. Questo posto, capisce, 
Rockland. Ma ora sta filando cos veloce che non osa distogliere lo
sguardo dalla strada, che comincia a inerpicarsi ripida; da lontano
vede colline pi alte e un cielo scintillante azzurro-dorato-arancione
alla Maxfield Parrish (pittore e illustratore famoso per la tecnica con cui ha decorato copertine, murali, stampe, calendari, biglietti d'auguri.). Mentre il furgone gli si dissolve intorno, grida: Oh, Dio, s! e cerca di involarsi, ma dev'essere
troppo presto e si sveglia.
 in prigione. Sdraiato su una panca di profilati d'acciaio saldati
insieme, fissata a un muro di calcestruzzo. Ha i piedi freddi
perch si  tolto le scarpe per usarle come cuscino. Sul retro della
cella, un cesso senza tazza e un lavandino, con un pezzo di metallo
lucido avvitato nel muro che fa da specchio; la parete anteriore
della cella  di sbarre. Alza lo sguardo verso la lampadina ingabbiata
che non viene mai spenta; potrebbe essere qualsiasi ora,
qualsiasi giorno. Chiude gli occhi e vede pulsare una macchia nera
di un colore bruciato nel rossore generale. Ma non rimettiamoci
a dormire. E stato qui una notte e tutto il luned. Lo sa perch
gli hanno dato tre pasti: un Egg McMuffin e un caff (colazione),
un hamburger di McDonald's, patatine e caff (pranzo), e una coscia
di pollo, pur di patate e caff della Kentucky Fried (cena).
Perci dev'essere o luned sera o tutt'al pi marted mattina presto.
Gli hanno consegnato due fax: uno da un avvocato, che diceva
che sarebbe stato l marted mattina, l'altro da Jean, che gli diceva
che l'avvocato lo avrebbe contattato. E di non venire a Chesterton.
Strano che un prigioniero possa ricevere un fax. E un poliziotto
 venuto con la notizia che nel suo furgone  stato trovato
un fucile e che lo avrebbero accusato di detenzione d'armi da fuoco.
E davvero illegale tenere un fucile sul furgone? Merda, la si vede
sempre certa gente con le rastrelliere per i fucili. Forse  illegale
solo se non si  proprio gente del genere.
Finora  stato bravo a non lasciarsi andare. Ha cercato di ricordare
poesie famose: Stopping by Woods era troppo facile e
Prufrock troppo difficile; non  riuscito ad andare oltre il paziente
anestetizzato sulla tavola. I ricoveri semiqualcosa col guscio d'ostrica.
Si  immaginato le variazioni da fare su Gee, Baby, Ain't I
Good to You se la si suona in sol, anche se non pu esserne certissimo
finch non ha proprio la chitarra in mano. Ha nominato tutti
i quarantotto stati veri, raffigurandosi in testa una mappa e contando
sulle dita. Si  messo per terra e ha fatto flessioni. Tre, in
realt, che lo hanno lasciato sudato e ansimante, col torace che si
gonfiava e sgonfiava. Per, come inizio pu andare.
I film sono risultati la cosa migliore. Meglio dei libri, ammette
non senza vergogna; Dombey, almeno, dovrebbe essere fresco, ma
non riesce a ricordarsi la sequenza dopo che la madre muore e da
loro arriva la balia, che  cosa, il primo capitolo? Il padrino riesce
a seguirlo per un bel pezzo. Prima il tipo che dice Io credo nell'America
e scopri che questi tizi che vuole vengano uccisi hanno
violentato sua figlia, e Brando fa quella cosa che si passa il retro
delle dita sulla mascella e dice: Questo non posso farlo. Tiene
anche un gatto in braccio. Poi qualcosa tipo: Ma siamo franchi.
Non hai mai voluto la mia amicizia. E avevi paura di trovarti in debito nei miei confronti.
Prova col Mago di Oz, ma verso met resta nel vago. Il signore
resta a pranzo, stesso problema. Dieci minuti, Mr. Whiteside!
Ma il buon vecchio Intrigo internazionale: quello s che riesce a
tenerlo insieme, quasi tutto. Dalle parti in cui Cary Grant fa retromarcia
e la macchina del poliziotto fa retromarcia con la macchina
di Cary Grant o comunque sia e la Cadillac nera con i cattivi fa
un'inversione a U e svanisce, si riaddormenta.
Qualcuno dice Ehi e lui si sveglia. Un altro di questi poliziotti
o guardie o sceriffi.  qui il suo avvocato.
Willis mette i piedi sul pavimento e si tira a sedere, l'avambraccio
sulla coscia. La testa gli fa male e ha bisogno di un momento di calma.
Qualcun altro dice: Doug Willis? Philip Reed e porge la mano
tra le sbarre. Willis dovrebbe alzarsi e stringergli la mano, ma
prima deve richiudere gli occhi. Benny? dice l'avvocato. Per
parlare col mio cliente mi serve un po' di privacy. Vuoi perquisirmi
il culo per vedere se ho merce vietata?
Vuoi beccarti questo? Willis sente i passi allontanarsi.
Allora, cosa le  successo? Mi lasci indovinare:  caduto.
Willis apre gli occhi. Philip Reed ha questi capelli grigi lunghi
tenuti dietro in una coda di cavallo. Giacca corduroy, camicia blu
oxford prominente sopra la cintola, ultimo bottone slacciato, cravatta
a strisce gialle allentata. Un naso affilato che ti viene incontro
da una faccia rossa gonfia con basette cespugliose bianche. Nel complesso, un che di volpino.
Che ore sono? dice Willis.
Le otto. E cinque. Ho pensato che fosse meglio fare quattro
chiacchiere prima che la chiamassero di sopra. Ecco. Apre un
contenitore Dunkin' Donuts che Willis non aveva notato e gli
porge una tazza di caff attraverso le sbarre. Panna e zucchero?
Solo panna. Willis si alza e prende la tazza, ancora bollente,
e due cosini di panna. Grazie. Molto civile.
Non si preoccupi, ricever il conto. Le ho anche portato un
rasoio, col quale deve promettere di non tagliarsi la gola. Apre la
valigetta e porge a Willis un rasoio di plastica blu, un barattolo di
Colgate normale e due salviette di carta con le ochette.
 venuto preparato dice Willis. Disse lui stupidamente.
In realt  pi per lei che per il giudice dice Reed. Lui la
deve lasciare libero indipendentemente dal suo aspetto. Tolga
questa stronzata totale dell'accusa di porto d'armi, che respinger
subito, e quello che gli resta  una situazione alla Topolino in cui
lei ha scambiato due parole con qualcuno. Il motivo per cui voglio
che si rada  che cos entrer l dentro sentendosi un po' pi incollato
insieme, che a sua volta dar una botta al suo portamento,
e questo a sua volta potrebbe farle risparmiare un paio di dollari di multa.
Giusto dice Willis.
Okay, ora l'altra cosa, e lei penser che  strano, ma si fidi.
Dopo che si  fatto la barba, sistemeremo un pochino la sua faccia.
Ogni volta che si tratta di resistenza all'arresto, mi porto dietro
una confezione di Cover Girl. Il labbro non so, ma il mento di sicuro.
Di cosa sta parlando? dice Willis.
Si  guardato? Willis porta rasoio e il resto al lavandino e
guarda lo specchio di metallo: una fragola sul mento e sulla mascella,
graffi incrostati sul labbro inferiore (gonfio) e all'angolo
della bocca. Vede, il motivo per cui lo facciamo - okay? -  che
non vogliamo che lei abbia l'aria di un criminale incallito che 
stato ridotto alla sottomissione con la forza. Il suo scopo  uscire
di qui con una multa tipo di cinquanta dollari per disturbo della
quiete pubblica o stronzate simili e lasciarsi completamente dietro
tutta la storia, dico bene? Triste a dirsi, ma di sopra l'atteggiamento
sar che se i ragazzi le hanno dato una ripassata, probabilmente lei...
No, no, no, questo  successo prima.
Prima di che?
Prima che arrivassi laggi. Vede, ero su una scala, a fare lavori
in casa, e ho tipo perso l'equilibrio. Willis apre il rubinetto; c' solo la fredda.
 caduto dalla scala ed  atterrato di faccia dice Reed. S, okay. Beh, tutto  possibile.
Cosa posso dirle? Willis si cosparge la faccia di schiuma.
Cosa pu dirgli? Fa la prima passata, un boulevard sulla guancia destra.
Perbacco. Beh, comunque, noi copriamo lo stesso il danno
meglio che possiamo. Altrimenti incasiniamo inutilmente. Dico
bene, che lei vuole uscirne nel modo pi facile e continuare la sua vita?
Quali sono le possibilit? Sta lavorando alla zona tra la basetta e l'angolo della mascella.
Quali sono le possibilit dice Reed. Okay. Prima possibilit:
guerra totale. Lei non ha fatto proprio nulla di male, lei  un
padre di famiglia che si sta facendo la sua bella scampagnata con
la famiglia, un cittadino tranquillo, fedina penale assolutamente
pulita... dico bene? E completamente pulita?
S.
Fedina penale assolutamente pulita, viene molestato senza
nessun motivo, prima da un ranger testadicazzo e poi da un vicesceriffo
testadicazzo, che si  rifiutato anche solo di sentire la sua versione della storia... e cos via.
Che  quello che  successo dice Willis. Ora  nel punto difficile, gola e sottomento.
Okay, comunque sia. Lo stesso. Conosce il proverbio Meglio
pagare due dollari? Ebbene, se lei ha la sensazione profonda di voler
seguire questa strada, andiamo di sopra, ci dichiariamo innocenti,
avremo un appuntamento, e faremo il processo migliore
possibile. Premesso per che probabilmente non  il modo migliore
di impiegare il suo tempo e il suo denaro.
Willis sta leggero sul mento, cercando di non strapparsi le croste.
No, 'fanculo. Manco a pensarci. Voglio solo farla finita.
Cos mi piace dice Reed.  quasi pronto per fare l'avvocato.
Okay, si asciughi e si avvicini.
Willis gli si avvicina e si ferma vicino alle sbarre, afferrandole
come fanno nei vecchi film, o nelle vecchie vignette sui giornali
che parlavano di Nixon e balle varie. Lo vuole fare da quando 
qui, ma non voleva essere visto:  talmente una roba da galera, come
fare le crocette sul calendario. Ovvio, 'ste figlie di puttana sono
fredde. Philip Reed prende un astuccio dalla valigetta, apre il coperchio e dice a Willis di alzare la testa. Willis chiude gli occhi e sente un dito che gli liscia una roba cremosa sul mento, intorno alle labbra. Era un pezzo che nessuno gli toccava la faccia.
La sala udienze di sopra ha file di sedie pieghevoli di legno
pressato di fronte a un banco di metallo grigio su un podio di
compensato. Una bandiera americana zoppa col bordo dorato da
una parte di un pennone e quella che dev'essere la bandiera dello
stato dall'altra. Dietro la scrivania un vecchio caratterista corpulento
con una toga nera: capelli bianchi, cupola calva e quegli occhiali
dalla montatura nera che davano un'aria intelligente alla
gente ai tempi in cui la madre di Willis comprava la Saturday
Review. Poteva essere il fratello del ranger del parco, che per
aveva studiato fino alle superiori. Willis segue Philip Reed fino alla
prima fila di sedie. L a sinistra sono seduti il vicesceriffo che lo
ha arrestato e un tappo giovane con un vestito stretto che risulta il vicesottovice giudice istruttore.
Il giudice guarda Reed, poi Willis, poi si rivolge all'ufficiale.
Okay, allora cos'abbiamo?
L'istruttore si alza. Questo  Douglas Willis, Vostro Onore.
La sua patente dice Preston Falls, ma il suo veicolo ha un'etichetta
del parcheggio di corrispondenza della citt di Chesterton, nel
New York, e lui stesso ci informa che lavora a New York.  accusato
di oltraggio a pubblico ufficiale, resistenza all'arresto e detenzione abusiva di arma da fuoco.
Il giudice sta guardando un foglio. Douglas Willis dice, poi alza lo sguardo.  lei?
Willis annuisce.
Come si dichiara? Allora  ufficialmente in corso? La corte , insomma, riunita?
Philip Reed dice: Se mi consente.
S, faccia dice il giudice.
Il signor Willis ha intenzione di far risparmiare tempo alla
corte dichiarandosi colpevole dell'accusa di oltraggio.
Molto gentile da parte sua dice il giudice.
Il signor Willis ha perso la pazienza - devo dire essendo stato
un po' provocato - mentre era al campeggio al lago Edwards con
la famiglia. A quanto so, un ranger del parco si  rifiutato di permettere
al signor Willis di lasciare il cane nel suo veicolo per pochissimo
tempo mentre il mio cliente andava a informare la famiglia
del proprio arrivo. Hanno finito per volare parole grosse, e il
ranger si  preso la briga di chiamare l'ufficio dello sceriffo. Il signor
Willis non ha mai in alcun momento opposto resistenza all'arresto.
Stava semplicemente cercando di spiegare...
Oh, balle dice il vicesceriffo, che  l seduto e continua a
scuotere la testa. Ho dato a sto tizio tutte le...
Le spiace se continuo? dice Reed.
Lascia che il distinto avvocato faccia la sua parte, Don dice il giudice.
In ogni caso, il signor Willis ora  rincresciuto di essersi lasciato
provocare. Date le feste, ha gi passato in prigione due giorni.
Ha la fedina penale pulita, ha una posizione di grande responsabilit
nella sua azienda a New York, e attualmente non vede l'ora
di ritornare dai propri familiari, che devo dire sono un po' sbigottiti
che questa storia abbia potuto avere uno strascico cos lungo.
Ah gi, quasi dimenticavo: questa cosiddetta accusa per l'arma.
Ebbene, questa, va detto, con tutto il dovuto rispetto,  davvero
andare a raschiare il fondo del barile. La cosiddetta arma in
questione  un fucile calibro 22 appartenente al signor Willis che
veniva tenuto dietro il sedile del furgone. Mi corregga se sbaglio,
Vostro Onore, ma credo che in questo Stato sia ancora legale possedere
un calibro 22. O forse i progressisti durante il weekend sono
riusciti a far cancellare il Secondo Emendamento alla Costituzione senza che...
Ci risparmi il sarcasmo, signor Reed.
Voglio solo rilevare che non capisco di preciso che legge abbia
infranto il signor Willis. Posso aggiungere che, per tutta la
durata dell'episodio, questo calibro 22  rimasto dietro il sedile del
furgone, che il signor Willis non ha mai citato n in alcun modo
alluso alla presenza di questo calibro 22, tanto meno lo ha materialmente
prodotto n lo ha usato per minacciare nessuno.  semplicemente
successo che si trovasse nel suo veicolo, a un centinaio
di metri di distanza, durante questa discussione molto sciocca e molto inutile.
Il giudice alza lo sguardo sul vicesceriffo. Cosa ne dici, Don?
Vostro Onore dice il giudice istruttore l'arma  stata trovata
in una perquisizione di routine nel veicolo dell'imputato in seguito
all'arresto. Non  chiaro che cosa intendesse farne.
Quello che invece  chiaro, Vostro Onore dice Reed  che
il signor Willis non ha fatto proprio nulla. Che cosa si vuole sottintendere?
Che il signor Willis avesse in programma di rapinare il
chiosco degli alimentari? Il signor Willis, dando un'occhiata al
suo taccuino giallo,  Responsabile delle Relazioni Esterne alla
Dandineau Beverages. Non so quale sia il suo stipendio - non ho
indagato al riguardo - ma presumo che un hot dog se lo possa permettere.
Il giudice guarda Reed da sopra gli occhiali. A quanto pare,
sta facendo molta strada, signor Reed. A meno che non sia il signor
Willis quello che sta cadendo molto in basso. Guarda il giudice istruttore. Ebbene? dice.
L'istruttore guarda il vicesceriffo, che scuote la testa e muove
una mano come per scacciare una zanzara. Per risparmiare tempo,
dice l'istruttore, ci accontentiamo dell'ammissione dell'accusa
di oltraggio da parte dell'imputato.
Ci mancherebbe altro dice il giudice. Ma sono davvero sorpreso
di te, Don. Deve averti seccato parecchio. Guarda Willis.
Lei. Le do una multa di cinquanta dollari. Da pagare all'impiegato,
l in corridoio. Il suo distinto avvocato le far vedere.
Ma Vostro Onore... dice l'istruttore.
Bang, bang dice il giudice, picchiando il pugno per mimare
un immaginario martelletto. L'udienza  tolta.
Meraviglioso dice Reed, accompagnando Willis alla porta.
Roy, dice all'istruttore, come va? Don? N l'istruttore n il vicesceriffo
gli rispondono. Ehi, si sono offesi dice all'orecchio di
Willis. Il vicesceriffo incontra gli occhi di Willis. Willis prende in
considerazione di fargli il saluto militare. Ma  meglio di no.
Reed d all'impiegato due pezzi da venti e uno da dieci, riporta
Willis di sotto per farsi ridare portafogli e borsa di stoffa, ed
escono dalla porta del seminterrato in una mattina soleggiata. Erba
ancora bagnata di rugiada. Un paio di foglie che cadono.
Beh, senta, grazie dice Willis.  stato davvero indolore. E,
tra l'altro, ho apprezzato i dettagli. Caff e tutto quanto.
Come dicevo, ricever il conto dice Reed. Senta, ha tempo
di fare una colazione veloce? Scommetto cento dollari che stamattina non gliel'hanno portata, dico bene?
Dio, mi lasci pensare. No. Me l'hanno portata ieri.
Bastardi. Vede, lo sapevano che sarebbe uscito. E in quel modo
Benny stamattina si fa colazione a spese dei contribuenti. Siamo
a questo livello. Comunque, facciamo una cosa rapida. So che l'aspetta una lunga guidata.
Solo fino a Preston Falls dice Willis.
Ah, beh. Al diavolo, allora. Pensavo che dovesse farsi tutta la
strada fino al Westchester.
No, in realt sono qui per un paio di mesi. Ho decisamente iniziato alla grande.
Ora non pu che migliorare dice Reed. Senta, allora, c' un
posticino senza pretese che fa delle omelette decenti, c' Denny's
e tutta quella roba l, oppure ci sono un paio di posti con plum
cake e caffelatte all'italiana e tutte quelle stronzate.
Uno vale l'altro dice Willis. In realt lo attira di pi il caffelatte
all'italiana;  appena stato in prigione, per Dio, col cesso a muro.
Allora Dudley's. Ecco, prendiamo la mia, cos dopo la riporto
qui e lei pu ritirare la macchina dal deposito.
Willis lo segue fino a una macchina sportiva nera da squalo,
una Z-qualcosa, parcheggiata insolente accanto a una pattuglia
della polizia. Il tetto arriva alla cintola di Willis. Apre la porta
del passeggero chiusa senza sicura, si siede molto in basso e apre il finestrino
in modo da non ammorbare l'abitacolo. Ha ancora su i
jeans e la t-shirt che ha preso dalla biancheria sporca il giorno in
cui ha cercato di tirare gi l'intonaco del soffitto. E da allora non
si  pi fatto la doccia: certo non in prigione.
Reed salta dentro e gira la chiavetta, e lo stereo parte cos forte
che Willis ha un movimento di difesa. Poco dopo la riconosce:
Smells like Teen Spirit, e si rende conto che Smells pu essere
solo pura coincidenza. Reeds lo abbassa a un livello ragionevole.
Se le d ai nervi, lo dica.
No,  la musica che preferisco dice Willis.
Beh, strano. Reed mette il muso fuori dal parcheggio, aspetta
che passi una Saab. Per un sacco di tempo ho pensato che o
stavo invecchiando o che sta roba fossero i nuovi vestiti dell'imperatore,
ha presente? Ma poi quando si  ucciso ho cominciato a
trovarlo interessante. La Saab passa, e sono partiti.
Incredibile dice Willis. Ho fatto lo stesso identico percorso.
Ma non c' dubbio, quel tipo sapeva davvero suonare. Voglio
dire, non sapeva suonare davvero, ma in quest'ambito, capisci?
Reed alza lo sguardo. Suoni?
S, ma un po' cos.
Strano. Sai, lo avevo pensato. Non so, hai un'aria, o qualcosa.
Quello stronzo di Calvin. Non mi aveva mai detto di avere per vicino
un musicista. Bisogna farglielo presente. Allora, cosa suoni?
La chitarra, come tutto il resto del mondo.
Si fermano a un semaforo dietro la Saab, che ha uno di quegli
adesivi con scritto ALTRA GIORNATA DI MERDA IN PARADISO. Willis
continua a sorprendersi che i propri sentimenti non abbiano nulla
di esclusivo. La canzone fa Oh we oh we oh we oh o quello che fa in quel punto.
Elettrica? dice Reed.
Quasi solo quella. Willis non  certo che sia vero, ma suonare
l'acustica  da mammolette. Anche tu quindi? E tu cosa suoni?
Come dici tu. Quello che fanno tutti. Suoni in un gruppo?
Scatta il verde. Reed suona il clacson e la Saab parte.
Un tempo dice Willis. Paio d'anni fa. Ora mi limito a tirarla
fuori ogni tanto e a suonare qualcosina. Per non perdere i calli.
Beh, fantastico, sei ufficialmente invitato a improvvisare con
il mio gruppo di scoppiati dice Reed. Che tipo di chitarra hai?
Tele.
Ottimo. Allora, chi  che ti piace?
Chiunque. Un sacco di gente, voglio dire. Forse a stringere proprio, pi di tutti Keith.
Ottimo.
A proposito di persone suonate ma che sanno suonare eccome
dice Willis. Ma per suonicchiare con qualcuno, suonerei qualsiasi cosa, non so, dalla roba country...
Ottimo.
...a James Brown a...
Ottimo. Senti, dice Philip Reed, devi venire a suonare con
noi. Dopo tre anni abbiamo finalmente trovato un batterista con le palle.
Che  la cosa pi difficile dice Willis.
S, ecco, infatti.  quello che sto cercando di far capire a queste
teste di cazzo. 'Sto tipo chiede solo che gli lasciamo suonare
Get out of My Life, Woman - sai,  il suo piccolo numero, gli piace
farlo - e questi tirano fuori frasi tipo Ci mette in imbarazzo'.
Incredibile. Era un tipo che andava in tourne con Anne Murray,
non so se mi spiego. Chiaramente  anche un gran casinista, ma
voglio dire... Ecco, il posto  qui.
Un'insegna di plastica della Diet Pepsi incombe sul marciapiede
da un edificio in mattoni a due piani con pittura bianca fresca
e gerani rossi alle finestre. Willis tiene aperta la porta, ma solo
perch non vuole che Philip Reed gli stia dietro, dove dev'essere la scia della sua puzza.
Allora, il tuo gruppo suona in giro? Willis prende il menu,
una pagina fotocopiata in una busta di plastica con gli angoli metallici.
Una volta al mese, tutto l. The Log Cabin, a Brandon. Cazzo,
siamo tutti indaffarati. Voglio dire, Sparky non  indaffarato, sai,
il batterista che ti dicevo. Ma tutti gli altri, sai, tra lavoro e famiglia.
Ci riuniamo una volta alla settimana ma concludiamo poco.
Il tipo che suona il basso abita a Sandgate - che  pi o meno in
culo al mondo - e ha sistemato un posto nel capannone dove possiamo
davvero fare casino. Willis si accorge per la prima volta
della fede di Philip Reed. Anzi, cosa fai domani sera? Ci dobbiamo
vedere alle nove, e di solito tiriamo l'una, le due.
Cazzo, non so dice Willis. Che tipo di roba fate?
Oh, beh, sai, quello che ci viene voglia. E di cui si conosce
qualche parola. Tutte cover,  l'unica condizione. Chiunque proponga
una canzone sua,  fuori dal gruppo. Perci c' di tutto, da
Call Me the Breeze a - non so - Gloria. Sweet Home Alabama. Roba del genere.
Farmer John? dice Willis.
Eccoti l.
Una giovane cameriera rotonda, gonfia, viene e chiede il loro
order. Lo pronuncia come Ada di Nabokov. Omelette al formaggio:
cheddar per Willis, american per Reed. Credo di essere innamorato
dice Reed quando la tipa  andata. Vedi, lei  proprio
quello che ci vuole. La stramaledetta eugenetica avr il sopravvento
e ci sar un mondo di Sharon Stone che bevono solo caffelatte all'italiana.
Ci potrei fare un pensierino dice Willis, che in realt non ha
mai visto un film con Sharon Stone.
Anch'io, in realt.
Com' questo posto dove suonate? dice Willis.
The Cabin? Il classico postaccio. Mi piace dire che  gente alternativa
B e B: burnout e bikers. Contadini veri. A proposito di
contadini veri, un tempo ogni tanto ci veniva il vecchio Calvin.
Quello stronzo di Calvin. Reed scuote la testa e la coda di cavallo
ondeggia. Calvin  un bel tipo. Mass,  il mio tipo. Comunque.
Fondamentalmente continuano a farci tornare perch facciamo
schifo e sappiamo di far schifo e semplicemente ci andiamo,
capisci? Ci inventiamo un nome stupido diverso ogni volta, che
possano metterlo sul giornale. Sai: Sabato sera: Cowflop. O quel
che . Okay, siamo delle seghe e il patto  questo, capisci cosa voglio
dire? Oppure puoi anche considerarla una scusa per farsi un
po' e stare lontano dalle mogli, il che  anche vero.
Quindi questo significa che si fanno?
La cameriera posa i caff e i cosini met latte met panna.
Quando quella si gira, Reed si bacia la punta delle dita. Allora,
cosa dici? Vuoi venire domani? A mettere insieme qualche pezzo?
Non so dice Willis. Se non vi incasino mentre fate esercizio.
Facciamo cosa? dice Reed. Ehi, esercitare  roba da avvocati.
Willis dubita che sia la prima volta che fa questa battuta.
...
.
...
Capitolo 2.
...
.
...
Dato che non deve essere da nessuna parte in nessun momento
per nessun motivo, se la prende comoda a tornare a Preston
Falls. Si ferma al negozio di roba usata sulla East Wakefields che
ha sempre le stesse cose, sperando, come sempre, di trovare tipo
una chitarra Danelectro: qualcosa che non sanno che  qualcosa.
Come se la gente che si guadagna da vivere comprando e vendendo
roba non sapesse quanto vale. Strumenti zero; solo una
custodia di violino, vuota. Ma trova una copia di Fear Strikes Out (libro di James A. Piersall del 1955 da cui  stato tratto il documentario omonimo di Robert Mulligan con Anthony Perkins) che ha sempre avuto intenzione di leggere. Cinquanta
cent? Male non fa.
Quando apre la porta della cucina, c' gi quell'odore di casa
vuota. Tira fuori dal frigo una delle lattine maxi di Champ e se la
porta in anticamera. Tutto il resto pu andare affanculo in attesa
che lui si ambienti e si lasci la cosa alle spalle. Si siede sul divano e
si toglie le scarpe: una puzza da intenditori, come un buon formaggio
invecchiato. Tira su i piedi e si sdraia, un cuscino gli tiene
la testa inclinata a un angolo ottimale dal bracciolo. Si tira addosso
il plaid, poi protende il braccio e accende la luce centrale, anche
se  nel pieno di un pomeriggio di sole. Ora  salvo. Prende
Dombey e figlio, che fedelmente aspetta dove l'ha lasciato. La luce
trasforma la pagina bianca in un giallognolo caldo - a meno che
questa fottuta carta da quattro soldi stia gi andando perch
l'hanno fatta con gli acidi - e si immagina che il calore si rifletta e gli penetri in faccia.
Si sveglia di colpo, come dopo una terapia d'urto: si ritrova
chiss dove con la luce accesa. Poi tutti gli oggetti consueti tornano a posto.
Il sole  calato: fuori da quelle finestre che fanno tanto New
England, ai due lati della porta principale  buio. Allunga una mano
verso la lattona che ricorda dev'essere l sul pavimento. Calda
e irritante mentre va gi: secca, come sabbia leggera, polverosa in
gola, come se non penetrasse nei tessuti. Scavalca lo schienale del
divano, apre la porta ed esce sulla soglia. Il cielo  blu ardesia con
una venatura salmone all'orizzonte che si spegne a vista d'occhio.
Freschino qua fuori, in t-shirt e calzini. Piscia sull'erba. Un pipistrello
passa svolazzando. Sente un gufo, e un'automobile lontana
che cambia melodiosamente marcia. Si afferra gli avambracci. Ha la pelle d'oca. Merda, entriamo.
La cosa migliore sarebbe telefonare e far sapere a Jean che 
fuori e che  finita, e ringraziarla per aver fatto la cosa dell'avvocato.
 vero che lei ha detto nessun contatto, ma questo sarebbe
semplicemente osservare le buone maniere, no?
Il telefono suona cinque volte, poi risponde la segreteria e lui
sente la propria voce dire di lasciare un messaggio. Fa il bip, e comincia
a dipanarsi il silenzio. S, ciao dice. Chiamavo solo per
dire che sono tornato, ehm, tutto bene - per poco non diceva
tornato a casa, di certo un passo falso - e, ehm, il tutto  finito
davvero in fretta ed  venuto fuori che non era poi sta gran cosa.
Ecco. Spero che il vostro viaggio di ritorno sia andato bene, e che,
insomma, vada tutto per il meglio.  marted notte, anzi, marted
sera. Ci sentiamo pi tardi. Ciao, Mel, se senti il messaggio. Ciao,
Rog. Spero che la scuola sia andata bene. E, non so, ci sentiamo pi tardi.
Apre il frigo. Restano due maxi lattine. Pi la solita roba che si
accumula. Un'insalatiera di macedonia che potrebbe essere ancora
buona, coperta da pellicola trasparente che sembra un tamburo.
Uova. Mezzo pacchetto di formaggio con intorno un elastico,
che deve avere messo via Jean; Willis si limita a rimboccare la plastica
di troppo e lascia che sia il peso del formaggio a farlo stare a
posto. Una busta di pancetta con un paio di strisce avanzate.
Polaner All Fruit: mora, fragola, albicocca. Un panetto e mezzo di
burro. Condimento per insalata Paul Newman con la N inghirlandata
che un tempo era divertente. Perci pu mangiare tutta sta
roba prima di tornare al regime di sopravvivenza in cui ricade
quando  qui da solo nello stupido tentativo di dimagrire, minato
da schifezze tipo la birra. Semolino d'avena quando si sveglia; il
resto, freddo, per pranzo. Per cena, riso pilaf, con l'aglio soffritto a parte in olio d'oliva.
Te lo dico io quello che mangiamo dice ad alta voce. Ma non
riesce a pensare cosa. Resta l a guardare il frigorifero aperto finch
il termostato non fa ripartire il motore, e il suo corpo guizza al
rumore inatteso. Che fottutissimo silenzio che c'. Ma non era questa l'idea?
Finisce per mangiare corn flake e mandar gi un'altra lattina
di birra sdraiato sul divano a leggere Sherlock Holmes come succedaneo
di Dombey e figlio. Legge quello sul tipo che uccide la sorella
e fa uscire di testa suo fratello bruciando una specie di veleno
allucinogeno nella loro stanza, e poi quello sul tipo che costruisce
il muro finto dietro il quale si nasconde cos tutti pensano
che sia morto e che il suo corpo sia rimasto bruciato in un fal.
Non  mai al livello di Dombey e figlio, ma  carino anche quello.
Prima o poi dovrebbe venirgli sonno, perch quello che non desidera
proprio  stare alzato fino alle cinque e poi svegliarsi tipo alle tre di pomeriggio.
Ma verso mezzanotte, ancora sveglissimo, gli viene in mente
che potrebbe anche suonare un po' la chitarra, e mette su il caff.
Proprio un matto fuori di melone questo Willis. Esce in legnaia a
prendere il Twin e la Tele - domani deve finire di accatastare quella
legna - e li trascina in cucina. Inserisce The Woman's Home
Companion Cookbook sotto il cono del Twin in modo che resti inclinato
e gli spari in faccia. Mette lo stereo portatile sul bancone
della cucina, col presupposto che il mobile di sotto faccia da cassa
di risonanza. Poi prende dei CD da accompagnare: Guitar Town,
Serving 190 Proof Talk Is Cheap, Ragged Glory, Slow Train Corning.
E poi si sente in colpa perch  tutta musica bianca, cos
mette sulla pila The Best of Buddy Guy, anche se non la pu suonare
davvero, perch Buddy Guy  troppo scoraggiante. Il caff  pronto.
Comincia con Neil Young, quella canzone su come Neil
Young  riconoscente per la sua casa di campagna. Ritmo lento,
tre accordi, niente di maledettamente raffinato. Willis non  il miglior
chitarrista del mondo, ma nemmeno Neil Young, perci pi
o meno riesce a stargli dietro, motivo per cui suona Neil Young. E
anche perch  pi sveglio di Neil Young, o perlomeno pi cinico.
Anche se in realt forse Neil Young  pi sveglio di Willis ed  riuscito
ad autoinculcarsi nella testa una semplicit zen tale da consentirgli
di andare alla sua casa di campagna e a rilassarsi come dice
la canzone. Il che probabilmente  metterla gi troppo dura
per quelle che sono fondamentalmente delle stronzate trite e ritrite.
A meno che in realt sia una presa in giro, ma Willis non ci
crede. Anche se, dopo, Neil Young fa una presa per il culo di Farmer
John, sembra che lo sia davvero. Willis se la mena esattamente
cos ogni volta che accompagna Ragged Glory. Perch il suo
cervello non si ferma mai, ma proprio mai mai mai.
Finito con Neil Young, mette su Dylan e apre l'ultima delle
maxi lattine perch lo aiuti a cominciare a pensare di cominciare a
pensare ad andare a dormire. Solo che una povera lattina, per
quanto maxi, non pu fare molto contro tutto quel caff, cos
manda gi un Comtrex per giocare alla pari. Si stufa di Dylan
- tutto quel ritmo medio in la minore - e manda gi un altro
Comtrex, poi mette su Keith. Finalmente, anche grazie a lui comincia
a sentire che sta perdendo il controllo. Ormai gli alberi e il
resto cominciano a emergere nel grigiore illuminato fuori dalle finestre.
Preme lo Stop e spegne l'amplificatore, sibilante. Nel silenzio
improvviso, tra il ronzio residuo che ha nell'orecchio, sente
l'urlo di un pigliamosche, poi un corvo che grida come in risposta.
Uccelli diurni.
Appoggia la Tele sul portachitarre e va di sopra, portandosi
Dombey e figlio caso mai non fosse gi abbastanza cotto quanto
pensa. In camera  buio quel tanto che basta per vedere la
silhouette dei mobili ma non per leggere. Perci 'fanculo. Si toglie
i jeans, che gli viene in mente non toglie da molti giorni, e si caccia
sotto le coperte. Lasciando scivolare la mano sotto l'elastico delle
mutande, afferra l'innominabile; perlomeno per scaldarsi la mano.
'Sto figlio di puttana si gonfia, anche se non si pu dire che sia
duro. Ora che gli occhi si stanno adattando, non  affatto buio.
Ma va bene. Anzi, meglio. Tutt'un mondo sveglio che fa la guardia mentre lui dorme.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Avevano questo programma: Willis avrebbe tenuto duro alla
Dandineau e avrebbe mantenuto la famiglia intanto che Jean finiva
di studiare alla Pratt, poi lei avrebbe cambiato e li avrebbe
mantenuti con un lavoro di incredibile soddisfazione e Willis si
sarebbe inventato qualcosa. Potresti semplicemente fare la tua
musica diceva Jean. S, beh, la sua musica. Con qualcosa come
otto ore al giorno per suonare, forse sarebbe riuscito a suonare in
un gruppo a cento dollari a sera. Forse. Ne  passato di tempo da
quando Willis ha imparato nota per nota lo slego di Mick Taylor in Can't You Hear Me Knocking.
Quello che Willis sa di s  che ci sa fare con le parole. Il che 
riprovevole. La prima promozione l'ha avuta per un comunicato
stampa scritto quando la Dandineau ha chiuso lo stabilimento di
Meridian, nel Mississippi. (Ehi, la citt dove  nato Jimmie Rodgers.)
Alla prima stesura, Marty Katz ha sottolineato un riferimento
di sfuggita al counseling per i dipendenti lasciati in mezzo alla
strada scrivendo a margine pfv ampliare. Non c'era nulla da
ampliare: una presentazione di dieci minuti nella sala da pranzo
da parte di una donna del servizio occupazionale dello stato del
Mississippi. Nella seconda stesura, Willis lo ha chiamato Programma
intensivo di counseling con una serie di servizi di collocamento
inventando una citazione da James Buckridge, presidente,
sull'impegno della Dandineau nei confronti dei propri uomini.
Marty ha scritto a margine Kudos! (Singolare!) e ha cambiato
impegno in lealt. Il che ha ampliato il rispetto di Willis per Marty Katz.
Willis s' incazzato e lamentato con Jean che quel poco d'integrit
che gli era rimasta era stata buttata nel cesso, ma in cuor suo,
fintanto che il suo cinismo resisteva, confidava di cavarsela. Stava
facendo soldi, per quanto ci fosse prosaico, e veniva elogiato da
figure paterne, per quanto questo fosse patetico. Quindi: gi che
hai fatto trenta... Dopo un paio d'anni alla Dandineau si  fatto
crescere i capelli dietro e s' messo a portare t-shirt nere sotto
completi finto Armani, tenendo una camicia e una cravatta d'emergenza dietro la porta.
Si  comprato la prima buona chitarra acustica: una J-200 del
1959, perch le Martin erano un clich. E poi una Rickenbacker
tipo Paul McCartney - per un po' a Willis piaceva la roba un po'
metallica - e poi una D-18 del 1939 perch aveva sempre voluto
una Martin. Tutto questo, naturalmente, succedeva quando abitavano
ancora in quella topaia in affitto sulla West 108th Street, prima
dei bambini e della casa a Chesterton. Si  fatto fare la Telecaster
dal tipo che faceva le chitarre per Danny Gatton, e si  fatto
rifare completamente il Twin nero che possedeva fin dai tempi
delle superiori: perfino un cavo nuovo con una presa tripla. Per
un po' il mercoled sera si vedeva con un dentista hippie, un assistente
del City College e un pittore astratto che in effetti suonavano
la chitarra decentemente. Suonavano in una sala prove nella
zona delle West Thirties e hanno lavorato per mesi alle stesse dieci-quindici
canzoni: Jolly Green Giant, Charley's Girl, I Fought the
Law e una versione di White Lightning fatta alla Sex Pistols.
Poi, con un anno di frequenza ancora da fare alla Pratt, Jean 
rimasta incinta: un'inavvertenza col diaframma, presumibilmente.
Ma di lei cosa ti aspetti che faccia? ha detto Jean, quando
Willis le aveva ricordato il loro vecchio programma. Stavano ripulendo
casa dopo la festa del secondo compleanno di Mel. Che la piazzi tutto il giorno al nido?
Non che sia un fatto senza precedenti ha detto lui.
Oh, ma ormai sono cos presa da lei ha detto lei, spingendo
nella spazzatura un pezzo di torta gelato. Me la voglio proprio
godere. Questo momento con lei  cos passeggero.
Passeggero per te ha detto lui. Io sto uscendo di testa, cazzo.
Ti rendi conto che tra tre anni lei comincer l'asilo? E dopo non ci sar pi.
Tre anni? Ma io in quel posto non so se riesco a resistere altri
tre mesi. Ha fatto scoppiare un palloncino. Non  questo l'impegno che mi sono preso.
Hai un modo cos memorabile di mettere le cose ha detto lei.
Ti sto chiedendo di onorare un impegno che ti sei presa con me.
S, quando le cose stavano in modo del tutto diverso. Si 
voltata a ripulire un altro piatto, e lui ha bevuto il vino rosso dal
bicchiere di plastica di qualche genitore.
Eppoi, ha detto lui, ha bisogno di interagire di pi con gli altri bambini. Hai visto com'era oggi.
Ma ha solo due anni.
Comunque ha detto lui. Anche tu hai bisogno di riprenderti
la tua vita. Sbattendo il bicchiere nella spazzatura.
Come osi dirmi di cosa ho bisogno io?
Quindi erano arrivati ai come osi. Lui ha alzato una mano in
segno di resa. Okay. Volevo solo sapere su cosa potevo contare. Ora lo so.
Ma in apparenza la storia dell'interagire con gli altri bambini
ha funzionato. Magari era perfino vera. Quando ne hanno riparlato,
hanno rinegoziato il programma: Jean sarebbe tornata a frequentare
un corso in autunno, due in primavera; Melanie sarebbe
andata al nido di pomeriggio; Willis sarebbe andato a prenderla
dopo il lavoro e avrebbe preparato la cena intanto che Jean faceva
la sua roba di scuola. Dato che a Willis avevano tirato su lo stipendio
di altri diecimila, pensava di riuscire a farcela con il nido,
anche se, tolte le tasse, diecimila in busta paga non si sentivano
quasi. E poi c'erano le tasse universitarie di Jean. Pi le rate di un
anno per la Honda che lui aveva comprato con la scusa che Melanie
doveva vedere alberi ed erba e aria fresca. Altra cosa che magari era pure vera.
Dopo il semestre autunnale di Jean, Willis  stato nominato responsabile
delle Relazioni Esterne tirandogli su lo stipendio di altri
ventimila. Allora sono cominciate le sue giornate di undici o
dodici ore, e ha preso a ingrassare e a sentirsi mancare il fiato. Eppure,
anche con solo quegli scampoli di pomeriggio e di prima serata
per s, Jean pensava di riuscire lo stesso a laurearsi entro due
anni, massimo tre. E ormai Mel sarebbe andata a scuola. Jean poteva
prendere un lavoro a tempo pieno e Willis poteva cominciare
a pensare a cosa voleva fare della sua vita.
Poi, subito prima dell'ultimo semestre di Jean, un'altra inavvertenza.
Era chiaro che lei si stava vendicando di lui, oltre che di
se stessa. Ora s che lui l'ha capito: avrebbe lavorato alla Dandineau
Beverages fino a che non fosse morto d'infarto, e la sua stramaledetta
vita sarebbe stata proprio quella.
D'altro canto, adesso aveva un figlio maschio. A dispetto della
vergogna, in cuor suo l'infanzia di Mel era stata una seccatura,
mentre con Roger riusciva a sentirsi, pi o meno, come deve sentirsi
un padre. Compresa la sensazione che c'era poco tempo. Prima
la minuscola faccia schiacciata che sembrava tramutarsi ogni
giorno di pi nella faccia che Roger avrebbe avuto un giorno. Poi
tenerlo per le braccia mentre zampettava facendo movimenti per
camminare, le gambe forzatamente larghe per l'enorme pannolino.
Roger che parlava, poi che diceva frasi. Quando n Jean n
Mel sentivano, Willis gli cantava: Love is lovelier the second time
around. E Roger cantava, con quella voce flautata, rauca negli acuti:
Twinkle twinkle yittle star. Quando Mel lo correggeva, lui diceva:
 quello che ho detto io, Twinkle twinkle yittle star'. Aveva
paura dei libri del Dr. Seuss, e in effetti c'era un che di sinistro nel
modo in cui le cose improvvisamente venivano a esistere solo perch
le parole che le indicavano facevano rima con le parole delle
altre cose che il Dr. Seuss aveva appena tirato fuori. Gli piaceva
Ain't Got No Home di Clarence Frogman Henry.
Okay, basta con questi sentimentalismi di merda.
Quando Roger nel gennaio scorso ha compiuto nove anni, ha
annunciato di essere troppo grande perch la sera gli si leggesse
qualcosa. E da allora, nelle scuole pubbliche pi bianche del bianco
per le quali si sono trasferiti a Chesterton, e dove sembra che i
ragazzi passino met del giorno a vedere video fatti passare per
educativi e l'altra met a giocare coi computer, Willis ha paura per
il suo futuro. Come se lui fosse un esempio vivente di vita da intellettuale:
vendere il culo e comprarsi giocattoli come compensazione.
Le chitarre, il furgone, lo stereo buono, gli scaffali stracolmi
di libri e CD. Beh, e la stessa Preston Falls.
Ha trovato la fattoria cinque estati fa, mentre facevano i turisti
in quella strana zona di confine tra il New York e il Vermont. Diretti
a Fort Ticonderoga, pi per avere una meta che per la lezione
di storia: Roger aveva solo quattro anni, e l'insegnante di prima
di Mel aveva sprecato tutto l'anno a parlargli degli stramaledetti indiani.
Willis ha comprato Argus, di Preston Falls, per rendersi
conto del - chiss qual  la parola giusta - insomma dell'omologo
spaziale dello Zeitgeist, e c'era un'inserzione: Privato vende
occasionissima! Immerso nel verde, venti acri circa. Da ristrutturare.
E una foto della casa con alberelli spogli intorno. Aveva
quelle finestre ad arco. Come la casa in cui Willis  cresciuto fino
a dodici anni a Etna, nel New Hampshire. Ha indicato gli alberi
spogli a Jean: dato che era luglio, era evidente che la casa era in
vendita da un pezzo. Cinquantacinquemila? ha detto lei. Dentro dev'essere un casino.
La vecchia fattoria Vattelapesca - Willis avr sentito quel nome
cinquanta stramaledette volte - un tempo aveva avuto cinquecento
acri: dalla cima di questa collina fino alla cima di quell'altra
collina, su fino alla strada, gi dalla strada, ai due lati della strada,
compreso il terreno dove ora sta la roulotte di Calvin Castleman.
Il privato che vendeva l'occasionissima era risultato la National
Bank di Preston Falls; l'aveva requisita dopo che il povero figlio
di puttana che aveva comprato la casa e gli ultimi venti acri era
stato licenziato dallo stabilimento di legname. Un agente immobiliare,
con gli occhiali uguali a quelli della moglie che viene strangolata
in L'altro uomo, gli ha fatto vedere la casa. Il suo cavallo di
battaglia era che la casa era tutta pilastri e travi. Gi. Perch, le altre
case non ce le avevano, le stramaledette travi? E dato che le
travi non erano appese nel nulla, cosa poteva tenerle su se non degli
stramaledetti pilastri? Di sopra, in quella che lui immaginava la
stanza di Roger, Willis si  seduto a gambe incrociate sul pavimento
di truciolare, ha guardato dalla finestra ad arco immaginando
suo figlio in un mattino d'estate, seduto su un grande parquet riscaldato
dal sole che si allacciava le scarpe da ginnastica e faceva 
capolino sulla giornata che gli andava incontro. La vecchia camera
da letto di Willis - prima che sua madre portasse lui e Champ a
vivere a Cambridge - aveva le stesse finestre basse. Lui si sedeva
a gambe incrociate e guardava gi la sua altalena fatta con un
pneumatico che penzolava dal grande acero, anche se ci andava
poco. Willis non  mai stato un atleta, anche prima di rompersi la
gamba giocando a baseball e di passare tre mesi ingessato. Beh,
basta. Ha portato l'agente immobiliare gi in cantina, aveva piantato
un coltello in un pilastro o in una trave o quel cazzo che era,
che aveva la consistenza di un Pan di Spagna, e gliene aveva offerti quaranta.
Privato ha venduto occasionissima!
Jean ha detto: Sono soldi tuoi.
Willis quell'anno era ben fornito. Suo padre era morto e sua
madre si era ritrasferita a Etna, nella vecchia casa con le finestre
ad arco; il vecchio non l'aveva mai intestata a s. Lei ha venduto
l'appartamento di Brookline e divise il ricavato in tre parti con
Willis e Champ, per usando la parola riparazione. Willis ha fatto
due conti. Dando ventimila di anticipo, avrebbe pagato le rate di
un mutuo di ventimila dollari, pi le tasse di propriet. Trecento e
rotti al mese. Non era niente. Era come una bolletta del telefono
salatissima in pi. Poteva davvero farcela. E una volta riportate a
vista le travi e i pavimenti di legno, costruite le librerie e portati
i tappeti orientali e le vecchie madie dipinte di blu, Jean poteva
essere meno spaventata dall'insieme della Gestalt di Preston Falls:
Ecco la parola: Gestalt. Le roulotte. Gli chalet in rovina e quelli
col tetto spiovente. Le automobili con macchie di stucco e di vernice
antiruggine su blocchi di cemento. Le galline ruspanti. I
procioni morti nei fossati delle strade. I cani ringhianti che cercano
di venirti addosso finch la catena non li ferma a tanto cos di distanza.
Questo prima che si accorgesse che questi erano i suoi segreti alleati.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Quando Willis si sveglia, ha l'aria di essere pomeriggio tardi, e
ha l'innominabile duro. Cerca di togliersi il pensiero, ma non riesce
a pensare a cosa pensare. La tentazione: Tina chinata con i
pantaloncini da ciclista. C' un qualche tab che non riesce ad articolare.
Scende al piano di sotto, piscia, mette su il caff. L'orologio dice
3,27. Solo primo pomeriggio. Mercoled? Quindi  oggi che
dovrebbe andare a suonare con Comesichiama. Un'ora per arrivarci,
probabilmente, e un'ora per tornare. Che  una follia. Ma
suonare di nuovo con gente vera? E se restasse qui farebbe cosa:
starebbe sdraiato sul divano a leggere libri dove gli uomini dicono
Damme, Siri e le donne si chiamano roba tipo Louisa. Peter qualcosa,
no, Philip. Philip Reed. Dovrebbe muoversi verso le otto.
Quindi quattro ore e mezzo in cui passare il tempo? Beh, cucina
un po' di semolino d'avena e fatti una doccia e sono gi le quattro.
Suona un po' la chitarra per prenderci il gusto, magari dare
un altro colpo a quel soffitto? Finisce per rimettersi a leggere Dombey e figlio.
 di nuovo buio quando carica il Twin e la Tele nel bagagliaio
del furgone. Infila il portachitarra dietro il sedile, poi decide che
cos farebbe la figura del dilettante e lo riporta in casa. Poi perde
altro tempo a smanettare tra le cassette; finisce per scegliere
Buddy Guy per il tragitto di andata, per imbevere di blues a livello
subliminale il proprio modo di suonare; e i Public Enemy per tenersi sveglio al ritorno.
Si ferma allo sportello automatico di Preston Falls e gli viene
PRELIEVO CONTANTI $ 40. Pietoso: a Chesterton  PRELIEVO CONTANTI
$ 100. Ma ha appena chiesto in prestito un mille che gli devono
durare questi due mesi, e nessuna entrata. Poi passa da
Stewart's, dove si versa una tazza di caff e sperpera un dollaro e
un quarto dei suoi quaranta per comprare Want Ad Digest.
Farsi vedere presto sarebbe aggressivo, perci siede al tavolo e
guarda Strumenti musicali, Motociclette, Personali e Attrezzature
agricole. Gli piacerebbe trovare un vecchio trattore Ford 8n con
decespugliatore a buon prezzo, non che se lo possa permettere. Il
caff gli fa venire la nausea, cos torna al banco e compra un panino
con burro e burro di arachidi, pensando che, poroso com', gli
assorbir il caff. Poi sente come se qualcosa di grosso gli si gonfiasse
dentro, spingendo contro il cuore. Willis e il suo corpo, nemici di vecchia data.
A met strada per Sandgate, ricorda di aver dimenticato i maledetti
centocinquanta dollari per Calvin Castleman.
Le indicazioni di Philip Reed risultano buone. La casa pu essere
o non essere verde lime (troppo buio per capirlo), ma di certo
ha un eloderma sul tetto del portico. Quel fottuto ha le dimensioni
di un pastore tedesco di plastica e riluce, illuminato dall'interno;
si vede il cavo che gli entra in bocca. Gente che ha voglia di
divertirsi. Willis sussulta sulla stradina a due solchi intorno alla
casa, come da istruzioni, fino a un capannone dove riconosce la
Z-nonsocosa di Reed tra un furgone Econoline arrugginito e una
vecchia Volvo arrotondata dei tempi in cui non le facevano ancora
spigolose. Quando spegne il motore sente che stanno accordando chitarre elettriche.
Trascina chitarra e amplificatore dentro l'alto portone del capannone
tenuto aperto da un masso di cemento e segue il suono
su per certe scale ripide e tremolanti fino al fienile, posando quel
maledetto Fender Twin ogni due gradini. Quando la testa gli
spunta dal pavimento del fienile, vede alcune balle di fieno marrone
afflosciate e, nell'angolo pi lontano, un cubo gigante di teli
di plastica opachi sopra una struttura di profilati e le forme indistinte,
senza faccia delle persone dentro. Quello che potrebbe essere
un berretto con visiera. Una maglia rossa. Un manico di chitarra,
probabilmente. Willis trascina la sua roba fino a dove si sovrappongono
due teli di plastica, li scosta con la custodia della
chitarra e gli arriva una zaffata fetida di spinello.
Reed  inginocchiato sul tappeto spesso che copre le tavole impari
del pavimento, infila cavi in un paio di regolatori a pedale,
una Les Paul nera appesa alla spalla con una cinghia di cuoio lavorata.
Alza lo sguardo e dice: Ehi, eccolo, il nostro uomo.
Credo di avere trovato il posto giusto dice Willis, e annusa
scherzosamente in giro. C' una batteria (un grasso capellone sta
tendendo un budello di tamburo), un mixer posato su un tavolo da
gioco, due microfoni vecchio modello a forma di capsuloni sul
portamicrofono, due altoparlanti su robusti treppiedi, due monitor
da pavimento pieni di graffi. A mo' di ornamento, copertine
kitsch di LP appuntate a una trave: Lawrence Welk con lo sfollagente
alzato, Sgt. Barry Sadler, Jim Nabors, un cantante country
grottesco che nemmeno Willis riconosce: This is Tommy Collins.
Una stufa fatta con un barile di petrolio arrugginito posato su blocchi
di cemento, con sotto un pezzo qualsiasi di lamiera ondulata di
alluminio: il tubo della stufa viene fuori dritto da un buco circolare
senza uno schermo, o una flangia, o come si chiama.
Signori? dice Reed. Doug Willis.
Ehi.
Ehi.
Okay, allora qui abbiamo Sparky - puntando un dito sul
batterista grassone - e Dan - il dito si sposta su un tizio alto,
slanciato con berretto da caccia di plaid con i copriorecchie abbassati
- e Mitch - su un tappo con occhiali da sole con lenti
sporgenti e maglietta rossa, con addosso una Strat appesa bassa
che addosso a lui sembra enorme.
Il tappo con la Strat accenna alla custodia di Willis. Cosa c' di bello l dentro?
Una Tele dice Willis. Niente di speciale. Primi settanta.
Figo dice il tappo. Alla faccia, primi settanta? Allora no,
che non erano ancora scesi a livelli di merda. Ma proprio per niente.
Gi, nemmeno io.
Proprio ben detto dice il batterista. Inclina la testa e colpisce
una volta il tamburo con una bacchetta. Scuote la testa.
Allora cacciala fuori dice Reed.
S, s, cacciala fuori dice il tappo.
Fottutissimi squali della chitarra dice il batterista.  appena
arrivato. Toh, senti... ho scordato il tuo nome. Offre a Willis
una piccola pipa d'ottone da un portacenere posato sul tom-tom
da pavimento.
Giusto dice quello col paraorecchie. Mandalo subito fuori
di testa, buona idea, stronzo. Mica tutti sono stramaledette bestie
come te, che riescono a suonare dopo avere fumato quella merda.
Tira su un basso Fender P con buona parte della lucidatura scrostata.
Sai cosa ti dico, 'fanculo dice il batterista. Provaci tu a
farti con quella tua roba di merda, se ci riesci: io muoio prima soffocato.
Signori, signori dice Reed.
Perch non ti attacchi a questa presa? dice il bassista. Indica
una presa libera che  collegata, a sua volta, a un cavo arancione
che serpeggia fuori dal buco di un nodo nel legno.
Ecco, ho dell'erba che  proprio solo erba. Reed tira fuori
dalla tasca della camicia un joint mezzo fumato.
Willis alza una mano. No, sto bene. Ho appena preso un litro
di caff. Ha smesso di farsi le canne anni fa: ufficialmente perch
faceva pi fatica a non fumare sigarette, in realt perch gli dava
l'impressione che la gente intorno fosse cattiva. E queste persone
gli sembrano cattive gi cos.
Beh, senti dice il bassista, togliendosi di nuovo il basso. Io
mi faccio un paio di righe, e chi mi vuole fare compagnia...
Ah, cazzo dice Reed.
Ho-ss dice il tappo con la Strat. S, s, s. Tira fuori la lingua
e ansima come un cane, quanto basta a Willis per depennarlo.
M'hai convinto dice il batterista.
Ehi, convinto una sega dice il bassista. Avevi mica detto che muori soffocato?
Ehi, ma a me soffocare piace, capo. Risata generale. Come
quei tipi che s'impiccano perch cos gli tira, hai presente?
Mmmh dice Willis. Un po' di quella credo che non abbia
mai fatto male a nessuno. D'un tratto gli sembra che gli scappi
da cagare: l'eccitazione perch sta facendo il cattivo.
Il bassista ha tirato via le puntine a This is Tommy Collins e
l'ha messo sopra il suo amplificatore. Versa la polvere bianca da
una scatola di cerotti sulla faccia sincera di Tommy Collins, e passa
al chitarrista tappo una scatola di cannucce di plastica e un paio
di forbici con l'impugnatura arancione. Ehi, c' nessuno che ha
qualcosa di spigoloso? dice. Vabb, non importa, 'fanculo.
Prende la custodia di una cassetta, toglie la cassetta e il foglietto
dentro - Stevie Ray Vaughan e i Doubl Trouble - e usa la scatola
di plastica per sminuzzare e schiacciare e mettere la roba in due righe
parallele. Il chitarrista tappo gli porge una cannuccia lunga
cinque centimetri, lui si china e se le sniffa. Poi sprofonda per sedersi
per terra, stronfiando e toccandosi il naso con l'indice, dicendo: Wow.
Willis mette insieme un paio di righe lunghe la met e larghe la
met, un po' perch  beneducato, un po' per cautela. Tira su una
riga per narice; gli fanno male i seni nasali e comincia a colargli e
a bruciargli il fondo della gola. A parte il fatto che il cuore ha accelerato
un pochino - che probabilmente  solo psicologico perch
quanto sar, cinque secondi, che l'ha presa - si sente davvero
benone, anche se spera proprio che il cuore non si metta a martellargli troppo forte.
Osserva il tappo con la Strat prendere la sua parte. Cazzo, non
sono persone cattive. Gli piacerebbe davvero arrivare a conoscerli.
Cos, dice, siete tutti sposati?
La frase provoca una grande risata. Willis non si  reso conto
quanto sia stato buffo da dire in questo momento, ma ora sente il
privilegio di conoscere il segreto dell'umorismo da cocaina: essere
del tutto fuori di l, ma nel contempo essere del tutto l dentro.
Ehi, Avvocato, dice il tappo, vieni,  il tuo turno in pedana.
Questa roba  fottutamente eccellente, capo. E davvero il momento di Howdy Doody.
Guarda che cos si capisce quanto sei vecchio dice Reed, la cannuccia sospesa sopra due righe di polvere.
'Fanculo dice il batterista. Ci metto un cazzo a farmi.
Prende la pipa e con l'altra mano comincia a sbatacchiare le tasche
della camicia, a destra, a sinistra, a destra.
Come se non fossi gi bello che fatto. Il bassista  di nuovo
in piedi. To',  questo che cerchi? Porge al batterista un accendino rosa.
Allora qui siamo pi o meno accordati? dice Reed. Wow. Capperini.
S, s, si, facciamolo dice il tappo. Caccia fuori quella Telecaster del cazzo, su.
Certo dice Willis. Apre la custodia, snap snap, e si mette la chitarra. Qualcuno ha un accordatore?
Reed emette un sibilo e si fa il segno della croce con gli indici
come a respingere i vampiri. Qui siamo rigorosamente biologici.
Formaggio di capra e balle varie. Mitch, tu sei a posto, no? Ci dai un mi?
Cos se ne stanno tutti l fatti come zebre ad accordare per circa
otto ore. Tuang tuang. Di di di di di. Con l'accordatore elettronico
ci vorrebbero due secondi. Ma d'altronde  bello, come la luce che si spegne al cinema.
Dan, ci sei quasi? dice Reed.
Cazzo ne so. Il bassista toglie l'amplificatore dallo standby,
tocca le corde con le prime due dita della mano destra, e vengono
fuori grandi huum huum. C' qualcuno che mi d un cazzo di sol?
Tutti gli danno il sol.
Gi, cosa ne direste di fare uno alla volta? dice. Il tappo fa
un accordo di sol e il bassista comincia a toccare le armoniche e
a smanettare con le chiavi per accordare, cercando di alzare il livello
di un ululato al livello dell'altro ululato. Perfetto dice,
anche se non sembra che abbia migliorato affatto. Allora, cosa facciamo?
Sai suonare Far, Far Away? dice Reed. Rullo di tamburi,
dov' il rullo di tamburi? Si volta verso il batterista. Oh, merda.
Il batterista  sdraiato per terra; ha preso il cuscino rotondo
dal treppiede cromato per metterselo sotto la testa.
Ehi, che ne dite di Walk This Way? dice il tappo. Tu la suoni
Walk This Way, no? Suona il tema a Willis.
Sai che in realt non l'ho mai fatta? dice Willis. Gli Aerosmith
sono sempre troppo forti per lui. Voglio dire, la melodia la so.
Allora la trovi subito. Comincia in mi, poi passa in do, come Yah dah DAHT! su da si bemolle, tipo. La suona per far vedere, urlando Yah dah DAHT! mentre sposta l'accordo barrato tre tasti pi in su.
Okay dice Willis. Sarebbe capace di farlo, se tutto fosse normale.
Fa' ancora il motivo. La parte in mi.
Il tappo la risuona a Willis e, sorprendentemente, Willis gliela
risuona. O la cocaina  una droga miracolosa o questo motivo 
roba da ritardati. S dice il tappo con la chitarra. Cos funziona.
Okay? Walk This Way? Comincia questo slego di batteria?
Lascia che mi rimetta insieme i pezzi dice il batterista dal pavimento.
Oh, cazzo dice il tappo. Stronzo di uno Sparky.
Mmmh dice Reed. Mi sa che  il momento di tirare fuori un Iron Mike.
Il tappo fa una smorfia. Cosa? Mi fa schifo suonare con una
fottuta base. Voglio dire, cosa ce l'abbiamo a fare un batterista in carne e ossa?
Gran bel discorso dice Reed. Ma  a lui che lo devi fare.
Non c' problema. Il batterista ha gli occhi chiusi. Usate
quel coso per un paio di canzoni. Sono subito da voi.
Incredibile dice il tappo. E questo  Sparky.
Pu andare affanculo. Lascia perdere dice Reed. Cos' allora che facciamo?
Walk This Way dice il tappo.
Okay, fantastico. Ce l'hai la base programmata, no?
Non  quello il punto. Sai che ti dico? L'ultima volta che abbiamo
suonato alla Cabin per met di quella cazzo di sera abbiamo usato sta cazzo di base.
Non so, a me prendeva bene dice Reed. Come quella volta
che aveva la testa dentro il tamburo dei bassi. Il pubblico ci seguiva.
Ehi dice il bassista. La macchina tiene il tempo meglio di lui.
Ehi, 'fanculo dice il batterista.
Okay, quindi Walk This Way, giusto? dice Reed. Comincia in mi?
Oh, porc... dice il tappo. No, comincia in fa-nculo.
E poi com' che continuava dice il bassista. In quell'altra parte?
Ma dai, cazzo. 'Sta fottutissima canzone l'abbiamo suonata la
settimana scorsa. Da si bemolle a do. Okay?
Sssss. S, no, okay, va bene. Me la ricordo. Mi suona solo
strana. Partire da un mi fino a un si bemolle. Come se venisse dal nulla.
S, ma sei in do dice il tappo.
S, lo so che sei in do, ma quello che voglio dire, Mitch,  che mi suona un po' strano.
Beh, sta cazzo di canzone fa cos, cosa vuoi che ti dica.
Ma mi sembra che avrebbe pi senso se facesse do, re, mi.
La suoniamo sta canzone di merda o no? dice Reed.
No, parliamone ancora per un'altra cazzo di ora dice Mitch.
Prende la Strat, torna alla macchina, fa qualcosa, e la base comincia:
Bum hum ba-dum-dum-DUM. Bum bum ba-dum-dum-DUM. Bum bum ba-dum...
Troppo lento, troppo lento urla il bassista.
 esattamente come l'abbiamo fatta settimana scorsa dice Mitch.
Stronzate.
Okay, va bene, senti. Se sei cos maledettamente esperto di
questa canzone, perch non te la metti come vuoi?
Beh, comunque  pi veloce di cos dice il bassista.
Okay, allora mettila dove vuoi, va bene? Mettitela su per il
culo, per quanto me ne frega. Possiamo suonare sta cazzo di canzone?
Quella cazzo di canzone mi fa schifo, se vuoi sapere quello
che penso dice il bassista. Perch non suoniamo un blues?
Io direi di suonare qualcosa dice Reed. Non necessariamente un blues.
Okay dice Mitch. Voi geniacci del cazzo prendete la decisione, poi mi fate sapere, okay?
Willis vuole pensare che sia solo un bonario sfancularsi. Ma
non conosce queste persone, ed  troppo complicato elaborare
queste informazioni quando ci si sta divertendo cos tanto da sballati, come  il caso suo.
Okay, okay, va bene dice Reed. Mitch, perch non metti
semplicemente il coso su una specie di ritmo lento, sai dut ta-dut
ta-dut ta-dut-ta, dut ta-dut ta-dut ta-dut-ta. Canta con una voce
imbarazzante da finto negro: Checkin' up own mah bay-bay, dut
ta-dut ta-dut ta-dut, find out what she been puttin' daown, dut ta-
dut ta-dut ta-dut. La base sta ancora facendo bum bum ba-dum-dum-DUM.
Allora adesso  quello, che volete suonare? dice Mitch.
Beh, non necessariamente quello dice Reed.
Quindi vuoi un lento medio.
Beh, s, grosso modo medio.
Cinque fottutissime ore dopo... dice il bassista.
Beh? Allora cos' che avete in mente? dice Reed.
Non me ne fotte un cazzo. Perch non suoniamo sta cazzo di
canzone e basta? Almeno la facciamo finita.
Su,  una canzone fantastica dice Mitch. Settimana scorsa
sembrava malfatta perch non la sapeva nessuno.
S, perch adesso invece la sappiamo dice il bassista.
Ehi, tipo nuovo chiama il batterista, sempre per terra. Ho
scordato il tuo nome. Fai qualcosa degli Stones?
Adesso facciamo questa dice Mitch.
Uh, glielo stavo solo chiedendo dice il batterista.
La base continua a fare bum bum ba-dum-dum-DUM.
Oh cazzo dice Mitch. Mi sa che sto gi cominciando a cedere.
Bum bum ba-dum-dum-DUM. Bum bum ba-dum-dum-DUM.
Ehi, non ce la faccio dice Reed. Vi spiace spegnere quel coso? Mi sta facendo uscire pazzo.
Solo un attimo. Mitch si toglie la Strat e la posa per terra con
quell'orrendo clang di chitarra elettrica accordata normale.
'Fanculo. Il bassista si toglie il basso e si avvicina e spegne la base.
Che sollievo dice Reed.
Il bassista alza lo sguardo su Mitch, che sta gi ansimando e gli
afferra la faccia. Merda. E una di quelle sere del cazzo?
Ecco, gi che ci siamo. Reed tira fuori il joint dalla tasca della
camicia, lo accende, fa un tiro e lo passa al bassista, e fa un tiro e lo porge a Willis.
Lui alza una mano. Non so perch, ma non riesco a suonarci
sopra. Caso mai ancora una righetta di quell'altra.
Uh, oh dice il bassista. Mi sa che abbiamo un altro Sparky
per le mani. Ehi, per caso sai anche suonare la batteria?
Il batterista si  messo sul fianco per accendersi la pipa, la pancia
sporgente dalla t-shirt. Intanto che tiene l'accendino, mostra il dito medio.
Mi piace farlo incazzare dice il bassista.
Willis tira un paio di righe lunghe due-tre centimetri. Ne vuole
di pi, ma sa cogliere le allusioni, ammesso che quella fosse un'allusione.
Reed fa un altro tiro dal joint, tiene dentro il fumo, finalmente
lo lascia uscire. A proposito. Dato che siamo in pausa. Entro domani
al massimo Griff deve avere un nome per poterlo far stampare.
Formidabile. Ci preoccupiamo di queste cazzate e intanto
non abbiamo nemmeno finito di accordare dice il tappo con la Strat.
Lo vedi? Reed dice a Willis. Il problema di Mitch  che
pensa ancora in termini di competenza. Ma in un certo senso 
bello anche cos. Quel piccolo margine di disperazione. Per lui 
come se fosse tornato a suonare in un garage. Un'energia totalmente
diversa da quella che gli darebbe essere davvero in un
gruppo garage, capisci cosa voglio dire?
Stronzate dice il batterista dal pavimento. Non  nemmeno quello. Dove cazzo  il garage?
Era una metafora dice Reed.
Le vacche, un tempo qui ci stavano le fottutissime vacche
dice il batterista. Stiamo suonando tipo per i fantasmi delle vacche.
 gi uno spunto.
Reed guarda Willis. Proprio quel che mi serve. Allora, fuori i nomi. Chi ha un'idea?
Ehi, cosa ne direste dei Grateful qualcosa? dice il bassista.
Per esempio, i Grateful Cowfuckers.
Beh, a un certo livello  perfetto dice Reed. Ma non credo
che sia un livello che ci possiamo permettere.
Dovreste chiamarvi Robert Blys dice Willis.
Carino dice Reed. Ma... vedi... Fa vuuuuuuu! e si fa sfrecciare
la mano davanti agli occhi. Vedi, lui  troppo fatto in un
certo senso e noi siamo troppo fatti in un altro. A qualcuno piace Confucius Say?
L'abbiamo gi fatto dice il bassista.
Ne abbiamo soltanto parlato. Ma non l'abbiamo mai usato davvero.
Neon Madmen dice Mitch.
Fa troppo college dice Reed.
'Fanculo dice il bassista. Se volete dargli quel nome giapponese, non me ne fotte un cazzo.
Mitch si  rimesso la Strat. Cosa ne direste di Jap Thing?
Non credo dice Reed.
Jap thang canta Mitch, e fa un accordo che non c'entra niente. You make mah heart sing.
Ehi, volete farla? dice Reed. Dovremmo farla quella,  una canzone favolosa.
Cosa ne dite di Air Bag? dice il batterista.
Ma checcazzo vuol dire? dice il bassista. Air Bag? Voglio dire, ma cazzo c'entra?
Stavo solo pensando, sai, a queste macchine con l'air bag dice il batterista.
Air Bag dice Reed. Affare fatto. Obiezioni? Il bassista si stringe solo nelle spalle.
Hey, tipo nuovo dice il batterista. Che roba fai degli Stones?
Che scoppiato del cazzo che sei dice il bassista. Ma ciucciati
i miei coglioni, altro che Stones.
Allora, lo suoniamo sto pezzo o cosa? dice Mitch. Controlla
il suo mi basso. Cazzo,  scordato.
Cosa? Quale pezzo dice Reed.
Ho gi capito come andremo a finire dice il bassista.
Sparky, cazzo, vuoi tirarti su da quello stramaledetto pavimento?
Che vada a 'fanculo dice Mitch. Accende la base. Bum bum ba-dum-dum-DUM.
Credevo che facessimo Wild Thing dice Reed.
Insomma, cazzo, potremmo fare qualcosa? dice il bassista.
Ehi, ho un'idea. E se ci facessimo una riga? dice il batterista,
sempre sul pavimento. Cazzo, potrebbe essere come un proverbio:
Se vuoi fare qualcosa, fatti una riga'. Credo che se mi facessi
un paio di righe potrei davvero suonicchiare qualcosa.
Allora alza il culo dice il bassista.
Il problema  proprio questo, vedi dice il batterista. Ho paura di essere troppo fatto.
Merda dice il bassista, togliendosi lo strumento. Cosa sono
io, il tuo stramaledetto servo? Gli porta la roba vicino, e il batterista
si ritrascina al suo posto intanto che gli altri fanno cerchio intorno.
Dopo queste due righe, Willis pensa di essere salito in un luogo
da dove la strada per ridiscendere sembra lunga. Siede sul tappeto
e cerca di elaborare una teoria su come il paesaggio montano
potrebbe essere codificato in microminiatura nelle molecole della
pianta di coca, il che spiegherebbe la sua sublime sensazione di ripidit.
Che sarebbe come dire cosa: che l'ontogenesi ricapitola la
filogenesi? Forse  un po' specioso; di certo lo . Eppure,  bello
avere individuato la parola specioso.
Maledetto Charlie Watts dice il batterista. Mi piace quel
bastardo. Ehi, tipo nuovo. Fai niente degli Stones?
Sai una cosa? Dovremmo fare qualche cosa davvero tipo
Easy Rider dice Reed. Born to Be Wild, roba del genere.
Cosa intendi dire? dice il batterista. Che quegli stramaledetti
degli Stones non sono roba da motociclisti? Ma lo sai o no
che un motociclista ha pugnalato un figlio di puttana ascoltando
questa musica? Non sai quello che dici. Ho visto il film, cazzo, e anche un sacco di volte.
(Nel 1969, al festival di Altamont, un motociclista hippie ha ucciso un uomo a pugnalate mentre suonavano i Rolling Stones).
Cosa succede, adesso, siamo negli anni sessanta? dice Reed.
Non erano gli anni sessanta, testa di cazzo dice il bassista.
Altamont dice Reed. Sessantanove.
Beh, c' un casino di differenza dagli anni sessanta, cazzo dice il bassista.
Oh, davvero? dice Reed. Questa s che  buona. Com' la
storia: il sessantanove non fa parte degli anni sessanta?
Merda dice il bassista. C' qualcuno che ha voglia di spiegare
a questo Perry Mason del cazzo qui quel cazzo che sto cercando di spiegargli?
Danny, dice Reed, stai per superare la soglia di sopportazione del mio senso del kitsch.
Esatto, qualsiasi cazzo di significato possa avere dice Dan.
Ehi, ma suoniamo o cosa? dice Mitch. Sono proprio in vena di suonare, sapete?
Ma se sono due ore d'orologio che sto cercando di farvi dare una mossa perch suoniate dice Reed.
Ehi, non credo di farcela, sai dice il batterista. Credo che potrei essere troppo sfatto per suonare.
Beh, se non suoniamo, cazzo, dice il bassista, allora almeno facciamoci.
A proposito di farsi dice Willis. Sarei ben contento di sapere, non so se sia una cosa di cattivo gusto, se avete l'abitudine di fare cassa comune o qualcosa di simile.
S, non credo che ci sia da fare una gran fatica dice Mitch.
Il vecchio Calvin ha appena...
Ehi, Mitch dice il bassista. Perch non chiudi il culo? A Willis dice: Non ti preoccupare, tu.
Ma che cazzo? dice Mitch. Credevo che lui...
Mitchell dice Reed. Vieni qui. Posso parlarti un secondo?
Si toglie la sua Les Paul, si allontana e scosta il telo di plastica, tenendolo
aperto; Mitch si toglie la Strat e lo segue fuori. Il bassista
si rimette il basso e riaccende l'amplificatore.
Vogliono trovare un altro batterista, ecco cosa dice il batterista
dal pavimento. Credete che sia stupido, cazzo? Lo vedete, sono troppo sfatto per suonare.
Non stanno parlando di quello dice il bassista.
Gi, certo. Allora si vede che parlano delle ultime quotazioni di borsa.
Willis riesce a distinguere le due vaghe forme all'altro lato della
plastica opaca. Il bassista comincia a suonare quello che sembra
il motivo di Start Me Up. Willis ritiene che sarebbe carino fare un
po' di rumore anche lui. Bello, vuoi fare quella? dice. Keith fa
cos, tira la corda bassa e la accorda in sol. Tutta quanta quella roba la suona cos.
Scherzi? dice il bassista. Willis non riesce assolutamente a
capire se l'altro  sorpreso davvero, o se vuole rimetterlo al suo
posto perch ha detto qualcosa di scontato, o se non gliene frega un cazzo.
Siamo accordati, signori? Reed  tornato; lui e Mitch si stanno
passando la cinghia della chitarra sopra la testa. Willis sa che
Reed lo sta guardando. Ma quando finalmente non riesce pi a
sopportarlo e ricambia lo sguardo, Reed guarda l'orologio. La notte  ancora giovane dice. Ecco. Ora basta con le cazzate.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Gocce di pioggia sul parabrezza. Poi altre gocce. Willis accende
i tergicristalli, e le spazzole di gomma scoreggiano contro il vetro.
Ci vuole o una pioggia pi intensa, o una velocit inferiore
dei tergicristalli; cos com',  solo un disastro del cazzo. Chuck
canta il suo rap su come l'hanno Got got got go got me in a celi,
una fantasia infantile su un'evasione, e i tergicristalli vanno di
qua e di l e di qua e di l, meravigliosamente fuori ritmo con la batteria.
Willis  diretto a casa, sfatto da fare schifo. Ora la luce  grigia
d'alba, ma lui tiene accesi i fari perch il tachimetro e tutta la roba
del cruscotto hanno un'aria pi accogliente quando sono accesi,
come una fiammella. Per questa musica gli sta facendo girare le
palle a elica. Gi il nome, Public Enemy: come se fosse sta grande
ironia. Alza la levetta sullo stereo e lo strappa fuori dal vano del
cruscotto, cos, per Dio, quel figlio di puttana finalmente tace. Tira
gi il finestrino, scaglia lo stereo dall'altra parte della strada tra
gli arbusti, poi il sacchetto delle cassette al seguito, scatole di plastica
che volano aperte al vento, sbatacchiando sull'asfalto. Dallo
specchietto le intercetta mentre si sparpagliano alla luce rossa dei fanalini di posizione.
Questa strada dovrebbe essergli familiare, eccome;  solo che
la pioggia e la nebbia mandano tutto a farsi fottere. E la cosa lo fa
davvero incazzare, perch non si  mica perso. Quasi quasi ferma
il furgone ed esce per lasciare anche la maledetta chitarra e l'amplificatore
sul ciglio della strada. Ma adesso gli  passata l'ispirazione
ed  passato alle preoccupazioni finanziarie. Davanti vede
un'insegna con il Marlboro Man con a tracolla quelle che sembrano
due manette. Cazzo, ma allora  finito per sbaglio nel New
York? Il Vermont ha una legge sulle insegne. Ma forse saranno
ferri per marchiare il bestiame. Manette, per Dio. Un tempo anche
Willis era un Marlboro Man, nel senso che fumava le Marlboro.
Oh, parliamo di anni fa. In questo preciso istante una stramaledetta
Marlboro se la farebbe. Forse dovrebbe accostare, mettere
chitarra e amplificatore nell'abitacolo perch non prendano umido e vedere se riesce ad appisolarsi.
Poco dopo l'insegna passa vicino a un'area per picnic: tavoli
dipinti di verde, cestini della spazzatura dipinti di verde con un
corvo appollaiato sul bordo. Trova un vialetto per girarsi e torna
indietro; quando accosta, il corvo vola via. Spegne il motore, le
orecchie ancora ronzanti, esce, inspira il buon profumo di pini e
lascia che la pioggia gli bagni la testa bollente. Si mette a tremare.
Trascina l'amplificatore fuori dal pianale del furgone e lo posa sul
fondo dell'abitacolo dal lato passeggero, poi inclina lo schienale
del sedile in avanti per fare spazio alla custodia della chitarra. Ed
ecco la borsa di tela che non si  mai ricordato di riportare in casa, con dentro il calibro 22.
Ora la pioggia sta picchiettando sul metallo e rimbalzando sul
parabrezza. Quindi  grandine, in realt; possibile? Chiude a chiave
le portiere e si sdraia sul sedile, le ginocchia piegate, la faccia
schiacciata contro lo schienale del sedile, i piedi pesanti sospesi
nel vuoto. Chiude gli occhi: scintille bianche guizzano.
Quando finalmente arriva a casa, lascia tutto sul furgone e sguscia
dentro come un mostro notturno esposto alla luce del sole. Il
resto della giornata  di certo andato. Anche se dopo tutto  orgoglioso
di avere avuto ancora una giornata sputtanata perch si 
fatto. Legge Dombey e figlio finch non si addormenta sul divano,
poi si sveglia col malditesta. Prende dell'Advil, fa il caff, finisce
Dombey. Comincia Il nostro comune amico. Nel capitolo sulla famiglia
di R. Wilmfer si riaddormenta, poi si sveglia da un incubo che non riesce a ricordare. Fuori  buio.
Entra in bagno per pisciare nel cesso come un uomo civile: e il
piede sinistro sprofonda nel pavimento e l'altra estremit della tavola
sale come un'altalena. L sotto c' una palude; i suoi piedi
nudi sentono terra bagnata, fredda. Fantastico: quindi nel fottuto
pavimento c' un buco. In pi s' scorticato tutto il polpaccio, attraverso
i jeans. Si libera la gamba, esce sulla soglia e piscia sull'erba,
che  quello che avrebbe dovuto fare subito. Grande stellata.
Si sente in colpa per non avere passato pi tempo della sua vita
a guardarle. Le fottutissime stelle, per Dio, e non ti lasci nemmeno impressionare?
Okay, meglio tornare dentro e darsi da fare. Tira su quella tavola
del pavimento, si inginocchia e accende la torcia alogena per
illuminare di sotto: ma certo, ci sono due travicelli marciti del pavimento.
E perch cazzo due travicelli del pavimento sono marciti?
Perch laggi c' un tubo e quel bastardo perde. E questo, cosa
comporta? Comporta tirare su abbastanza pavimento per arrivare
l sotto e rattoppare quello stramaledetto tubo, e poi avere
qualcosa per quei travicelli. Magari tagliare via quel che  marcito
- si direbbe un mezzo metro per travicello - e rimetterli insieme con profilati di legno pressurizzati.
Prende la leva e tira su un altro paio di tavole del pavimento
per avere spazio per lavorare, poi attacca una lampada da meccanico
per vedere cosa cazzo fare. S, il tuo problema  proprio l: un
buchetto nel tubo di rame, l'acqua che piscia fuori da una fessura
di mezzo centimetro. Il tubo di merda si  gelato e si  spaccato
esattamente l, magari l'inverno scorso, magari quello prima ancora.
O l'inverno del '72, chiccazzo lo sa. Okay, quindi la prossima
mossa  chiudere l'acqua che arriva in bagno e andare alla ricerca della roba da idraulico.
Taglia via la sezione di tubo, taglia un pezzo da mettere al suo
posto e strofina le estremit con lana di ferro. Solo allora scopre
che non ha giunture diritte. Figlio di puttana. Quindi questo significa
che deve andare in citt. Per due cazzo di giunture da trentacinque
cent. A parte il fatto che a quest'ora probabilmente  tutto
chiuso. Okay, va bene: domani. Per una notte senza bagno pu farcela.
Perci torna al Nostro comune amico. Quando arriva a dove Silas
Wegg cerca di comprare le ossa della sua gamba amputata, si
alza e mette su dell'altro caff. E naturalmente tre quarti d'ora dopo
gli scappa da cagare. Prende il rotolo di carta igienica e la torcia,
prende la vanga dalla legnaia e si dirige dietro la casa. Arrivato
a un getto di sommacco che ha sempre avuto intenzione di segare,
posa la torcia per terra; alla luce scava una buca, si abbassa
i pantaloni e caga dentro la buca come un fottuto aborigeno.
Robert Blys era un buon nome eccome, non era affatto troppo criptico.
Si porta a letto tre dita di Dewar's. Questo gli d un bel colpo,
ma un'ora dopo si sveglia di soprassalto da un sogno sul diavolo.
Accende la luce e legge un po'. Scende di sotto a prendere dell'altro
Dewar's. Riprende sonno, una specie. A un certo punto fuori
dalla finestra  grigio, poi azzurro. Scende e mette su il caff.
Va in citt proprio in tempo perch gli venga la cagata mattutina
nel cesso di Stewart's. La prima pagina del Rutland Herald
dice che  venerd; quindi una settimana fa era nel suo ufficio a
New York. Impossibile. Si ricorda di prelevare i centocinquanta
dollari per Calvin Castleman, poi va all'ufficio postale per la prima
volta da quando  qui. Un mucchio di pubblicit, e strafottute
bollette di tutto quanto. Poi un salto da True Value, dove prende
quattro giunture, un paio in pi perch non si sa mai.
Nel cortile di Calvin, accosta dietro la Ford F-250 col culone,
con il portattrezzi fatto in casa e il bancone di legno segato alla
meglio dove Calvin ha ammucchiato la roba per tagliare la legna:
due motoseghe, asta di legno con uncino, tanica di benzina, barattolo
di olio lubrificante. Trova Calvin fuori accanto alla Cadillac; il
motore  sospeso per il blocco sopra il cofano svuotato, appeso a
un ramo di acero, foglie gialle appiccicate sul parabrezza.
Si direbbe che te la stai cavando benone dice Willis.
S, a parte che m' toccato di tirare su quel fottutissimo motore.
Calvin posa una chiave superlunga sul parafango.
Ho pensato che era ora di venirti a pagare quella legna. Willis
tira fuori il portafogli. Sarei venuto prima, ma credo che tu
abbia saputo della mia piccola... avventura. Stava per dire contre temps.
Risposta zero. Centocinquanta?
Yup. Non ayup come avrebbe detto uno del New England.
Calvin si strofina le mani sui pantaloni e tira fuori il portafogli rigonfio dalla tasca davanti.
Willis conta i biglietti. A proposito. Volevo anche ringraziarti
per avermi messo in contatto col tuo avvocato.
Calvin annuisce. Vedrai che far un buon lavoro. Tira fuori
dalla tasca della camicia un pacchetto di Lucky Strike. Allora
avete fatto amicizia, eh? Si accende la sigaretta con un accendino rosa.
S. Sembra un tipo a posto. Gli sembra una brutta idea dire
a Calvin del fatto che suonano insieme. Ma perch, di preciso?
Lo sapevo, io, che tu e lui potevate andare d'accordo dice
Calvin. Lui che suona in un gruppo, e so che tu suoni un po'.
Ogni tanto ti sento, se c' il vento giusto.
Scherzi? Cazzo, se ti d fastidio devi dirmelo. Vede che la
carta bianca pura della sigaretta  sporca dove l'hanno toccata le
dita di Calvin. Per Dio, ogni tanto il profumo di una bella sigaretta.
Naa, a me non d fastidio. Vedi,  che avevo idea che potevate andare d'accordo.
 come tutte le altre chiacchierate con Calvin Castleman:
quello che  detto tra le righe  che Willis non sa cosa  detto tra le righe.
Accucciato in quel buco del pavimento del bagno, Willis spalma
la pasta per saldature e mette insieme tubo e giunture; accende
il BernzOmatic, appoggia il filo di stagno al rame riscaldato e
lo vede sciogliersi in un liquido tipo mercurio che scorre a sigillare
la giuntura. Gli d un minuto per raffreddarsi, poi va ad aprire
l'acqua. Il tubo ha un fremito e poi ritorna tranquillo. Torna indietro
e guarda le giunture. Buono. Ma cazzo: si sta formando una
goccia d'acqua. Poi un'altra. Poi un flusso minuscolo che esce da un forellino. Che Dio lo strafulmini.
Va a richiudere l'acqua e cerca di far sciogliere la saldatura per
togliere il pezzo, ma naturalmente, ora che c' dentro l'acqua, non
si riesce a scaldarlo abbastanza. Cos finisce per tagliarlo, quel bastardo.
E ora deve ricominciare quella menata daccapo? Ma manco
per il cazzo. Fuori in legnaia ha un tubo da calorifero che dovrebbe
essere pi o meno delle dimensioni giuste e se  fortunato
trova pure degli stringitubo. Taglia via quindici centimetri di tubo
col seghetto da ferro, col mignolo spalma le due estremit di pasta
da saldatura, poi gira e forza le estremit fino a farci entrare i
monconi di tubo tagliato. Fissa gli stringitubo fino al punto in cui
ha paura di spaccare il tubo, riapre l'acqua, ed  fatta! Dopo tutto
quel fottuto Sturm und Drang di BernzOmatic. Idraulica campagnola: e perch cazzo no?
L'aver infilato il mignolo pieno di grasso in quel tubo rigido gli
fa venire l'ispirazione di sdraiarsi sul divano e tirare fuori l'innominabile
tanto perch non si sa mai. Ma non ci riesce. Tanto meglio.
Okay, quindi la prossima cosa da fare  rimpiazzare quei pezzi
di travicello e rimettere a posto le tavole del pavimento. Anche
se naturalmente si  dimenticato di fermarsi in segheria a prendere
i profilati. Benone. Domani. Oggi impiler quella legna, magari
dar anche una botta al prato. Si ritira su la lampo della patta e
legge Il nostro comune amico finch non gli viene da dormire, poi
si deve svegliare da un altro sogno col diavolo, di cui non riesce a
ricordare nulla tranne che il diavolo ha davvero le corna.
A un certo punto si accorge che il cielo fuori dalla finestra 
rossastro. Se non vai nemmeno fuori a guardare il tramonto, che
cazzo di senso ha? Allora esce e guarda il tramonto e che senso
ha? Nuvoloni arancione, che tirano all'oro sui bordi, e Willis che
se ne sta l a guardarli, con tutte le sue menate che non riesce a
mollare neanche per un minuto. Torna dentro, il cielo che ancora
smuore di bagliori. Gli viene in mente che non sente la segreteria
telefonica da sa Dio quanto. Merda: la troia lampeggia. Un lampeggio.
Lo sapeva, lui.
Preme Play, e la voce di Jean dice: "Ho bisogno di parlarti.
Quindi lo sapeva, lui. Gi solo questo fa paura.  troppo tardi
perch lei sia ancora in ufficio; dev'essere a casa. Va in cucina e fa
il numero. Lei risponde al primo squillo.
Ciao, sono io dice lui. Ho appena sentito il tuo messaggio.
Quando me l'hai...
Adesso non posso parlare.
Mi spiace dice lui. Quando pensi che...
Ti chiamo dopo. Segnale di occupato.
Bene. 'Fanculo anche tu, signora. Non dovrebbe farle presente
che  stata lei a chiedere a lui di telefonare? Anche se, d'altra
parte,  evidente che lei sta cercando di mettere insieme una cena,
di evitare che guardino roba poco adatta alla tiv, sentendo i mugugni
di Roger che si  collegato a Internet ma non riesce a consultare
un mucchio di siti perch c' il filtro Net Nanny che lo taglia
fuori, cominciando a indirizzare la serata verso il momento di
calma in cui saranno andati a letto. Tutta roba che lui dovrebbe
essere l ad aiutare a fare.  la fine della loro prima settimana di
scuola, e lui non ha nemmeno detto due parole ai suoi bambini.
Anche se, a ben vedere, non gli era stato vietato? Okay, quello che
in questo momento non gli ci vuole proprio  mettersi a pensare a
quando leggeva loro le storie, Mel sempre alla sua sinistra e Roger
a destra, tutti e due in pigiama di flanella, la testa di un bambino
posata sulla spalla destra, l'altra sulla sinistra. Ma d'altronde: loro
sono l, e tu sei qui. E non  questo, che volevi?
Si sintonizza sulla Vermont Public Radio e si mette a preparare
il semolino d'avena. Stanno suonando roba generica per piano
dell'Ottocento. Schumann? Ci mette l'uvetta, e risulta che il vecchio
orecchio  ancora buono: il piano comincia la fottuta
Traumerei, questa perci dev'essere Kinderzenen. E di quello ne
ha proprio abbastanza. Spegne lo stereo e mangia il semolino leggendo
la parte del Nostro comune amico in cui Noddy Boffin comincia
a fingere di essere ossessionato da pezzenti; poi porta ciotola
e cucchiaio in cucina ed esce nel buio caldo, ventilato. Le stelle
e una mezza luna. Non fa in tempo a darci un'occhiata che
ognuna di queste cose  come il sole e alcune potrebbero essere
stramaledette galassie buone. Beh, non si pu dire che siano proprio tra le sue priorit assolute.
Alle undici Jean non ha ancora richiamato, e lui mette su il caff.
(Quello che ci vorrebbe  della cocaina.) E a met della prima
tazza quando squilla il telefono.
Cominciavo a domandarmi se eri andata a letto dice lui.
No. Avevo da fare. Com' andata a finire quella cosa?
Quale, la cosa del tribunale?
Jean non dice nulla, e lui lo prende per un s.
 andata bene dice. Una multa da cinquanta dollari.
Bene. Buon per te.
Lui non dice nulla.
Quindi adesso cosa succede? dice lei.
In che senso? dice lui.
Lei non dice nulla.
Senti dice lui. Sono d'accordo con te che le cose non vanno bene.
Ah, quindi su quello siamo d'accordo.
Jean, non serve parlare in quel modo.
Beh, e secondo te, cos' che servirebbe?
Non so dice lui. Forse stare un po' ognuno per conto proprio?
Oh dice lei. Allora tu a fine ottobre torni e andr tutto bene.
Perch stai...
Credi che potremmo andare di nuovo da qualche parte coi
bambini senza che poi tu ti faccia portare via in manette?
Non  stata del tutto colpa mia dice lui. Come sai. Ma mi
rendo conto che mi sarei dovuto controllare. E mi sento incredibilmente
umiliato per avervi fatto assistere alla scena, tu e soprattutto i bambini.
Ti sei sentito umiliato tu? Dimmi una cosa. Hai mai pensato
di cercare di farti dare una mano a controllarti? O a risolvere uno qualsiasi degli altri tuoi problemi?
Quali altri problemi, per esempio?
Non lo so pi bene nemmeno io dice lei. Quelli che ti rendono cos insoddisfatto.
Beh, spero di poter usare questo periodo lontano da voi per
trovare il modo di capirci qualcosa.
Ma dato che gi passi pi tempo possibile lontano da noi,
non vedo proprio in che modo potrebbe esserti d'aiuto.
Lui non dice nulla.
Quand' che devi rientrare al lavoro?
Il trentuno ottobre. Halloween. Una data adatta, che ne dici?
 Qualunque cosa voglia dire: probabilmente una battuta poco
spiritosa del tipo Le streghe sono brutte ed  brutto anche tornare a lavorare.
Lei non dice nulla.
 un luned dice lui.
Quindi immagino che ti vedremo quella domenica sera.
Un'idea da brivido. Prende un sorso di caff, che si  raffreddato.
Senti dice lei. Sono le undici, sono esausta, ho appena messo
a letto i bimbi, e ora ho un'oretta per me. Nella quale o mi lavo
i capelli e pulisco il bagno di sotto, oppure tanto per cambiare
posso fare quello che ho voglia di fare, il che  prendere uno
scotch e commiserarmi. Quello che invece non ho voglia di fare
 cercare di pensare a qualcosa da dirti perch tu ti senta meglio
con te stesso. Perch in realt non credo che dovresti.
Carol non  l? dice lui. Morire se si lascia provocare da lei.
No.
Ma credevo che...
Arriver settimana prossima. Si  fermata un paio di giorni a Taos.
Credo che dovrei venire l dice lui.
Se vuoi un consiglio da amico, non venire.
Non venire? dice lui.
Verresti da una persona con cui non sarebbe divertente stare.
E a cui probabilmente non basterebbe una parola gentile per riprendersi.
Beh, dice lui, magari anche tu ne avresti bisogno. Silenzio.
Ora devo andare dice lei.
Aspetta.
Aspetta cosa? Che io scoppi in lacrime? O che a farlo sia tu?
Cos che tu abbia la tua piccola dose di sentimento per passare la notte?
Jean, non mi stai dicendo nulla di me che io non sappia gi.
Buonanotte dice lei.
Segnale di occupato.
Bene. Okay, quindi qualsiasi cosa fosse, evidentemente non
era un richiamo a Chesterton. A meno che immaginarsi cosa fosse
non siano fatti suoi. Willis stacca il telefono per evitare una richiamata
isterica: non gli  piaciuto come suonava quella storia dello
scotch. Il caff sta cominciando a svegliarlo, per, cos forse suoner
un po' la chitarra. Ma forse stasera invece di punirsi le orecchie
con l'elettrica, dovrebbe tirare fuori la J-200, dato che gli dispiace
che non venga mai suonata. La va a prendere in legnaia e
apre la custodia: le corde sono arrugginite. Sotto il lavandino
dev'esserci della paglietta; guarda, poi ricorda che  ancora in bagno
con la roba da idraulico. Allenta una alla volta le corde, avvolge
e sfrega la paglietta sulla prima finch non cigola, poi la riaccorda.
Merda, questa chitarra suona benissimo. Un crimine non usarla mai.
Sabato sera Wrayburn ha sposato Lizzie e Rokesmith sta
ancora evitando Lightwood, che l'ha identificato come Julius
Handford. Willis mette la sveglia in modo da poter andare in
chiesa al mattino, non per la storia del diavolo, per quanto sia effettivamente
strano farci tanti sogni. Anche se probabilmente si potrebbero
interpretare come riferiti al padre. E perch si sente proprio
un po' distante da tutto. Ma non si sentir ancora pi distante
a vedersi andare in chiesa per la prima volta in chiss quanti
stramaledetti anni? Da quando ne aveva tredici, probabilmente,
in piena fase unitariana della madre. Eppure: se una roba tipo la
Preghiera del Signore fa sentire meglio i tipi AA - guarda Marty
Katz -, puntini puntini puntini. Non vuole sfociare nel pensiero
magico, ma  quasi sul punto in cui o lo fa o cerca qualcuno che lo
metta a Prozac. Quello che vuole, in realt,  altra cocaina, che
probabilmente sarebbe la cosa peggiore, qualsiasi cosa sia quello
che ha. Stasera si prende due sorsate da tre dita di Dewar's perch
gli venga sonno, e si sogna che il diavolo  seduto su un alto trono
che  anche una specie di sedia elettrica, solo che  alimentata dall'energia del diavolo.
Quando suona la sveglia, mette su il caff e indossa la tenuta
da popolano della domenica: pantaloni da lavoro Dickies marrone,
camicia da lavoro kaki, cravatta marrone di maglia. In realt
ha una vaga aria da nazista. Ehi, il vecchio ne sarebbe orgoglioso.
Questo mattino cos mite che non ci vuole nemmeno una giacca.
Possibile che sia gi l'estate di san Martino?
Dentro la First Congregational Church di Preston Falls l'organo
sta imbonendo una chiesa piena solo per un quarto, capelli
perlopi bianchi. Willis sgattaiola di lato verso una panca vuota
sul fondo;  l'unico a essere qui da solo, il che lo fa apparire ancora
pi in crisi spirituale. Merda, se solo fosse davvero una crisi.
Per, non  un buon modo per scatenarla, venire qui a menarsela con l'irrazionale?
Bella chiesa vecchia. Tutta bianca, pavimento di legno grezzo,
finestre alte, e su su dietro il pulpito una croce dorata semplice,
squadrata - niente falsa corteccia d'albero, niente Salvatore in
agonia - sullo sfondo di un telo di velluto color borgogna. O lodevolmente austero o spregevolmente soft.
 l che prende una decisione in proposito, quando l'organo si
d una mossa e tutti si alzano per l'inno introduttivo, che assomiglia
a Morning is Broken. Di Cat Stevens. E lo . Troppo strano:
non lo regge. Se ne esce alzandosi dalla panca piegato in due e si
dirige verso l'uscita, le mani sulla pancia, simulando un attacco
improvviso di influenza con complicazioni gastriche. Risalito sul
furgone, si allenta la cravatta. Beh, almeno ha scoperto di non essere
ancora caduto tanto in basso da dover mettersi a implorare l'aiuto di Ges.
Si ferma da Stewart's per il latte; il tizio modello vecchio agricoltore
che c' davanti a lui chiede un pacchetto di quelle che lui
chiama Pell Mells e ci mette un'eternit a scegliere fra tre tipi diversi
di biglietti della lotteria. Quando Willis appoggia sul bancone
il suo mezzo gallone di latte con la tessera del Milk Club,  lui
il primo a farsi venire uno scagazzo dicendo: E un pacchetto di Marlboro.
Morbido o duro? dice la ragazza. Ragazza carina, solo un po' sbattuta.
Facciamo duro, per favore dice. Willis, che porco.
Aspetta di arrivare a casa per provare la prima sigaretta; sono
dieci anni, no, di pi - ha smesso prima che nascesse Mel - e ha
paura che, se accende mentre guida, la botta sia talmente forte da
costringerlo ad accostare. Trova un pacchetto di fiammiferi e un
piattino, e si sistema sul divano. Tira il nastrino del cellophane, fa
ruotare il coperchio, sfila il rettangolo di carta d'argento opaca e
scopre i filtri marrone-caramello. Le annusa. Ne estrae una con
una presa e una spinta di pollice e indice, poi la fa scivolare tra indice
e medio. Che  proprio come hanno trovato suo padre: sorridente
nella sua La-Z-Boy, la sua ultima Chesterfield completamente
bruciata, tra le dita la pelle ustionata. Nessun dolore. Willis
sfrega un fiammifero, accende la sigaretta, aspira, e uamp. S, ha fatto bene a mettersi seduto.
Quando Willis ha ricevuto la telefonata per suo padre, il dottore
ha detto semplicemente che era stato un infarto improvviso,
forte; ha saputo della sigaretta in seguito, da Kenny Bishop, il
suo migliore amico quando faceva la sesta, che era rimasto a Etna
per tutti quegli anni e che quel giorno era di turno in ambulanza.
Willis si era sempre aspettato qualcosa di pi plateale. Se non una
sparatoria con gli agenti dell'ATF (Ente per l'alcol, il tabacco e le armi. Allusione all'episodio di Waco, nel Texas, in
cui agenti dell'ATF hanno posto sotto assedio l'edificio di David Koresh), perlomeno una cosa alla Hemingway: due canne in bocca, frammenti di materia grigia schizzati sul muro. Cazzo, quest'uomo aveva dato ai figli i nomi di Douglas MacArthur e Curtis LeMay, e questo prima ancora che le cose si facessero toste. (A Cambridge, la madre di Willis diceva ai nuovi conoscenti che il nome era stato dato in onore di William O. Douglas, e loro avranno pensato che come atto volontario fosse
strano.) Willis aveva imparato a evitare di andarlo a trovare durante le sue crisi maniacali, ma il vecchio era ancora capace di fregarti.
Una volta, subito dopo che era nata Mel, al telefono suo
padre sembrava a posto, ma sei ore dopo, quando Willis ha attraversato
il portico per bussare alla porta, sentendo la tiv accesa,
ha guardato dalla finestra e lo ha visto in poltrona prendere
appunti su un blocco. Stava prendendo nota delle parole del
telegiornale che coincidevano con il momento in cui Dan Rather chiudeva le palpebre.
Champ ha disertato il funerale e Jean  rimasta a Chesterton
coi bambini, allora di sei e tre anni. (Mel aveva visto nonno Willis
una volta e non se lo ricordava; Roger non l'aveva visto per nulla.)
Dopo, Willis ha accompagnato la madre fino a casa. Mentre lei si
aggirava nell'attico - un po' dei suoi libri e delle sue tesine dello
Smith College erano ancora lass - lui si  seduto nella La-Z-Boy
a guardare un quaderno rilegato raccolto dal pavimento. Sulla copertina
rigida marmorizzata suo padre aveva scritto 8/2/89. Un
diario, ultima annotazione datata 22 aprile, il giorno in cui era
morto: Pi freddo, quasi sempre soleggiato questo mattino. Gli
alberi si fanno rossi di gemme, il prato si fa verde. La maggior
parte delle annotazioni non facevano che registrare l'ora in cui s'era
alzato (sempre tra le 6,30 e le 7,00), com'era il tempo e le commissioni
fatte: Posta, pagata bolletta luce, comprato pane e tonno.
Li considerava eventi mistici? O era ormai del tutto ridotto
in merda? Sull'ultima pagina aveva elencato gli animaletti uccisi
dal suo gatto, Geoffrey: 12/3/89, un topo. 17/3/89, un topo.
3/4/89, un pigliamosche (trovate solo penne). Willis e sua madre
hanno mangiato un po' per uno una pera presa da una scatola che
lui e Jean avevano spedito al vecchio tramite la Harry and David,
poi hanno catturato Geoffrey, l'hanno messo nella sua Kennel
Cab e sono tornati al monolocale della madre a Brookline. La notizia
successiva che Willis ha avuto era che lo aveva messo in vendita
e si stava trasferendo a Etna. Non tanto perch fosse diventata
una sentimentale (per quanto, chiccazzo poteva dirlo), quanto
perch era l'unica possibilit che aveva di finire in una bella casa vecchia di campagna da qualche parte a leggere M.F.K. Fisher (autrice di eruditi saggi sul cibo e i viaggi) e roba simile. O  poco carino pensarlo?
Quando la sigaretta  mezza andata, Willis la spegne nel piattino,
la testa nel pallone e sul punto di vomitare. Chiude gli occhi:
va anche peggio. Beh, almeno da queste bastarde non si lascer
rifregare. Buttarle fuori. Prima metterle sotto il rubinetto e
poi buttarle fuori. Quello che magari far, quindi,  un salto da sua madre.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Etna sulla cartina sembra abbastanza vicina - la Route 4 fino
alla White River Junction, al di l del fiume sulla Hanover - ma 
un percorso tutto montagne e maledette piccole citt, perci ora
che Willis ci arriva  buio e gli  venuto malditesta a furia di strizzare
gli occhi contro sole per guardare lo specchietto. E probabilmente
anche a furia di pensare per tutto il viaggio, dato che  stato
tanto cretino da buttare lo stereo dallo stramaledetto finestrino.
La luce del portico  accesa e tutte e quattro le finestre ad arco
accese; dato che quelle di sopra lei non le usa molto, dev'essere
per dargli il benvenuto. La casa in cui sono cresciuto, la chiama lui,
per semplicit. A volte si conforta con questa stronzata assoluta
che sua madre in realt ci abbia vissuto per tutto il tempo, facendo
la guardia alle cose della sua infanzia: i libri di Thornton W.
Burgess, i dischi gialli a quarantacinque giri di Bud Ives, la pistola
a capsule di carta Nichols Stallion. In realt lei non ci ha pi messo
piede dal 1963 - anno in cui  partita per Cambridge con
Champ e Willis - fino alla morte del padre.
Sua madre esce nel portico. Come sempre, osserva un incremento
senile maggiore del previsto; non appena la mente di Willis
si assesta sull'ultima incarnazione, lei passa a quella successiva.
Ma ha un aspetto buono: abbronzatura, collana argento e turchese
con orecchini pendant, capelli bianchi in un'unica lunga treccia.
Questo, e il sorriso ferito, la fanno assomigliare a Willie Nelson.
Entra, viaggiatore stanco dice lei. Stavo proprio cominciando
a stare in ansia.
Le mette un braccio intorno alle spalle. Non sapevo cosa portarti,
cos non ti ho portato nulla. Qui avete tutte le stesse cagate
che ci sono a Preston Falls.
Oh, lo so; e non trovi che sia terribile? dice lei. Che non
possa sentire mai pi il gusto dello sciroppo d'acero? Entra, entra.
Quando  venuta a stare qui, sua madre si  liberata di tutte le
suppellettili da vero maschio: la testa d'alce, la rastrelliera dei fucili.
E naturalmente la La-Z-Boy. L dove lui teneva uno schedario
di metallo grigio, lei ha messo un vaso con vernice azzurra consumata
color uovo di tordo. Ma ha conservato alcuni tocchi stile
Ayn Rand (Autrice del romanzo The Fountainhead (La fonte meravigliosa), poi anche sceneggiatrice
dell'omonimo film): Willis la segue in cucina e, attraverso le pentole di rame
appese alle travi, vede il vecchio orologio IBM. Ha la radio accesa:
toh, si  comprata uno di quegli stereo portatili pretenziosi
che fingono di essere formati da un insieme di componenti. Un
Optimus: la marca promossa da Radio Shack. Successore di Reali-
stic.  deprimente immaginarsi sua madre che entra da Radio
Shack. Lui guarda la sparuta scelta di CD sul bancone della cucina
quando comincia quella fottuta sigla musicale a ritmo di giga: BUM
BUM BUM BUM, BUM BUM BUM BUM, DAMP TADAMPTA DAMP TADAMP-
TA. Sono Noah Adams dice la voce.
So che questo programma ti d fastidio dice sua madre, protendendosi verso il tasto dell'accensione.
E sto... Silenzio.
Grazie dice Willis.
Ma quass quella gente  un'autentica salvezza. Soprattutto
per chi vive da solo. Gli mando sempre dei soldi. Beh, cosa posso
offrirti? Ho dell'ottimo scotch single-malt. Con un pochettino
d'acqua, magari?  cos che lo bevono gli scozzesi veri. Quindi a
quanto pare sta leggendo la raccolta di John McPhee che lui le ha mandato per il compleanno.
E Jean, come sta? dice lei. E i miei nipoti, che non riesco
mai a vedere. Sediamoci fuori sotto il portico, ti va? Non avremo molte altre serate come questa.
Si siedono su un paio di sedie di rami di salice piegati disposte
ad angolo. L'altalena di copertone di Willis pendeva dal ramo di quell'acero.
Non crederesti mai se ti dicessi quello che ho trovato l'altro
giorno dice lei. La prima lettera che mi ha scritto tuo padre.
In codice segreto? dice lui. Per, non ha neanche fatto in
tempo a mettere piede in casa e subito le fa vedere che stronzo che .
Sua madre strizza gli occhi, poi li apre e prende una sorsata di
scotch. Santo cielo. Beh, cosa sapevo io a ventidue anni? Una
piccola stupida studentessa dello Smith College. Lo pronuncia
stieupid. Ma davvero, cos'avrei dovuto sapere? Mi sembrava un
tipo normalissimo. Almeno secondo la mia vasta esperienza. Sorso.
Beh,  passato tanto di quel tempo. Ma la vita  stata strana
davvero. Sorso. Allora, adesso sei libero?
Libero in che senso? dice lui.
Dal lavoro. Non sei in permesso?
Ah, s. Due mesi.
E starai alla tua fattoria?
S, il progetto senza fine. Ho appena riparato un tubo in bagno
che probabilmente perde da quando ho comprato la casa.
Ma  splendido che tu sia capace di fare lavori di quel tipo
dice lei. Da questo punto di vista hai preso da tuo padre. Sorso.
 stata proprio una vita strana. A proposito, hai pi avuto notizie di Cynthia?
Dall'ultima volta che me l'hai chiesto, no. Cynthia era la ragazza di Willis prima che conoscesse Jean.
Mi  sempre piaciuta. E dov' che era andata?
Madison, nel Wisconsin. L'ultima cosa che ho saputo.
Oh, s dice lei. Dev'essere un posto molto civile. Sorso.
Come te la stai cavando? Alla cena manca un'altra mezz'ora.
Abbastanza dice lui. Contro la gamba gli si sfrega qualcosa: Geoffrey, venuto a salutarlo.
Mangeremo pollo coi funghi secchi.
Mamma mia dice lui dandosi una botta in fronte col palmo
della mano. Spero che dopo i funghi secchi non avremo visioni dell'Assoluto.
Buon Dio, su queste cose non scherzarci neanche. In quei
primi anni di Cambridge qualcuno a un certo punto aveva convinto
la madre di Willis a mangiare funghi alla psilocibina.
Oh, dai dice lui. Ero fiero di te. Ricordo sempre quella cosa che tu ascoltavi Beethoven e...
Smettila.
...e vedevi peni viola danzare a tempo come i...
Smettila. Mani sulle orecchie.
...Rockettes. Ne ero enormemente impressionato. Accarezza il muso a Geoffrey, e il gatto inarca la schiena.
Santo cielo, come si fa a pensare di dire cose del genere a un
figlio? Quanti anni avevi, quindici? Quattordici? Beh, ti d un'idea dello stato in cui ero. Orribile.
Ehi dice Willis. A me faceva un'impressione splendida.
S, lo so. Si alza e porta i bicchieri dentro.
Willis osserva l'acero. A quanto pare lo scotch comincia a fare
effetto; si sente le gambe pesanti. La luce colpisce quel ramo da
sopra: la corda che reggeva l'altalena di copertone non c' pi
da un pezzo, e anche la screpolatura si  sanata. Dopo la pioggia,
bisognava sollevare il copertone e tenerlo perfettamente orizzontale
per far uscire l'acqua, altrimenti continuava a sciaguattarci dentro.
In questo periodo sei in contatto con tuo fratello? Non ha
sentito sua madre tornare fuori. Non sar ancora in quel negozio
tremendo? porge a Willis il bicchiere.
Se la cava benone dice Willis. Meglio non dirle che Champ 
appena stato a Preston Falls. Lo ammiro perch tiene cos duro.
Lui prende un sorso; in questo ci ha messo pi acqua.
Sembra che mi voglia ancora punire.
Potresti anche chiamarlo tu, per.
Sua madre alza il bicchiere. Salute. Prende un sorso, poi sospira.
So che la sua nuova ragazza  molto carina. Spero che non si faccia.
Non si faccia? dice Willis. Mi piace, questa. Ma che fai, alla
tua tenera et frequenti brutte compagnie?
Beh, non so quale sia l'espressione che si usa adesso.
A me sembra una brava ragazza dice lui. Naturalmente, tu
diresti che  sempre in maniche lunghe e sembra sempre che abbia il raffreddore.
Ora sei tu che vuoi punirmi. Sorso. Di cos'altro parliamo?
Mmmh dice lui. Okay, cosa ha detto Jeffrey Dahmer a Lorena Bobbitt?
Santo cielo.
Fa niente dice lui.
Dopo cena, Willis si versa dell'altro Macallan, e sua madre mette
su la cassetta di Sciarada. Quando arrivano al punto in cui
Audrey Hepburn dice: Sai cosa c' che non va in te? Nulla, Willis
fa un sorriso di apprezzamento a sua madre, vede che si  addormentata
e le tocca un braccio. Lei si tira gi la gonna, si alza e gli d
la buonanotte. Willis guarda Sciarada fino alla fine, con Geoffrey
che fa le fusa sul bracciolo della sua poltrona, poi si versa ancora
dello scotch. Stupidamente si  dimenticato di portare Il nostro comune
amico, per in compenso trova il vecchio e grosso Circolo
Pickwick della Washington Square Press che aveva alle superiori.
Cos legge la scena del processo, poi una parte del pezzo in cui Mr.
Pickwick si sbronza con Ben Alien e Bob Sawyer. Si versa dell'altro
Macallan, che si porta di sopra insieme al Pickwick nella sua vecchia
camera da letto con la finestra ad arco. Dopo tutti questi anni, i fantasmi
qui gli fanno meno paura, questo s.
E in effetti dorme. Nemmeno un sogno, a quanto ricordi.
Quando scende, lei sta proprio mettendo l'acqua nella piccola
caffettiera da espresso Braun; fettine rigide di pancetta sono gi
allineate su un tovagliolo di carta. Sta ascoltando la Morning Edition.
Buongiorno dice lei. Strapazzato, vero?
Alludi al mio cervello? Si siede a tavola, stronzo ingrato perch
pensa che lei, prima di trastullarsi con la pancetta e balle varie,
avrebbe anche potuto fare dello stramaledetto caff. Lei versa
il grasso della padella in una lattina Medaglia d'Oro, poi rompe
quattro uova in un ciotolone di terracotta. Il resto lui non riesce a
guardarlo. A un certo punto sente la padella che sfrigola.
Non devi tornare subito, vero? Lei prende due piatti dal
mobile e li mette sul bancone, poi si rivolge di nuovo alla padella.
Subitissimo no dice lui. Dovrei mettermi in viaggio nel
pomeriggio per, cos domattina posso alzarmi presto e fare qualcosa.
Oh, peccato dice lei.
Perch?
Beh, ho due biglietti per la serie di concerti da camera al
Hanover. Di solito viene con me Elaine Cooper, ma stasera hanno
in programma Bartk e lei non pu sopportare nulla di cigolante.
Cigolante lo chiama lei.  una un po' menosa, si dice cos?
Probabilmente  una che si fa dice lui. Elaine Cooper  vedova
di un professore di storia di Dartmouth specializzato in Froissart.
Smettila dice lei. Non credo di riuscire a tentarti.
Merda, perch no. Seguirla al concerto col furgone e poi partire
da l. Una bella guidata notturna. Capperi, Bartk, fantastico,
non so. Fa vibrare le dita.  davvero roba da strippare. Forse 
meglio che venga con te per tenerti la mano mentre avrai le allucinazioni.
Oh, benone dice lei, e porta i piatti in tavola. Gli ha dato
quattro fette di pancetta e la maggior parte delle uova. Alla faccia
della dieta. Beh, ma lui avrebbe dovuto dirle qualcosa. Voil.
Lei si siede, poi si rialza di scatto. Ha dimenticato le forchette.
Il sogno gli ritorna in mente come dal nulla, come una profezia
in una Magic 8 Ball (Giocattolo che predice il futuro da una finestrella). Lui e Philip Reed sono su un palco e cantano
quella canzone dei Louvin Brothers Satan is real, working in spirit.
Buon appetito dice sua madre.
Prende la fetta di pancetta pi secca e le d un morso, poi deve
portare una mano sotto il mento per prendere un pezzettino
che si  staccato. Lui respinge il pensiero di poter essere posseduto da Satana.
Alla Morning Edition parlano di quello che succeder ai
computer quando verr il 2000. Il succo  che qualcuno dovr pur fare qualcosa.
Lui ha portato i piatti nel lavandino e ha cominciato a far scorrere
l'acqua, quando sua madre dice: Oh, lasciali e vieni a fare
una passeggiata. Devo farti vedere una cosa.
E cosa potr mai essere?
Vedrai.
Lui spalanca gli occhi e fa di nuovo vibrare le dita. Lei sorride.
Camminano lungo la strada, ormai coperta di vegetazione, che
gira intorno alla casa e passa dal varco nel muro di pietra. Geoffrey
li segue fin qui, poi torna indietro, miagolando lamentoso.
Oltre questo punto bisogna farsi strada tra gli alberelli che sono
cresciuti sul percorso. Un cielo celeste, ma nella notte ha rinfrescato;
Willis  partito da Preston Falls senza una giacca, perci si
 messo una camicia di flanella di suo padre. Attraversano il ruscello
che taglia il sentiero e proseguono in salita. Il vecchio capanno
era a sinistra sopra il ruscello: ora spunta solo qualche asse
grigia muschiosa tra i cespugli di lampone. Costeggiano il muro di
pietra e la fila di vecchi aceri fitti, a distanza regolare. Un tempo
questa era una vera strada che portava a una fattoria che non esiste da un pezzo.
Oltrepassano l'imbocco della cantina scavata nel terreno che
suo padre chiamava podere dei Griffin e continuano a salire. In
quello che un tempo era un orto, sua madre si ferma e tocca un
vecchio melo marcio. Eccolo dice lei. No, aspetta. Credo di essere
girata dalla parte sbagliata. Quello. Indica un albero diverso,
altrettanto vecchio e deformato, pi vicino al muro di pietra.
 qui che sei stato concepito.
Qui fuori? dice lui. Al fresco?. Dio mio, eravate una coppia di bohmien.
Era pi o meno questa stagione, come  ovvio, dato che sei
nato in luglio. Non faceva cos fresco, ma naturalmente era pi
avanti nella giornata. Santo cielo, mi ritorna proprio in mente.
Abbiamo fatto un piccolo nido di tutti i nostri vestiti. Proprio qui, in quella macchia di sole.
Ma davvero dice lui. Si avvicina al punto. Ciuffi d'erba, felci,
vecchie foglie marce. Una pietra piatta, a livello del terreno.
Con i vestiti sotto, non la sentivano. Si abbassa su un ginocchio,
mette un dito sotto la superficie della pietra e la solleva: formiche.
Rilascia cadere la pietra, si alza e si spazzola il ginocchio dei jeans.
E tu sei certa che  stata quella volta l.
Oh, non ci sono dubbi dice lei. Non era uno dei nostri...
periodi migliori, diciamo. Anche se naturalmente non tremendo - sai - come  stato poi.
Gi. Guarda la pietra piatta.
Non l'ho mai detto a nessuno dice lei. Ma  cos strano: stamattina
quando mi sono svegliata avevo una sensazione fortissima.
E me lo ricordavo con una chiarezza... Tutt'a un tratto mi ha
spaventato - sai? - l'idea di essere l'unica persona viva a saperlo.
Perch in un certo senso sarebbe svanito nel nulla, come se non
fosse mai successo, in un certo senso... Credo che se tu non fossi
stato qui avrei chiamato la povera Elaine Cooper e l'avrei raccontato a lei.
Beh dice lui. Voglio dire, sono contento che tu l'abbia detto a me...
Ho pensato che dovessi saperlo. Perch  stata...  la storia tua, in realt, pi che la mia.
Certo dice lui.
Beh, cos adesso lo sai. Lei scuote la testa. Pensavo che per
te fosse una notizia preziosa. Mi sento ferita. Si mette a piangere,
poi smette subito. Mi sa che invece la lontananza mi ha giocato un brutto scherzo.
Le mette un braccio intorno alle spalle, lei sembra rimpicciolirsi
e irrigidirsi. Mi dispiace dice lui. Per me invece  molto
importante che tu, insomma, mi abbia portato qui e tutto il resto.
Smettila dice lei.
Mi dispiace dice lui.
Silenzio. Un corvo si mette a gracchiare.
Pensavo che un giorno, dice lei, magari potresti avere voglia
di portarci i figli tuoi, qui, perch... E un'idea balzana, vero?
Certo che no.
Sapresti ritrovare la strada per venire qui? dice lei. Se un giorno volessi tornarci?
Certo. In realt questo punto lo conosco. Io e lui venivamo qui a cacciare.
Oh, santo cielo dice lei. S, e mi preoccupavo tanto per te.
E tutto per niente dice lui, sorridente e spensierato.
Un'altra mossa o due e lei dir Vogliamo tornare? e si
rincammineranno verso casa e sar fatta.
Non ci tornerai dice lei. Ti dimenticherai che io te l'abbia
detto. Si volta a guardare verso il basso, verso la vecchia cantina sotterranea. Bene. Vogliamo tornare?
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Entra nel cortile alle tre del mattino, ancora elettrizzato dal
caff che ha preso al Dunkin' Donuts di Rutland. Si sdraia sul divano,
si tira addosso il plaid e prende Il nostro comune amico.
Inutile cercare di andare a dormire finch non si  calmato un
pochino. Quando  l'alba l'ha fatto fuori. Una cagata, fondamentalmente.
Si alza, trova The Mystery of Edwin Drood e si rimette a posto,
ma perde il filo in un punto in cui Jasper nel covo dell'oppio
 imbarazzato quando Hildegard Behrens cerca di togliergli le mutande,
solo che Willis non sa che aria abbia Hildegard Behrens,
perci al suo posto usa l'amica di sua madre Elaine Cooper. Probabilmente
 un gioco di parole, un modo per comunicare a se
stesso che ha perso del tutto il controllo: ragionamento degno di
lui. Ma perlomeno non  un'altra storia su quello stramaledetto diavolo.
Si sveglia allo squillo del telefono, salta su e corre.
Ehi, ciao dice la voce.  Reed.
Hu, hu? S?
Cos'ho fatto, ti ho svegliato? Senti, stasera vieni a fare del rock and roll?
Merda.
Credo di averti svegliato dice Reed. Hai ricevuto i miei messaggi?
Sono stato nel New Hampshire. Merda, che ore sono?
Mezzogiorno. Qualcosa del genere. La strada te la ricordi, no?
Non lo so, sai. Sono proprio sfatto.
S, s. Allora torna a dormire e ci vediamo lass verso le nove, okay?
Non so dice Willis. Forse.
Ehi, ma noi non possiamo fare a meno del nostro chitarrista
superfigo. E in pi abbiamo un casino di affari da discutere, io e
te. Ho qui la tua fattura, e dobbiamo darci un'occhiata insieme.
Oh, cazzo dice Willis. S, okay. Ma non posso restare fino a tardi.
Ottimo. Parleremo anche di quello.
Willis piscia via quello che resta della giornata leggendo Drood
e addormentandosi e leggendo ancora Drood. Non che lo riguardi,
ma si immagina che Datchery, il tipo che viene fuori dal nulla,
debba essere Bazzard, l'impiegato di Mr. Grewgious. Chiccazzo
pu essere, se no? Si sveglia da un altro pisolino, e fuori  buio. 
ora di fare un po' di caff e di mettersi in marcia. Sente che potrebbe
farsi di qualcosa. Beh, se il caff lo sveglia quel tanto che
basta ad arrivare lass, poi lo terr sveglio la roba. Anche se la settimana
scorsa tornare a casa  stato un bel casino. Comunque 
bello farsi di cocaina e suonare il rock and roll, o anche solo farsi
e restare l con le chitarre e il resto. Non c' da meravigliarsi che
sia una cosa cos diffusa. Chinandosi per mettersi le scarpe, pensa
che dovrebbe almeno cambiarsi questi calzini. Mass.
Si ferma a fare benzina a Preston Falls, e fuori fa cos fresco
che si tira su il cappuccio della felpa sopra il berretto dei Raiders
e intanto che fa benzina si infila la mano sinistra in tasca. E questo
 solamente cosa, la met di settembre. Tecnicamente ancora estate.
Quando arriva alla fattoria, l'eloderma sul tetto del portico 
acceso e le macchine degli altri sono parcheggiate vicino al granaio.
Apre la portiera e viene colpito da uno sfogo di aria fredda e
di odore di legna bruciata. Li si sente suonare quello che risulta
poi Get Out of My Life, 'Woman, con la batteria vera. Willis espira
e vede il proprio fiato. Ha trascinato chitarra e amplificatore nel
granaio fino in cima alle scale quando finiscono con un whomp collettivo sbrindellato.
Mica male! dice ad alta voce.
Una mano scosta il telo di plastica e compare la faccia volpina
di Philip Reed. Ecco il mio uomo. Dammi soltanto un secondo.
Attraverso il telo di plastica Willis vede una sagoma indistinta
alzare una forma di chitarra indistinta sopra la testa. Poi viene
fuori Reed e scende le scale; toglie la mano di Willis dal manico
del Twin e lo trasporta su lui. Willis sente il suo respiro irregolare.
Schifo invecchiare dice Reed. Ecco. Scosta il telo di plastica
per Willis. Dentro, la stufa ha reso l'aria afosa, e tutti sono ridotti in t-shirt.
Ehi, come va dice il tipo della Strat.
Ehi dice il bassista.
Ehi, cosa succede dice il batterista.
Ehi, l'effetto  ottimo dice Willis. Almeno stando a quello che ho sentito io.
Per ci mancava il nostro chitarrista superfigo dice Reed.
Ecco, perch non ti siedi. Tiro fuori la fattura, sistemiamo quella
faccenda e poi, via col rock and roll. Non dimenticare che sabato
sera devi suonare con noi. Apre la custodia della chitarra. Willis
inserisce la spina del Twin nella ciabatta.
Ah, ecco quel birichino. Reed si infila qualcosa nel taschino
della camicia. Senti, cosa ne dici di un po' di vodka e succo di
pompelmo? Il mio Sparky qui s' appena fatto fuori l'ultima polverina.
Senti, ma vaffanculo dice il batterista. Tu invece non te ne
sei fatta neanche un po', vero?
Reed alza una bottiglia di plastica di Popov. Ne vuoi tanta o poca?
Una cosa giusta. Willis si inginocchia sull'alta moquette e
apre la custodia della chitarra. Morire se ha intenzione di lasciar
capire quanto ci  rimasto male. Si mette a tracolla la Telecaster,
infila la spina nel proprio delay analogico - purista com', quello
digitale non lo userebbe mai - e poi nel Twin, accende l'interruttore
dello standby e suona un mi settima: come ha fatto ha scordarsi cos tanto?
Bello. Reed gli porge un bicchiere di plastica tremolante pieno fino a tre millimetri dall'orlo.
Perbacco dice Willis. Deve fare un bel sorso solo per evitare di rovesciarne.
Sai,  quel qualcosa in pi che do sempre ai miei clienti.
Il tipo della Strat mette i denti di sopra sul labbro inferiore e fa il rumore di una scoreggia.
Andiamo in un posto dove possiamo parlare in modo civile
dice Reed, accennando al punto in cui i teli di plastica si sovrappongono.
Willis lo segue fuori nel buio freddo del granaio e gi dalle scale
lasciando oscillare il bicchiere di plastica dalla mano destra.
Che serata, eh? dice Reed una volta fuori. Willis guarda in
su ed  vero: stelle e uno spicchio di luna. Pi grande o pi piccolo
dell'ultima volta che l'ha vista? Ecco, perch non ci sediamo in macchina?
Apre la porta del passeggero a Willis, che si protende per aprire
la porta del guidatore all'altro. Freddo anche qui dentro. Reed
si infila dietro il volante e accende la luce dell'abitacolo.
Ecco. Reed tocca con il bordo molle del bicchiere di plastica
il bordo molle di quello di Willis. A tempi migliori.
Salute. La vodka fuma, come alcol denaturato.
Questo ti far diventare un uomo dice Reed. Okay, ecco la
cosa. Prende un pezzo di carta dal taschino e lo porge a Willis.
Willis guarda il pezzo di carta, poi guarda di nuovo Reed.
Duemila dollari?
Cosa posso dirti dice Reed. Le mie spese per questa cosa.
Beh, puoi vedere anche tu. Si sporge verso Willis e indica una riga
con la voce Spese dirette: $ 1050. I cinquanta sono la tua multa
dice lui. I mille sono quelli che ci sono voluti per ungere Suo
Onore. E la tariffa, nove e cinquanta, deve tenere conto della mia
conoscenza specifica del sistema legale di queste parti. Spegne la luce dell'abitacolo.
Non posso crederci dice Willis. Mi stai dicendo che hai corrotto il giudice?
Reed prende un altro sorso dal suo bicchiere di plastica. Pendevano
sulla tua testa accuse penali molto gravi, amico. E te ne sei
uscito ballando con una multa da cinquanta dollari. Non sono cose da poco.
Ma mi avevi detto che erano stronzate.
Una stronzata non fa primavera. Reed ride. Cavolo, qualsiasi
cosa significhi. Fa un altro sorso. Senti, sei una brava persona,
un chitarrista fenomenale - suoni male quasi quanto me - e
mi piace che tu stia con noi, sai? Perci facciamola finita con questa
storia, ritorniamo di sopra e facciamo del rock, che ne dici?
Prende una sorsata notevole che finisce col bordo del bicchiere
contro il setto nasale.
Non ce li ho dice Willis.
Prego?
Non li ho. Veramente. Avevo un migliaio di dollari per vivere fino al primo novembre.
Chiedo scusa? dice Reed. Sbaglio o mi sfugge qualcosa?
Sei un pezzo grosso l alla Sportif, o quel cazzo che sei, capo lavatore
di bottiglie o che altro. Tua moglie, a quanto so, lavora a tempo
pieno, hai una casa nel Westchester, un'altra casa quass...
Scuote la testa. Non mi tornano i conti.
E lo sai quanto ci vuole a mandare avanti tutta la baracca?
dice Willis. Pi le rate della macchina, pi le bollette, pi l'assicurazione,
pi tutta l'altra roba? Due bambini a scuola? I biglietti
del treno su e gi da New York? Ogni fottutissimo mese siamo al
limite. Per prendermi questo tempo per me - okay? - ho dovuto
chiedere mille dollari alla MasterCard.
Questa  la tua risposta, dunque. Reed alza un dito e dice:
American Express: non uscite mai di casa senza.
Willis scuote la testa. Questi mille mi hanno ridotto male. Sto
pagando quei bastardi qualcosa come trecento al mese.
Allora mi sa che hai un problema. Reed prende una sorsata
lunga e guarda il bicchiere di plastica vuoto. Ma cazzo, sai una
cosa? Forse non  grigia come sembra. C' quella Telecaster, capisci
quello che voglio dire? Il buon vecchio Fender Twin che ci va
insieme. La configurazione classica. Alla persona giusta potresti
chiedere alcune migliaia di dollari. E ricordo che hai detto di avere
una D-18 di prima della guerra, vero? Come vedi, sei molto pi
in forma di quanto non pensi. Accartoccia il bicchiere di plastica,
apre la mano e lo lascia cadere.
Quindi in altre parole, dice Willis, vuoi chitarra e amplificatore.
A dirti l'onesta verit, dice Reed, le Fender non mi piacciono
manco per il cazzo. Non mi piacciono n da sentire n da vedere.
Prende un pacchetto di Kools dal taschino della camicia,
accende e butta fuori una nuvola di fumo, poi abbassa il finestrino
e butta fuori il fiammifero. Willis vede un'ondata di fumo fluire
oltre la superficie del vetro del finestrino; tira un sospiro. Diavolo,
deve esserci un'altra soluzione. Voglio dire, non voglio che tu
sia costretto ad abbandonare gli strumenti.  come abbandonare un bambino.
Willis non dice nulla.
Okay, forse  stupido girarci tanto intorno. Sono abituato ad
avere a che fare con... Reed getta la testa in direzione del granaio.
Fa un altro tiro, butta fuori il fumo. Okay, cosa ne diresti se io ti
facessi uno sconto molto sostanzioso sulle spese legali? In cambio di un favore.
Cazzo dice Willis, scuotendo la testa. Okay, sentiamo.
Vedi, lo sapevo. Senti, dammi quel cazzo di foglietto. Reed
prende la fattura dalla mano di Willis, la mette sul cruscotto e
prende di tasca un altro pezzo di carta. Questa, ti sembra pi
ragionevole? Riaccende la luce del cruscotto.
Willis prende il foglio. Come l'altra fattura, anche questa 
battuta sulla carta intestata di Reed: Spese legali e spettanze, $ 250.
Guarda Reed, che volta le mani col palmo verso l'alto e inclina la
testa. Capisco dice Willis. Bene. Allora, qual  sto favore?
Presto detto. Stasera, tornando a casa, ti fermi dal nostro
amico Mr. Castleman e gli dai una busta color manila.  una cosa
tipo una - come si chiama - busta imbottita. Ecco, te la faccio vedere.
Si china in avanti, mugugna, spinge il braccio sotto il sedile
e tira fuori una busta postale chiusa con nastro lucido marrone
chiaro. La posa sul mobiletto tra i due sedili. Lasci questa da Calvin
tornando a casa, poi sabato sera, mentre vieni al nostro concerto,
ti fermi ancora da lui che ti d un pacchetto. Ti aiuter lui a
trovare un posto sicuro dove metterlo. E poi non fai che venire alla
Log Cabin, rispettando i limiti di velocit e i segnali stradali come
del resto so che fai sempre, e alla fine della serata io ti do
un'altra busta, che porti di nuovo da Calvin tornando a casa. Semplice.
Merda. Willis guarda la busta, poi prende un sorso troppo
grosso dal bicchiere di carta e ci tossisce sopra.
Ehi, stai bene, tigre? dice Reed. Lascia che apra il finestrino.
Abbassa a met il suo finestrino, spegne la sigaretta sull'esterno
del vetro e la butta. Troppe emozioni dice. Allora, cosa ne pensi? Non  poi cos terribile.
Willis non dice nulla.
Vedi, quando vai da Calvin tu sei solo un vicino che si ferma
di passaggio. E da queste parti sei uno che si fa vedere a suonare
con noi. Cazzo, non  che tutti controllino tutto quanto. Ma
Calvin un piccolo problemino ce l'ha avuto, perci i poliziotti
gli stanno addosso, e naturalmente sarebbero contenti di togliersi
dai coglioni me, perch sono un tipo all'antica e voglio
ancora credere che nel nostro sistema ognuno abbia diritto a un avvocato.
Merda dice Willis.
Invece tu, vedi, per loro sei solo un normale cittadino, perci
il tuo unico rischio consiste nel non fare quello che si suppone dovresti
fare. Cosa che non succeder, vero? In pi naturalmente
partecipi alla spartizione del bottino, e che il bottino ti piace, quello lo so bene.
D un'annusata e si d un colpetto al naso, e Willis sente una
vampata di quella che in un altro contesto giurerebbe che  invidia sessuale. Il piede di Champ tra le cosce di Tina.
Ecco dice Reed, allungando la mano verso l'altro taschino della camicia. Te ne ho conservato un assaggino.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Willis si sveglia con la guancia destra nella moquette intrecciata.
Gli fa male la testa. Alza lo sguardo e vede una stufa posata su
blocchi di cemento. La moquette, la sente,  formata da molte,
molte piccole fibre artificiali dure. Ha addosso tutti i vestiti - le
scarpe, perfino - e qualcuno gli ha messo sopra un foglio rigido di
incerata blu, con asole orlate di metallo lungo i margini. Ha la
punta del naso fredda, ma i vestiti e l'incerata gli tengono caldo il
corpo. Lo stomaco sottosopra, anche se non al punto di dover vomitare.
Prima o poi deve smettere di farsi sta roba.
Si solleva sul gomito, al che la testa gli fa talmente male che gli
lacrimano gli occhi. Questi malditesta devono essere minimo un
tumore al cervello; normali non sono davvero. Si guarda intorno e
vede il batterista sdraiato. Giusto, ora ricorda: Sparky si  accasciato
prima di lui. Non che Willis si sia accasciato, a dire la verit.
Gli scappa da pisciare, e la testa gli fa talmente male che non fa
un cazzo di differenza se si alza oppure no. Si avvicina furtivamente
alla batteria, i passi silenziosi sulla moquette, e guarda gi.
Willis ritiene che il tipo stia bene: sembra che le spalle si alzino e
si abbassino a ritmo. Vengono su esalazioni di alcol, sempre che
non vengano su da lui. Willis mette via la chitarra e le altre cose,
chiude silenziosamente il coperchio della custodia ed evita di far
scattare le fibbie tenendole col lato del pollice. Si tasta le tasche per sentire se ci sono le chiavi.
Merda, la busta. Ora s che gli viene in mente.
Scosta la copertura di plastica e dai buchi della facciata del
granaio penetrano pennelli di luce del mattino come nelle immaginette
religiose. Il buon vecchio furgone  dove l'ha lasciato, accanto
all'Econoline; le altre automobili sono sparite. Sul parabrezza
c' un appunto o qualcosa. Posa chitarra e amplificatore sull'erba
bagnata e toglie un pezzo di carta protocollo gialla da sotto
il tergicristallo: Guida con prudenza. Apre la portiera e tocca sotto il sedile: la busta  ancora l.
Fa il giro intorno al granaio per pisciare, che dalla casa non lo
vedano. Dove il getto cade a terra si alza solo una stria minima di
vapore, cos prova ad alitare per vedere se fuma anche quello e naturalmente,
naturalmente, riesce a pisciarsi sulla maledetta scarpa.
Per punirsi, si morde il labbro inferiore con i canini sinistri: fa un
male bestia, ma gli sta bene. Si succhia il labbro, sente il sapore salato
di metallo e sputa sangue sulla scarpa su cui ha pisciato. Cos impari, stronzo di merda.
Il sole  proprio sopra le cime degli alberi. Mentre scende sballonzolando
per il vialetto, guarda verso la casa: una luce nella parte
col tetto basso e aria ondeggiante limpida sopra il camino di cemento.
Probabilmente la moglie del bassista si sta preparando per
andare a lavorare, sempre che lavori. La disapprovazione di una donna: la si sente trapelare.
Per tutta la strada a doppia corsia, Willis vede ragazzine e ragazzini
che aspettano l'autobus, con addosso giacche di jeans azzurre,
o giacche di lana a scacchi rossi e neri, oppure giacche di
nylon gonfie con combinazioni di turchese, rosso e giallo. Alcuni
guardano dall'interno di cabine, costruite dai loro genitori perch
non prendano freddo, altri dal freddo battono i piedi. Un ragazzino
 seduto a leggere dentro una guardiola militare con su dipinta
l'Union Jack. All'angolo di una strada non asfaltata, vicino a un
gruppo di cassette postali, una mamma in pantaloni della tuta sta
parlando con una mamma in jeans mentre cinque o sei bambini
giocano a ce l'hai nell'erba alta bagnandosi le scarpe. E tentato di
dare una sterzata al volante e puntare sul mucchio. Beh, non proprio
tentato: per prende in considerazione la possibilit. Tiene pi stretto il volante e passa oltre.
Ora la lancetta della temperatura si  alzata un pelo, perci
prova ad accendere il riscaldamento; ma certo, l'aria calda gli soffia
sulle gambe. Viene percorso da un brivido, il corpo abbandona
la tensione che ha mantenuto contro il freddo; o perlomeno questa
 la piccola teoria di Willis. La testa comincia a funzionare meglio,
perci magari si ferma a Preston Falls a prendere un caff e
un giornale. Per Dio, leggere il giornale. Ma quando arriva al punto
in cui o si svolta per Preston Falls o si continua dritti fino a incrociare
Brown Road, si domanda perch sfidare la fortuna. Con
questa busta sotto il maledetto sedile, basta una luce del freno o una freccia rotta.
Willis svolta nel vialetto di Calvin Castleman; il furgone di
Calvin, stracarico di legna da ardere, quasi blocca il passaggio.
Quando scala la marcia per girarci attorno, il cambio fa ancora le
bizze. Magari  il freddo: non c' del grasso nel cambio? Che si indurisce
e si ammorbidisce? D un colpo di clacson, e scende; a
una finestra della roulotte vede un angolo di tenda scostato e poi
mollato; si apre la porta e Calvin esce in maniche di camicia e stivali da lavoro slacciati.
Ehi chiama Willis.
Calvin lo fissa. Dovevi venire ieri sera.
Beh, abbiamo fatto tardi, dice Willis, cos ho finito per dormire l. Stavamo...
See, lo so benissimo dove cazzo eravate. Reed lo sa che sei rimasto
l invece di venire qui? Guardami, quando parlo con te.
Willis incrocia lo sguardo dell'altro. Sono cos vicini che non
riesce a fermare il pensiero: inferiorit genetica. Se Calvin  capace
di leggere nel pensiero, lui  fottuto. Willis strizza gli occhi. Li
strizza di nuovo. Calvin non li sta chiudendo. Willis si succhia il
labbro dove se l' morsicato. Il che dev'essere segno di sottomissione.
Senti dice Willis. Se ci sono problemi, devi parlarne con Reed. Lui mi ha solo detto che...
See, il problema c'. C' un fottutissimo problema grosso cos.
Questa gente con cui tratto, sono tizi fottutamente seri, capisci
cosa intendo? Io dovevo partire ieri sera.
Senti, dice Willis alzando le mani, non ne so nulla.
Beh, a te ti va bene, non  cos? Scuote la testa. Bastardo figlio di puttana. Ce l'hai, vero?
Willis indica il furgone con un pollice e Calvin lo segue; quando
Willis prende la busta da sotto il sedile, Calvin l'afferra. Andiamo in casa.
Perch? dice Willis.
Cazzo ti preoccupi? C' tutto, no?
Quello che c'era, c' ancora.
Allora non hai niente da preoccuparti. Calvin si avvia verso
la roulotte. Basta che non  lui che ha intenzione di metterlo nel culo a te.
Come farebbe a metterlo nel culo a me? dice Willis, correndo per raggiungerlo.
Calvin lo guarda. Come fa? Benissimo, lascia che ti chieda
una cosa. Scommetto dieci dollari che non ti ha detto quanto c' qui dentro. Giusto o sbagliato?
Vai avanti dice Willis.
Supponiamo che entriamo qui dentro e io la apro. Sale sulla
soglia formata dal blocco di cemento e si volta verso Willis. E
che ne mancano mille, o quello che . A quel punto gli basta fare
il furbo e dire, beh, quando gliel'ho data c'era dentro tutto. Mi segui fin qui?
Willis non dice nulla.
Calvin annuisce. Tutta roba nuova per te, vero?
Capisco quello che vuoi dire dice Willis.
Comunque, dice Calvin Castleman, non credo che abbia
intenzione di cazzeggiare a questo punto della cosa, vedi, perch
sa che, finch non ho controllato, non gli arriva niente. E c' gente
che aspetta da lui. Comunque, io mi guarderei bene il culo.
Apre la porta della roulotte, e Willis lo segue nell'aria viziata di legna bruciata.
Willis si siede sul vecchio sedile da macchina di fronte alla vetrina
con scatole di pallottole e bottiglie di Hoppe's N. 9. Calvin
posa una chiappa sullo sgabello grigio di metallo, posa la busta sul
banco da lavoro, prende un apriscatole e taglia il nastro. Infila
dentro una mano, guarda Willis, si alza e gli volta la schiena. Willis
si guarda intorno. La pelle di qualche animale, la coda penzolante,
inchiodata al rivestimento. Un fumetto ingiallito Far Side
che da qui non riesce nemmeno a distinguere, tenuto su con dello scotch ingiallito.
See, okay. Calvin apre il cassetto di sopra di un archivio di
metallo e ci infila la busta. Allora passi di qui sabato. A che ora passi?
Dobbiamo cominciare verso le nove. Lui vuole che siamo l
alle otto, otto e mezza per prepararci. Perci... alle sette?
Meglio che facciamo ai meno un quarto. Porta tutta la roba
che devi portare, e da qui vai diretto l.
Okay.
E di' a Reed di andare a farsi fottere. E l'ultima volta, diglielo.
A me piace sapere con chi cazzo ho a che fare. E non sono cos
testa di cazzo da non sapere che ti ci fai pi che un assaggino.
Allora ne sai pi di me.
Gi, allora cos', lo fai per sport? I tuoi fottutti weekend che
vieni su da New York? Dovresti andare alle aste. Alle mense di beneficenza, roba del genere.
Ma guarda guarda dice Willis. Non  certo il massimo del
divertimento. E mi sa che non lo  neanche per te.
See, quella roba l'ho mollata un casino di tempo fa. Calvin
sputa sul pavimento e ci passa sopra con lo scarpone. Mi sa che il
conto dell'avvocato ti  arrivato, eh?
Di ritorno a casa, Willis mette su il caff e controlla la segreteria.
Quattro messaggi. Preme Play.
Ehi,  Reed. Senti, domani sera devi venire a suonare con noi.
Dammi un colpo, okay?  davvero importante che ci vediamo."
Biiip. Ehi. Ancora Reed. Sei l? Merda. Biiip. Lungo fruscio fastidioso.
Biiip. Willis. Sono Marty. Senti, amico, mi spiace un casino
disturbarti lass, ma abbiamo per le mani un problemino, e ho pensato,
beh, ora di adesso probabilmente si sar stufato di starsene l a
guardare gli alberi, perci, ecco, se puoi.  mercoled mattina. Le
nove meno dieci. Anzi, sai cosa ti dico. Dato che lass hai un fax, ti
mando semplicemente il fax. Come minimo ti diverti. Biiip.
Quindi Marty Katz  ancora sul pianeta. Dandineau Beverages.
Suona tutto cos strano.
Su nel suo studio trova il foglio che sta uscendo dal fax: una
pagina della rivista Time con la pubblicit in cui una bionda sudata
sta per versarsi in bocca il contenuto della bottiglia e uno resta
l a domandarsi: ma le tette si vedono davvero o  solo un gioco
di luci? E allora? Lui ha scritto un comunicato stampa sull'argomento
sei mesi fa. Willis la strappa dal fax e la porta sulla propria
scrivania. Ah, ecco. Accanto alla pubblicit c' la foto di una
siringa che entra in un braccio (riquadrino, faccia di adolescente)
come accompagnamento a un articolo sugli atleti delle scuole superiori
e gli steroidi, pi una menata sui valori per stimolare il lettore.
Chi di noi non si sente coinvolto quando un atleta delle superiori
si fa di steroidi? Willis alza il telefono.
Steroidi dice quando risponde Marty. Ti rendono forte come un toro.
Ciao dice Marty. Richiamare  stato un gesto davvero nobile da parte tua, vecchio.
Allora ci interessa davvero?
A te no di certo. Cosa vuoi che t'interessi? Tu hai gli alberi,
da guardare. A Bucky, invece, interessa molto. E grazie a Bucky
sto imparando a interessarmene anch'io.
Beh, questa  una buona cosa, no? dice Willis. Ci sono
troppo pochi interessi in questo mondo.  per quello che la nostra
giovent ricorre agli steroidi.
Allora, hai qualche idea? dice Marty. Lui vuole un comunicato.
Benone, buona idea. Cos possiamo mettere in risalto l'ironia,
caso mai a qualcuno fosse sfuggita. Qualcuno dovrebbe dire a
Bucky che adesso  considerato positivo contenere la propria rabbia.
Ho letto da qualche parte che, tutto sommato, non fa venire il cancro.
Perch non glielo dici tu? Ecco, te lo passo.
Okay, okay. Ehi vecchio dice Willis. Suppongo che tu abbia
gi cercato di convincerlo a lasciar perdere?
Mica tutti abbiamo quel coraggio sfrenato che hai tu. Ho messo a lavorarci Carey Wyman.
Ah, benone, cavolo. Allora non hai bisogno dell'aiuto mio.
Molto divertente dice Marty. Pensi che sia possibile che tu
dia un'occhiata a quello che sta facendo?
Certo, non c' problema. Lui lo sa o no?
S che lo sa. Probabilmente la cosa pi semplice  che vi mettiate
in contatto via filo. L sei collegato, no?
Non ti immagini quanto!
Apprezzo molto il tuo gesto. Non ti dovrebbe portare via tutta
la mattinata. Ma cosa stai facendo di preciso lass?
Oh, sai. Bevo come una spugna. Traffico di droga con gli indigeni.
L'altro giorno m'hanno sbattuto in gattabuia.
Cos'hai fatto, stuprato una vacca? Il povero Marty pensa
che queste siano ancora battute ciniche da businessman. Allora,
nella tua dacia stai facendo dei lavori?
Un pochino dice Willis. Pi che altro tengo le chiappe attaccate al divano.
Il buon Signore le chiappe le ha fatte per questo. Qualcosa su
cui sedersi intanto che guardi il football. Solo che tu il football non lo guardi, vero?
No, io sono un intellettuale. Non leggi quello che scrivo?
Giuro su Dio, se sei lass a scrivere un fottuto romanzo... Comunque,
senti. Ho detto a Carey che avresti potuto contattarlo. E
far in modo che Bucky sappia che stai dando una mano durante
il tuo tempo libero. Pu servirti a uscire dal tuo periodo di disgrazia.
Te l'ho detto quello che ha detto, no? Quando gli ho detto che
facevamo un festino in ufficio per te? Ha detto: "Credo che sar occupato".
Sar stato occupato.
Sai, mi preoccupi, piccolo dice Marty. Stai scherzando, vero?
Quando ritorni, dovrai startene buonino buonino. Non devi
assolutamente mai far sapere che hai una vita familiare. Quella  la madre di tutti i tab aziendali.
E la chiami vita? dice Willis.
Morditi la lingua. Qualcuno potrebbe sentirti. Marty  un
tipo della serie pensa-a-quante-belle-cose-ti-sono-capitate-nella-vita.
Willis riaggancia, accende il computer e manda una e-mail a
cwyman.dandi@aol.com: appena parlato con marty. hai tutta la mia comprensione, a che punto sei?
Va di sotto e prende un'altra tazza di caff. Quando risale, c'
un messaggio in risposta: spererei di finire entro mezzogiorno, credi
che funzioni come impostazione? cominciamo deplorando ogni
forma di consumo di droga (allusione al fatto che da cinque anni sulle
etichette scriviamo diciamo no alla droga), poi passaggio (devo
ancora elaborarlo) all'idea di sportif come alternativa sana alle bibite
ipocaloriche, minerali ecc. ecc. ciao carey.
Ah, i giovani. Ma dire cos non  giusto ai giovani. La teoria di
Carey Wyman  che Buckridge ha un debole per gli aspiranti provenienti
da quel college del cazzo in Indiana da cui  uscito anche
lui. Willis clicca rispondi al mittente e scrive: cominciare con la menata
contro la droga mi sembra okay, la balla del giorno, no? ma
credo che in questo caso abbiamo bisogno di tutt'un altro livello di
falsit barra ingannevolezza. dato che abbiamo gi ottenuto di far
fare il nostro nome gratis (che  lo scopo del gioco), perch non licenziamo
il copy della pubblicit (che cos passa per uno che fa i propri
interessi) e diciamo semplicemente che approviamo vigorosamente
il servizio di time, dall'inizio alla fine, o quel che cazzo, che
magari siamo addirittura orgogliosi di essere associati a. in modo diretto.
e trullallero trullall.
Arriva un messaggio in risposta: grazie, ci prover, credi per
che B lo possa accettare? ciao, carey.
Willis clicca rispondi al mittente e scrive: probabilmente marty
riesce a fargliela accettare, (se vuoi, marty posso convincerlo io.)
una cosa in suo favore, dal punto di vista di B: viene da te, non da me.
prevedo una luna di miele felice.
Messaggio in risposta: grazie, ma credo che a marty riesco a fargliela
accettare io. non voglio portarti via altro tempo, ciao, carey.
L'unica cosa davvero carina su Carey Wyman  quanto sia evidente
che vuole il posto di Willis. Willis clicca rispondi al mittente e
scrive: in bocca al lupo, con la benedizione di un vecchio.
 ancora collegato, per vedere se Carey Wyman tenta una replica
spiritosa, quando suona il telefono. Allora ha fatto bene a
farsi mettere linee separate; Jean diceva che era uno spreco dato che l ci stava solo nei weekend.
Ed  proprio Jean.
Ti interrompo? dice lei.
No dice lui. Solo... niente. Che succede?
Ha appena telefonato la scuola. Sembra che Roger stamattina abbia picchiato un bambino.
Lui sta bene?
Roger? S, sta bene nel senso che non si  fatto male. Non volevo
chiamarti, ma poi ho pensato che fosse meglio che tu lo sapessi.
Bene dice lui. E l'altro bambino?
Sembra che stia bene. L'hanno portato in infermeria, ma l'infermiera
l'ha rimandato in classe.
A quanto pare, un testimone a favore caso mai i genitori facciano causa.  stato per autodifesa?
Pare di no dice lei.
Mmmh. Beh, questa s che  brutta. E la scuola come se la giostra?
Mr. Giles l'ha mandato nella stanza del silenzio per tutt'oggi.
 E l'eufemismo della scuola per indicare detenzione; Roger ci 
gi stato, ma mai per un giorno intero. Dovr recuperare il lavoro e... okay, io lo aiuter.
Sei in ufficio? dice Willis.
S. Dove altro potrei essere? Oggi pomeriggio lo vede Mrs.
Schoemer. La psicologa della scuola. Gi vista anche lei.
E io direi che giustizia  stata fatta dice Willis.
Senti, ho una riunione. Ho solo pensato che dovevi saperlo. E tu, stai bene?
Mai stato meglio dice lui.
Okay, devo andare dice lei.
Allora mi sa che devo venire.
Perch?
Beh, per dare una mano a affrontare questa situazione. Carol  arrivata?
Non ancora dice lei. Non c' motivo che tu interrompa
quello che stai facendo. Sono venuta in ufficio presto per poterlo
andare a prendere, e ho pensato di portarlo da qualche parte, noi
due soli, e cercare di parlare.
Buona fortuna, allora.
Perch, tu cos'altro suggeriresti? Di non parlare?
No, hai ragione dice lui. Cos'altro puoi fare?  solo che, se
prima la strizzacervelli gliela mena in lungo e in largo, e poi arrivi tu...
Non  questo che fa dice Jean. Senti, devo andare.
Arrivo oggi pomeriggio.
Per favore no. Non voglio che tu venga.
Jean,  anche una responsabilit mia.
Vuole essere una battuta? dice lei. Devo andare.
Willis scende, prende dell'altro caff, mangia dei Cheerios.
Quando torna di sopra c' posta da Carey Wyman: ecco una bozza,
mi piacerebbe conoscere il tuo parere, ciao, carey. E poi il pezzo.
Willis lo butta via senza nemmeno leggerlo, clicca rispondi al mittente
e scrive: se va bene a te, va bene anche a me. Caso mai dovesse
suonare ostile, aggiunge: in culo alla balena.
E arriva un messaggio: grazie, ora  da marty, perci tengo le dita
incrociate, ciao, carey. Quindi l'aveva gi mandato. Il parere di
Willis era proprio prezioso, eh?
Risuona il telefono.
Allora, che ne pensi? dice Marty. Te l'ha mandato no?
S, gli ho detto che mi sembrava okay.
Compreso l'"auspicabilmente"? Sai bene cosa dice Bucky a
proposito di "auspicabilmente".
Oh dice Willis. Ops.
Mi sa che hai altro per la mente.
In effetti  cos dice Willis. Mi ha appena telefonato Jean
e mi ha detto che Roger ha avuto una lite con un bambino a scuola.
S? Gli ha rotto il muso?
Sembrerebbe. L'altro bambino l'hanno dovuto portare in infermeria.
Ehi.  sulla buona strada.
Beh, ci sono opinioni diverse in merito dice Willis. Comunque,
oggi pomeriggio devo venire gi, perci se vuoi che faccia
un salto domani dammi un fischio.
Per questo? Naa, posso sistemare tutto da qui. Ma senti, gi
che siamo in argomento. Tu torni vero? Te lo chiedo perch, se
qualcuno lasciasse uscire dalla gabbia per due mesi interi me... Ci
siamo capiti. Sarebbe come rimettere il dentifricio nel tubetto.
Ma tu andresti dice Willis. Voglio dire, dovresti andare.
Cosa vuol dire dovresti? dice Marty. Sai cosa ti dico? Dovresti
respirare, quello s. Non lo so, ho una strana sensazione.
Ed  per quello che sei il brillante dirigente di bevande sportive
che sei dice Willis. Marty. Ho una casa - due case - due serie
di bollette, mutui, casa e famiglia, rate della macchina... Credimi:
se c' mai stato qualcuno preso per le palle.
Detesto farmi gli affari tuoi, dice Marty, ma la tua situazione
non  affatto eccezionale. Il punto , io lo so quanto fanno in
fretta certe persone a scomparire del tutto dallo schermo. Cazzo,
non so, sto sconfinando nel ridicolo.
No, no, no, apprezzo l'interessamento dice Willis. Per
credo di non capire di cosa tu stia parlando esattamente. Ho paura
che quass non ci siano navi merci su cui imbarcarsi.
Lascia stare dice Marty. Probabilmente sto solo proiettando.
Leggi: invidia. Senti, grazie dell'aiuto.
Cosa vuoi che sia, il mio regalo d'addio al mondo dice
Willis. Quello che faccio  molto, molto meglio. Qual  la risposta?
Molto bene, allora, qual  la domanda? Nel complesso, dovrei essere a Philadelphia.
Okay dice Marty. Ti lascio a quello che .
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
 ancora giorno quando Willis entra nel vialetto a Chesterton:
due strisce di cemento lastricato con in mezzo l'erba, dei tempi
delle automobili con il predellino. Perlomeno i proprietari precedenti
della casa hanno avuto il buon gusto di non asfaltarlo, e di
non sostituire le porte del garage con il profilato a forma di Z con
un basculante. Anche se  pi probabile che non se lo potessero
permettere. Il Cherokee non c'; lui cammina lungo il vialetto,
guardando il muschio verde vellutato che riempie le fessure del cemento,
poi taglia per il prato verso la porta della cucina. Ecco
Rathbone, sulle zampe posteriori, che guarda fuori. Willis dice
Bel muso! e gira la maniglia, solo che la bastarda non gira. Sente
se in tasca ha le chiavi di casa. Merda. Bussa, caso mai ci fosse qualcuno.
Beh, se non ci riesce in nessun altro modo, c' una chiave fissata
con lo scotch sul fondo di uno dei bidoni della spazzatura.
Si sentono dei passi, ed ecco che arriva Mel.
Gli apre la porta e dice: Pap, ma cosa ci fai qui?. Rathbone
sfreccia fuori, scodinzolando con tutto il suo didietro, e salta addosso a Willis.
Io qui ci abito. S, bravo cane, sono contento di vedere anche
te. Rathbone ha le zampe intorno alla vita di Willis. Willis lo strofina
tra le orecchie di seta. Tu come stai, tesoro?
Io sto bene dice Mel.
Ti spiace se entro?
Pap-a dice lei e si scosta di lato. Lui chiude la porta dietro
di s e butta la giacca sullo sgabello Cosco. Rathbone gli sta ancora
danzando intorno, le unghie ticchettano.
S, sei un bravo bambino dice Willis.  stato fuori ultimamente?
 solo contento di vederti dice Mel.
Dov' la mamma?
Doveva fare la spesa.
Ah dice lui. Ha portato Roger con s?
No. Ha tentato, ma lui non ha voluto, e allora lei si  infuriata
e lo ha fatto andare in camera sua. Vuoi un po' di t, pap? Okay,
Rathbone. Buono.
No. No, grazie dice lui. Magari far del caff pi tardi.
Cuccia. Rathbone fa la cuccia, ma continua a scodinzolare.
Per te  meglio il t.
La segue in salotto. Lei si siede sul divano a gambe incrociate,
dove lui vede con piacere che ha un libro aperto appoggiato in gi
e un quaderno ad anelli. Le suole dei calzini bianchi sono quasi
del tutto intonse. Sopra il divano incombe questo quadro fatto
tempo fa da Jean di un letto con dentro nessuno. Le pieghe della
coperta a quadretti sono una sorta di tour de force, in apparenza, ma non pu sfuggire l'allusione.
Come sono i compiti quest'anno? dice lui. Si siede sulla sedia
di legno, per non essere troppo comodo; deve salire ad affrontare il problema.
Non so. Sono solo compiti.
S, mi sa che  per quello che li chiamano compiti.
Sei venuto per via di Roger?
Beh, quella  stata la scusa dice lui. Vede che il libro che lei
sta leggendo  I Know Why the Caged Bird Sings.
S, come se in realt tu avessi tutta sta voglia. Si sta arrotolando
una ciocca di capelli intorno a un dito.
Beh,  meglio che stare in prigione dice, con un'improvvisa
ispirazione. E un modo giocoso per affrontare l'argomento tab.
Per adesso che l'ha detto, non ne  tanto sicuro. Mel continua ad
arrotolarsi i capelli. Il loro primo errore con lei  stato chiamarla
Melanie: dato che lui e Jean sono tutti e due bruni, lui se la immaginava
con questi capelli neri rilucenti. (Puoi giurare che Willis
conosce l'etimologia di ogni maledetta parola.) Ma quando aveva
sei anni, i capelli da bruni le sono diventati biondi, ed eccola l,
con appiccicato il nome di Melanie Willis. Come un personaggio
di Hollywood. Sta pensando a Bruce Willis e a Melanie
Comecazzosichiama, quella puttanella. Anche se in realt Bruce Willis
sta con Comecazzosichiama quell'altra. Willis si fa un punto
d'orgoglio di non stare al passo con queste cose.
Senti, mi dispiace molto che tu abbia dovuto assistere a quella
scena dice lui. Mi sa che ero pi stressato di quanto, per cos
dire, non mi fossi concesso di pensare. L'ha gi fatto questo discorso?
Per cosa eri stressato? dice lei.
Non so. Per il lavoro, pi che altro. Sembra che lei accetti la
spiegazione. Pelomeno non dice nulla. Allora la mamma vi ha lasciato
qui soli?
Perch no? dice Melanie.  da quando ho l'et di Roger
che sto a casa da sola. E non chiamarla la mamma, okay?
Hai ragione. Dio, mi sento come Rip Van Winkle (Titolo e protagonista di un romanzo breve di Washington Irving). Ehi, ecco,
quella sarebbe una buona domanda di cultura generale. Come si chiamava il cane di Rip Van Winkle... no, aspetta. Prima, chi era Rip Van Winkle?
Mel sospira. Wolf.
Lui la guarda. Stai scherzando.  davvero quello il nome del cane? Come facevi a saperlo?
Ce l'hanno fatto leggere l'anno scorso.
E ti sei ricordata il nome del cane? Incredibile.
Lei si stringe nelle spalle. Lui vede che ha dei problemi all'angolo
della bocca. Sta cercando di non sorridere.
Non pensavo che lo si leggesse ancora a scuola dice lui.
Nulla. Quindi deve fare la stramaledetta domanda per esteso.
Perch stavate leggendo Rip Van Winkle?
Stavamo studiando le culture delle tredici colonie.
Ah. Palmo della mano sulla fronte. La giornata della cultura
olandese. Sta sputando sulla scuola dove ha deciso (insieme a
Jean) di mandarla. Meglio passare al suo modo di fare attento,
barra rispettoso. Allora, cosa ne hai pensato?
Non so dice lei. Sessista. Ovviamente.
Perch ovviamente?
Tutte le cose di quell'epoca. Lui odiava le donne, tipo?
Vuoi dire come odiava la signora Rip? S'intravede uno
scorcio pittoresco: discussioni letterarie padre-figlia. S, tu in
un certo senso ti domandi come sarebbe stata la storia narrata al femminile.
Mel non dice nulla.
Senti, dice lui, la mamma ha detto quando sarebbe tornata? Ops. Scusa.
Mel sospira. Ha detto non tardi.
Allora senti, credo che sia meglio che vada su e scambi due
parole con tuo fratello. Si alza e si stira, i pugni alti sopra la testa.
Il Terminator dice lei.
Giusto dice lui. Hai delle teorie in merito?
S. Il testosterone.
Mi sembra un po' giovane per quello dice Willis. Non so,
magari no. Un'altra cosa sulla quale  ignorante come un mulo: il
testosterone ti viene solo alla pubert, o viene automaticamente coi testicoli?
Sale le scale, Rathbone al suo fianco, la coda che colpisce le balaustre,
e bussa alla porta di Roger. Iuhu. Il Rog-meister.
Cosa dice Roger dalla porta.
Guarda che soffio.
Cosa vuoi?
Roger, se non apri la porta prima che io conti fino a dieci...
Ma guarda che  aperta.
Willis apre la porta e Roger  seduto contro il muro, le gambe
divaricate, con quello che sembra un peso da due chili e mezzo
per mano, tenendo diritte le mani tremanti. Ehi, come va?
Roger non risponde. Willis si avvicina e si siede alla sua scrivania.
Un casino pazzesco. Fogli, cassette, evidenziatori, piccoli supereroi
di plastica. Una bottiglia di colla con la punta a cuneo,
colla che cola dalla fessura.
Tua madre mi ha detto che stamattina a scuola  successo
qualcosa dice Willis. Vuoi darmi la tua versione?
No.
Forse mi sono espresso male dice Willis. Cos' successo?
Roger abbassa i pesi, lentamente, sempre tenendo le braccia
diritte. All'ultimo centimetro perde il controllo, e li fa cadere sul
pavimento. Tira un respiro profondo, espira. Ho dato un pugno a un bambino, sai che roba.
Quale bambino? dice Willis.
Non so come si chiama.
Quanti anni ha?
Non so.
Pi vecchio o pi giovane di te?
Uguale.
Quindi  in classe con te, ma non sai come si chiama? Risposta zero. Che cosa ti aveva fatto, questo bambino?
Nulla.
Allora perch l'hai picchiato?
Mi stava sui nervi.
In che senso?
Non so,  un febo. Non lo volevo l. Lentamente, Roger risolleva i pesi.
 una buona ragione per picchiare?
Quando gli ho detto di togliersi, non si  mosso.
Perch avrebbe dovuto?
Nessuna risposta. I pesi un centimetro su.
Supponiamo che qualcuno si mettesse a darti ordini dice
Willis. Come la prenderesti?
E allora? Io non sono mica lui. Roger ha i pesi a livello delle
spalle, le braccia completamente tese.
Com' che l'hai chiamato: febo? Cos' esattamente un febo?
Roger non pu decisamente conoscere la parola efebico.
Non so dice Roger. Un febo. Uno che non  capace di fare
niente di giusto. I pesi cominciano a scendere.
Beh, sai, dice Willis, a volte uno pensa di avercela con qualcuno
ma in realt ce l'ha con qualcun altro. O ce l'ha con se stesso.
Quel povero bambino probabilmente star pensando Ma
quando cazzo viene qualcuno e lo caccia fuori di qui?
Roger posa i pesi sul pavimento. Ho sete dice.
Willis lo segue in cucina (Mel alza lo sguardo su di loro, poi lo
riabbassa sul libro) sentendosi uno stupido pitecantropo senza futuro
che trascina gli arti anteriori contro il pavimento mentre Roger
 compatto, agile, appartiene a una razza sufficientemente
adattiva per sopravvivere. Roger si solleva in punta di piedi per
prendere un bicchiere - con una leggerezza tale che a Willis viene
un colpo - poi apre il frigorifero e si versa del latte. Rathbone (che
sa dove si tiene la carne) fa la cuccia come un bravo cane, fissando
il frigorifero aperto e muovendo la coda avanti e indietro sul linoleum.
Mi sa che ti faccio compagnia dice Willis.
Ma se tu non lo bevi, il latte. Roger prende il bicchiere di latte
in una mano e il flacone di polvere di proteine nell'altra, e chiude
il frigorifero col piede. Willis va all'armadio e prende un bicchiere.
Roger mette la roba sul banco e prende un cucchiaio dal cassetto delle posate.
Ho solo intenzione di dirti una cosa dice Willis, aprendo il
frigorifero. La coda di Rathbone ricomincia. Sei grande abbastanza
perch non dobbiamo girarci intorno, okay? Tira fuori
una confezione quasi intatta da mezzo gallone di succo d'arancia.
(Su Jean puoi contare.) Ho passato via un po' di tempo, sai, nei
weekend, e naturalmente ora abbiamo davanti un paio di mesi in
cui star quasi sempre a Preston Falls. Perch in quella casa bisogna
fare un mucchio di lavori. Si versa il succo d'arancia, rimette
dentro il cartone e chiude il frigorifero. Rathbone si sdraia. Comunque, quello che a volte succede, dice lui,  che quando a casa cambia la routine, i figli a volte se ne attribuiscono la colpa, o
pensano di avere fatto qualcosa di male. Quando in realt non
hanno fatto assolutamente nulla, voglio dire. Anzi, non c' nessuno
che ne abbia colpa. Si siede e fa un sorso, come un oratore
durante una pausa. E questo a sua volta li pu scombussolare, o
far arrabbiare, e a volte non sanno nemmeno di preciso per cosa
sono arrabbiati, capisci? Non sto dicendo che ti sia sentito necessariamente
cos proprio tu, ma voglio soltanto che tu capisca e ricordi
che io e la mamma vogliamo tantissimo bene a te e a Mel. E che ci vogliamo molto bene anche noi.
Vediamo se trova qualcosa da ridire anche su questo.
Roger finisce di mescolare la polvere di proteine nel latte, succhia
un attimo il cucchiaino, poi lo porta al lavandino. Rimette il
coperchio sul flacone e lo rimette in frigo. Allora e solo allora fa il primo sorso.
Beh, tu cosa pensi di tutto questo? dice Willis.
Roger si stringe nelle spalle. Non so. Credo che sia normalissimo.
Cosa?
Non so dice Roger. La mamma e il pap di Tyler hanno divorziato.
E anche quelli di Adam.
Ehi, dice Willis,aspetta un momento. Mette gi il bicchiere.
Non  questo che sta succedendo qui. Assolutamente. Credevi
questo? Io e la mamma non stiamo... Rog, credimi, non  niente
di simile.  solo un periodo in cui devo stare su a Preston Falls
a fare dei lavori e la mamma deve lavorare e voi dovete andare a
scuola, capito? E intanto io e la mamma usiamo questo tempo,
ognuno di noi, per pensare a come potremmo magari divertirci insieme
pi di quanto facciamo. Capito? Conta fino a tre per dare
alla terra la possibilit di fagocitarlo.
Mel dice che state per divorziare dice Roger.
Beh, non so da dove Mel attinga le sue informazioni. Vaffanculo
Mel, grazie mille. Willis si alza per guardare in salotto; lei
non  pi sul divano. Mi sa che ne devo parlare anche con Mel.
Roger si sta grattando una crosta sul gomito. Mel dice che 
quello che dice la mamma.
Lascia stare dice Willis. Roger smette di grattarsi. Lo sciacquone
di sopra scroscia.  evidente che da qualche parte la comunicazione
non ha funzionato. E ora dobbiamo chiarire tutto,
perch non  questo che sta succedendo. Ma sai, se  quello che
pensavi, posso capire perch eri scombussolato. E forse c'entra
con quello che  successo a scuola, capisci? Ma in una situazione
del genere quello che proprio non devi assolutamente fare  prendertela
con un povero ragazzino. Okay? Perch pensi che sia un
febo o quello che . Se ti senti nervoso, parlane con qualcuno. Va
bene? Lo sai. Con me o con la mamma, preferibilmente, ma se
non siamo sottomano al momento giusto, vai da un insegnante o
da un assistente o da Mrs. Schoemer. O da tua sorella, anche.
D'accordo dice Roger.
Insomma, chiunque dice Willis. L'importante  che non
perda il controllo e picchi qualcuno. Capito? Beh, se  qualcun
altro a picchiare te, quello  un altro discorso. E giustissimo non
lasciarsi sopraffare e difendersi. Ma non devi essere tu quello
che attacca briga e provoca gli altri bambini. Cos come non
vuoi che gli altri provochino te. Ehi, date a quest'uomo una tunica
bianca, un paio di sandali e dei bambini piccoli ai suoi piedi.
Capisci?
Willis aspetta un cenno di assenso. Sente una porta chiudersi
di sopra. Ehi. Ho chiesto se capisci.
Roger annuisce. In realt  pi una scossa della testa.
Bene. Perch io non voglio mai pi venire a sapere che  successa
una cosa simile. Cos adesso siamo al padre che parla da
uno squarcio in mezzo ai nuvoloni. Ingolla il resto del succo d'arancia
come un sorso di whisky. Okay? Ci siamo?
Sta sciacquando i loro bicchieri e cercando di pensare a cosa
dire a Mel a proposito del divorzio, quando squilla il telefono. Risponde
Roger - non lo ammetterebbe mai, ma  ancora orgoglioso
di rispondere al telefono - e dice S,  qui. Punta il telefono
verso Willis con il braccio rigido. La mamma vuole parlarti.
Willis si asciuga le mani sui jeans e prende il telefono.
Ho visto il furgone davanti a casa dice lei. Quanto pensi di fermarti?
Cosa... dove sei?
A una cabina.
Ah. Quindi, in altre parole... Roger  seduto proprio l. In
altre parole,  arrivata a casa, ha visto che c'era lui ed  andata a
una cabina telefonica.
Mi puoi dare solo un'idea approssimativa? dice lei. Tipo se
avevi intenzione di fermarti a dormire?
Se non  il caso, voglio dire, no dice lui.
Non sto cercando di sbatterti fuori.  solo che se tu avessi intenzione
di ripartire stasera, per me potrebbe essere meno problematico
aspettare che tu te ne sia andato.
Interessante dice lui. S, okay. Ricevuto. Benone.
Mi stai fraintendendo a bella posta.
Beh, ne dubito proprio. Willis guarda Roger; sta leggendo sulla scatola dei Cheerios. Dammi solo, non so, cinque minuti?
Troppo?
Merda. Non avrei dovuto farlo.
No, non c' problema. In realt mentre arrivava qui si  quasi
addormentato. C'era una sola cosa di cui volevo parlare, ma lo
possiamo fare pi tardi.
Cos'? dice Jean.
Ne parleremo.
Ah dice lei. Roger  davanti a te?
Puoi scommetterci.
Bella roba dice lei e riattacca.
Un bacio dice lui al tuu tuu del telefono, abbastanza forte
perch Roger senta.
Rimette gi il telefono. Senti, amico dice a Roger. La mamma
ha bisogno che faccia subito una commissione per lei, perci
pu darsi che non ci vediamo per un po', okay? Ma parleremo per
telefono. Mi faresti il favore enorme di spiegarlo a Mel quando
scende? Figuriamoci se ha intenzione di far credere questa stronzata
della commissione improvvisa proprio a lei.
Non capisco cosa dovrei dirle.
Dille solo che telefoner, okay? E basta picchiare i febi. A
meno che siano loro a cominciare. D un dolce gancio destro al
braccio di Roger e si incammina verso la porta. Rathbone si alza
per seguirlo. No, tu resti qui dice Willis. Rathbone fa la cuccia e guarda il pavimento.
All'angolo tra la Stebbins e la Crofts accosta e la aspetta al varco.
Ora  proprio buio. Dopo un quarto d'ora immagina che lei
sia passata dall'altra parte, dalla Bonner. Aspetta altri cinque minuti,
poi fa inversione in un vialetto privato e ripassa accanto a casa.
Ecco quel cazzo di Cherokee. Beh, in ogni caso cosa avrebbe
potuto dire? Dirle di dire a Mel di dire a Roger che il loro matrimonio non  andato a puttane?
Gira a sinistra per la Bonner, esce sulla Route 9 e su fino al
Dunkin' Donuts, dove ordina quattro caff da portare via. Ma
quando ritorna sul furgone, si rende conto che non riesce assolutamente
a farcela fino a Preston Falls. Nemmeno con un caff all'ora.
Merda, com' cominciata questa giornata? Svegliandosi nel
granaio di Comesichiama, possibile? E cos' successo ieri? Oh,
ma chiccazzo si ricorda. Un paio di miglia a nord a destra c' un
motel, o almeno c'era. Potrebbe essere a letto tra dieci minuti. Il
che potrebbe valere la spesa dei cinquanta dollari o quello che sono.
Perch cos non funziona proprio.
S, il Birlstone Motel. Birlstone: wow! POSTI LIBERI. TV. TARIFFE
SETTIMANALI. C' decisamente una venatura di voluta autocommiserazione
in questo, nel fermarsi a dormire in una topaia proprio a
Chesterton. Ma non  forse stato legittimamente scoraggiato dal
fermarsi a casa propria? Perci, chi pu dirgli niente?
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
La donna delle pulizie picchia alla porta a qualcosa come le
undici di mattina, perci deve avere dormito quattordici ore. Di
pi. Troppo, probabilmente. O non ancora abbastanza. Dato che
ha dormito vestito, deve solo mettersi le scarpe, prendere la chiave
della stanza e il sacchetto di Dunkin' Donuts, ed  fuori prima
che gli possano far pagare un giorno in pi. Ingolla la prima tazza
di caff freddo seduto nel furgone fuori dall'ingresso del motel.
La seconda attraversando il Tappan Zee.
Venti miglia a sud di Preston Falls, si ferma al negozio di libri
usati dove hanno fuori una sagoma di tela con la maschera di
Nixon. Spera di trovare Barnaby Rudge, l'unico che gli manca, e
che probabilmente  una cagata; ma se stai leggendo Dickens, tanto
vale leggere anche le puttanate di Dickens. Il negozio  gestito
da un vecchio pedofilo chiacchierone con la barba bianca ingiallita
intorno alla bocca. Una volta, anni fa, Willis ci ha portato Roger
e quel figlio di puttana ha cercato di farselo sedere in braccio.
Quando sono usciti, Roger ha chiesto se quello era uno degli aiutanti di Babbo Natale.
Niente Barnaby Rudge, ma intanto che cerca Junkie, (a quanto
ricorda,  migliore di tutta la roba successiva), trova una vecchia
copia del Pilgrim's Progress, con sulla copertina un cavaliere
con i capelli da hippie e uno con la corazza, tutti e due nell'acqua
fino all'altezza del culo. Probabilmente il Pantano della
Disperazione. Oh, no, probabilmente  quel fiume che bisogna
attraversare, il fiume di Quelcheccazzo. Sfoglia le pagine
giallo-marrone e trova un'illustrazione con la didascalia Ateo: un
dandy col cappello con la piuma che invita qualcuno a seguirlo,
senza rendersi conto di essere sull'orlo di un abisso (si vede un
uccello che vola lontano) e in procinto di appoggiare il suo bastoncino
da passeggio nel vuoto. Willis non ricorda chi fosse
Ateo ma presume che dovesse essere uno stramaledetto ateo.
Quello che  fantastico di Pilgrim's Progress  che tutto  esattamente quello che .
Ho intenzione di portarle via questo dice Willis, posandolo sul bancone.
Ah dice il barbuto. Quello l. Tamburella con l'indice sulla
copertina.  venuto da una casa molto ricca di Saratoga Springs. La Casa Bella.
Per Dio come  appropriato dice Willis, tirando fuori il
portafogli.  proprio il posto da cui si presume debba venire, no? La Casa Bella.
Ah, bene, lei l'ha capita dice il barbuto. Ma quanti altri?
Sempre di meno. La Casa Bella. La Fiera delle Vanit. Il Pantano
della Disperazione. Ha una pronuncia addirittura corretta.
Stiamo assistendo al ritorno del Medioevo, amico mio.
Willis ne  convinto. Cio, gli sembra convincente come tutto il resto.
Quando torna a casa, la segreteria lampeggia. Jean. Chiama,
per favore. S, va bene. Mette su il caff. Decide di lasciar perdere
il resto di Edwin Drood, cos va a stanare il buon vecchio Sherlock
Holmes. Prima legge The Man with the Twisted Lip e poi, nonostante
il caff, si addormenta a met di The Adventure of the
Creeping Man. Quando si sveglia  buio e perci troppo tardi per
telefonare a Jean: sar a casa, dove i bambini possono sentire. Ma
che giorno , comunque? Gioved? Venerd? Come si fa a capirlo
in fretta? Perch sabato deve fare quella cosa.
Decide che non pu essere sabato e legge tutto Il mastino dei
Baskerville. Con quello se ne vanno un paio d'ore. Poi esce e d
un'altra occhiatina alle stelle. Torna dentro e legge Dr. Jekyll e Mr.
Hyde. Cerca di leggere Il ritratto di Dorian Gray. S, magari in
un'altra vita. Legge La macchia scarlatta, saltando la menata sui
mormoni. Poi comincia la menata sui mormoni. Si addormenta. Si
sveglia alla prima luce e comincia a preoccuparsi di andare in bancarotta
e che gli porteranno via la casa e tutto il resto a causa della
legge sulla tolleranza zero. Per Dio, anche la casa di Chesterton.
Prova a leggere La valle della paura, ma ha la tachicardia e gli
manca il fiato. Sar cos l'infarto?
Scende e fa fuori il resto del Dewar's, che lo annebbia quel tanto
da addormentarsi su La valle della paura. Svegliandosi in pieno
giorno, fa lo zero e chiede se  sabato. Passa un secondo carico di
biasimo prima che l'operatrice dica: Oggi  venerd, signore.
Mette su il caff.
Venerd sera fa tanto di quel freddo che accende la stufa a legna;
la prima volta dalla primavera. Dato che non ha ancora finito
di accatastare la famosa legna, questa blocca ancora la porta che
d sulla cucina e deve scarriolare un po' di legna facendo tutto il
giro della casa. Ma questo gli d un po' di conforto: il vecchio rituale
di accendere e alimentare il fuoco, la primitivit del caldo
della legna. Che sono stronzate, perch il caldo  caldo, questione
di molecole in movimento. Gli viene sonno verso le dieci, sale le
scale fredde e si rannicchia nelle coperte fredde con i vestiti e tutto,
le ginocchia strette al petto fin quanto lo permette la pancia.
All'alba si alza per pisciare, guarda dalla finestra della cucina e
vede che la brina ha imbiancato l'erba. Presto, di nuovo a letto.
Quando si alza finalmente sul serio -  primo pomeriggio? - si
fa il caff e comincia il Pilgrim's Progress, che risulta meglio di
quanto ricordasse. A volte lo rimproveravano - ossia la moglie e i
figli del cristiano - e a volte lo trascuravano alquanto. Perci cominci
a ritirarsi nella sua camera, a pregare per loro e ad avere
piet di loro, e anche a dolersi della propria povert. Ma quando arriva
alla parte sul Pantano della Disperazione, che aveva dimenticato
fosse cos vicino all'inizio, e alla storia del Saggio Mondano,
comincia a pensare che probabilmente dovrebbe tirar fuori
una chitarra e vedere se riesce a far funzionare le dita per stasera.
Sta ancora cercando di darsi una motivazione, quando suona il telefono.
Jean.
Oh. Ciao. Scusa se non ti ho richiamato dice lui. Il caff sta
facendo effetto. Tutto bene laggi?
Per come pu andare dice lei.
Oh, senti, volevo chiederti. Come te la sei cavata, tu?
A proposito di cosa?
Di parlare con Roger, no? Di quel bambino. Ma questa donna
ha dei problemi di comprensione?
Non so. Credo che abbia capito che se ti fai scoprire a picchiare
la gente, ti puniscono.
Mmmh dice Willis.
Il motivo per cui ho telefonato, dice lei,  che mi sto domandando che intenzioni hai.
Intenzioni?
Dopo l'aspettativa.
Non capisco cosa intendi. Dopo l'aspettativa, la mia aspettativa
 finita. Perch?
Oh, Dio dice lei. La sente emettere un sospiro profondo.
Non riesco proprio a credere che siamo arrivati a questo punto.
I bambini sono l? dice lui. Ossia, a sentire ogni parola?
Sono con Carol. Li ha portati al museo di storia naturale.
Quindi Carol  arrivata? dice lui.
Silenzio.
Beh, almeno questo  buono. Silenzio.  stato carino da
parte di Carol. Silenzio. Voglio dire, portarli al museo. Silenzio.
Senti, salutamela. Se pensi che sia il caso. Per Dio, ma ci sono
le formiche qui dentro. Guarda quella piccola figlia di puttana
che corre via.
Non hai risposto alla mia domanda dice lei.
La tua domanda.
Sulle tue intenzioni dice lei.
Pensavo di avere risposto. A meno che tu sappia qualcosa che
non so io.
Cosa intendi? dice lei.
Beh, Roger - per esempio - a quanto pare si  fatto l'idea che
stiamo per divorziare. Lo sapevi?
Merda dice lei. Io Melanie l'ammazzo.
Allora cos' che le hai detto di preciso?
Mi ha chiesto cosa succedeva e ho cercato di risponderle meglio
che potevo. Dal momento che non lo so nemmeno io cosa sta
succedendo. Non le ho certo detto che stiamo per divorziare.
Ah ah. Quindi cosa le hai detto?
Le ho solo pi o meno detto che s, era un momento difficile.
E ho cercato in effetti di prepararla al fatto che questa poteva essere
una delle possibilit, come  ovvio.
Ah, fantastico dice lui. Quindi non c' da meravigliarsi che
siano fuori di testa.  quasi un annuncio.
Beh, allora, vorrei tanto che ci fossi stato tu a darci il senso
della normalit. Sar stupida, ma non riesco proprio a capire in
che modo parlare di un'eventualit sia un annuncio. Ma naturalmente
il maestro delle parole sei tu.
Incredibile. Ma lui ha la ferma intenzione di ignorare le questioni
personali. A quanto pare, dice lui, il messaggio che  arrivato
 che fanno bene a prepararsi a un brutto colpo. Perci potrebbe
essere una buona idea mettere le cose in chiaro.
Le cose?
Voglio dire che Roger in un modo o nell'altro si  fatto l'idea
che andr sicuramente cos. Il che  ben lontano dalla realt. Almeno
per quello che ne penso io.
 cos che stanno le cose tra noi? dice lei. Che niente  sicuro?
Devo dirti che non  esattamente quello che ci vuole per
colmarmi di speranza. Per quanto ci possa essere da sperare, a questo punto.
In che senso? dice lui.
Nel senso che a volte penso che si possa dire qualcosa per
non vivere sempre a questo livello di infelicit.
 una dichiarazione impegnativa. Si siede sul pavimento, la
schiena contro il muro.  chiaro che sar lunga.
Io la penso cos dice lei. Ma nello stesso tempo - non so -
non sono pronta a dire che, capisci, non ho nessuna speranza.
Poi lei dice: Scusa, credo che sia stato uno sfogo. Mi sto rendendo ridicola?.
Lui non dice nulla.
Okay dice lei. Senti, tu vuoi uno stacco, e avrai il tuo stacco.
Prometto che d'ora in poi nessuno ti seccher pi. I bambini li
hai condizionati a non aspettarsi tue notizie. E io le tue notizie
non le voglio proprio sentire. Perci direi che ci vediamo a fine ottobre.
Magari qualche mattino finiremo per prendere lo stesso treno.
E riaggancia. Tuu tuu tuu.
Lui si alza e sbatte gi il telefono. Merda. Perch questa storia
non mandi a farsi fottere il resto della giornata, bisogna reagire.
Che non significa cercare di fare finta di niente, no, no, no, no.
No, anzi, bisogna elaborare un po' la cosa: come quando ti poni
un problema all'ora di andare a letto, poi vai a letto e, presumibilmente,
ti svegli con la soluzione.
Cos, in via sperimentale, dice a se stesso: Amavi questa donna.
Okay, e allora?
La rivolta: Questa donna era amata.
A questo punto lui si mette a piangere: grandi singhiozzi glottidali
che, lui lo sa, diventeranno conati, se non si ferma subito.
Deve andare tentoni fino al tavolo di cucina e sedersi, abbracciandosi
le spalle e dondolandosi, i denti serrati e scoperti come se
stesse facendo l'imitazione di Louis Armstrong. Non gli sfugge
quanto sia strano: che lui si faccia venire dei singhiozzi solo immaginando
che si sente abbandonata lei. Se questo  narcisismo - e
cosa cazzo d'altro potrebbe essere? -  ben contorto.
Quando ha finito, va in bagno, si spruzza la faccia d'acqua
fredda, si asciuga e controlla allo specchio per vedere quanto gli si
sono arrossati gli occhi. Niente male. Rossi e anche gonfi. Prende
tre Advil per prevenire un malditesta. E adesso? Tirare fuori l'Innominabile
e cercare di compiangere la propria disgrazia?
No: non  in vena. Perci di nuovo sul divano col Pilgrim's
Progress, finch non arriva al punto del tipo nella gabbia di ferro
che ha il cuore indurito e non riesce a pentirsi. Guarda dalla finestra.
Bella giornata, si direbbe. Ma gli alberi stanno proprio cominciando
a virare. Non ce n' solo qualcuno rosso in mezzo al
verde, ma un gruppo intero di stramaledetti rossi.
S'infila gli stivali e va in cucina. Dopo avere tirato fuori i residui
di acqua gassata da una bottiglia di plastica, ci versa del latte,
poi del caff freddo, poi del Kahlua dalla bottiglia che Carol gli ha
mandato come regalo di inaugurazione della casa cinque anni fa.
Che ultimamente, quando in casa non c' nient'altro, sta
sbevacchiando. Prende la bottiglia di plastica, la coperta
e Sherlock Holmes, ed  fuori dalla porta.
Cerca di arrampicarsi lentamente sulla collina, per non deprimersi
perch ha la pancia e la tachicardia. Ma deve fermarsi lo
stesso e fare respiri profondi.  senz'altro cos che morir. Quando
arriva in cima, distende la coperta, si siede, incrociando le
gambe flaccide, e guarda le altre colline. Si immagina di volare sopra
le cime degli alberi verdi e rossi e gialli e nel celeste immutevole.
Poi guarda gi la casa, come si potrebbe guardare il proprio
corpo al momento della separazione. Laggi, sotto le lastre del
tetto, si immagina Doug Willis, sdraiato sopra un divano che puzza di cane.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Si sveglia sulla collina, col sole che tramonta. Cazzo di ora ? A
che ora dev'essere da Calvin? Merda, probabilmente adesso. Si libera
della coperta, si tira in piedi e scaglia quello straccio di merda
per terra, e naturalmente il libro cade fuori sull'erba bagnata
perch  quello che si merita, lo stronzo.
Di ritorno a casa, carica il Twin e la Telecaster. Okay, cos'altro
gli serve? La giacca caso mai venga freddo. Fa gi freddo. Sei e
dieci: merda. Beh, non  poi cos tardi. Portafoglio? Chiavi?
Arriva sballonzolando nel cortile di Calvin e spegne il motore.
C' il furgone, ancora stracarico di legna. Nella roulotte c' la luce
accesa; Willis scende dal furgone, sente odore di fumo di legna
e alza lo sguardo verso lo spazio disordinato di cielo rosarancio limitato dagli alberi neri.
Calvin apre la porta e mette fuori la testa. Willis vede la spalla
nuda. Calvin ha un'aria di merda: occhi di procione, e deve non
farsi la barba dall'ultima volta che l'ha visto Willis. See, okay dice
lui. Mi metto su una maglietta e sono subito da te. Chiude la
porta, e Willis fa un salto e si siede sul parafango. Sente un branco
di cani abbaiare in lontananza, verso Wakefield. L'abbaiare si
fa pi forte, ora arriva dal cielo. Oche che vanno a sud. Continua
a guardare in su, ma gli alberi gli impediscono la visuale, e l'abbaiare
diviene sempre pi debole, allontanandosi verso Preston Falls. Poi esce Calvin.
Senti quello stormo di oche che passano? dice Willis.
Non ci sento pi un cazzo. Colpa di quella cazzo di motosega.
Quei cosi per l'orecchio non servono? Willis si mette le mani
a coppa sulle orecchie per far vedere che intende quei cosi che sembrano cuffie.
Naa, sono un mucchio di stronzate dell'ente prevenzione
infortuni. Perdipi, ho quella fottuta cosa che non senti niente
con le mani. Si massaggia un polso con pollice e medio. La stessa
cosa del cazzo che viene a quei figli di puttana che usano il computer.
Il tunnel carpale dice Willis.
Quel cazzo che . Ci, fammi vedere questo rottame del cazzo.
Si arrampica sul furgone di Willis e si china a osservare l'amplificatore,
mani sulle ginocchia, gomiti in fuori. See, okay. Portiamolo
dentro che vediamo checcazzo si pu fare.
Cosa intendi? dice Willis.
La roba la devo mettere qui dentro.
Sicuro? Da dietro si vede subito.
No, dentro qui. Calvin indica il sopra del Twin con l'indice.
E come fai, ci togli quello che c' dentro?
See, l'idea  quella. Si alza, abbassa il bordo del furgone e
trascina il Twin fino al bordo.
Ma questo mi serve per suonare Willis dice.
Per stasera mi sa di no. Calvin salta gi, tira gi l'amplificatore
e si avvia verso la roulotte.
Ma cazzo, ci sar pure un altro posto dove la puoi mettere
dice Willis arrancandogli dietro.
Non  un'idea mia dice Calvin. Parla con Reed. Apre la
porta. Vieni dentro o stai fuori?
Dentro la roulotte fa molto caldo; Willis si toglie la giacca e si
siede sul sedile da macchina. Osserva Calvin sollevare il Twin sul
banco da lavoro e prendere un cacciavite a croce. Ma di smontare questi cosi sei capace?
In qualche modo mi arrangio.
Non  un amplificatore qualsiasi dice Willis, detestando il
tono che l'altro assume. Vale dei soldi.
See, qui tra un paio di minuti varr molto di pi, te lo dico io.
Ti spiace se non guardo? Uh, Willis, che troia.
Accomodati dice Calvin.
Willis sfoglia una copia di Car and Driver. Hanno un test sul
Mitsubishi Galant, che gli fa venire in mente un ballo rinascimentale.
Una malattia venerea. Cornante, galliard, galanteria, glande,
creste di gallo. Come pu succedere a una persona cos istruita?
Okay, resta qui dice Calvin Castleman. Willis alza lo sguardo.
Sembra che l'operazione sia finita: sul banco da lavoro accanto
al Twin c' una lunga scatola di alluminio da cui escono dei tubi, come una citt del futuro.
Dovresti prenderti un cane dice Willis.
E perch mai?
Non so. Cosa sta cercando di fare? Pungolare Calvin perch
gli faccia il culo? Sorvegliare casa tua.
See, ci ho pensato dice Calvin, e se ne esce.
Willis ascolta un minuto, poi furtivo si avvicina alla finestra, si
inginocchia e delicato, delicato, con l'indice, sposta l'angolo della
tenda un pollice in l per spiare fuori. Sembra quasi che desideri
proprio vedere l'occhio di Calvin l dall'altra parte del vetro a fulminarlo.
Ma Calvin  montato sul suo furgone e si sta inginocchiando
tra i pezzi di legna tagliata, gettandone alcuni di lato, scavando alla ricerca di qualcosa.
Quanto torna dentro portando una borsa da ginnastica di
nylon nero, Willis  ancora seduto, con Car and Driver sulle ginocchia.
Calvin mette la borsa sul banco da lavoro, la apre e guarda
dentro. Mi fa schifo vedere la gente presa da questa roba. Richiude
la borsa. Il primo figlio di puttana che d questa roba al
mio ragazzo, poi dovr vedersela con me.
Perch, tu hai un figlio? Willis non ha mai sospettato che Calvin avesse una vita.
Calvin si stringe nelle spalle. Sta con sua madre. Posa la borsa
da ginnastica nel vano del Twin, poi la tira fuori di nuovo. Ma come cazzo bisogna fare, qui?
Quanti anni ha? dice Willis.
Sui quattordici. Calvin prende un rotolo di nastro da tubature e ne strappa trenta centimetri.
Mia figlia dodici dice Willis. E lui dove abita? Sembra che
lo stia chiedendo perch ha terrore di quell'unica possibilit su uno ziliardo.
California. Calvin spinge la borsa da ginnastica dentro il
Twin e la fissa con quel pezzo di nastro. Canoga Park.
Un bel po' lontano dice Willis.
See, quella puttana l'ha portato pi lontano possibile dice
Calvin. Okay, funziona. Strappa un altro pezzo di nastro.
Gli piace, l? dice Willis.
Calvin guarda Willis dall'alto in basso. E come cazzo faccio a saperlo?
Willis porta il Twin imbottito fuori verso il furgone e lo alza sul
pancale; ora non pesa niente. Ricorda che devi guidare prudente
dice Calvin. Non devi andare come un pazzo. Ma neanche
andare a trenta all'ora. Le luci di posizione ti funzionano?
Mi pare dice Willis.
Sali, accendile. Willis si mette al volante e Calvin gira e si
mette davanti al furgone. Ottimo. Gli abbaglianti? Willis pigia
l'interruttore a pedale. See, okay. Vediamo le frecce. Calvin gira
dietro. Okay, accendila ancora. See. L'altra? Ora schiaccia il freno.
Viene alla porta del guidatore. Okay. Allora, tu torni a che
ora? Non partire presto. Devi aspettare che il locale si svuoti, un
sacco di altre macchine eccetera. Due, due e mezza va bene?
Quindi non ti aspetto fino alle tre, magari. Come minimo. Per
vieni dritto qui. Prima di andare a casa, eh? Non ti fermi da nessuna
parte per bere un caff, niente. Hai abbastanza benzina da non doverti fermare?
Dici che tre quarti di serbatoio bastano? dice Willis.
Calvin annuisce. E senti, conta quello che ti d, capito? Lascia
perdere se dice che non ce n' bisogno. Devono essere cinquemila.
Se non te li lascia contare, mollali l. Digli che allora hai
bisogno di vedere me. Non discutere con lui, niente. Torna qui e
stop. Cos non ti metti in mezzo. Capito? Ma cazzo, probabilmente non succede niente.
Ehi, aspetta un attimo. Dovrei tornare indietro con la roba?
No, cazzo, non ti far mai fare una cosa del genere.
Beh, allora cosa gli impedisce di dire che non ha mai ricevuto
la roba? Di colpo la storia diventa proprio brutta.
Naa, senti, qui c' della gente che lo aspetta. Io lo so chi sono.
Perci non pu prendermi per il culo.
Per Dio.
Smettila di preoccuparti dice Calvin. Non succede niente.
Guarda, l'ultima cosa che lui vuole  che io mi faccia vedere l. O
che lui deve venire qui. Perch controllano me e controllano anche
lui, questo lui l'ha saputo da uno sceriffo amico suo. Quanto a
te, ti caghi sotto troppo perch ti vengano strane idee.
Ma non mi dire dice Willis.
Vuoi fartene un pochino prima di andare? dice Calvin. Un
pochettino non ha mai fatto male a nessuno.
Ma  in fase down prima ancora di arrivare a Brandon: non resta
nulla dello sballo a parte l'irritabilit di fondo. Prende la 7, la
segue verso nord, verso Middlebury per un paio di miglia, e individua
la Log Cabin sul lato sinistro: un edificio di cemento dal tetto
piatto che un tempo forse  stato un ristorante drive-in. Cameriere
tra le macchine eccetera. Tetto sporgente davanti, con tubi di
ferro a mo' di colonne, e un'insegna elettrica portatile lato strada.
LE SIGNIORE ENTRANO GRATTIS
STASERA! AIRBAG
Mette la freccia, poi vede, parcheggiata perpendicolare alla
strada in uno spiazzo sterrato, una macchina della polizia di stato
con le luci spente. No buono. Che fare a questo punto, svicolare
diritto? Merda. Non si pu. Sarebbe come chiedere di essere fermato.
Willis scala la marcia ed entra nel parcheggio pieno di crateri.
Questo cambio sta proprio partendo, a meno che non sia lui a
mollare la frizione in modo strano proprio perch sta cercando di
non mollare la frizione in modo strano con la polizia che lo guarda.
Guarda nello specchietto, si aspetta che la macchina accenda
le luci. Invece no. Il parcheggio si sta gi riempiendo di automobili
e furgoni; nel mezzo una coppia di Sportster uguali - normali
a parte i serbatoi Fat Bob - inclinati allo stesso angolo rispetto a
una Plymouth Duster con l'emblema del tornado, accanto a un
chopper la cui lunga forcella cromata riflette il profilo azzurro di
neon del cane della Budweiser. Okay, ecco la macchina di Reed. E
l'Econoline, accanto alla porta laterale.
Parcheggia dove finisce il vecchio asfalto e comincia il nuovo
selciato, tra una Subaru e una grossa bomba americana col tettuccio
in vinile spellato e la scritta cromata Fifth Avenue sul culo.
Chrysler, giusto? Ma chissenefrega? Spegne le luci, gira la chiavetta
e sta l: lasciare per il momento l'amplificatore sul sedile del furgone
e andare a tastare il terreno? Eh no, cavolo. Cos qualche figlio
di puttana se lo frega? Devi per forza portarlo dentro; se sei fottuto, sei fottuto.
Porta il Twin e la Tele alla porta laterale, attento a dove mette i
piedi tra le buche, piegato a destra come se l'amplificatore fosse
ancora pesantissimo. D un'occhiata (girando la testa meno possibile)
ma la macchina della polizia non si  mossa. Appoggia il
Twin e prova la maniglia. Chiusa. Dentro, sente Litde Richard.
Picchia le nocche contro il vetro. Picchia ancora, e arriva un grassone
con barba sale e pepe, tette cascanti sotto una t-shirt nera
Jack Daniel. Il tipo apre la porta e la musica  pi forte: ora Willis
sente che  quel fottuto di Bob Seger.
Devi essere il tipo che stiamo aspettando dice Jack Daniel.
Ti serve una mano?
Credo di farcela dice Willis. Grazie. Dentro, fumo di sigarette
cattive. Quindi questo tipo  al corrente? O  solo una gentile testa di cazzo?
Ehi, ce l'hai fatta.  il tappo della Strat.
Ehi dice Willis.
Tutto a posto?
Mitch, perch non vai a cercare Reed, e gli dici che  arrivato
il suo uomo? dice Jack Daniel. Mentre Mitch parte, lui scuote la
testa. Per Dio, proprio quello che ci vuole. 'Sto tipo  al corrente, non c' dubbio.
Willis mette gi la sua roba e si guarda intorno. Soffitto basso
di mattonelle sbiadite, irregolari, nastri di lampadine a forma
di peperoncino che pendono tra i tavoli, crocchi di gente del posto
in piedi al bar, seduti ai tavoli, ciarlano, fumano, ridono, rovesciano
indietro bottiglie marroni di birra. Capelloni heavymetal,
Sturmtruppen con capelli rasati di lato, un tipo pi vecchio
con la faccia molto segnata e una testa alla Elvis Presley con
ogni capello al suo posto, un paio di donne tracagnotte
in jeans-seconda-pelle.
Ti porto qualcosa? dice Jack Daniel. Vuoi una birra?
No. No, grazie.
La musica  passata a Your Lying Eyes, manco ci volesse un
motivo in pi per farsi venire voglia di togliere il culo da qui.
Ehi, ecco il mio uomo. La mano di Reed sulla spalla di
Willis. Si  sciolto la coda di cavallo e lascia cadere i capelli sulle
spalle della camicia nera Levi's. Quel suo naso che punta. Cos s
che mi piaci. Vedo che ti sei portato quel fantastico Twin Fender.
E tutto  andato liscio come l'olio, no?
Spero dice Willis.
Ehi, sarai mica preoccupato dal tutore dell'ordine l fuori? dice Jack Daniel.
Oh, cazzo, avrei dovuto dirtelo dice Reed. C'ho un colapasta,
al posto della testa. Si d uno schiaffo sulla guancia. Viene
qui tutti i sabati. Devi aver passato un brutto quarto d'ora.
Beh, ho avuto momenti migliori dice Willis.
Oh, fa solo il suo lavoro, come tutti gli altri dice Jack Daniel.
Vado sempre fuori a farmi una riga con lui. Dopo  contento e se
ne va. E poi sai che ti dico... come ti chiami?
Per Dio, sto anche scordando le buone maniere dice
Reed. Griff, questo  Doug Willis.
Doug, piacere di conoscerti. La sua stretta di mano  morbida,
strisciante e calda. Comunque, il fatto  questo: non ho mai
saputo che facesse storie a una macchina che esce o entra da qui.
E proprio uno che sta dalla nostra parte. Il batterista e il bassista si sono fatti sotto.
Griff a Natale gli regala una crostata dice Reed.
Questo provoca la risata di Griff.
Ehi, Reed, senti un po' dice il bassista. Possiamo tagliare
un momento con le stronzate? Come siamo messi? Tutto a posto?
Reed lo fissa. E tu, tu sei a posto? Si rivolge a Jack
Daniel. Griff. Le cose stanno cos. Il nostro chitarrista geniale
qui ha un problemino all'amplificatore, capisci cosa intendo? Perci
magari lo porterei nel tuo ufficio e ci darei un'occhiatina.
La migliore idea della serata dice Griff. Certo, la notte  ancora giovane.
E ho pensato che dovremmo procurarci un po' di input da El
Exigente qui. Reed mette una mano sulla spalla del batterista.
Vi ricordate quella pubblicit? Ma otterr l'approvazione di El
Exigente? E c'era quel tipo? Alza un dito. Solarmente los chiccos mas scieltos.
Ma perch non fai il bravo? dice il bassista. Ci ho messo dei soldi anch'io, no?
Dan dice Reed. Mano sulla spalla del bassista. Dan, caro
mio. Capisco il tuo dolore. Posso dirti soltanto che finora va tutto
bene, e tra un attimo ne sapremo di pi. Si china e prende il
Twin, senza preoccuparsi di fingere che sia pesante. Signori, ci
volete scusare? Staremo via poco. Nel frattempo, perch non pensate
all'accordatura? Oh, s, Doug: attaccati pure al fantastico
Mesa/Boogie con me. Dato che tu sei, come dire, impossibilitato.
Anzi, perch non prendi il canale uno? Ha tutte le fottutissime campanelle e i fischi.
In realt,  meglio che venga con voi dice Willis. Devo prendere la cosa da riportare indietro.
Ehi, non ti preoccupare dice Reed.
Non sono preoccupato. Solo che...
Fa' il bravo. Non perdiamo la testa, okay? Appena sappiamo
cosa c', ti facciamo il pieno. Okay, tigre? Di nuovo mano sulla spalla di Willis.
Io credo che dovrei venire dice Willis.
Reed toglie la mano, mette gi il Twin e lo guarda. Aspetta un
momento. Cos' che credi, tu? Non ho sentito bene.
Ehi, che fastidio ti d? dice Griff.
Willis li guarda tutti e due. Senza speranza. S, okay, va bene.
Stronzi.
E adesso invece ti va bene? dice Reed. Non capisco. Che stronzata  questa?
Ah, Doug  una brava persona. Griff stringe il braccio a
Willis. Da un po' Marty Robbins suona El Paso-, Willis sente il verso
sulla nuvola nera di fumo di fucile. Facciamo quello che dobbiamo
fare e basta, okay? Cazzo, voi dovete entrare in scena tra
due minuti. Doug, cosa dici. La vuoi una birra?
Willis vuole liberarsi il braccio ma fa solo di no con la testa:
ora questo tipo lo sta difendendo. O stanno solo giocando a chi fa
il buono e chi il cattivo? S,  probabile. Per Dio, se solo riesce a
uscirne. Reed lo sta ancora fissando.
Ehi, se cambi idea, non hai che da dirlo a uno dei ragazzi dice
Griff. Ancora una stretta, poi lo lascia andare. Andiamo, amigo
dice a Reed. Lascia che ti porti questo. Prende il Twin e
porta Reed e il batterista dall'altra parte della stanza.
Quello stronzo mi sta sul culo dice il bassista, una volta che
Reed non  a portata d'orecchio. Willis osserva Jack Daniel aprire
a chiave una porta con caratteri adesivi oro e nero in corsivo che
formano OFFICE; loro tre entrano e la porta si chiude.
Ricompare Mitch, la Strat a tracolla, il cavo in mano. Ma lo sai che sono gi le e cinque?
E allora? dice il bassista.
Allora dovremmo essere lass.
S, a cosa cazzo fare? Marty Robbins canta One little kiss and, Felina, goodbye.
Per esempio a far accordare questo tipo, e dargli la scaletta.
Appena escono, guarda che dobbiamo essere pronti. Su dice a
Willis. Andiamo a farti accordare.
Uno di questi giorni quel succhiacazzi lo faccio fuori dice il bassista.
Willis porta la custodia della chitarra sul palco e la tira fuori.
Inserisce la Tele nella delay unit e il delay nel canale uno del Mesa/Boogie
di Reed. Ignora roba tipo Presence e imposta solo
Bass, Treble e Midrange tutti sul cinque: il cuore del cuore del cuore del.
To', vuoi un accordatore? dice Mitch.
Credevo che non lo usaste.
Mitch scuote la testa. Quel fottuto di Reed e le sue stronzate.
Guardalo, tutta la sera continuer a smanettare e a smanettare
perch pensa di essere calante, e io e Danny dobbiamo continuamente
alzare per accordarci con lui. Una rottura di palle del cazzo.
Lo sai cosa faccio? Non dirlo a Reed, per. Metto l'accordatore
in modo che il la sia a quattro, quattro e dieci. Poi mi nascondo
col fottuto accordatore da qualche parte, ritorno e do a Reed le
note, e lui fa: Cazzo, sono molto pi alto di te'. Almeno non finiamo per romperci tutte le corde.
Willis guarda la porta chiusa dell'ufficio, poi si stacca dal delay,
si attacca all'accordatore e prova il mi alto.  troppo alto.
Okay, ecco la scaletta, toh dice Mitch. Ti do carta e penna
cos te la ricopi. Si fa una figura di merda quando sono tutti l a
domandare Cosa dobbiamo fare, cosa dobbiamo fare? Mi viene da vomitare quando succede.
Ottimo. Willis sta ancora lavorando al suo mi; la lucina rossa
va sopra lo zero, sotto lo zero, sopra lo zero, poi si ferma. Okay, adesso il si.
Cazzo, in questo momento dovremmo gi avere cominciato a
suonare dice Mitch. Danny, tu sei accordato, no?
Lo ero.
Okay, guarda, Cometichiami, Doug, la scaletta comincio a
copiartela io. Willis sta lavorando sul re. Io ti metto gli accordi,
e tu fai quello che puoi, capito? E tutta roba semplicissima, dal
momento che  quella che piace a Reed.
S, perch sono quelle quattro cagate che sa suonare dice il
bassista. Quindi con cos'era che dovevamo cominciare?
Tu la scaletta ce l'hai. Guarda la scaletta dice Mitch. Cazzo.
Sta prendendo carta e penna dalla sua custodia. Okay, la
prima canzone  Hard to Handle." Per un istante Willis capisce
che la prima canzone  difficile. La conosci, no?
L'ho solo sentita dice Willis. In che tonalit la fate?
Dovrebbe essere in si bemolle dice Mitch. Ma Reed la fa in la. Ovviamente.
Quel pezzo del cazzo mi fa schifo dice il bassista. Idem
quello stronzo di Reed che lo suona. Una combinazione del cazzo quasi perfetta.
Willis toglie la spina dall'accordatore e la rinfila nel delay. Accende
l'amplificatore e fa un accordo di mi, schifosamente rumoroso
sopra Sundown dello stereo che va. Qualcuno nella folla urla
Yeab! Il miracolo degli accordatori Willis dice a Mitch.
Lupus in fabula dice il bassista.
Reed sta per salire sul palco, camminando di traverso, passando
tra la gente, salutando e mostrando i denti, scusandosi, appoggiando
le mani su schiene e spalle. Signori dice guardandoli. Fa
due annusate rumorose e rattrappisce il naso come Elizabeth
Montgomery in Bewitched. Siamo lieti di riferire che  tutto a
posto come meglio non si pu, si segna la guancia, si segna il
mento, e che il nostro, ehm, altamente dotato percussionista 
momentaneamente qui fuori che mette insieme le sue cose - altra
sniffata - e prestissimo cominceremo con il rock and roll.
Eccheccazzo dice Mitch. Anch'io ne voglio un assaggio.
Ah, ma noi non vogliamo cominciare in ritardo dice Reed.
Sarebbe poco professionale. Mitch gli mostra il medio rizzato.
Dunque. Abbiamo bisogno di conferire in camera di consiglio
per soli cinque secondi con il nostro chitarrista superfigo qui. Ma
nel frattempo voglio che voi, ragazzi, cominciate a suonare non appena
arriva il vecchio Spark, okay? Cos'abbiamo, Hard to Handle,
no? Quindi verso Bay-bay, ber Ah am, Ah'm a mane own the scene '
- facendo schioccare le dita in controtempo - e cominciate solo a
fare il ritornello, okay? Dut. Schiocco. Dut. Schiocco.
Duuti-ut duuti-ut. Okay? E continuate a fare solo quello, e io far
una entre da star, capito? Al massimo ci vorranno due minuti, quindi
Mitch, tu, sai, puoi farci follie. Faglielo vedere, quello che sai fare.
Guarda Willis e lo richiama piegando l'indice.
Willis lo segue al di l della pista da ballo verso l'ufficio,
schiacciandosi vicino a una ragazza grassa che balla da sola al suono
di Old Time Rock & Roll (ma non l'hanno gi suonata prima?),
Reed bussa al ritmo di Shave and a haircut e Griff apre la porta. Il
batterista  seduto sul bordo di una scrivania grigia di metallo,
scalciandoci contro i talloni a ritmo, anche se non proprio a ritmo
con la musica. Griff non dice nulla, anche se deve essere la scrivania sua.
Sparky dice Reed. Avanti marsc, uno du, caro. La tua missione,
se hai intenzione di accettarla... stai bene, okay?
Wow dice il batterista, alzando lo sguardo. Okay.
 questo che voglio sentire dice Reed. Okay, questo  il
patto. Voglio che tu esca l fuori e metta insieme la tua roba. Cominciando
con Hard to Handle, capito? Fa circa - fa schioccare
le dita - Bay-bay, bere Ah am. Mi segui?
Non c' problema, non c' problema dice il batterista, chiudendo
gli occhi e scuotendo la testa.
Voi ragazzi l'accennate appena, capito? Tu continui a tirarla
in lungo, e proprio quando ce l'avete proprio sotto controllo arrivo
io e la facciamo, quella stramaledetta. E non dimenticarti la
pausa, okay? Pretty little thang let me light yo' cartelle, capito?
Griff, ti spiace portarlo l fuori e accertarti che trovi il palco?
Dici che ce la fa?
Oh, ce la fa eccome. Ehi, Spark.  ora di andare a fare la star.
Non c' problema, ragazzo dice il batterista.
Reed guarda Griff e inclina la testa; Griff mette un braccio intorno
alle spalle del batterista, lo aiuta a scendere dalla scrivania e
ad andare verso la porta. Dopo un paio di passi, Sparky cammina
normale. Un improvviso boato quando si apre la porta, che ammutolisce
di nuovo quando si richiude.
Dunque dice Reed, camminando per andare a sedersi dietro
la scrivania. Il vecchio Calvin ha fatto un buon lavoro. Lui e i
suoi canadesi fifoni. Accenna a una sedia pieghevole di metallo.
To', appoggia le chiappe.
Willis si siede.
Credo che Spark abbia un po' esagerato dice Reed. Deve
stare attento. Ma cazzo, parliamo di te, ragazzo. Ah, a proposito.
Apre il cassetto della scrivania. Ecco la cosetta per Calvin. Butta
una busta imbottita al di l della scrivania.  meglio che li conti
e controlli. Prende un apripunti dal cassetto, indirizza le punte
verso Willis e ne chiude e apre le fauci. To', ti serve questo?
Willis lo prende, imponendo alla mano di non tremare, toglie
il primo punto, poi infila dentro un dito, allarga l'apertura e il resto
comincia a staccarsi. Rimette l'apripunti sulla scrivania, infila
la mano nella busta e toglie una mazzetta di banconote da cento
dollari tenute insieme da due fascette di carta a doppia V. Sfila le
fascette e conta. Cinquanta. Rif scivolare le fascette e rimette i soldi nella busta.
Ti senti meglio, tigre? dice Reed.
Probabilmente non sono tagliato per queste cose dice Willis.
Oh, su, non dire cos. Reed prende l'apripunti. Perch ti
butti cos gi? Tu hai quella menata della grazia sotto pressione (Definizione del coraggio secondo Hemingway), ragazzo. T'ho visto. Apre e chiude tre volte le fauci dell'apripunti.
S, beh dice Willis.
Quindi ascolta. Tu riporti quella cosa a Calvin cos lui non si
incazza, e poi quando ne hai voglia, la settimana prossima, quando
vuoi, mi mandi un bell'assegnetto, okay? Avevamo detto due e
cinquanta? E poi direi che io e te siamo pari. Fa muovere le fauci
dell'apripunti intanto che dice Oh thank Gaaad con il lato
della bocca, poi lo mette gi e dice: Ah. A meno che. Apre di
nuovo il cassetto della scrivania, tira fuori una lattina di alluminio
col tappo a vite da pellicola e la tiene tra pollice e indice. Ma invece
di passargliela, la mette sulla scrivania fuori dalla portata di
Willis e scuote la testa. Devo dirtelo, ragazzo. L'altra sera il mio
cuore ha pensato a te. Quando abbiamo fatto quel discorso. Ero l
a pensare, ma cazzo, quella non  vita. Arrancare da un mese all'altro,
le fottutissime carte di credito spremute fino all'osso, fra
poco avr i ragazzi che vanno al college... quanti anni ha la tua ragazzina?
Willis non dice nulla; Reed si stringe nelle spalle.
Okay, quello che . Ma prendi uno come Danny. Non che sia una
cima. Beh, cazzo, voglio dire. Ma  riuscito a mettere insieme mille
dollari e ne sta ritirando indietro duemilacinque. Che per lui  una cifra.
Willis nota che non c' pi la musica. Una chitarra elettrica,
dal vivo, fa un accordo di mi. Auguri. Poi grandi note di basso.
Calvin lo stesso. Quarant'anni, ne dimostra sessanta, e questi
soldi per lui vogliono dire che quest'inverno non dovr taghare
duecento metri cubi di legna. T'ha detto delle sue mani?
Il tunnel carpale? dice Willis. S, me l'ha detto.
Ad avere a che fare con gente cos patetica, prima o poi ti stufi.
Un paio di colpi di batteria. Un colpo di grancassa.
Sembrerebbe che siano quasi pronti dice Willis.
S, beh, hanno le loro istruzioni. Reed prende l'apripunti.
Dimmi una cosa. Di solito quante volte vieni su a Preston Falls?
A parte le vacanze, intendo. Un paio di volte al mese?
Dipende dice Willis. Perch?
Reed fa dare due morsi all'apripunti. A me, tigre, mi sembra
che tu sia in una posizione splendida per una piccola entrata collaterale
non di poco conto. Ma guardati, sei una bellezza, capo
nonsocheccazzo di una grande azienda. Padre di famiglia. Comporterebbe
solo - okay? - di farti i tuoi viaggetti con la famiglia, e
una volta ogni tanto, tre-quattro-cinque volte all'anno, porti un
bagaglio in pi. Molto pi facile del vecchio Calvin che deve scarpinare
su fino a Richford o in non so quale posto del cazzo per incontrare
quei fifoni dei canadesi in mezzo a un bosco. Ti fai un
po' di grana esentasse, incontri gente interessante, e in pi ti
concedi, hai capito, il tuo piccolo hobby. D un colpetto al coperchio della scatolina di latta. Al massimo.
Non credo dice Willis.
Ehi dice Reed, alzando una mano. Va bene. Se non ti senti
a tuo agio, pu darsi che non sia la cosa giusta per te. La band
comincia, forte, con il ritornello di Hard to Handle. Wow, suona
bene, cazzo.  ora che usciamo l fuori, ragazzo. Rock and roll.
Troppo lavoro, capisci? Ascolta, comunque. C' solo una cosa che mi preoccupa un po'.
Willis gira una mano verso l'alto. Morire se chiede cosa.
Vedi, ho paura che, se non stai attento, potresti avere dei problemi
col tuo vicino. Sai, da un lato pu andare anche bene. Ma
credo che il vecchio Calvin in un certo senso contasse sulla tua
partecipazione continua. E non  tipo da mandare gi bene le delusioni,
questo lo so per certo. Per lui andare in casa tua mentre
non ci sei, piazzarci un po' di roba e chiamare la polizia sarebbe la
cosa pi facile del mondo. Capisci cosa intendo? Non vorrei mai
che una sera ti capitasse di arrivare su con la famiglia e di trovare cinque o sei macchine della polizia in giardino.
Willis non dice nulla.
Ehi dice Reed alzandosi. Non voglio fare il menagramo.
Solo fattici pensare, okay? Intanto... Tira su lo scatolino da pellicola,
gira intorno alla scrivania e lo porge a Willis.
Willis lo infila nel taschino della giacca di denim. Grazie dice.
 meglio che io esca. Tu che fai, vieni, tigre? O vuoi stare qui
un pochino? A prepararti? fa oscillare le dita davanti agli occhi.
S, credo che rester dice Willis.
Fa' con comodo. Chiudo la porta a chiave dietro di me di modo
che non t'interrompano. Cazzo, solo non scordarti di quella.
Indica la busta in grembo a Willis. Altrimenti il vecchio Calvin la delusione ce l'avr senz'altro.
La porta si chiude.
Willis sente che il cuore comincia a picchiare: l'eccitazione di
avere il permesso di farsi della roba tutto da solo. Alza lo sguardo
e vede quello che non riesce a credere di non avere visto prima: un
calendario con una pupa slavata e tettona con un topless a stelle e
strisce che manda un bacio a cavalcioni di una Harley equipaggiata
di tutto punto con bandierine americane sul manubrio, le tette
dello stesso rosso aranciato del rossetto. Il mese  ancora luglio.
Tira fuori il barattolino, svita il tappo e cerca di pensare cosa
usare: ah, le chiavi. Infila la mano nella tasca dei pantaloni alla
ricerca del portachiavi e immerge la chiave dell'accensione nella
polvere bianca luccicante. Al di l del muro sente un urlo salire e
Reed che ulula Bay-bay, bere Ah am, Ah'm a mane own the scene.
Cazzo, forse farebbe meglio farne a meno. Ha bisogno di conservare
la lucidit. Perch  nella merda pi totale. Ma d'altronde.
Tiene chiusa la narice sinistra e tira un po' con la destra. Tiene
chiusa la destra e tira un po' su con la sinistra. Manda la testa indietro, continua a sniffare.
Oh, yeah. Senz'altro la decisione giusta.
Dopo un po' apre gli occhi e guarda la tettona. E davvero incredibile.
Una prostituta che non si  presa nemmeno la briga di
tingersi le ciglia nere. Sente l'innominabile irrigidirsi: sta' gi, ragazzo.
Okay, il cuore pompa un pochettino pi forte, e se continua,
quello no che non  bello. Ma gli sembra che in un certo senso
stia pompando meglio. Per Dio, questa  la cura per la depressione,
l'indecisione, l'inerzia e tutte le altre stramaledette cose. In
pi, tanto per cambiare, cazzo, riesce anche a pensare.
Gli ci vogliono quindici secondi puliti per capire esattamente
il da farsi. Cos fottutamente semplice:  come quando il Buddha,
seduto sotto il suo albero, ha avuto l'illuminazione di essere un
uomo libero. E, a quanto pare, tutto il resto  andato da s.
Si alza e s'infila la busta sotto la giacca, che  attillata perch ha
messo su peso. Rificca il barattolino da pellicola nel taschino, dove
sporge come una tettina, ma quello in cui proprio non pu permettersi
di indulgere in questo momento  quell'aria da autocommiserazione
del cazzo. Perci lo tira fuori e lo porta in mano. Meglio
cos comunque, metti che bisogna liberarsene. Anche se lui
non ha nessuna intenzione di liberarsene,  solo un'altra botta di
pensiero depressivo. Quando cerca di aprire la porta dell'ufficio,
la bastarda  chiusa a chiave, e quello s che gli fa picchiare il cuore
di brutto, ma scopre che basta girare quel cosino.
Willis si chiude dietro la porta. Wow, l fuori fanno un bel casino.
Gli armonici striduli della chitarra distorta gli fanno stringere
i denti, e non vede l'ora di mettere le dita sulle corde, di torturarle
fino a farla cigolare anche lui. Ma sarebbe folle lasciarsi tentare
a salire sul palco. Anche se lass hanno la sua chitarra; oramai
non ci pu fare nulla. Anzi, in realt la situazione  perfetta. Perch
se adesso dovessero vederlo mentre infila l'uscita (e non succeder)
penseranno che stia semplicemente andando un attimo alfurgone.
Ehi,  proprio quello che succede.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Tornando a Preston Falls, spegne gli abbaglianti a ogni automobile
che incrocia. Quando compaiono delle luci sullo specchietto,
non rallenta n accelera; se vogliono superare, facciano
pure. In un tratto rettilineo e sgombro di strada in una vallata ampia,
con campi di mais raccolto su entrambi i lati e la luna piena
che sta proprio mettendo fuori il suo stramaledetto cerchio, ignora
l'impulso di spegnere le luci e guidare a fari spenti nella notte per un miglio.
Quando gira in Ragged Hill Road ha di nuovo un momento di
bassa, ma ci si pu fare senz'altro qualcosa. Casualmente sta passando
davanti alla casa di Calvin Castleman. Prima raccogli le forze,
poi vai ad affrontarlo. Quando  sano e salvo dietro l'angolo
rallenta, e ora spegne le luci, caso mai Calvin Castleman fosse da
qualche parte - nel bosco, per Dio? - da dove potesse vedere
svoltare qualcuno. Okay, e ora se per favore fosse possibile non
trovare sei o sette macchine della polizia davanti a casa. Alla luce
della luna sballonzola nel suo cortile e infila il muso del furgone
nell'ombra della legnaia. Esce e prende una boccata di quell'aria
cos pulita. Un silenzio grande come il cielo, con la superficie scalfita dallo stridio delle tettigonie.
Ha paura ad accendere le luci in casa, perci procede tentoni
prima di sopra e poi nel suo studio. Abbastanza luna dalla finestra
ad arco perch ci veda per accendere il computer. Qualcuno dalla
strada potrebbe individuare il bagliore del monitor, ma basta, basta,
basta. Per Dio, ne stai uscendo matto. Intanto che aspetta la
tiritera delle schermate coi copyright e delle cifre che si susseguono,
tira fuori lo scatolino da pellicola. Solo uno zie, di mantenimento.
Entra in Word e comincia a scrivere:
Atto di vendita
Acquirente: Calvin Castleman
Venditore: Douglas Willis
Una Martin D-18 + custodia rigida, N. ser.
Una Gibson J-200 + custodia rigida, N. ser.
Una Rickenbacker elettrica a sei corde + custodia rigida, N. ser.
Una Telecaster Fender + custodia rigida, N. ser.
Un Twin Reverb Fender, N. ser.
Per un valore di $ 5000
(firma)
Un valore di! Cos si parla. A parte il fatto che 5000  troppo
poco per suonare plausibile; vale tanto solo la Martin. Meglio
mettere 7500, chiederne a Calvin cinque e lasciare che ribassi fin
dove vuole, ma non sotto i quattro. Beh, tre e mezzo. Lasciando il
documento sullo schermo, porta una penna e un pezzo di carta di
sotto per prendere nota dei numeri di serie; quelli del Twin e della
Tele Calvin li pu aggiungere quando ci mette le mani. Probabilmente
dovrebbe suonare un'ultima canzone su ogni chitarra,
ma quale sarebbe sufficientemente ironica? Accende un fiammifero
per leggere i vari numeri, poi mette le custodie vicino alla porta
della cucina. Risale e scrive i numeri, stampa quel cazzo di foglio
- interlinea doppia, perch sul foglio non abbia un'aria sparuta
- e alla luce fievole del monitor firma in fondo.
Comincia a tirare gi le foto, pensando che potrebbe volerle
con s l dove andr. Oltre ai ricordi imperituri. Almeno la foto di
casa sua, quella vera. Cio la casa di suo padre. Cio la casa di sua
madre. La casa di chiccazzo se ne fotte. Ma no. Stavolta non vuole
fare un altro tuffo nell'infanzia; l'errore di Preston Falls  stato
tutto qui. Stavolta vuole andare nella direzione opposta, come
una sonda spaziale, anche se  proprio un'analogia del cazzo: l'idea
non  quella di andare alla scoperta di qualcosa. E certo non
di rimandare segnali. Quindi uno potrebbe dire, Beh, Doug, ma
allora quale cavolo  l'idea? Ma l'idea  che l'idea non debba essere necessariamente questa o quell'altra.
Carica la Rick, la D-18 e la J-200 sul furgone. Nient'altro qui?
C' il furgone, ma quello gli servir. Lo stereo? Ehi, quelli s che
sono cinque dollari veloci. Il computer  solo un 486, non vale pi
una cicca; quest'anno stava per farne una donazione alla Scuola
Superiore di Preston Falls per detrarlo dalle tasse. Sei o sette metri
cubi di legna in legnaia. Le tegole del tetto? Merda, magari Calvin ci traffica ancora.
Svolta verso la Castleman Enterprises e comincia a sobbalzare
nei solchi di sterrato. Il furgone di Calvin  ancora carico fino all'orlo,
e nella roulotte la luce  accesa. Willis vede muoversi una
tenda del finestrino. Esce dal furgone, e Calvin sbuca dalla porta
con biancheria intima termica, infilandosi una camicia di flanella a quadri.
Cos' successo? dice.
Niente dice Willis. Tutto bene. L'ho con me.
Cazzo ci fai qui? Non eravamo d'accordo cos. Cosa t'ho detto,
t'ho detto di stare l, t'ho detto di non tornare presto, di andartene
quando se ne andavano tutti gli altri. Per la fottutissima
Madonna. Te l'ha detto Reed di tornare qui?
Avevo bisogno di chiederti una cosa dice Willis.
Dove sono i soldi?
I soldi ce li ho, non ti preoccupare. Ma volevo farti un'offerta.
See, non me ne fotte di sentirla. Non voglio sentirne altre delle
stronzate tue, delle stronzate di Reed...
Calvin, cazzo, mi vuoi stare a sentire? dice Willis. Sar lieto di darti i soldi. Per... ti spiace almeno starmi a sentire? Voglio venderti tutte le mie chitarre e la roba, okay? Compresa la chitarra e l'amplificatore che ho lasciato l da Reed. Voglio dire, solo quei due l ne varranno cinquemila. Ecco, le altre tre le ho portate con me, okay? Dunque... Prende l'atto di vendita dalla tasca dei pantaloni. Dunque, ho scritto questo con un totale di settemilacinque perch non volevo che sembrasse troppo basso, ma in realt voglio solo i cinquemila. E in realt gi settemilacinque  incredibilmente basso. Merda, la Martin l'ho pagata tremilacinque una decina di anni fa, la Gibson l'ho pagata tipo duemilacinque...
Calvin non fa alcun movimento per prendere il pezzo di carta.
Dove sono quei cazzo di soldi?
Calvin, ci potresti fare sopra...
Ehi. Ti ho fatto una domanda.
Willis alza una mano. Okay, d'accordo. Guarda. Apre la
portiera del furgone e prende la busta da dietro il sedile. Prenditi questa cos ce li hai. Li puoi contare...
Calvin afferra la busta.
Stavo per dire dice Willis. Dopo che li hai contati - okay? -
e hai visto che c' tutto, magari possiamo fare qualche affare.
Calvin la apre e sente dentro. See, e va bene, non stiamo qui fuori come due coglioni.
Nel negozio, Willis si siede sul sedile da macchina mentre Calvin
si siede al banco da lavoro e conta due volte i soldi.
Okay? dice Willis.
Calvin lo guarda. Allora, checcazzo di problema c'hai?
Okay, fondamentalmente, mi servono contanti. Sono completamente
al verde, devo pagare le bollette, un sacco di roba che mi scade...
E questo perch dovrebbe renderti speciale?
Senti, voglio solo dire, posso venderti roba a un prezzo bassissimo,
per contanti, che tu ci puoi recuperare i soldi e te ne avanzano. Garantito.
Garantito un cazzo. Figurati se riesco a venderli, i tuoi rottami.
Perch no? Qui hai un atto di vendita con sopra i numeri di
serie. Kasher al cento per cento. Mette il foglio sul banco da lavoro.
Metti un'inserzione su Want Ad Digest'. Male che vada, li
porti gi ad Albany. Lark Street Music. Loro trattano strumenti
d'annata. O al limite, su a Burlington. Non mi ricordo il nome del posto, ma...
Tanto facile, allora perch non vai a vendertela tu la roba?
I soldi mi servono subito.
Questo problema non riguarda me. Calvin tira su il pezzo di carta.
Senti dice Willis. Posso metterci dentro anche il mio computer.
Quanto vale uno di quelli? Sta spostando l'indice in gi articolo per articolo.
Beh,  un 486. L'ho pagato duemilacinque due anni fa. Tre anni fa.
See, non me ne fotte un cazzo cos quando l'hai pagato tu.
Calvin mette gi il foglio. Ho detto quanto vale?
Di certo ne puoi fare su cinquecento.
Te lo puoi anche tenere dice Calvin. Di quegli aggeggi del
cazzo non so niente. E non voglio saperne. Si alza e mette la busta
nel cassetto in alto del suo archivio.
Okay, senti dice Willis. Un paio d'anni fa ricordo che abbiamo
parlato di prendere le lastre dal mio tetto in cambio di uno nuovo di metallo, no?
Non sono pi nel ramo tetti.
Cinquemila dollari dice Willis. Tutte le lastre del tetto, pi le chitarre.
Calvin appoggia una chiappa sullo sgabello di metallo e scuote
la testa. Naa. Il tempo che compro il tetto in galvalum, le viti,
tutta quella roba, ora che pago un ragazzo che mi aiuti a metterlo...
No, no, no. Lascia perdere il tetto nuovo. Se ci metti solo della
plastica, vedrai che tiene finch non mi procuro un tetto di qualche genere per conto mio.
Calvin lo guarda. Tra due mesi nevica.
S, vabb dice Willis. Come dici tu: questo problema non riguarda te.
Calvin prende un fucile a cannocchiale dal banco di lavoro e ci
guarda qualcosa. Forse quel fumetto del Far Side. Lo rimette gi.
Quindi tu e Reed avete intenzione di fare dei soldi sul serio,  questa l'idea?
Dio mio, no dice Willis. Davvero. E solo che mi trovo nei
pasticci e ho bisogno di contanti per tirare a campare.
Senti, non me ne fotte un cazzo. Basta che a me mi ci lasci
fuori. Puoi dirlo anche a Reed. Guarda con la coda dell'occhio il suo archivio. Te ne do mille.
No, non se ne parla dice Willis.
Come vuoi.
Calvin, quelle chitarre, una qualsiasi di quelle, vale il doppio.
Allora vai a vendertele. Cazzo me ne frega a me?
Pi un tetto completo di ardesia? Un paio d'anni fa eri disposto a mettermi su tutto un...
Mille dollari in contanti.
Non se ne parla dice Willis. Poi dice: Devo procurarmene almeno tre.
See, ma non da me, da me no.
Allora, tu quanto mi daresti? dice Willis.
Te l'ho gi detto. Mille dollari in contanti.
Non se ne parla dice Willis.
Allora togli il culo da casa mia. La tua roba non la voglio, vendimi
questo, vendimi quello. Solo perch te ne sei rotto il cazzo. E
tutto di colpo hai un fottuto bisogno di soldi. Allora mi giri intorno
cercando di vendere i tuoi fottuti giocattoli. Te li compro io, ragazzo. Mille dollari in contanti.
Dio santo dice Willis.
Tanto cazzo te ne fai? dice Calvin. Quella roba per te non vuol dire un cazzo.
Millecinque e chiudiamo. Millecinque e ci metto anche il computer.
Calvin dice: Non mi stai proprio a sentire.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Tempo di rock and roll.
Willis si ferma vicino a casa per guardarsela per l'ultima volta.
E magari prendere cinque libri assolutamente essenziali. Massimo dieci, to'. Si siede al tavolo della cucina, tira fuori il suo scatolino da pellicola e si fa una sniffatina dal pelapatate di Jean per tenersi a livello - sembra che la roba per met sia ormai andata - poi va di sopra e cerca il suo calibro 22 sotto il letto, non che sia necessariamente l'idea migliore, dato che tecnicamente  sotto stupefacenti. Per quanto sia strano pensare che sentirsi cos  come essere sotto stupefacenti. Beh, quel cazzo di calibro 22 non riesce a trovarlo comunque, quindi questo taglia la testa al toro.
Finch non si ricorda che quel figlio di puttana non l'ha mai tolto dal furgone.
Spegne la luce, torna dabasso, vede le pile di libri in salotto e decide di mettere in borsa la roba per l'isola deserta. Spegne la luce dell'anticamera, entra in cucina e prende in considerazione un caff. Ma per il caff pu fermarsi da qualche parte. Mille dollari ce li ha: dieci grossi vecchi pezzi da cento con il vecchio saggio Ben Franklin che ha tutta l'aria di stare per dire una massima delle sue. Okay,  evidente che Willis se l' preso in culo, e di brutto anche. Ma in realt anche Calvin se l' preso in culo, perch Calvin Castleman  un fottuto materialone come Ben Franklin, e le chitarre e le tegole del tetto e le migliaia di dollari che vuole farsi non sono che un sacco di bagagli in pi da trascinarsi dietro con grave sovraccarico spirituale.
Mette fuori il naso dal furgone, guarda a sinistra, guarda a destra, poi si volta a guardare per l'ultima volta la casa e vede in una delle finestre ad arco - la seconda da sinistra, il suo stramaledetto studio - il bagliore di un video, come se una famiglia felice, mezza addormentata fosse l dentro a farsi di popcorn. Lo stramaledetto computer. Tanto per il gusto di farlo, tira su il freno a mano, esce dal furgone, piega lo schienale del sedile e tira fuori il calibro 22.
S, il colpo  in canna. Tira l'otturatore, il colpo gli va in canna ed eccolo puntare contro quella figlia di puttana, e d'un tratto gli sembra di essere pi leggero e molto molto sensibile, come fosse vivo. In realt, c'ha una strizza bestiale dei fucili. Cerca di puntare il mirino sulla finestra ad arco, ma quel coso sballonzola troppo, perci finisce per posare il fucile sul cofano del furgone. Trova la finestra, mette il mirino circa al centro. Mentre spara salta tutto, ma sente il vetro infrangersi e illuminarsi, poi guarda e vede che c' riuscito. Quel bagliore da tiv c' ancora - cosa pensava, di
colpire la finestra e anche il monitor? - ma la sua cosina intelligente l'ha fatta. Ora andiamo.
Fa finta che non sia sicuro fare la solita strada, che la polizia abbia messo un posto di blocco, roba del genere, perci dal vialetto gira a sinistra e segue Ragged Hill Road fino all'altezza di Wakefield, dove diventa Oldacre Road, controllando allo specchietto se lo stanno seguendo. Prende a sinistra in Neville Road e passa accanto alla palude dei castori, dove la luna si riflette nell'acqua vitrea e sporgono gli alberi morti semisommersi. Accanto a una casa con stalla con le luci spente e un collie alla catena sul tetto della cuccia. Ciao, ciao. Gi dalla collina e lungo un ponte di ferro trapezoidale che sferraglia quando lo si attraversa, e di nuovo a sinistra al bivio per un posto che si chiama Aylmer Road in cui non  mai stato ma che sembra portare in direzione della 22A.
Sale lentamente la collina, con i vecchi buoni aceri senza corteccia ai due lati. Improvviso bagliore giallo dietro la curva, poi un paio di fari. Finge che sia la polizia. Spegne gli abbaglianti, continua sul suo lato della strada, poi continua a guardare lo specchietto finch le luci rosse di posizione non scompaiono. Fiuu, per un pelo.
Fattoria a sinistra, una luce accesa di sopra poi una roulotte a due piazze a destra, un copertone da camion dipinto di bianco mezzo sepolto accanto al vialetto. Ciao. Poi solo alberi, la strada si rimette a scendere e, dopo mezzo miglio, c' uno stop e due corsie di asfalto che vanno a destra o a sinistra. Tombola.
E tre quarti d'ora dopo  diretto a sud sulla Northway. Tiene il tachimetro a sessantacinque fisse e sta su dritto come il generale Douglas MacArthur, le mani sulle dieci e dieci. Signors, signore. Con droga a sufficienza per tenerlo fresco e sveglio. Non c' pi lo stereo in macchina, ma lui sa cantare, no? Pu cantare Valderi, valdera oppure l'U Fly Away o quel cazzo che vuole. La canzone soldatesca spaventosa della Strega Cattiva del Mago di Oz che fa Oh-uii-oh. E a quattro ore da New York.
Si ferma una volta per pisciare e procurarsi soldi, caff e benzina a una stazione di servizio, una volta per un po' di coca a un parcheggio non illuminato, una volta per accostarsi e aspettare che non siano in vista macchine e sparare a un cartello con sopra un cervo (manca il cervo ma almeno colpisce il cartello), un'altra volta per un altro po' di coca tra due camper in un parcheggio di un'altra area di servizio, e una volta in mezzo al ponte di Tappan Zee, verso le quattro del mattino. Per buttare quel fottuto fucile nel fiume Hudson. Prima di fare qualche cazzata. (Battutina.)
Non c' nessun traffico da nessuna parte, e questa foresta di travi e piloni imbullonati lo ripara dai caselli. Spegne il motore, scende e prende il calibro 22 da sotto il sedile, poi esce dalla strada su un passaggino con una ringhiera, alto sopra l'acqua. Il fiume che porta via i bagliori da New York, rosa da bomba H che emana da dietro quell'ansa. Passa una macchina nella direzione opposta; sembra rallentare appena, poi riprende velocit. Meglio farlo e togliersi dai coglioni. Prende il fucile per la canna e, come una mazza da baseball, lo fa oscillare e lascia che quel figlio di puttana voli nel buio.
Willis sta fermo e ascolta ma non sente arrivare il colpo. Possibile che stia ancora cadendo?
...
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...
Fine Parte 1